{"id":352,"date":"2015-06-04T23:22:56","date_gmt":"2015-06-04T21:22:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=352"},"modified":"2015-06-04T23:23:37","modified_gmt":"2015-06-04T21:23:37","slug":"qualche-considerazione-sul-nuovo-ddl-e-sul-clima-nelle-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=352","title":{"rendered":"Qualche considerazione sul nuovo ddl e sul clima nelle scuole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-353\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/community1-150x150.gif\" alt=\"community1\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Qualche considerazione sul nuovo ddl e sul clima nelle scuole<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una valutazione del testo di riforma approvato alla Camera \u2013 avendo l\u2019occhio sui lavori parlamentari di questi giorni &#8211; bisognerebbe sempre tenere presente lo stato della nostra scuola, che \u00e8 quello che \u00e8. Chi ci vive e ci lavora e guarda alle tante energie svilite, ai risultati scadenti, alla demotivazione diffusa e sempre crescente, all\u2019autoreferenzialit\u00e0 e all\u2019individualismo prevalente &#8211; che sono l\u2019esatto contrario di in\u2019idea di scuola come \u201ccomunit\u00e0 di pratiche\u201d che vorremmo costruire &#8211; non pu\u00f2 che diffidare dell\u2019orgia di parole che continua ancora a dominare la scena e che prospetta, apocalitticamente, future divisioni nella categoria (che notoriamente, ora, si coordina e coopera sempre all\u2019unisono), perdita di tutele e diritti, trionfo dell\u2019aziendalismo a scuola, e via drammatizzando; e disegna vasti scenari a tinte fosche (vedere l\u2019ultima nota, apparsa su fb, del neo apprendista stregone Corradino Mineo). <!--more--><br \/>\nBisognerebbe forse che si tenesse pi\u00f9 presente<br \/>\n\u2022 che con questo ddl si prospetta finalmente una credibile via d\u2019uscita per il grave fenomeno del precariato. Che probabilmente non sar\u00e0 immediatamente definitiva, che certamente \u00e8 perfettibile, ma che comunque \u00e8 a portata di mano.<br \/>\n\u2022 Che finalmente le scuole avranno a disposizione personale aggiuntivo per dare gambe a quell\u2019autonomia con cui ci siamo riempiti la bocca in questi anni e che \u00e8 stata per tutte le scuole una sorta di araba fenice (a questa nuova importante opportunit\u00e0 non si accenna neanche nel dibattito tra gli interessati; quasi fosse un dono di Danai -di virgiliana memoria &#8211; al popolo della scuola).<br \/>\n\u2022 Che finalmente si comincia a parlare di valutazione come strumento non solo di verifica e di apprezzamento ai fini della conferma nell\u2019organico (dei neo assunti), ma anche \u2013 almeno cos\u00ec mi piace pensare &#8211; come ragione e stimolo per superare un modo &#8211; abbastanza diffuso &#8211; di vivere la professione, che Romei definirebbe \u201cdomestico\u201d(1) (proprio \u2013 cio\u00e8 &#8211; di chi non ha niente da temere, che \u00e8 sicuro della sua condizione che nessuno pu\u00f2 mettere in discussione; e si comporta di conseguenza. Si potrebbe tradurre anche con \u201cseduto\u201d).<br \/>\n(Purtroppo per\u00f2 \u2013 va qui aggiunto &#8211; la previsione, nel nuovo testo, di affidarla ad un Comitato di genitori e studenti, oltre che di insegnanti e ds, non aiuta. Si spera in emendamenti al Senato che facciano emergere l\u2019insostenibile leggerezza di affidare una funzione cos\u00ec delicata e importante a persone senza adeguate competenze; e recuperino eventualmente &#8211; attraverso rilevazioni sul \u201clivello di gradimento\u201d del personale &#8211; un possibile ruolo di genitori e studenti).<br \/>\n\u2022 Che la formazione diventa finalmente obbligatoria e che si prevedono risorse specificamente dedicate.<br \/>\n(Per\u00f2, anche qui, pone interrogativi la trovata del <em>bonus<\/em> dei 500 euro, che, per la visione individualistica che la informa, \u00e8 proprio l\u2019opposto di quello che una sana amministrazione dovrebbe prevedere. Urge quindi anche qui qualche sano correttivo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconosciuti questi elementi positivi (con i punti di domanda evidenziati), non si pu\u00f2 far finta di niente di fronte alle debolezze e criticit\u00e0 che ancora permangono nel nuovo disegno di legge, anche dopo gli emendamenti approvati nella commissione della Camera (e <span style=\"text-decoration: underline;\">a seguito e a motivo delle manifestazioni dei degli ultimi mesi<\/span>). Criticit\u00e0 che per\u00f2 si sbaglia a cercarle nel rafforzamento delle funzioni del ds, come si continua a dire e a scrivere.<br \/>\nLe maggiori debolezze e le pi\u00f9 forti criticit\u00e0 le ravviserei in altre scelte che connotano negativamente questo ddl. E su cui han fatto bene a concentrarsi, nei loro documenti di proposte emendative (a cui si rimanda), sia il <span style=\"text-decoration: underline;\">Cartello che vede insieme associazioni professionali importanti e storiche e le sigle di sindacati confederali; sia l\u2019ANDIS Nazionale<\/span>.<br \/>\nQui mi limito a segnalare, fra le criticit\u00e0 del ddl, soprattutto le disposizioni previste per \u201cla valorizzazione della professionalit\u00e0\u201d (i premi da erogare ai pi\u00f9 <em>meritevoli<\/em> ). E questo perch\u00e9 la forma di premialit\u00e0 individuata si muove in una logica individualistica e competitiva che non fa bene alla scuola, perch\u00e9 rimane \u2013 a tale logica &#8211; del tutto estraneo l\u2019obiettivo di <em>stimolare<\/em> gli insegnanti in direzione di una visione pi\u00f9 esigente e impegnata di s\u00e9 e del proprio lavoro. Di puntare cio\u00e8 a <em>motivarli<\/em>, con misure che possano spingere tutti a fare meglio quello che fanno.<br \/>\n\u00c8 dietro l\u2019angolo \u2013 c\u2019\u00e8 da esserne certi -il rischio di fratture e conflitti dentro la categoria, anche quando nell\u2019erogazione dei premi si utilizzassero criteri valutativi tra i migliori e corretti.<br \/>\nRiconoscere il merito \u00e8 cosa buona e giusta. Qualcuno lo considera \u2013 e non a torto, forse &#8211; come lo strumento che hanno in mano i meno favoriti dalla sorte per emanciparsi e far valere il proprio impegno e il proprio talento. Ma, per come \u00e8 stato concepito, fa correre il rischio che si creino ulteriori problemi nelle scuole. (Anche per il tipo di composizione del Comitato di valutazione di cui si \u00e8 gi\u00e0 detto.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che si fa fatica a capire \u2013 sulla questione <em>valorizzazione<\/em> &#8211; \u00e8 la ragione per cui \u00e8 stata accantonata, senza fornire spiegazione alcuna, la proposta avanzata dal documento iniziale della <em>Buona scuola (<\/em>2) , di cui era addirittura un punto cardine.<br \/>\nProposta che faceva perno sugli strumenti del portfolio e dei crediti (<em>didattici, formativi, professionali<\/em> (3) ), ai fini della progressione economica e dei percorsi di carriera.<br \/>\nSi \u00e8 preferito invece questa scorciatoia che certo non aiuta, nella situazione attuale, in cui c\u2019\u00e8 piuttosto bisogno di vedere favoriti e incentivati comportamenti partecipativi, impegnati e responsabili, attraverso meccanismi motivanti e propulsivi che parlino a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mi si chiedesse infine cosa \u00e8 stato finora latente tra le voci della protesta scolastica, indicherei immediatamente la mancanza di una denuncia &#8211; non retorica &#8211; della vera \u201cassenza che pesa\u201d nel ddl: quella di un\u2019idea di scuola come \u201ccomunit\u00e0 di intenti e pratiche condivise\u201d o \u201cimpresa collettiva\u201d (per dirla con Romei). Di una idea di scuola, cio\u00e8, che faccia emergere, <span style=\"text-decoration: underline;\">attraverso opportuni meccanismi che una buona legge dovrebbe prevedere<\/span>, la centralit\u00e0 del lavorare insieme, del cooperare, del migliorarsi (vs individualismi di varia matrice, che costituiscono un problema endemico del nostro sistema, ormai non pi\u00f9 sostenibile).<br \/>\n\u00c8 questa la scelta strategica che la ricerca internazionale e l\u2019esperienza di molte scuole \u2013 anche nel nostro paese \u2013 indica come la pi\u00f9 promettente per sistemi di istruzione che vogliano essere all\u2019altezza del proprio compito in questa fase.<br \/>\nDi questo non vedo tracce significative nel ddl. E tale assenza esprime un vuoto di prospettiva, che costituisce elemento strutturale di debolezza destinata a pesare negativamente sulle sorti della <em>buona scuola<\/em> che si vuol costruire.<br \/>\nLa forma di <em>premialit\u00e0<\/em> scelta e il bonus per la formazione previsti sono, sotto questo versante, indizi preoccupanti di una \u201cvisione\u201d, propria anche del nuovo ddl, che potrebbe portare in tutt\u2019altra direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo per dire che ci sono motivi validi per riconsiderare anche il nuovo testo e chiederne modifiche mirate.<br \/>\nMa \u2013 e ritorno alle considerazioni iniziali &#8211; quello per\u00f2 che non convince, e che ritengo non sostenibile, \u00e8 questo gioco di interdizione su tutto, a 360 gradi, di quelle associazioni professionali e sigle del sindacalismo \u201cautonomo\u201d che puntano a trasformare ogni proposta del ddl in una trincea di opposizione. E impediscono di concentrarsi invece su quegli obiettivi e dispositivi che hanno pi\u00f9 senso.<br \/>\nL\u2019impressione che si coglie \u00e8 che purtroppo questo clima di rifiuto generalizzato del ddl sia ancora prevalente dentro le nostre scuole (anche per la disinformazione diffusa, tra gli stessi insegnanti, sui cambiamenti apportati alla Camera).<br \/>\nDi questo bisognerebbe farsi carico un po\u2019 tutti per evitare rovinose cadute all\u2019indietro.<br \/>\nE prevedere conseguentemente <em>performance<\/em> televisive anche ad alto livello. Che evitino per\u00f2 lavagna e gessetti.<br \/>\nO no?<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\n<em>1 P. Romei, definisce \u201cdomestici\u201d i modelli organizzativi, come quello prevalente nel nostro sistema scolastico, in cui non si richiedono sforzo e impegno \u201cper la loro sopravvivenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>2 Si ricorder\u00e0 che la proposta era per\u00f2 all\u2019interno di coordinate piuttosto dubbie &#8211; che la consultazione ha comunque fatto saltare -: la quota dei destinatari fissata al 66% e la fonte di finanziamento individuata nel fondo per gli scatti di anzianit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>3\u00a0 Da maturare, cio\u00e8, nei tre ambiti: del lavoro in classe, della formazione-autoformazione e della collaborazione per il funzionamento didattico-organizzativo della scuola.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche considerazione sul nuovo ddl e sul clima nelle scuole di Antonio Valentino Per una valutazione del testo di riforma approvato alla Camera \u2013 avendo l\u2019occhio sui lavori parlamentari di questi giorni &#8211; bisognerebbe sempre tenere presente lo stato della nostra scuola, che \u00e8 quello che \u00e8. 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