{"id":366,"date":"2015-07-03T23:24:32","date_gmt":"2015-07-03T21:24:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=366"},"modified":"2015-07-04T23:49:43","modified_gmt":"2015-07-04T21:49:43","slug":"la-riforma-alle-porte-verso-un-nuovo-modello-organizzativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=366","title":{"rendered":"La riforma alle porte: verso un nuovo modello organizzativo?"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-postheader\" style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-377\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fishleader2-150x150.jpg\" alt=\"fishleader2\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fishleader2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fishleader2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fishleader2-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fishleader2.jpg 325w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>La riforma alle porte: verso un nuovo modello organizzativo? <\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong><span class=\"art-postauthoricon\">di Antonio Valentino<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<div class=\"art-postcontent clearfix\">\n<div class=\"art-article\">\n<p>Riprendo qui la dibattuta questione dei nuovi poteri del Dirigente Scolastico (DS) per cercare di cogliere e capire\u00a0 il modello organizzativo a cui la loro attribuzione sembra ispirarsi.\u00a0Quello che si capisce abbastanza chiaramente nel testo di riforma \u00e8 l\u2019orientamento a superare\u00a0 il modello partecipativo dei Decreti delegati del \u201874 (gli OO.CC.),\u00a0 per molti versi obsoleto e comunque non in grado di garantire un governo efficace delle nostre scuole. \u00a0E questo perch\u00e9 il livello di complessit\u00e0 e di problematicit\u00e0 \u00e8 enormemente cresciuto in questi ultimi decenni e richiede pi\u00f9 adeguati assetti organizzativi.<!--more--> Ma tale orientamento si intravede appena in questa riforma; risultando gli\u00a0 aspetti promettenti come \u201cingolfati\u201d in elementi dubbi e problematici.<\/p>\n<p>Si considerino al riguardo soprattutto le seguenti <strong>scelte<\/strong> che la riforma fa (con modalit\u00e0 non sempre lineari e attente a cogliere le specificit\u00e0 dell<em>\u2019essere scuola<\/em>):<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Un pi\u00f9 chiaro rapporto tra funzioni \/ incarichi e responsabilit\u00e0<\/strong>.\u00a0 Tale rapporto\u00a0 \u00e8 ben chiaro per la figura del DS : sia nella triennalit\u00e0 delle verifiche, previste sul suo operato da parte di un organo esterno, sia nei criteri e negli \u201coggetti valutativi\u201d che nella legge sono puntualmente elencati. Ma \u00e8 possibile coglierlo anche nella modalit\u00e0 prevista per il reincarico dei neo assunti (ma su questo aspetto ci sono anche interrogativi che riprender\u00f2).<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><strong>Il superamento, pi\u00f9 accennato che definito, di un modello organizzativo che nella letteratura\u00a0 specialistica viene definito\u00a0 \u201cdomestico<\/strong>\u201d (Piero Romei) \u201d. Caratterizzato cio\u00e8 da posizioni organizzative \u201csicure\u201d, che non possono essere messe in discussione; e che favoriscono pertanto comportamenti \u201cseduti\u201d (non preoccupati delle responsabilit\u00e0 legate al ruolo e agli incarichi connessi);\u00a0 e tali comunque da non sollecitare riflessioni critiche dei risultati del proprio lavoro e dei\u00a0 propri stili professionali.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"ListParagraph\">La\u00a0 rinnovabilit\u00e0 degli incarichi triennali si muove certamente in controtendenza rispetto a questo modello e non credo pertanto che possa essere demonizzata ed etichettato come antidemocratica.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">Ovviamente per\u00f2, il superamento di tale modello, che ancora pesa in negativo nella vita delle nostre scuole, richiede strumenti (regole, statuti) che permettano di condividere le scelte e, contemporaneamente, di evitare abusi di potere: e non solo per il rinnovo non pi\u00f9 automatico degli incarichi, ma anche per la individuazione del personale da assumere sui posti liberi nell\u2019organico dell\u2019autonomia<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/D:\/Downloads\/SO%20bs%20e%20modello%20organizzativi%20(1).docx\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">\u00a0<strong>Parziale e ancora informe superamento dell\u2019idea di partecipazione previsto dai DD del \u201874<\/strong>. Si avverte infatti nella legge il tentativo, indefinito nelle sue forme e nelle sue finalit\u00e0, di coniugare l<em>eadership<\/em> e partecipazione, lasciandosi dietro \u2013 come gi\u00e0 accennato &#8211; il modello degli Organi Collegiali, non pi\u00f9 adatto a fronteggiare le sfide di organizzazioni complesse e particolari, come gli Istituti scolastici.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">Questi infatti richiedono sempre pi\u00f9 <em>leadership<\/em> in grado di garantire gestione unitaria di situazioni frammentate,\u00a0 coordinamento interno e valorizzazione delle risorse per compiti sempre pi\u00f9 delicati e \u201cspeciali\u201d. <em>Leadership<\/em> che siano, cio\u00e8, leve di cambiamento, da selezionare e formare con modalit\u00e0 e strumenti che non possono pi\u00f9 essere quelli finora adottati<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/D:\/Downloads\/SO%20bs%20e%20modello%20organizzativi%20(1).docx\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">La\u00a0 consapevolezza che proprio l\u2019esperienza degli OOCC ci consegna &#8211; e dalla quale questa legge sembra muovere &#8211; \u00e8 che <em>la partecipazione senza leadership serve a poco; e comunque non d\u00e0 i risultati sperati<\/em>. Ma \u2013 domanda &#8211; una <em>leadership<\/em> senza partecipazione (che rinuncia cio\u00e8 alla conoscenza profonda della vita reale delle scuole, dei suoi bisogni, dei suoi correttivi che solo la partecipazione permette) ha possibilit\u00e0 di successo, ha futuro nel mondo della scuola? \u00c8 questo l\u2019interrogativo che <em>la riforma tende a sottovalutare e che costituisce elemento di forte criticit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Considerazioni finali. Le assenze che pi\u00f9 pesano<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019insieme delle cose dette, emerge un quadro in cui prevalgono certamente gli elementi problematici, ma in cui le novit\u00e0 positive possono tuttavia \u2013 credo -permettere di scrivere pagine nuove e promettenti per le nostre scuole. <em>Molto dipender\u00e0 dalla volont\u00e0 di mettersi in gioco di DS e Docenti, evitando &#8211; i primi &#8211; tendenze ad una leadership personale e autoritaria (che, tra l\u2019altro,\u00a0 non porta da nessuna parte) e recuperando &#8211; i secondi &#8211; il valore di una professione che ha nella cooperazione e nella dimensione collegiale dell\u2019\u201dimpresa scuola\u201d i propri elementi fondanti. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma molto dipender\u00e0 anche dalla disponibilit\u00e0 \/ capacit\u00e0 di associazioni e organizzazioni del mondo della scuola a sostenere lo sforzo di valorizzare le scelte positive di questa riforma e di costruire proposte concrete per superarne rischi e criticit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma punto di partenza non pu\u00f2 che essere \u2013 penso &#8211; la consapevolezza rispetto a due nodi non sciolti di questa riforma, rispetto ai quali vanno in ogni caso previste riflessioni aggiuntive e azioni in grado di venirne a capo. Azioni per le quali i referenti non possono che essere le forze di Governo e il Parlamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Il nodo che emerge evidente nell\u2019analisi precedente \u00e8 quello della <strong>mancanza di riferimenti a ruoli specifici e autonomi dei docenti in quanto comunit\u00e0 professionale <\/strong>della scuola: gli insegnanti vengono \u201cincaricati\u201d per le loro funzioni dal DS e\u00a0 da lui scelti per le attivit\u00e0 di collaborazione; elaborano il POF sulla base degli indirizzi che sempre il DS indica; sono presenti nel CdV, con una posizione che potremmo definire ancillare \u2026.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"ListParagraph\">Detto in termini pi\u00f9 espliciti, il superamento delle forme di partecipazione dei vecchi decreti delegati viene proposto nella nuova legge in termini inopportunamente sbilanciati tra i principali attori della scena; e tali comunque da rappresentare i docenti come figure \u201cdipendenti\u201d, gregarie.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">A creare motivazione e protagonismo non potranno di certo essere i premi in danaro ad un numero necessariamente ristretto di docenti <em>meritevoli<\/em> (che tra l\u2019altro non fotografa neanche lontanamente l\u2019area molto pi\u00f9 estesa degli \u201cimpegnati a prescindere\u201d delle nostre scuole).\u00a0 O il <em>bonus <\/em>dei 500 euro.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">Questa \u201cassenza\u201d &#8211; della figura dell\u2019insegnante come soggetto centrale &#8211; \u00e8 \u00a0destinata a pesare negativamente, se<\/p>\n<ol>\n<li>non si arriva in tempi rapidi, a una specifica legge di riforma degli OOCC che definisca forme di <em>governance<\/em> tali da recuperare\u00a0 il nesso\u00a0 tra partecipazione e <em>leadership<\/em>;<\/li>\n<li>non si prefigurano nel frattempo scenari che, <em>in forza dell\u2019autonomia<\/em>, permettano alle scuole di sperimentare assetti organizzativi diversi<em>. <\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"ListParagraph\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"ListParagraph\"><em>In tali scenari \u2013 e qui riprendo e sottolineo una riflessione gi\u00e0 svolta prima &#8211; diventano fondamentali la visione che il DS ha del suo ruolo e la consapevolezza che la sua forza non \u00e8 tanto nei suoi poteri &#8211; che pure sono necessari nella gestione delle risorse \u2013 quanto nella capacit\u00e0 di coinvolgere e creare intese col \u00a0\u00a0personale\u00a0 su un progetto condiviso<strong>. <\/strong><\/em><\/p>\n<ol>\n<li>Ma c\u2019\u00e8 un secondo nodo da considerare \u00a0che fa da sfondo a quello precedente: \u00a0riguarda la <strong>difficolt\u00e0 a cogliere l\u2019orientamento a costruire\u00a0 una idea di scuola, altrove definita come \u201ccomunit\u00e0 di intenti e pratiche condivise\u201d e \u201cimpresa collettiva<\/strong>\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"ListParagraph\">La forma di <em>premialit\u00e0<\/em> scelta e il <em>bonus<\/em> per la formazione previsti ne sono spia significativa.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\">Quello che sembra mancare \u00e8 un\u2019idea\u00a0\u00a0 di scuola come rete di relazioni che, attraverso opportuni meccanismi, faccia emergere la centralit\u00e0 del lavorare insieme, del cooperare, del migliorarsi\u00a0 (<em>vs<\/em> individualismi di varia matrice, che costituiscono un problema endemico del nostro sistema, ora non pi\u00f9 sostenibile)e rilanci le funzioni del coordinamento delle diverse articolazione del collegio e con esse l\u2019unitariet\u00e0 \u201ccooperativa\u201d\u00a0 del fare scuola.<\/p>\n<p>\u201cVisione\u201d, questa, che non \u00e8 la riproposizione di una utopia, ma punto di approdo di ricerche e esperienze internazionali: da ripensare ovviamente sulla base delle caratteristiche del nostro sistema e degli obiettivi da privilegiare per una sua sensata ed efficace ripartenza.<\/p>\n<p class=\"CorpoA\">Tale assenza costituisce, in ogni caso,\u00a0 un elemento di debolezza strutturale che pu\u00f2 sottrarre senso anche a quanto di positivo c\u2019\u00e8 in\u00a0 questa legge.<\/p>\n<p><em>Ma di questa assenza dovrebbe in primo luogo avere consapevolezza anche ( o soprattutto?) il mondo della scuola nel promuovere rivendicazioni ed esercitare pressioni.<\/em><\/p>\n<p class=\"CorpoA\">O no?<\/p>\n<p class=\"CorpoA\">__________________________________________________________________________________<\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/D:\/Downloads\/SO%20bs%20e%20modello%20organizzativi%20(1).docx\">[1]<\/a> Per la individuazione degli insegnanti con cui coprire le cattedre vacanti, <em>nelle sperimentazioni autonome degli anni \u201980 e \u20199,\u00a0 il preside era opportunamente affiancato dal Comitato tecnico scientifico fatto di insegnanti \u2013 pochi \u2013 apprezzati dal collegio per le loro qualit\u00e0 e<\/em> <em>che potrebbe essere proposta sperimentalmente<\/em> <em>anche nella Buona<\/em> <em>scuola di questa riforma<\/em> La legge di riforma, come\u00a0 \u00e8 noto, prevede un Comitato di valutazione \u201cmisto\u201d. Ma l\u2019idea di un <em>CTS &#8211; e non Comitato di valutazione &#8211; nei due casi considerati, sarebbe stato preferibile perch\u00e9 il secondo, nell\u2019immaginario del personale scolastico,\u00a0 evoca scenari sempre complicati e ritrosie giustificate;\u00a0 e anche perch\u00e8 non si tratta di valutazione in senso stretto. <\/em><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/D:\/Downloads\/SO%20bs%20e%20modello%20organizzativi%20(1).docx\">[2]<\/a>\u00a0 <strong>Cinzia Mion<\/strong> in un suo articolo (\u201c<em>Contenuto fragile. Maneggiare con cura<\/em>\u201d) per ScuolaOggi (13 giugno 2015), a proposito della prova preselettiva per il concorso a dirigente scolastico,\u00a0 definisce giustamente aberrante la prova presettiva degli ultimi concorsi, che ha ruotato \u201d intorno al criterio della velocit\u00e0 nella ricerca compulsiva della pagina del test; con il risultato poi della risposta, non riflessiva, ma automatizzata da mesi di addestramento al riflesso-condizionato!\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riforma alle porte: verso un nuovo modello organizzativo? di Antonio Valentino Riprendo qui la dibattuta questione dei nuovi poteri del Dirigente Scolastico (DS) per cercare di cogliere e capire\u00a0 il modello organizzativo a cui la loro attribuzione sembra ispirarsi.\u00a0Quello che si capisce abbastanza chiaramente nel testo di riforma \u00e8 l\u2019orientamento a superare\u00a0 il modello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-366","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=366"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":378,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions\/378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}