{"id":38,"date":"2014-11-09T00:26:29","date_gmt":"2014-11-08T23:26:29","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=38"},"modified":"2014-11-29T15:36:56","modified_gmt":"2014-11-29T14:36:56","slug":"dirigente-scolastico-leadership-for-learning-al-di-la-dello-slogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=38","title":{"rendered":"Dirigente scolastico: leadership for learning (al di l\u00e0 dello slogan)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-67 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/imagesHCX0NCBG-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Dirigente scolastico: leadership for learning (al di l\u00e0 dello slogan)<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> di Cinzia Mion<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p>\u00a0Tra le copiose definizioni ( trasformazionale, distribuita, diffusa, educativa, integrata) oggi sembra ormai sempre pi\u00f9 condivisa l\u2019accezione della leadership, applicata al ruolo del dirigente scolastico, intesa come una guida orientata all\u2019apprendimento o meglio \u201cfor learning\u201d. <!--more-->E\u2019 questa la definizione pi\u00f9 comunemente usata negli ultimi tempi, definizione che potrebbe riassumere in s\u00e9 tutte le altre.<br \/>\nAppare infatti in genere accettato che la funzione della scuola pubblica sia quella di garantire il cosiddetto successo formativo e i diritti di cittadinanza a tutti i soggetti che la frequentano, attraverso un efficace apprendimento e la padronanza delle competenze fondanti tali diritti.<br \/>\nSe parlare di apprendimento degli allievi sembra per\u00f2 scontato, non appare altrettanto scontato, nella prassi metodologico-didattica, che tale apprendimento riguardi nella realt\u00e0 corrente non solo i contenuti delle conoscenze ma anche le competenze.<br \/>\nCome ci insegna Grant Wiggins (Fare Progettazione) nel suo folgorante volume che parla, a proposito di queste ultime, della progettazione \u201ca ritroso\u201d, l\u2019acquisizione di tali competenze deve partire dalla comprensione profonda e duratura delle conoscenze stesse. Sappiamo invece che nella maggior parte dei casi la verifica degli apprendimenti a scuola misura solo la restituzione delle conoscenze che il pi\u00f9 delle volte viene affidata alla memoria meccanica e quasi mai a quella semantica, come dovrebbe avvenire invece se fossimo in presenza della reale comprensione, aspetto gi\u00e0 sottolineato da H.Gardner nel suo indovinato \u201cEducare al comprendere\u201d<br \/>\nD\u2019altronde tale attenzione a scuola nei confronti del\u2019apprendimento significativo dovrebbe farsi carico anche dell\u2019eventuale disagio di \u201cnon apprendere\u201d (BES), disagio che spesso viene ascritto alla responsabilit\u00e0 dell\u2019allievo e quasi mai a difficolt\u00e0 didattiche dell\u2019insegnante. Queste ultime potrebbero essere rivelate dalla valutazione formativa, se venisse applicata. La valutazione formativa infatti consiste alla fine in un\u2019autovalutazione della competenza professionale da parte del docente stesso, disposto ad autointerrogarsi ed autoaggiustarsi aggiornandosi di conseguenza.<br \/>\nIl punto perci\u00f2 su cui desidero focalizzare l\u2019attenzione di chi legge \u00e8 che la leadership for learning del dirigente scolastico riguarda anche l\u2019apprendimento dei docenti.<br \/>\nI docenti, adulti gi\u00e0 professionalizzati, ma incardinati nella Pubblica Amministrazione, quindi non liberi professionisti, quando vengono sollecitati attraverso la formazione in servizio a trasformare le loro pratiche didattiche, vanno soggetti spesso a tutte le difficolt\u00e0 che Mezirow spiega molto bene nel suo testo illuminante \u201cApprendimento e trasformazione. Il significato dell\u2019esperienza e il valore della riflessione nell\u2019apprendimento degli adulti\u201d<br \/>\nL\u2019apprendimento trasformativo diventa ineludibile quando parliamo di formazione e di formazione obbligatoria come previsto dal documento \u201dLa buona scuola\u201d.<br \/>\nCi dobbiamo chiedere allora In che senso l\u2019 apprendimento degli adulti si pu\u00f2 differenziare dall\u2019apprendimento dei bambini o degli adolescenti.<br \/>\nIntanto dobbiamo sapere che ogni soggetto in et\u00e0 evolutiva ama apprendere ma in assenza di situazioni di ansia, timore dell\u2019insuccesso, preoccupazione per il S\u00e9, in altre parole a patto che il contesto in qualche misura non lo minacci. I bambini poi sono portatori di una motivazione \u201cintrinseca\u201d forte verso l\u2019apprendimento dettata dalla curiosit\u00e0, desiderio di competenza e identificazione con le persone molto significative come i docenti. (Bruner).<br \/>\nPer l\u2019adulto gi\u00e0 professionalizzato com\u2019\u00e8 il docente il discorso si fa diverso.<br \/>\nNon faccio riferimento qui a ritrosie, difese, pi\u00f9 o meno inconsce, o atteggiamenti di opposizione intenzionali e ben consapevoli. Faccio riferimento al funzionamento della mente e per inoltrarmi in questo terreno mi appoggio al gi\u00e0 citato Mezirow che afferma \u201c In quanto discenti adulti siamo prigionieri della nostra storia personale. Per quanto abili a dare un significato alle nostre esperienze, tutti noi dobbiamo partire da ci\u00f2 che ci \u00e8 stato dato, e operare entro gli orizzonti fissati dal modo di vedere e di capire che abbiamo acquisito attraverso l\u2019apprendimento pregresso\u201d<br \/>\nL\u2019apprendimento pregresso ci fa utilizzare \u201cschemi di significato\u201d impliciti e taciti, che finora hanno funzionato, ma che il nuovo apprendimento richiede di cambiare.<br \/>\nQuesti vecchi schemi di significato continuano a trattenerci nostro malgrado dentro ad altrettanto vecchie prospettive di significato di cui invece si richiede il cambiamento.<br \/>\nPer farla breve allora si richiede un \u201capprendimento trasformativo\u201d che parta da una guida consapevole sollecitata da una riflessivit\u00e0 intenzionale.<br \/>\nLa guida consapevole attiene al \u201cleader for learning\u201d, il dirigente scolastico, che secondo me ha il compito di innescare la motivazione alla trasformazione che sar\u00e0 presa in carico poi dal lavoro del formatore.<br \/>\nIo ricordo che nel mio collegio dei docenti avevo cura di stimolare una riflessione psicopedagogica che aveva lo scopo di far sentire \u201cmoderatamente inadeguati\u201d i docenti rispetto a determinati argomenti che pensavo fosse ineludibile venissero affrontati.<br \/>\nAccettare infatti di sentirsi inadeguati sembra essere per noi adulti una condizione indispensabile per rendersi disponibili alla nuova formazione.<br \/>\nInsieme perci\u00f2 al compito di conoscere le teorie dell\u2019apprendimento (non intendo conoscere le diverse didattiche disciplinariste , cosa impossibile per le lauree disciplinari di provenienza nella scuola secondaria) per avere chiavi di lettura utili a decodificare anche l\u2019impianto didattico (distinguere una lezione trasmissiva, da una didattica laboratoriale utilizzata per il problem solving, (cos\u00ec utile per le prove Invalsi) , un insegnamento cooperativo reciproco tra pari da una lezione collettiva, e cogliere da quale approccio teorico farle risalire e la diversa efficacia prevista e reale). Il tutto naturalmente rapportato al criterio della \u201ccomprensione profonda\u201d basilare per l\u2019autentica progettazione di competenze che sappiamo tutti non scaturire d\u2019embl\u00e9e dalle semplici conoscenze.<br \/>\nFondamentale inoltre sar\u00e0 anche riconoscere una motivazione \u201calla prestazione\u201d da una motivazione \u201calla padronanza\u201d (sia per i ragazzi che per i docenti).<br \/>\nSe questa non \u00e8 una competenza dirigenziale come si potranno valutare i crediti didattici o almeno dare delle dritte al \u201cmentor\u201d di turno, come appare nel testo della Buona Scuola?<br \/>\nMa soprattutto in cosa si differenzia allora la dirigenza scolastica dalla semplice dirigenza amministrativa?<br \/>\nSento gi\u00e0 tuonare le proteste dei colleghi vessati sempre di pi\u00f9 da compiti amministrativi \u201ctroppo spesso impegnati a decodificare le circolari ministeriali anzich\u00e9 occuparsi di coordinare la progettazione educativa\u201d (La buona scuola)<br \/>\nTeniamo per\u00f2 presente che il testo in questione sollecita anche il dispositivo dello \u201csblocca scuola\u201d.<br \/>\nIl governo l\u2019ha promesso, riconoscendo la propria responsabilit\u00e0 in tale problematica, ora lo deve rendere applicabile attraverso una riduzione drastica della burocrazia e la creazione di centri servizi in grado di alleggerire le segreterie e le incombenze dirigenziali in tali materie.<br \/>\nRicordo quando sollecitavo i colleghi stremati dalla fatica ed insoddisfatti della tipologia del carico di lavoro : &#8211; Fate arrivare al Miur il vostro grido di dolore\u2026<br \/>\nOra \u00e8 il Governo che sembra avere udito questo grido inespresso.<br \/>\nAspetto per\u00f2 al varco il prossimo bando di reclutamento dei nuovi dirigenti e la realizzazione del corso-concorso, per non parlare della preselezione.( ! )<br \/>\nVedremo se le premesse che troviamo nella Buona Scuola partoriranno delle conseguenze coerenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dirigente scolastico: leadership for learning (al di l\u00e0 dello slogan) di Cinzia Mion \u00a0Tra le copiose definizioni ( trasformazionale, distribuita, diffusa, educativa, integrata) oggi sembra ormai sempre pi\u00f9 condivisa l\u2019accezione della leadership, applicata al ruolo del dirigente scolastico, intesa come una guida orientata all\u2019apprendimento o meglio \u201cfor learning\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-38","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":141,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38\/revisions\/141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}