{"id":385,"date":"2015-08-10T23:50:40","date_gmt":"2015-08-10T21:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=385"},"modified":"2015-08-10T23:50:40","modified_gmt":"2015-08-10T21:50:40","slug":"a-suon-di-metafore-il-nuovo-profilo-del-dirigente-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=385","title":{"rendered":"A suon di metafore! Il \u201cnuovo\u201d profilo del dirigente scolastico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/education2.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-386\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/education2-150x150.jpg\" alt=\"education2\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>A suon di metafore! Il \u201cnuovo\u201d profilo del dirigente scolastico<\/strong><br \/>\n<strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Giancarlo Cerini<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Un uomo solo al comando?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ci fosse la voglia di rafforzare il ruolo del dirigente scolastico nella governance della scuola italiana, lo si era gi\u00e0 visto nelle bozze iniziali del documento \u201cLa Buona Scuola\u201d, ove con qualche metafora (di troppo) si era paragonato il \u201cpreside\u201d al capitano di una nave. Chi accetterebbe di essere lasciato su una nave alla deriva, senza guida, senza timoniere e senza capitano? <!--more-->Peggio dei barconi di immigrati disperati in balia delle onde. Pi\u00f9 giovanilista l&#8217;idea del<em>coach<\/em>\u00a0(dell&#8217;allenatore) che compone la squadra e fa scendere in campo la miglior formazione possibile. Ma sappiamo bene come \u2013 anche in questo settore &#8211; sia complicato rafforzare la rosa dei giocatori, ben al di l\u00e0 di quella desiderata dell&#8217;allenatore (spesso con le valigie in mano, perch\u00e9 capro espiatorio dei cattivi risultati): contano il budget, le folle regole del calcio-mercato<a href=\"http:\/\/www.notiziedellascuola.it\/istruzione-e-formazione\/news\/a-suon-di-metafore-il-201cnuovo201d-profilo-del-dirigente-scolastico#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>, i blitz della magistratura, i boatos dei quotidiani sportivi, una folla -poco raccomandabile \u2013 di mediatori, procuratori, procacciatori&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito sul preside, per\u00f2, nei mesi scorsi non era decollato: le questioni su cui si discuteva accesamente attorno alla \u201cBuona Scuola\u201d erano i precari, il merito, la valutazione dei docenti, i fondi alle scuole private&#8230; Sullo sfondo stavano le questioni generalissime della\u00a0<em>governance\u00a0<\/em>del sistema educativo, alle prese con una improbabile riforma degli organi collegiali: appunto, come modificarli, quale ruolo attribuire a genitori e soggetti esterni, come ridefinire i binari di una corretta collegialit\u00e0, per non trasformarla in autoreferenzialit\u00e0 difensiva? Problemi che si trascinano irrisolti da troppi anni per essere presi troppo sul serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi in effetti c&#8217;\u00e8 stato il blitz del premier, quella slide n. 1 al TG delle 20 in uscita dal Consiglio dei Ministri di primavera che anticipava a gran voce che il Preside avrebbe scelto i docenti. Detto cos\u00ec, nella sincope di una slide televisiva, lasciava aperti tanti dubbi: chiamata diretta? A prescindere dall&#8217;assunzione per concorso? Con discrezionalit\u00e0 totale? Come un Sindaco si sceglie una Giunta su misura&#8230;ecco appunto, il preside Sindaco&#8230;. Il dibattito pubblico, le paure, i timori, i fantasmi, si sono innestati su questa immagine, anzi su quella pi\u00f9 ruvida dello \u201csceriffo\u201d, nume tutelare della legge, da modi anche un po&#8217; spicci, l&#8217;uomo solo al comando (magari nella versione buonista di Gary Cooper in \u201cMezzogiorno di fuoco\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Alla ricerca di una dialettica ragionevole<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stato difficile smentire questa immagine, ritornare sui binari di una dialettica ragionevole, sugli interrogativi veri legati alla figura del dirigente scolastico.\u00a0<em>Burocrate<\/em>\u00a0tutto immerso nelle procedure amministrative?\u00a0<em>Leader\u00a0<\/em>educativo capace di una sua visione e in grado di trascinare i suoi docenti verso nuovi orizzonti?\u00a0<em>Manager<\/em>\u00a0in grado di far affluire nuove risorse verso la sua scuola? Grande\u00a0<em>comunicatore<\/em>\u00a0che sa ben posizionare il proprio istituto nel territorio, tra i genitori, tra gli studenti. Forse un po&#8217; di tutto questo, ma con l&#8217;esigenza di meglio precisare i contorni giuridici, gli spazi operativi, le condizioni di fattibilit\u00e0 di una figura autorevole e decisiva per la qualit\u00e0 di ogni scuola. Ad esempio, come affrontare, a legislazione vigente, l&#8217;eterna carenza di dirigenti nelle nostre scuole (oggi si parla di circa 1.360 sedi vacanti su 8.600), l&#8217;impatto dei dimensionamenti al rialzo, le tortuosit\u00e0 dei concorsi, l&#8217;araba fenice della valutazione mancata, le strettoie e le pastoie di sfibranti contrattazioni d&#8217;istituto e mediazioni al ribasso nei collegi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse sono queste le questioni vere della dirigenza scolastica italiana (al netto di un trattamento economico che \u00e8 di gran lunga inferiore alle analoghe e meno visibili responsabilit\u00e0 degli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione) e dispiace che una dissennata conduzione del pubblico dibattito sulla riforma abbia offuscato questi problemi decisivi per una buona scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora bisogna ritornare ai testi normativi, ai loro effettivi contenuti, alla loro possibile interpretazione, agli spazi che si aprono per tradurli in prassi organizzative (spazi che potrebbero contenere importanti sorprese, in positivo, come cercheremo di argomentare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Le continuit\u00e0 nel profilo dirigenziale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storicamente, il profilo del dirigente scolastico \u00e8 delineato nell&#8217;art. 25 del decreto legislativo 165 del 2001, che recepisce la specifica figura dirigenziale del capo di istituto, cos\u00ec come era stata \u201cfondata\u201d nell&#8217;ambito dell&#8217;avvio dell&#8217;autonomia scolastica. Da quella stagione (legge 59\/1997) scaturirono i provvedimenti attuativi, tra i quali certamente il tuttora vigente regolamento dell&#8217;autonomia (Dpr 275\/1999) ed appunto l&#8217;attribuzione della qualifica dirigenziale (D.lsg 59\/1998). Ora si torna a quella stagione e fa piacere ritrovare, nel testo della nuova legge i riferimenti che abbiamo test\u00e9 citati, in particolare la descrizione contenuta nell&#8217;art. 25. L\u00ec si stabilisce un delicato equilibrio tra la dimensione monocratica del dirigente (con le sue responsabilit\u00e0, i suoi \u201cautonomi poteri di direzione\u201d, le sue discrezionalit\u00e0 gestionali, ecc.) e quella \u201cdistribuita\u201d, cio\u00e8 il riferimento alla comunit\u00e0 professionale, agli organi collegiali, ai legami con il territorio, con l&#8217;impegno a valorizzare pienamente le risorse professionali, a svolgere funzioni di coordinamento progettuale. Un costruttore di comunit\u00e0 dunque, oltre che un dirigente pubblico con l&#8217;onere del raggiungimento degli obiettivi assegnati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa duplicit\u00e0 di ispirazioni la ritroviamo anche nel \u201cnuovo\u201d profilo generale del dirigente scolastico, magari con un pi\u00f9 forte richiamo ai livelli unitari di fruizione del diritto allo studio (quindi il dirigente come garante di alcuni standard minimi, al di l\u00e0 dei vincoli dei diversi contesti), e del buon funzionamento dell&#8217;istituzione scolastica. Non sembra troppo diverso dal profilo attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma 78. Per dare piena attuazione all&#8217;autonomia scolastica e alla riorganizzazione del sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, garantisce un efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, nonch\u00e9 gli elementi comuni del sistema scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento. A tale scopo, svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed \u00e8 responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio secondo quanto previsto dall&#8217;articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonch\u00e9 della valorizzazione delle risorse umane.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il dirigente che progetta<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le sviste della prima stesura del disegno di legge, in cui veniva assegnata al dirigente scolastico una sorta di delega totalizzante in materia didattica, in quanto:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>era considerato \u201cresponsabile delle scelte didattiche\u201d, mentre sarebbe stato corretto dire \u201cresponsabile delle scelte strategiche di istituto che portano ad una buona didattica\u201d;<\/li>\n<li>era artefice in toto del Piano triennale dell&#8217;offerta formativa, che sembrava scaturire da una volont\u00e0 unilaterale;<\/li>\n<li>disponeva quasi a titolo personale di un fondo per la premialit\u00e0;<\/li>\n<li>chiamava direttamente i docenti nel proprio istituto,<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">nella versione definitiva, questi aspetti sono stati ricollocati in una\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0molto pi\u00f9 temperata, ove continuano ad operare anche altri soggetti, ciascuno con le proprie competenze, fermo restando al dirigente la potest\u00e0 di \u201cfare sintesi\u201d e la titolarit\u00e0 delle decisioni finali. Ma vediamo un caso concreto: la progettazione dell&#8217;offerta formativa. Il POF, nella nuova configurazione prevista dalla legge, da esile strumento giuridico, di incerto perimetro, si trasforma in un vero e proprio piano strategico triennale (\u00e8 evidente il legame con il ciclo triennale di valutazione-miglioramento e con la durata triennale dell&#8217;incarico dirigenziale, anche se sono da chiarire i disallineamenti attuali). E&#8217; anche da chiarire l&#8217;autoconsistenza del piano, cio\u00e8 la necessit\u00e0 comunque che l&#8217;assegnazione di risorse (umane, finanziarie, tecnologiche, strutturali), che possono ben essere \u201cpostate\u201d nel Piano, sia poi effettivamente disposta dalle varie amministrazioni competenti, in primis dallo Stato, titolari della fiscalit\u00e0 generale. Infatti, le contribuzioni private continueranno -ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec \u2013 ad avere una incidenza assai limitata nelle dotazioni di istituto. C&#8217;\u00e8 dunque una domanda progettuale da esprimere dal basso, in piena autonomia e in termini convincenti, ma poi ci sar\u00e0 l&#8217;effettiva e concreta disponibilit\u00e0 delle risorse richieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora le legge riassegna al collegio l&#8217;elaborazione del piano (meglio sarebbe stato delimitare questa soggettivit\u00e0 alla dimensione didattica) ed al consiglio di istituto la sua approvazione (qui si scopre, semmai, il nuovo baricentro della governance della scuola), mentre sono poste in capo al dirigente le scelte gestionali (e di indirizzo). Quest\u2019ultimo principio appare corretto, ma di non facile interpretazione, perch\u00e9 va correlato alla dimensione collaborativa e culturale tipica del lavoro dei docenti, con tanto di riconoscimento della libert\u00e0 di insegnamento (anche se sappiamo che spesso dietro questo enunciato si celano troppe resistenze e pigrizie). D\u2019altra parte la \u201cgestione\u201d \u00e8 un presupposto che si lega alle prerogative dirigenziali, cio\u00e8 al discrezionale e migliore impiego delle risorse. E comunque ci si muove nell&#8217;alveo delle dinamiche tipiche di ogni comunit\u00e0 scolastica, con il rammarico che manca dopo 40 anni di Decreti Delegati un quadro chiaro dei rapporti tra i diversi soggetti che operano al suo interno. E questa carenza, da colmare con un non facile intervento legislativo rimandato a tempi migliori, \u00e8 senza dubbio un limite vistoso del nuovo impianto normativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma 14 \u2013 punto 4. Il piano \u00e8 elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attivit\u00e0 della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano \u00e8 approvato dal consiglio d&#8217;istituto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Comma 14 \u2013 punto 5. Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realt\u00e0 istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altres\u00ec conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Come valutare i dirigenti: il costruttore di comunit\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La controprova dell&#8217;idea di dirigente che scaturisce dall&#8217;insieme del provvedimento legislativo pu\u00f2 essere ben rappresentata dagli \u201cindicatori\u201d attraverso i quali sar\u00e0 valutata l\u2019azione dirigenziale. E&#8217; vero, la valutazione dei dirigenti \u00e8 prevista fin dal 2001 (nel citatissimo articolo 25, che non a caso ritorna anche nella nuova legge), \u00e8 regolamentata nel Contratto di Lavoro (particolare di non poco conto), ma fino ad oggi abbiamo assistito solo ad alcune limitate sperimentazioni (Si.Vadis.\u00a0<em>et similia<\/em>). Non basta scrivere le leggi, verrebbe da dire, occorre poi sviluppare delle concrete politiche pubbliche e il\u00a0<em>leit-motiv<\/em>\u00a0ben si attaglia anche alla situazione odierna. Comunque, ci sono alcuni agganci normativi precisi, a partire dal Regolamento del Sistema Nazionale di Valutazione (Dpr 80\/2013) che incardina l&#8217;azione del dirigente scolastico nella dinamica valutazione-miglioramento e ipotizza gi\u00e0 alcuni passaggi operativi: in buona sostanza la conoscenza della scuola rappresenta il plafond conoscitivo su cui si innesta l&#8217;apprezzamento del \u201cvalore aggiunto\u201d apportato dal dirigente al \u201cbuon andamento\u201d della scuola da lui diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La profilatura degli indicatori non \u00e8 di poco conto, infatti emerge una figura di dirigente che mette al centro della sua azione la \u201ctenuta\u201d del sistema scuola, con i valori della partecipazione, della collaborazione, della unitariet\u00e0 di intenti, della valorizzazione di impegni e meriti. Certo, c&#8217;\u00e8 un richiamo esplicito ai \u201crisultati\u201d, sia dell&#8217;organizzazione (il miglioramento) sia degli allievi (il successo formativo), con un occhio di riguardo alla cultura delle\u00a0<em>performances<\/em>\u00a0di cui al decreto 150\/2009. Ma questo fa parte delle regole del gioco e non offusca una prioritaria attenzione alla capacit\u00e0 di \u201cfare comunit\u00e0\u201d sociale e professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Comma 93. La valutazione dei dirigenti scolastici \u00e8 effettuata ai sensi dell&#8217;articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nell&#8217;individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, in coerenza con le disposizioni contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e dei seguenti criteri generali:<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento del risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell&#8217;azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell&#8217;incarico triennale;<\/em><\/li>\n<li><em>b) valorizzazione dell&#8217;impegno e dei meriti professionali del personale dell&#8217;istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;<\/em><\/li>\n<li><em>c) apprezzamento del proprio operato all&#8217;interno della comunit\u00e0 professionale e sociale;<\/em><\/li>\n<li><em>d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell&#8217;ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;<\/em><\/li>\n<li><em>e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunit\u00e0 scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il briscolone: la \u201cchiamata\u201d diretta del personale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, si dir\u00e0, questo delicato equilibrio che si pu\u00f2 scorgere nei processi tipici della azione di una scuola (la progettazione, la formazione, la valutazione) sembra venir meno di fronte alla \u201cforzatura\u201d, si dice voluta dal premier, della chiamata diretta del personale docente affidata al dirigente scolastico. Intanto occorre fare delle precisazioni importanti: non si tratta\u00a0<em>tout court<\/em>\u00a0dell&#8217;assunzione discrezionale di personale nella scuola al di l\u00e0 di ogni regola pubblica. La Costituzione prevede che si acceda ai pubblici impieghi per concorso e questo principio resta (anzi, si afferma in altra parte della legge, sar\u00e0 rafforzato): qui \u00e8 in gioco l&#8217;assegnazione di personale gi\u00e0 di ruolo e gi\u00e0 titolare in un ambito territoriale (il cosiddetto albo, che possiamo considerare una dotazione organica sub-provinciale). Dunque ci si riferisce al migliore utilizzo dei docenti nelle scuole di un territorio, evitando che si arrivi quasi per caso (con i punteggi anonimi dei trasferimenti) e che si instauri invece un rapporto\u00a0<em>de visu<\/em>\u00a0tra la richiesta\/aspirazione del docente ad una certa sede e la valutazione dell&#8217;adeguatezza di tale scelta affidata alla scuola accogliente. Meccanismo delicato che non dovrebbe essere affidato alla sola \u201cmacchina dei trasferimenti\u201d n\u00e9 alla discrezionalit\u00e0 del \u201csolo\u201d dirigente. Occorre una procedura che garantisca sia chi chiede sia chi accoglie. E&#8217; positivo che nell&#8217;ultima versione della legge si parli di curriculum e di \u201ccolloquio\u201d con i candidati potenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora il meccanismo appare alquanto complesso: un dirigente sceglie dall&#8217;albo: quanti docenti? Quando? Con quale ordine di chiamata? Come si apprezza il curriculum dei candidati? Come si svolge il colloquio? Che fare in caso di diniego del candidato? Come incentivare la scelta verso le scuole di frontiera? Ammettiamo che il sistema valorizzi i docenti migliori (o meglio, quelli che godono di una buona reputazione), essi potranno pure condizionare i presidi richiedenti (infatti potranno rifiutare o optare tra pi\u00f9 chiamate). Gi\u00e0 oggi \u00e8 un po&#8217; cos\u00ec: se ci si sposta, si va verso i \u201clicei\u201d prestigiosi. Ma resta il nodo delle scuole \u201cdifficili\u201d che avrebbero bisogno degli insegnanti migliori (bisogna dunque mettere dei forti incentivi). Insomma, i meccanismi applicativi sono tutti da studiare (e tra l\u2019altro sono spostati in avanti negli anni e riguarderanno un piccolo numero di docenti neo-assunti o in mobilit\u00e0). C\u2019\u00e8 tutto il tempo di studiare un meccanismo applicativo che contemperi le diverse esigenze e garantisca dignit\u00e0 e sicurezza a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, \u00e8 tutto da esplorare il portato del comma 79 in cui l&#8217;individuazione dei docenti avviene \u201canche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi\u201d, perch\u00e9 potrebbe spostare il baricentro del nuovo sistema verso gli insegnanti, cui spetterebbe l&#8217;iniziativa e la responsabilit\u00e0 della propria mobilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma<\/em>\u00a0<em>18. Il dirigente scolastico individua il personale da assegnare ai posti, dell&#8217;organico dell&#8217;autonomia, con le modalit\u00e0 di cui ai commi da 79 a 83.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma<\/em>\u00a0<em>80. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano dell&#8217;offerta formativa. L&#8217;incarico ha durata triennale ed \u00e8 rinnovato purch\u00e9 in coerenza con il piano dell&#8217;offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicit\u00e0 dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti. sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell&#8217;istituzione scolastica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Fare squadra: lo staff<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il dirigente scolastico non sia un \u201cuomo solo al comando\u201d lo si evince anche dalla conferma di una articolazione della docenza in una pluralit\u00e0 di figure. Il 10% del personale potr\u00e0 essere investito di funzioni di collaborazione alla struttura organizzativa e didattica della scuola. Semmai ci si poteva aspettare una migliore definizione legislativa del problema, visto che da oltre 15 anni (dall&#8217;avvio dell&#8217;autonomia) le scuole si sono cimentate nella realizzazione di modelli organizzativi basati sulla presenza di figure intermedie, che presidiano snodi vitali dell&#8217;azione della scuola (collaboratori, funzioni strumentali, referenti di progetto, coordinatori di dipartimenti e gruppi di lavoro). Il problema non \u00e8 solo la titolarit\u00e0 della scelta (che ora spetta esplicitamente al dirigente), ma la padronanza di effettive competenze in chi si candida allo svolgimento di tali funzioni. Ed \u00e8 allarmante che tutto debba avvenire senza un sicuro investimento finanziario. Insomma, ci sar\u00e0 molto da lavorare in fase di attuazione, se si vuole favorire l&#8217;effettiva realizzazione dell&#8217;autonomia, che passa anche di qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma 83. Il dirigente scolastico pu\u00f2 individuare nell&#8217;ambito dell&#8217;organico dell&#8217;autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attivit\u00e0 di supporto organizzativo e didattico dell&#8217;istituzione scolastica. Dall&#8217;attuazione delle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il Merito e la valutazione dei docenti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la gestione del merito sar\u00e0 un banco di prova del ruolo che si intende attribuire al dirigente scolastico. Anche in questo caso, come per quasi tutti i commi precedenti, vanno soppesate con molta attenzione le novit\u00e0 introdotte nella versione definitiva: tre paiono i principi innovativi. Intanto viene meglio regolamentata la presenza di un comitato di valutazione, con la presenza maggioritaria dei docenti interni (ma con l&#8217;apporto anche di genitori e studenti, che per\u00f2 non partecipano alla \u201cvalutazione\u201d per la conferma in ruolo dei docenti: \u00e8 un indizio&#8230;). Il comitato contestualizza i criteri generali per la valutazione e la valorizzazione dei docenti. Non ci sono vincoli e dunque si aprono molte soluzioni. Noi preferiremmo quelle che cercano di incentivare\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0i docenti a migliorare i loro standard professionali, attraverso la definizione di impegni di sviluppo e crescita (formazione in servizio, documentazione della didattica e\u00a0<em>peer review\u00a0<\/em>in classe, impegni organizzativi e responsabilit\u00e0) che poi dovranno essere verificati e validati dal comitato di valutazione, guidato dal dirigente. Autovalutazione e successiva validazione sembrano principi condivisi, visto anche il loro gradimento nell\u2019ambito del sistema di valutazione delle scuole (DPR 80\/2013). Il testo della legge individua alcuni indicatori a maglie larghe che fanno riferimento alla cura della didattica (in chiave innovativa), agli impegni organizzativi, alla documentazione delle buone pratiche, alla ricerca e alla formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, soprattutto, si apre uno spazio sperimentale: nei prossimi tre anni le scuole potranno mettere alla prova diversi tipi di criteri (certamente con l\u2019impulso del dirigente, che ha a disposizione anche una piccola ma significativa leva finanziaria: il fondo per il merito) che poi saranno vagliati a livello nazionale, anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e professionali. Molto dipender\u00e0 dalle scelte autonome delle scuole e dalla cultura della valutazione che ogni scuola sar\u00e0 in grado di esprimere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 in generale lo \u201cspirito della legge\u201d, molto liberal (anzi a tratti liberista): poche regole e molta autodeterminazione a livello locale (con qualche ripristino di sistemi di controllo esterno, vedi il \u201crilancio degli ispettori\u201d). La parola, dunque, ora torna alla scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>comma 127. Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell&#8217;articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 dal presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Comma 129 \u2013 punto 3(&#8230;). Il comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base:<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>a) della qualit\u00e0 dell&#8217;insegnamento e del contributo al miglioramento dell&#8217;istituzione scolastica, nonch\u00e9 del successo formativo e scolastico degli studenti;<\/em><\/li>\n<li><em>b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni \u00e8 dell&#8217;innovazione didattica e metodologica, nonch\u00e9 della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;<\/em><\/li>\n<li><em>c) delle responsabilit\u00e0 assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Comma 130. Al termine del triennio 2016-2018, gli Uffici scolastici regionali inviano al Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche per il riconoscimento del merito dei docenti di cui all&#8217;articolo 11 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 129 del presente articolo. Sulla base delle relazioni ricevute, un apposito Comitato tecnico scientifico nominato dal Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca, previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali, predispone le linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale. Tali linee guida sono riviste periodicamente, su indicazione del Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca sulla base\u00a0delle evidenze che emergono dalle relazioni degli Uffici scolastici regionali<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A suon di metafore! Il \u201cnuovo\u201d profilo del dirigente scolastico di Giancarlo Cerini \u00a0Un uomo solo al comando? Che ci fosse la voglia di rafforzare il ruolo del dirigente scolastico nella governance della scuola italiana, lo si era gi\u00e0 visto nelle bozze iniziali del documento \u201cLa Buona Scuola\u201d, ove con qualche metafora (di troppo) si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-385","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=385"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/385\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":387,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/385\/revisions\/387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}