{"id":275,"date":"2015-03-17T23:01:38","date_gmt":"2015-03-17T22:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=275"},"modified":"2015-03-18T00:01:55","modified_gmt":"2015-03-17T23:01:55","slug":"il-ddl-sulla-buona-scuola-un-passo-avanti-e-due-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=275","title":{"rendered":"Il ddl sulla buona scuola: un passo avanti e due indietro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-276\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/imagesCA3TFH00-150x150.jpg\" alt=\"imagesCA3TFH00\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Il ddl sulla buona scuola: un passo avanti e due indietro.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ddl sulla buona scuola, licenziato dal CdM il 12 marzo scorso, si presta ovviamente a valutazioni differenti. Ci sono cose che convincono e importanti come: la marcia indietro rispetto agli scatti di anzianit\u00e0, la previsione dell\u2019organico funzionale, misure potenzialmente efficaci come il Programma triennale dell\u2019offerta formativa &#8211; con tutti i passaggi che ne conseguono -; e ancora: investimenti (anche se ancora timidi)<em> per qualificare il servizio scuola che rappresentano una inversione di tendenza rispetto al passato\u2026.<\/em> Ci sono naturalmente cose discutibili, ma comunque degne di attenzione; e cose invece che creano irritazione e sconcerto, di cui si sarebbe fatto volentieri a meno.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due questioni soprattutto in primo piano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a queste ultime, il pensiero va in primo luogo alla <em>questione dei docenti precari<\/em>, al vistoso ridimensionamento &#8211; da 148.000 a 100.000 mila &#8211; delle assunzioni e anche al modo con cui, nel disegno governativo, si prevede di selezionare il personale da assumere. Mi limito qui ad un solo interrogativo: va certamente bene il ddl su questioni importanti di rinnovamento generale del sistema. Ma, su questioni urgenti e drammatiche come quella della stabilizzazione dei precari che abbiano titoli sufficienti, perch\u00e9 non varare subito un decreto ben calibrato sulle assunzioni, che in questo caso sarebbe giustificatissimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non convince neanche la previsione che gli studenti, \u201ca partire dal secondo anno dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, possono svolgere periodi di formazione in azienda attraverso la stipulazione di contratti di apprendistato\u201d. Non penso che contratti di apprendistato per quindicenni in obbligo di istruzione siano cose di cui vantarsi per un paese che sta in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono anche altre questioni su cui ripensamenti appaiono necessari: come quelle dell\u2019alternanza, ricondotta sostanzialmente allo stage, e dell\u2019offerta formativa negli ultimi due segmenti del secondo ciclo. Ma se ne potr\u00e0 discutere eventualmente in riflessioni successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019interrogativo centrale: ma che scuola \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto che mi preme qui riprendere e sottolineare riguarda soprattutto il cambiamento di prospettiva operato dal ddl rispetto alle ipotesi del documento sulla buona scuola; ipotesi riprese e approfondite nei dibattiti, nella consultazione e nelle elaborazioni di questi lunghi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento sulla Buona Scuola ruotava sostanzialmente intorno alla figura dell\u2019insegnante e cercava di affrontare la questione docente proponendo, anche se con qualche ingenuit\u00e0, soluzioni talvolta opinabili, ma comunque degni di attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che si ha invece di fronte a questa proposta governativa \u00e8 che tutto ruoti intorno alla figura del DS. Opzione certamente legittima, ma che non c\u2019entra niente con la discussione fatta finora. Se si aveva in mente il preside sindaco (?!), il preside allenatore di squadra (?!), perch\u00e9 ingolfarci in una discussione che ha fatto perdere tempo prezioso e ha impegnato non poche energie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda che si impone adesso mi sembra sia la seguente: questo &#8211; del ddl &#8211; \u00e8 il tipo di proposta di cui ha bisogno la nostra scuola?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro delle riflessioni del documento dello scorso settembre c\u2019era \u2013 come si \u00e8 detto &#8211; il nodo della figura docente: come rilanciarne il ruolo , come riattivarne il protagonismo, come rimotivarla attraverso leve e meccanismi che ne migliorassero le competenze e ne differenziassero i ruoli. E questo, con l\u2019obiettivo di rilanciare con forza il discorso sulla scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottindeva praticamente un patto tra insegnanti e governo e societ\u00e0 che, seppure con qualche smagliatura, si ipotizzava comunque capace di contrastare e superare l\u2019attuale situazione di stallo e di opacit\u00e0 complessiva del sistema, puntando sugli insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione \u2013 comunque fondamentale &#8211; del DS era possibile leggerla dentro questo disegno complessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora cambia completamente il sistema di gioco[1] e si prefigura un diverso modello di scuola. Diverso certamente dall\u2019idea \u2013 a cui abbiamo lavorato in questi anni &#8211; in cui i docenti come attori comprimari potessero sentirsi al centro di una trama che, attraverso opportuni meccanismi, facesse emergere la centralit\u00e0 del lavorare insieme, del cooperare, del migliorarsi ricercando e sperimentando; e che rilanciasse le funzioni del coordinamento delle diverse articolazione del collegio (ridando senso ai consigli, ai comitati, alle commissioni) per garantire unitariet\u00e0 di visione e di gestione. Assieme, ovviamente, alla funzione di regia, di guida e di garanzia della figura del DS, senza la quale uno \u201cspettacolo\u201d complesso ha scarse probabilit\u00e0 di riuscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi in proposito al meraviglioso e sempre attuale film di Fellini, <em>Prova d\u2019orchestra<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I rischi dietro scelte importanti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, l\u2019interrogativo: non si rischia &#8211; con questa idea di scuola e di dirigente che sembra venir fuori dal ddl &#8211; di rafforzare la visione impiegatizia del lavoro docente (l\u2019insegnante come impiegato e il DS come Amministratore delegato) e di riproporre l\u2019idea brunettiana del DS essenzialmente come figura della filiera amministrativa-burocratica del sistema? \u00c8 solo un rischio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ha infatti l\u2019impressione che la visione di DS delineata nel Decreto legislativo che ne mette a fuoco il profilo (il D.L.vo165 del 2001), sia \u2013 in questo ddl &#8211; <em>tirata<\/em> piuttosto verso prospettive non del tutto coerenti con l\u2019impianto previsto dalla legislazione sull\u2019autonomia. E neanche con quanto lo stesso ddl prevede all\u2019articolo 21 (in cui sembra si parli una lingua diversa.[2])<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo punto, proviamo a prendere in considerazione &#8211; del ddl &#8211; qualche passaggio pi\u00f9 significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DS diventa addirittura <em>\u201cresponsabile delle scelte didattiche, formative e della valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti\u201d<\/em> (art. 7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte gli interrogativi sulla <em>responsabilit\u00e0 delle scelte didattiche e formative<\/em> (che ne \u00e8 a questo punto dell\u2019autonomia didattica, organizzativa ecc.? Dove si colloca la responsabilit\u00e0 del docente?), il punto dell\u2019individuazione dei docenti \u201cmeritevoli\u201d e dell\u2019attribuzione del riconoscimento economico affidato <em>unicamente<\/em> alla responsabilit\u00e0 del DS[3], \u00e8 \u2013 domanda &#8211; pi\u00f9 una leva o pi\u00f9 un problema per il dirigente di una scuola? Soprattutto se i meritevoli si riducono \u2013 come sembra &#8211; a quattro\/cinque per Istituto. [4]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora: il DS sceglie, <em>sempre da solo<\/em>, il personale da assegnare ai posti dell\u2019organico, attingendo da appositi <em>albi territoriali<\/em>, e pu\u00f2 chiamare direttamete anche personale docente di ruolo gi\u00e0 in servizio presso altra Istituzione scolastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va certamente richiamato che, sempre nell\u2019art. 7, si prevede che la scelta va fatta \u201ccon modalit\u00e0 rispettose dei principi e criteri definiti\u201d (pubblicit\u00e0 dei criteri e degli incarichi conferiti e della relativa motivazione a fondamento della proposta). Ma ognuno avverte i rischi di varia natura (clientelismo, nepotismo, conformismo, \u201cparrocchie\u201d\u2026) insiti in un meccanismo affidato ad una sola persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il CDM ha inteso comunque prevedere la sostituzione del DS: \u201cin caso di inerzia\u201d (?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma &#8211; ancora una domanda &#8211; perch\u00e9, invece di fare previsioni di questo tipo (che non si sa che fine fanno), non si \u00e8 inteso prendere in considerazione un modello organizzativo &#8211; emerso con forza nel dibattito dei mesi scorsi &#8211; in cui, su questioni delicate, la leadership (meglio forse sarebbe parlare in questo caso di <em>governance interna<\/em>) sia pi\u00f9 partecipata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella bozza del decreto legge (poi affossato) che ha preceduto il ddl, si parla di <em>nucleo interno di valutazione<\/em>; in pratiche organizzative, pi\u00f9 diffuse di quanto si pensa, si sperimenta l\u2019<em>\u00e9quipe di direzione<\/em> delle scuole o anche il <em>middle management<\/em> (collaboratori, FS e\/o coordinatori di dipartimento), legittimati in vario modo anche dall\u2019assenso del Collegio e dalla condivisione del CdI. Perch\u00e9 invece si \u00e8 optato per una figura di \u201ccapo\u201d che \u00e8 pi\u00f9 vicina ad un amministratore delegato che ad un leader organizzativo \u2013 educativo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Auspicabile certamente un \u201crafforzamento delle funzioni di gestione, di impulso e proposta\u201d, come pure si prevede opportunamente nel citato art. 21 del ddl; ma \u2013 come si \u00e8 cercato di argomentare &#8211; il profilo previsto in tutti gli altri articoli in cui si parla di DS sembra muoversi in una direzione che porta ad un modello di scuola in cui non \u00e8 facile ritrovarsi. Almeno per quanti non hanno mai fatto il tifo per il preside <em>manager<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">________________________________________<br \/>\n[1] Nessuno pu\u00f2 pensare che il voucher dell\u2019importo di 500,00 per l\u2019aggiornamento e la formazione \u2013 comunque interessante &#8211; o il premio previsto per i meritevoli, nella misura e nei termini indicati nel ddl, possano essere misure sufficienti e adeguate per creare, in un quadro compromesso, una inversione di tendenza.<br \/>\n[2] Al comma 2, punto 2, lettera f) si precisa che saranno emanate disposizioni di \u201crevisione e disciplina dell\u2019organizzazione delle scuole che favorisca la stretta collaborazione tra gli organi di governo e tutte le sue componenti, improntata sulla distinzione tra: funzioni di indirizzo generale, da riservare al Consiglio dell\u2019Istituzione scolastica autonoma; rafforzamento delle funzioni di gestione, impulso e proposta del dirigente scolastico; funzioni didattico-progettuali, da attribuire al Collegio dei docenti e alle sue articolazioni\u201d.<br \/>\n[3] C\u2019\u00e8 un \u201csentito il CdI\u201d, che \u00e8, pi\u00f9 che altro, una foglia di fico.<br \/>\n[4] Il problema si pone anche nel caso si voglia recuperare la soglia del 34% che compare nel documento della BS, anche se in un contesto abbastanza diverso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ddl sulla buona scuola: un passo avanti e due indietro. di Antonio Valentino Il ddl sulla buona scuola, licenziato dal CdM il 12 marzo scorso, si presta ovviamente a valutazioni differenti. 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