{"id":394,"date":"2015-09-07T11:45:42","date_gmt":"2015-09-07T09:45:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=394"},"modified":"2015-09-08T00:36:55","modified_gmt":"2015-09-07T22:36:55","slug":"perche-non-sia-un-anno-a-perdere-un-ruolo-fondamentale-per-i-ds","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=394","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non sia un \u201canno a perdere\u201d. Un ruolo fondamentale per i DS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-395\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/speak-to-the-individual-600-150x150.png\" alt=\"speak-to-the-individual-600\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Perch\u00e9 non sia un \u201canno a perdere\u201d. Un ruolo fondamentale per i DS <\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per un ragionamento sereno sui nuovi poteri del DS nella Legge di riforma. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove funzioni del DS, previste nella Legge 107 del 13 luglio scorso, e il ruolo complessivo che ne consegue sono state uno degli aspetti della riforma su cui la discussione e le polemiche si sono sviluppate con maggiore irruenza e problematicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena ricordare che nel primo documento sulla Buona Scuola, lo spazio dedicato alla figura del DS risultava molto ridimensionata rispetto a quello dedicato ai docenti. Si parlava molto genericamente di rafforzamento di funzioni e l\u2019immagine che si evocava in quel testo era, come si ricorder\u00e0, quello del \u201ctimoniere\u201d.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la proposta governativa del marzo scorso, lo scenario al riguardo cambia completamente: ora \u00e8 il DS che diventa la figura intorno a cui ruota l\u2019intero processo di riforma. E lo \u00e8 in termini cos\u00ec netti da scatenare tra insegnanti e pianeta scuola in genere, e anche tra molti DS, una mobilitazione \u201ccontro\u201d di vaste proporzioni, con uno sciopero generale (il 5 maggio) e numerose manifestazioni che sono proseguite anche per tutto giugno e oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritenendo il \u201cripasso\u201d un\u2019operazione spesso utile, proviamo a scorrere i passaggi pi\u00f9 significativi del primo testo (quello di marzo appunto), tralasciando qui di considerare ragioni e promotori di quel brusco cambiamento di direzione: \u201c<em>Il dirigente scolastico elabora il piano triennale, sentiti il collegio dei docenti e il consiglio d\u2019istituto \u2026. sceglie il personale da assegnare ai posti dell\u2019organico dell\u2019autonomia e propone incarichi <\/em><em>di docenza ai docenti iscritti negli albi territoriali istituiti dalla presente legge <\/em><em>\u2026<\/em>\u201d e addirittura \u201c\u2026 <em>\u00e8 responsabile delle scelte didattiche e formative \u2026<\/em><em>.<\/em>\u201d. Attribuisce inoltre premi in denaro ai docenti che lui, in autonomia, valuta meritevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Praticamente il <em>dominus<\/em> assoluto della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mobilitazione e la prevalenza del buon senso hanno avuto l\u2019effetto di rendere molto pi\u00f9 digeribile il testo di riforma, cancellandone gli aspetti pi\u00f9 odiosi. Il DDL approvato definitivamente dalla Camera il 13 luglio ha infatti introdotto cambiamenti significativi, anche se la centralit\u00e0 del ruolo del DS \u00e8 stata sostanzialmente confermata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lista delle funzioni riportate di seguito (v. <strong>Scheda<\/strong>) ne offrono un quadro abbastanza eloquente, anche se <strong>le interpretazioni<\/strong> al riguardo (qui se ne parler\u00e0 in modo selettivo) sono state ovviamente non univoche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scheda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lista delle nuove funzioni del DS nella L. 107\/2015<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Attribuisce incarichi triennali ai docenti di ruolo assegnati all&#8217;ambito territoriale di riferimento \u201c<em>anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell&#8217;assegnazione della sede \u2026\u201d <\/em>(comma 79).<\/li>\n<li>Pu\u00f2 utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, <em>purch\u00e9 posseggano titoli validi per gli insegnamenti da impartire<\/em> (comma 79).<\/li>\n<li>Ha anche competenza per il rinnovo dell\u2019incarico \u201c<em>purch\u00e9 in coerenza con il POF\u2026.\u201d. <\/em>Il vincolo previsto, se di vincolo possiamo parlare, \u00e8 quello della valorizzazione del curriculum, delle esperienze e delle competenze professionali, anche attraverso <em>colloqui<\/em> (comma 80).<\/li>\n<li>Assegna annualmente, sulla base di <em>criteri individuati dal Comitato per la valutazione dei docenti<\/em>, che egli presiede, una somma del fondo ai docenti considerati meritevoli \u201c<em>sulla base di motivata valutazione<\/em>\u201d (comma 127)<\/li>\n<li>Definisce gli \u201c indirizzi per le attivit\u00e0 della scuola \u2026\u201d ai fini dell\u2019elaborazione del POF, <em>che rimane comunque competenza del collegio<\/em>. (\u201c<em>Il piano \u00e8 approvato [non pi\u00f9 adottato]dal consiglio d&#8217;istituto\u201d<\/em>). (comma 14)<\/li>\n<li>individua (\u2026)le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all&#8217;attivazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro e stipula apposite convenzioni.<\/li>\n<li>\u201c\u2026 pu\u00f2\u00a0\u00a0 individuare\u00a0\u00a0 nell&#8217;ambito dell&#8217;organico dell&#8217;autonomia <em>fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attivit\u00e0 di supporto organizzativo e\u00a0\u00a0 didattico<\/em>\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spostare la riflessione <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 non riconoscere che il nuovo quadro di \u201cpoteri\u201d, presenta &#8211; anche su aspetti qualificanti &#8211; colori decisamente meno forti rispetto alla prima versione governativa e recupera &#8211; in misura significativa &#8211; (elaborazione del POF e sua approvazione, valutazione dell\u2019anno di prova), le disposizioni della normativa precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restano ancora alcune norme indigeste, come l\u2019attribuzione al DS del compito di <em>fornire indirizzi per la elaborazione del POF. <\/em>Come pure continua a sollevare forte contrariet\u00e0 il discorso sulla funzione di attribuire premi alla professionalit\u00e0 (una somma dall\u2019apposito fondo); anche se \u00e8 prevista una <em>motivata valutazione<\/em> per tale attribuzione e i criteri sono definiti da un Comitato di valutazione (la cui composizione, per\u00f2, qualche interrogativo lo solleva).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qui, pi\u00f9 che la modalit\u00e0 di attribuire il riconoscimento economico e la prerogativa in s\u00e9, \u00e8 l\u2019idea di premialit\u00e0, per come viene declinata, il vero problema (a motivo soprattutto del numero molto ristretto delle persone che ne fruiranno e i rischi conseguenti per il clima di scuola).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste ultime criticit\u00e0 dovrebbero probabilmente spingerci a spostare la riflessione dai nuovi poteri del DS ad alcuni nodi strutturali della riforma ancora non sciolti e su cui non sono mancati approfondimenti negli ultimi mesi: l\u2019assenza, ad esempio, sia di una idea di <em>governance<\/em> che sia all\u2019altezza di una istituzione come la scuola, sia di un nuovo modello organizzativo che metta in crisi la cultura autoreferenziale e individualista prevalente nelle pratiche educative delle nostre scuole; sia anche l\u2019assenza di un discorso sugli sviluppi di carriera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sui fattori scatenanti della protesta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, ai fini del ragionamento che qui si intende fare &#8211; che guarda soprattutto ai problemi di avvio del nuovo anno scolastico, con riferimento alle posizioni che ne possono condizionare regolarit\u00e0 e serenit\u00e0 &#8211; pu\u00f2 invece risultare utile riprendere il problema delle motivazioni pi\u00f9 diffuse che hanno spinto la stragrande maggioranza dei docenti a mobilitarsi in modo contro poteri che, nella versione definitiva della legge, avevano perso molto delle connotazioni autoritarie della prima ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si accenna qui solo di sfuggita al <strong><em>fronte dei precari<\/em><\/strong>, che ha fortemente contribuito alle mobilitazioni dei mesi scorsi; fronte nel quale \u00e8 stata scatenante, in prima battuta, la sensazione di <em>tradimento<\/em>, rispetto alla prima ipotesi (che prevedeva una immissione in ruolo ben pi\u00f9 massiccia: 148.000), provocata dalla scelta conclusiva (103.000 nel testo definitivo). La previsione del concorso (per quanto da farsi in tempi brevi e con modalit\u00e0 facilitanti) per gli altri abilitati e la paura dei &#8220;garantiti&#8221; (quelli delle GAE) di essere nominati in sedi lontane, essendo stata prevista una graduatoria nazionale, sono stati ulteriori fattori di agguerrita contestazione della Legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle reazioni degli insegnanti \u201cstabili\u201d \u00a0si \u00e8 potuto piuttosto cogliere la percezione che i timori della perdita di autonomia e di una gestione autoritaria dei nuovi poteri \u2013 per quanto ridimensionati -, <em>da una parte<\/em>, e il rischio di clientelismi, conformismi e valutazioni arbitrarie, <em>dall\u2019altra<\/em>, fossero in qualche modo appesantiti e ingigantiti da una immagine prevalente del DS non propriamente positiva. Che portava a dedurne che, alla luce dei vissuti professionali, timori e rischi non erano considerati ipotetici, ma reali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Almeno questo \u00e8 sembrato di capire in molti slogan e in molti ragionamenti che attribuivano ai DS un\u2019<strong><em>idea di potere come comando<\/em><\/strong> e comportamenti professionali propri di <strong><em>dipendenti delle Direzioni regionali<\/em><\/strong>, anelli deboli della catena ministeriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 si faceva derivare, secondo queste critiche, l\u2019attenzione prevalente ai compiti burocratico-amministrativi; ma anche una cura e una pratica delle funzioni dirigenziali di <em>coordinamento, valorizzazione e promozione<\/em> al di sotto delle attese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste ricostruzioni hanno un qualche fondamento &#8211; almeno per quanto riguarda una fetta probabilmente non piccola di DS &#8211; allora la questione di un avvio regolare, e possibilmente sereno del nuovo anno scolastico, interroga, nell\u2019immediato e prepotentemente, anche i Dirigenti scolastici e la loro cultura professionale (oltre ovviamente al testo di riforma e alla gestione ministeriale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche un altro fattore non secondario dovrebbe avere il giusto rilievo in una analisi serena delle ragioni delle mobilitazioni. Perch\u00e9 se \u00e8 certamente vero che le manifestazioni contro la legge dei mesi scorsi nascevano dal timore che molti presidi potessero abusare \u2013 farne un uso improprio &#8211; di questi nuovi poteri loro attribuiti, va anche aggiunto che ha pesato non poco il fattore, anch\u2019esso scatenante, di una <strong><em>cultura professionale, prevalente tra i nostri insegnanti<\/em><\/strong>, <strong><em>che considera tab\u00f9 ogni idea di <\/em><\/strong><strong><em> rendicontazione e una offesa alla dignit\u00e0 docente qualsiasi pratica valutativa che li riguardi<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo va detto senza alcuna intenzione di colpevolizzare la categoria, ma solo per evidenziare una questione dirimente per il futuro della nostra scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 non sia un \u201canno a perdere\u201d. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste ultime considerazioni reggono, o sono almeno plausibili; e se, soprattutto, ha un qualche fondamento l\u2019immagine del DS percepita nelle manifestazioni anti-riforma dei mesi scorsi, allora pu\u00f2 essere prioritario, proprio per evitare i rischi di un \u201canno a perdere\u201d, concentrare l\u2019attenzione, come dirigenti &#8211; <strong><em>ovviamente ove e se \u00e8 il caso<\/em><\/strong> -. su alcune questioni da mettere al centro del proprio impegno in questo inizio d\u2019anno (particolarmente importante anche per l\u2019avvio della riforma).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la qualit\u00e0 delle relazioni e della comunicazione interne alla scuola, da approfondire e coltivare anche attraverso le attuali articolazioni del Collegio (viste come possibili nuclei di una struttura reticolare da costruire e favorire);<\/li>\n<li><em>ma anche:<\/em> rassicurazioni e garanzie sulla opportunit\u00e0 di una l<em>eadership <\/em>di scuola di tipo non personalistico (n\u00e9 tanto meno autoritario), che punti su organizzazione e sviluppo della dimensione collegiale-cooperativa del fare scuola;<\/li>\n<li><em>e ancora<\/em>: recupero della centralit\u00e0 &#8211; nella progettazione e realizzazione dell\u2019offerta formativa &#8211; del fabbisogno educativo degli studenti e di ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale per dare ad essa centralit\u00e0 possibilit\u00e0 di riuscita; a partire dalla cooperazione orientata ai risultati, dalla formazione-autoformazione continua, dal superamento di una didattica individualistica e autoreferenziale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019elaborazione del Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa<\/em><\/strong> \u2013 da concludere in ottobre &#8211; potrebbe rappresentare lo spazio e l\u2019occasione per dare organicit\u00e0 e coerenza alle riflessioni su queste problematiche e accrescere le possibilit\u00e0, per la nostra scuola, di uscire dalla marginalit\u00e0 \u2013 e marginalizzazione \u2013 in cui vive da troppo tempo. O no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: line-through;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 non sia un \u201canno a perdere\u201d. Un ruolo fondamentale per i DS di Antonio Valentino Per un ragionamento sereno sui nuovi poteri del DS nella Legge di riforma. 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