{"id":380,"date":"2015-08-05T23:53:59","date_gmt":"2015-08-05T21:53:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=380"},"modified":"2015-08-05T23:59:11","modified_gmt":"2015-08-05T21:59:11","slug":"lo-spaziotempo-come-condizione-primaria-per-i-processi-di-sviluppocrescita-e-apprendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=380","title":{"rendered":"Lo spazio\/tempo come condizione primaria per i processi di sviluppo\/crescita e apprendimento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-383\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/saraceno00-150x150.jpg\" alt=\"saraceno00\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Lo spazio\/tempo come condizione primaria\u00a0per i processi di sviluppo\/crescita e apprendimento<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Maurizio Tiriticco<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottime le considerazioni di Agostina Melucci a proposito della progettata costruzione e\/o ricostruzione degli edifici scolastici (<a href=\"http:\/\/www.edscuola.eu\/wordpress\/?p=64624\">edscuola del 4 agosto<\/a>). Ottimi i rinvii a studi che in tal senso ci hanno fornito Piero Bertolini e, pi\u00f9 recentemente, Maria Grazia Contini e Vanna Iori. Quanto le coordinate spazio\/temporali condizionino i nostri comportamenti e, in misura assai rilevante, gli atteggiamenti e i comportamenti dei soggetti in et\u00e0 evolutiva, \u00e8 noto a chi insegna: forse meno noto ai tanti architetti che hanno costruito gran parte delle nostre scuole.<!--more--> Nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, in seguito alla finalmente conseguita Unit\u00e0 nazionale, furono varati due obblighi, quello scolastico e quello militare. E non fu un caso che caserme e scuole di nuova costruzione obbedissero a criteri analoghi: ampi e lunghi corridoi che consentivano l\u2019accesso ad aule o a camerate, in genere tutte eguali. In effetti, non faceva poi eccessiva differenza l\u2019obbedire al frustino del tenente o alla bacchetta del maestro. O tempora o mores! Occorreva far presto per costruire un Paese che potesse concorrere con potenze europee di pi\u00f9 antica costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-381\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/spazio-tempo.gif\" alt=\"spazio-tempo\" width=\"449\" height=\"301\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quegli anni \u00e8 trascorso pi\u00f9 di un secolo. Abbiamo abolito la leva militare e abbiamo, invece, incrementato l\u2019obbligo di istruzione: la societ\u00e0 della conoscenza richiede competenze sempre pi\u00f9 elevate, nonostante la crisi che oggi investe l\u2019intero mondo del lavoro. In parallelo, abbiamo \u201cimparato\u201d tante cose circa lo sviluppo\/crescita e l\u2019apprendimento. Sappiamo che un nuovo nato, subito dopo il \u201cgrido\u201d con cui ci annuncia il suo ingresso nel mondo, comincia la sua faticosa marcia per conquistarlo e farlo proprio: e i processi di assimilazione, accomodamento e adattamento, di cui ci parla Piaget, garantiscono la lunga e faticosa marcia per il successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo l\u2019asse e il piano orizzontali dello spazio il nuovo nato costruisce, e non con poca fatica, i suoi rapporti fisico-sensomotori: pu\u00f2 cominciare a vedere e ad ascoltare, solo se luci, colori, immagini, suoni, stimolano la sua capacit\u00e0 visiva e auditiva. Comincia a toccare e ad afferrare: sono i primi passi del futuro prendere e maneggiare. Infine conquister\u00e0 la posizione eretta e imparer\u00e0 a gestire i primi campi del suo spazio vitale. I cosiddetti cinque sensi sono un insieme di facolt\u00e0 che solo con il contatto diretto e attivo con l\u2019ambiente e i suoi stimoli \u201csi accendono\u201d e si sviluppano, almeno per il primo anno di vita e\/o poco pi\u00f9. Il corpo non \u00e8 tanto l\u2019oggetto che appare, quanto un insieme di movimenti intelligenti, attivi e produttivi, via via sempre pi\u00f9 articolati e organizzati. Il corpo \u2013 o meglio lo schema corporeo \u2013 viene di fatto \u201ccostruito\u201d, momento dopo momento, attivit\u00e0 dopo attivit\u00e0, dal nostro nuovo arrivato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo l\u2019asse verticale del tempo il nuovo nato costruisce e memorizza le sue prime ed essenziali conoscenze. E il faticoso sviluppo del linguaggio ne \u00e8 la spia: prima la conquista delle parole essenziali, \u201cpappa\u201d, \u201cmamma\u201d, poi dei loro legami sintattici, \u201cmamma voglio pappa\u201d. Il vocabolario e la grammatica non sono i libri adottati dalle scuole \u2013 a quando la loro abolizione? \u2013 ma una continua e progressiva costruzione condotta non senza fatica dal nuovo nato. Costui, se ha a che fare con attanti (in genere i genitori) \u201cricchi\u201d sotto il profilo grammaticale (fonologia, morfologia e sintassi) e sotto quello dei contenuti (lessico e semantica: c\u2019\u00e8 quel bel libro di Federica Casadei, edito da Carocci, Roma), non ha difficolt\u00e0 a costruire un linguaggio altrettanto ricco. Tale costruzione si avvicenda minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, mese dopo mese, lungo l\u2019asse verticale del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019asse dello spazio fisico, visibile e concreto, \u00e8 orizzontale (una suggestione ci pu\u00f2 essere offerta dallo spazio vitale di Kurt Lewin); l\u2019asse del tempo, invisibile e concettuale, \u00e8 verticale. Dall\u2019immaginario centro di incrocio si diparte verso il basso l\u2019asse della memorizzazione\/conservazione dei ricordi del passato, verso l\u2019alto quello della immaginazione e dei progetti per il futuro. Il nostro nuovo arrivato si trova al centro di questo incrocio spazio\/temporale e sta a lui, in ordine agli stimoli che gli vengono lanciati, costruire giorno dopo giorno la progressiva spirale della conquista del S\u00e9, del S\u00e9 con gli Altri, del S\u00e9 con le Cose. E non \u00e8 un caso che le competenze chiave per l\u2019apprendimento permanente, da conseguire al termine dell\u2019obbligo di istruzione decennale, siano descritte e definite proprio in tal senso (si vedano la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell\u20198 dicembre 2006 e il dm 139\/2007, che le fa proprie e le declina). Il rinvio all\u2019illustrazione allegata pu\u00f2 rendere pi\u00f9 chiaro un concetto che richiederebbe argomentazioni molto pi\u00f9 mirate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le considerazioni fin qui condotte sono vere, la gestione dello spazio e dei suoi oggetti diventa una questione fondamentale per lo sviluppo\/crescita e l\u2019apprendimento di un nuovo nato, e non solo per la fase infantile, ma per tutta l\u2019et\u00e0 evolutiva. C\u2019\u00e8 da augurarsi che i prossimi architetti costruttori di scuole si avvalgano del supporto dei pedagogisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie, Agostina, di avere avviato il dibattito su un argomento cos\u00ec vitale per il futuro della nostra scuola, o meglio, del nostro \u201cSistema educativo di istruzione e formazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spazio\/tempo come condizione primaria\u00a0per i processi di sviluppo\/crescita e apprendimento di Maurizio Tiriticco Ottime le considerazioni di Agostina Melucci a proposito della progettata costruzione e\/o ricostruzione degli edifici scolastici (edscuola del 4 agosto). 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