{"id":362,"date":"2015-06-21T23:38:31","date_gmt":"2015-06-21T21:38:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=362"},"modified":"2015-06-21T23:40:36","modified_gmt":"2015-06-21T21:40:36","slug":"sostegno-come-ti-vorrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=362","title":{"rendered":"Sostegno: come ti vorrei\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-363\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/school_five_students_handicap-150x150.gif\" alt=\"school_five_students_handicap\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Sostegno: come ti vorrei\u2026 <\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Giancarlo Cerini<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Idee a confronto sul futuro del sostegno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confronto appassionato e partecipato il 18 giugno scorso al Dipartimento di Scienze dell\u2019Educazione dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna sul futuro della figura del docente di sostegno. Sede prestigiosa, relatori puntuali, associazioni (dei docenti e dei genitori) fortemente coinvolte. Posizioni, ovviamente differenziate. Il tema \u00e8 all\u2019ordine del giorno: deve cambiare il profilo dell\u2019insegnante specializzato, come lo conosciamo da ormai 40 anni (in pratica dalla legge 517 del 1977)?<!--more--> Questione non piccola, visto che nella scuola italiana (dall\u2019infanzia alle superiori) operano oltre 110.000 docenti di sostegno. Tanto da occupare le prime pagine dei quotidiani e le attenzioni di autorevoli opinionisti, come Adriano Sofri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La via italiana all\u2019inclusione regge ancora o \u00e8 tempo di ripensamenti e innovazioni? E che dire dell\u2019ipotesi di modifiche alla legislazione in materia di integrazione che \u00e8 contenuta nel disegno di legge di riforma della scuola, in discussione in Parlamento? In particolare, le associazioni delle famiglie dei disabili (FAND e FISH, che ne rappresentano buona parte) chiedono a gran voce che ci sia una maggiore continuit\u00e0 di presenza della figura di sostegno, una competenza pi\u00f9 mirata sulla disabilit\u00e0 dei diversi soggetti, magari una carriera specifica e diversa, per far uscire il sostegno da una posizione di minorit\u00e0 e provvisoriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Genitori e insegnanti (e le loro associazioni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, si ribatte dal fronte \u201cinterno\u201d dei docenti, in questo modo si rischia di perdere di vista l\u2019idea guida dell\u2019inclusione, che consiste nella capacit\u00e0 di organizzare un contesto educativo (ma non solo) accogliente per l\u2019allievo disabile ma anche per tutti gli altri compagni. Le due posizioni sono state illustrate con motivazioni a prima vista convincenti e ricche di suggestioni. Come non dar ragione ad Andrea Canevaro, il \u201cdecano\u201d della pedagogia speciale italiana (vista per\u00f2 nella sua \u201cnormalit\u00e0\u201d), quando ha parlato di sostegno di prossimit\u00e0 e diffuso, di rischi di un rapporto diadico insegnante-allievo, di integrazione evolutiva come possibilit\u00e0 di un sostegno \u201cinatteso\u201d (che non viene cio\u00e8 erogato solo dagli addetti ai lavori). Dunque, \u00e8 preferibile muoversi verso un sistema di sostegni al plurale\u2026, non strettamente dipendenti dagli specialisti. Posizione condivisa anche dai docenti curricolari (Bagni, del Cidi), se sanno mettersi in discussione, andare oltre la lezione verbale, costruire situazioni di apprendimento partecipato, con una pluralit\u00e0 di mediazioni didattiche. E dai docenti di sostegno, che rivendicano la loro possibilit\u00e0 di essere punto di riferimento per una classe inclusiva, contitolari a tutti gli effetti, portatori di una progettualit\u00e0 innovativa che fa bene a tutti gli allievi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni dei genitori, invece, insistono su un\u2019alta specializzazione delle figure professionali, con percorsi formativi intensi ed appropriati, non soddisfatti dagli attuali modelli \u201cpolivalenti\u201d. (Barbuto, Istituto Cavazza). E ripropongono il loro disegno di legge, in parte recepito dalla ampia delega contenuta nella \u201cBuona Scuola\u201d (Faraone), che potrebbe portare a carriere separate dei docenti di sostegno e dei docenti curricolari. Quello della formazione, iniziale ed in servizio, potrebbe dunque essere lo snodo decisivo. Ecco perch\u00e9 gli universitari di \u201cpedagogia speciale\u201d -ampiamente presenti al convegno- hanno ricostruito con precisione le molte giravolte in materia di formazione dei docenti di sostegno e l\u2019esigenza di stabilizzare il modello formativo che \u00e8 ora in fase di attuazione (i corsi per il sostegno attivati nell\u2019ambito del DM 249\/2010 e del DM applicativo del 30\/9\/2011), con molte differenze tra gli Atenei e con una analisi fortemente problematica da parte del responsabile del MIUR (Ciambrone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>La soluzione del dilemma, nella formazione\u2026\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 proprio ripensando alla formazione che si potrebbe trovare un punto di equilibrio, come hanno sostenuto in apertura Luigi Guerra (direttore del Dipartimento di Scienze dell\u2019Educazione di Bologna) e Marco Campione (capo-segreteria del sottosegretario Faraone). Si fa strada l\u2019idea di assicurare un plafond formativo sui temi della disabilit\u00e0 a tutti i docenti che intendono entrare nella scuola italiana (riconfermando il principio che l\u2019integrazione riguarda tutta la scuola e non solo gli specialisti), rinnovando i percorsi formativi per i docenti di sostegno (con percorsi pi\u00f9 rigorosi e pi\u00f9 approfonditi) ed aprendo nuove prospettive di ulteriore specializzazione approfondita su aspetti specifici (autismo, handicap sensoriali, ecc.) per figure di secondo livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficilmente si potr\u00e0 avere un docente di sostegno ad hoc per il singolo allievo disabile (la ricerca della \u201ccopertura\u201d oraria \u00e8 stata stigmatizzata da Canevaro come fuorviante rispetto ad una integrazione sincera), ma probabilmente si avranno una maggior competenza per tutti i docenti di classe nei confronti dei bisogni educativi speciali (nella accezione pi\u00f9 ampia del termine), figure di sostegno meglio preparate e con una maggiore continuit\u00e0 di presenza (visto l\u2019alto tasso di \u201cfuga\u201d dal sostegno cui si assiste ogni anno), e la possibilit\u00e0 di figure specializzate in veste di consulenti e di supporto scientifico-didattico a livello di pi\u00f9 classi e scuole per tipologie di handicap definite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Baster\u00e0 tutto ci\u00f2 a migliorare lo stato di salute dell\u2019integrazione scolastica nel nostro paese? Non \u00e8 solo problema di pi\u00f9 docenti di sostegno o di docenti diversamente qualificati: l\u2019inclusione richiede l\u2019intervento di pi\u00f9 professionalit\u00e0, dentro e fuori la scuola (e dunque un\u2019evoluzione del profilo dell\u2019insegnante di sostegno); la maturazione di un atteggiamento culturale e sociale di effettiva apertura al diverso; la riconferma del carattere solidale e non competitivo della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sostegno: come ti vorrei\u2026 di Giancarlo Cerini Idee a confronto sul futuro del sostegno Confronto appassionato e partecipato il 18 giugno scorso al Dipartimento di Scienze dell\u2019Educazione dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna sul futuro della figura del docente di sostegno. Sede prestigiosa, relatori puntuali, associazioni (dei docenti e dei genitori) fortemente coinvolte. Posizioni, ovviamente differenziate. 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