{"id":406,"date":"2015-09-29T22:54:44","date_gmt":"2015-09-29T20:54:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=406"},"modified":"2015-09-30T18:35:46","modified_gmt":"2015-09-30T16:35:46","slug":"pari-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=406","title":{"rendered":"PARI OPPORTUNITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-408\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/gender-150x150.jpg\" alt=\"gender\" width=\"150\" height=\"150\" \/>PARI OPPORTUNITA\u2019<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Cinzia Mion<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decreto \u201cRipartire dalla scuola\u201dn\u00b0 104\/2013, fortemente voluto dalla Ministra Carrozza, approvato di recente, all\u2019articolo 16 riguardante la Formazione dei docenti sollecita \u201cl\u2019incremento delle competenze relative all\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0 e al rispetto delle diversit\u00e0 e delle pari Opportunit\u00e0 di genere e al superamento degli stereotipi di genere, in attuazione di quanto previsto dall\u2019articolo 5 del decreto legge 14 agosto 2013 n\u00b0 93,convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 ottobre 2013 , n\u00b0 119\u201d.<br \/>\nOggi la legge 107\/2015, la cosiddetta <em>Buona Scuola<\/em>, riprende questa sollecitazione al comma n\u00b016 della sua stesura finale.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pari Opportunit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia si \u00e8 cominciato a parlare di Pari Opportunit\u00e0 verso la met\u00e0 degli anni 80, sull\u2019onda delle varie risoluzioni europee. La pi\u00f9 recente, \u00e8 la convenzione di Istanbul adottata dal Consiglio di Europa nel 2011.<br \/>\nLa filosofia delle Pari Opportunit\u00e0, affermatasi all\u2019interno del paradigma culturale della complessit\u00e0, offre l\u2019occasione di coniugare il valore freddo del diritto che parla di <em>uguaglianza<\/em> con il valore caldo dell\u2019appartenenza e dell\u2019identit\u00e0 che parla di <em>differenza<\/em>, inaugurando un nuovo pensiero femminile che intreccia queste due dimensioni, superando attraverso una difficile e felice sintesi sia il <em>femminismo <\/em>che il <em>pensiero della differenza<\/em>.<br \/>\nAbbiamo dovuto infatti aspettare la multilogica di Edgar Morin per superare la binariet\u00e0 del paradigma della linearit\u00e0 che ha permesso a lungo l\u2019alternarsi delle preferenze delle donne \u201co\u201dper l\u2019uguaglianza del femminismo \u201co\u201d per la differenza di Lucie Irigaray e delle sue seguaci, le note filosofe italiane come la L.Muraro o A.Cavarero.<br \/>\nLa cultura delle Pari Opportunit\u00e0 ha fatto un po\u2019 di fatica ad esprimere il suo punto di vista, contrastata anche dalle teoriche del pensiero della differenza che mal sopportavano che all\u2019interno dello sguardo delle pari Opportunit\u00e0 fosse incarnata, oltre alla differenza, anche l\u2019uguaglianza, evocatrice per loro dell\u2019assimilazione al maschile del veterofemminismo.<br \/>\nIn sintesi le Pari Opportunit\u00e0 costituiscono una \u201crivoluzione culturale\u201d che cerca di far emergere una nuova progettualit\u00e0 di vita connotata dalla co-responsabilit\u00e0 tra i generi attraverso il superamento degli stereotipi e la ricerca di identit\u00e0 di genere \u201c<em>riconciliate<\/em>\u201d (Elisabeth Badinter)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fasi dell\u2019identit\u00e0 sessuale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019identit\u00e0 sessuale viene definita alla nascita come <em>identit\u00e0 biologica<\/em>, attraverso l\u2019osservazione del sesso anatomico (genitali esterni), generalmente con certezza, tranne nei casi di <em>ermafroditismo<\/em>.<br \/>\nPoi subentra l\u2019<em>identit\u00e0 psicologica<\/em> che consiste nell\u2019accettazione della propria identit\u00e0 biologica sessuale, durante il processo di crescita, altrimenti pu\u00f2 sorgere una \u201cdisforia di genere\u201d consistente in uno stato d\u2019animo angosciato.<br \/>\nAlla fine appare l\u2019<em>identit\u00e0 sessuale di m\u00e8ta<\/em> che pu\u00f2 essere eterosessuale oppure omosessuale.<br \/>\nInoltre appare sempre pi\u00f9 visibile anche la bisessualit\u00e0.(Jole Baldaro Verde)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Identit\u00e0 di genere.<br \/>\nSe \u00e8 vero, parafrasando Simone de Beauvoir, che maschi e femmine si nasce ma uomini o donne si diventa, questa maturazione \u00e8 un processo che va accompagnato- al fine di far scaturire delle identit\u00e0 il pi\u00f9 possibile rinnovate dalla cultura e dalla riflessivit\u00e0 e liberate da vecchi stereotipi che segnano spesso la sopraffazione del maschile sul femminile- verso un\u2019ottica di parit\u00e0 che valorizzi per\u00f2 le differenze. A questo proposito una particolare vigilanza viene raccomandata nei confronti dei modelli offerti dai MEDIA che rischiano di essere assorbiti a-criticamente.<br \/>\nQuesta maturazione culturale, che si sviluppa dalla identit\u00e0 sessuale biologica, si chiama \u201cidentit\u00e0 di genere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stereotipi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stereotipi consistono in <strong>generalizzazioni improprie e semplificazioni arbitrarie<\/strong>. Costituiscono in fondo processi di economia cognitiva e sono assorbiti attraverso una cultura antropologica profonda. Quando contengono implicazioni emotive diventano <em>pregiudizi<\/em> che spesso sfociano in credenze dicotomizzanti ascrivibili a <em>buono\/cattivo<\/em>,oppure <em>amico\/nemico<\/em>.<br \/>\nQueste categorizzazioni sono alla base di uno stile cognitivo manicheo, che non tollera ambiguit\u00e0 cognitive &#8211; ineludibili all\u2019interno di una sana ricerca di categorizzazione del mondo che sia curiosa, solida e serena- e che presenta una rigidit\u00e0 di pensiero e chiusura a nuove informazioni che possono intaccare le \u201ccertezze assolute\u201d.<br \/>\nGli stereotipi di genere erano (e in parte sono ancora):<br \/>\nUOMO = LOGOS,razionalit\u00e0,iniziativa,protagonismo,decisionalit\u00e0,competitivit\u00e0, forza (non solo fisica),aggressivit\u00e0,machismo,ecc.<br \/>\nDONNA = EROS, sentimento, emotivit\u00e0, dolcezza, sensibilit\u00e0, adattamento, remissivit\u00e0, accettazione, sottomissione,ecc.<br \/>\nOggi i ruoli sociali sono cambiati, la donna da decenni si \u00e8 emancipata attraverso il lavoro, riscattandosi da rapporti di sudditanza per mezzo di una nuova autonomia economica e psicologica. Per prima ha \u201ccontaminato\u201d gli stereotipi scoprendo che \u00e8 in grado di assumere iniziative, prendere decisioni, saper argomentare e pensare con la propria testa, di avere una grande forza d\u2019animo, di saper affermarsi nel lavoro, di esser in grado di vivere autonomamente. In questo modo l\u2019uomo ha perso il potere sull\u2019universo femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autorealizzazione e relazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resistono ancora tendenze nell\u2019immaginario genitoriale a considerare per i maschi fondamentale l\u2019<em>autorealizzazione<\/em> e per le femmine la <em>relazionalit\u00e0<\/em> che si rappresentano plasticamente nella domanda implicita alla nascita (a volte esplicitata) per l\u2019uno :-Chi diventer\u00e0? E per l\u2019altra :-Chi sposer\u00e0?<br \/>\nRazionalmente si \u00e8 riluttanti ad ammettere tale fenomeno , che comunque modifica il tipo di accudimento ed educazione ma, nei vari focus che recentemente sono stati realizzati sull\u2019argomento all\u2019interno di un progetto comunale, appare chiaramente che invece questi atteggiamenti mentali sono ancora presenti magari non a livello perfettamente consapevole<br \/>\nL\u2019attenzione alla relazionalit\u00e0 \u00e8 spiegata dal fatto che le donne sono state destinate storicamente al lavoro di cura e che l\u2019assolvimento di questo compito viene di gran lunga migliorato attraverso la competenza relazionale di \u201cmettersi nei panni degli altri\u201d.<br \/>\nOggi per\u00f2 noi sappiamo che esistono le intelligenze personali, illustrate da H.Gardner, che si articolano in \u201cintelligenza intrapersonale ed interpersonale\u201d allo sviluppo delle quali hanno diritto e bisogno anche gli uomini, oggi pi\u00f9 che mai, dati gli episodi di violenza sulle donne.<br \/>\nGli uomini per\u00f2 fanno pi\u00f9 fatica a rinnovarsi e ad accettare un rapporto paritario, rispettoso delle differenze. Hanno capito che il <em>machismo<\/em> ha fatto il suo tempo ma non riescono ad imboccare la strada del cambiamento senza temere di perdere insieme al potere anche la loro virilit\u00e0. Contrariamente alle donne , essendo vissuti di rendita sotto l\u2019ombrello del patriarcato, non si sono fatti carico di una ricerca sulla loro identit\u00e0.<br \/>\n<strong>La cultura delle Pari Opportunit\u00e0 raccomanda che invece sia i maschi che le femmine vengano avviati sia all\u2019autorealizzazione che alla relazione<\/strong>.<br \/>\n\u201cMa sono rimasti minacciosamente intatti gli stereotipi sessuali che <strong>pi\u00f9 dei ruoli<\/strong> affondano radici profonde nell\u2019inconscio collettivo,veri e propri archetipi\u00a0 da &#8220;<em>L\u2019enigma dell\u2019identit\u00e0<\/em>\u201d di Jole Baldaro Verde, Alessandra Graziottin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La difficile identit\u00e0 maschile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che gli stereotipi siano stati giustamente intaccati, anche se non ancora debellati, pone il problema delle identit\u00e0 di genere che dovrebbero dar luogo ad una <em>umanit\u00e0 riconciliata<\/em>.<br \/>\nInsieme per\u00f2 alla lenta affermazione del mondo femminile si \u00e8 rivelato anche un crescente disagio maschile, non necessariamente in un rapporto di causa-effetto. Tale disagio acquista pi\u00f9 rilievo, ed anche una ulteriore spiegazione, alla luce delle ricerche della moderna embriologia. Queste infatti hanno rivelato che l\u2019embrione, vale a dire l\u2019ovulo fecondato, per cinque\/sei settimane risulta femminile, anche se programmato per diventare XY.<br \/>\nQuesta necessaria \u201cdeviazione\u201d del processo di evoluzione sessuale, insieme al dato di nascere da un grembo femminile, quindi impregnato dalla voce e da una generale <em>gestalt<\/em> femminile, rende pi\u00f9 difficile la differenziazione ed il percorso dell\u2019identit\u00e0 maschile.<br \/>\nOggi si sta verificando che la nuova via per superare gli stereotipi maschili, in assenza di una educazione a ci\u00f2 finalizzata, sembra essere quella della nuova paternit\u00e0. Il contatto infatti con il corpo tenero del neonato permette e legittima, nei giovani padri che desiderano prendersi cura del loro \u201ccucciolo\u201d, la dimensione della propria tenerezza. Ecco la via pragmatica per la \u201ccontaminazione\u201d degli stereotipi ed il loro superamento.<br \/>\nSta crescendo per\u00f2 una generazione di preadolescenti maschi, confusa e spaesata, che non pu\u00f2 pi\u00f9 contare sugli stereotipi storici, e che non pu\u00f2 aspettare di accedere alla paternit\u00e0 ma che avrebbe bisogno che la generazione dei giovani maschi (25\/35 anni) si interrogasse sull\u2019identit\u00e0 maschile attuale, come hanno fatto le donne a partire dalla met\u00e0 del secolo scorso, offrendo delle riflessioni e degli esempi che siano meno frivoli e superficiali dei modelli mediatici.<br \/>\nAi <em>media<\/em> infatti viene attribuita grande importanza in qualit\u00e0 di costruttori della realt\u00e0 sociale (v.\u201dI media e il corpo delle donne\u201d di Zanardo) perch\u00e9 rendono pi\u00f9 visibili, e quindi rafforzano, il livello <em>simbolico<\/em> di determinati comportamenti sociali e categorie, cos\u00ec come ne celano o ne mettono in secondo piano altri, decretando gerarchie di valori per tutte le identit\u00e0(v.velinismo e metrosexual).<br \/>\nLentamente stanno per\u00f2 sorgendo dei piccoli gruppi di uomini (v.<a href=\"http:\/\/www.maschileplurale.it\" target=\"_blank\">www.maschileplurale.it<\/a>) che cominciano a porsi delle domande sia sulla violenza sulle donne, perpetrata dal genere di cui fanno parte, sia sulla fragilit\u00e0 maschile che rende cos\u00ec difficoltosa la loro identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COMITATO PPOO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno 1989 era stato costituito presso il Ministero della pubblica Istruzione un Comitato PPOO donna-uomo, insediato presso l\u2019Ufficio Studi e Programmazione , previsto anche dal contratto di lavoro. al quale parteciparono sia le organizzazioni sindacali che le associazioni professionali.<br \/>\nSi \u00e8 trattato di un Comitato con finalit\u00e0 specifiche e formative, molto diverse da quelle parasindacali di difesa della donna nel mondo del lavoro, tipiche delle Commissioni insediate nei vari Enti Locali.<br \/>\nIl Comitato, che ha visto come prima Presidente la storica P.Gaiotti de Biase e in seconda battuta la senatrice Albertina Soliani, durando in carica fimo al 1998- al quale la scrivente ha partecipato per tutta la durata come rappresentante dell\u2019Associazione Nazionale dei Dirigenti scolastici- ha svolto un egregio lavoro proprio sulle tematiche sollevate oggi dalla Ministra Carrozza e riprese dalla Ministra Giannini.<br \/>\nSuccessivamente il CCNL del 1998 ha modificato la composizione del Comitato, eliminando la partecipazione delle associazioni professionali e riducendo cos\u00ec il comitato stesso ad un organismo paritario tra membri del sindacato e personale amministrativo, svuotando in questo modo l\u2019organismo delle competenze di tipo formativo che ne avevano decretato l\u2019efficacia ed il successo.<br \/>\nSarebbe proprio auspicabile che si riprendesse il discorso interrotto nel 1998, istituendo un comitato che pensi alle identit\u00e0 di genere a partire dalla scuola dell\u2019infanzia, come \u00e8 accennato anche nel recente testo delle Indicazioni per il primo ciclo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proposte operative<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione alla <strong>cura di s\u00e8, degli altri e dell\u2019ambiente e l\u2019alfabetizzazione emotiva ed affettiva <\/strong>sono valenze formative, previste appunto anche dalle nuove Indicazioni, che possono essere avviate e potenziate con la finalit\u00e0 di agevolare la maturazione di nuove identit\u00e0 di genere.<br \/>\nL\u2019educazione alla cura permetterebbe ai maschietti di acquisire a partire dai 3 anni quello sguardo su di s\u00e8, sulle relazioni e sul mondo pi\u00f9 autonomo e responsabile evitando innanzi tutto la richiesta implicita del <em>prenditi cura di me<\/em>, fatta spesso dall\u2019uomo adulto alla propria partner, che appare pi\u00f9 una domanda fatta all\u2019interno di un rapporto <em>bambino-madre<\/em> che a quello di coppia. Sarebbe anche un modo per alleggerire la cosiddetta <em>doppia presenza<\/em> femminile del lavoro in casa e fuori casa che rende cos\u00ec difficile l\u2019esistenza delle donne.<br \/>\nL\u2019<strong>alfabetizzazione emotiva<\/strong> poi, legittimando tutto il ventaglio delle emozioni naturali (paura, rabbia, tristezza e gioia) sia per maschi che per femmine permetterebbe ai primi di mettersi in contatto anche con la paura e alle seconde anche con la rabbia, imparando ad evitare di <strong>agire<\/strong> l\u2019emozione stessa e contemporaneamente imparando pure ad <strong>esprimerla<\/strong>. Esprimere significa riconoscere, denominare, e fare la richiesta sociale adeguata che consiste:<br \/>\n-rispetto alla paura,<strong> invece di fuggire chiedere aiuto, rassicurazione, ecc.<\/strong><br \/>\n<strong>-rispetto alla rabbia<\/strong>, invece di lottare e aggredire, chiedere all\u2019altro di cambiare perch\u00e9 il suo comportamento ci danneggia;<br \/>\n-rispetto alla <strong>tristezza<\/strong>, al posto di provare a rielaborare il lutto da soli, chiedere conforto o amore,;<br \/>\n&#8211; rispetto alla <strong>gioia<\/strong>, se si vuole mantenere la situazione, chiedere agli altri la <strong>condivisione<\/strong>.<br \/>\nSe la paura viene inibita fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, perch\u00e9 considerata emozione poco virile, pu\u00f2 darsi che sul nascere questa venga trasformata in rabbia, con la richiesta sociale inadeguata rispetto allo stimolo iniziale : richiesta pi\u00f9 o meno prepotente di cambiamento invece che di aiuto e rassicurazione.<br \/>\nAltrettanto dicasi per la sana rabbia, considerata poco femminile, che spesso le bambine imparano a trasformare in pianto triste e silenzioso, precursore della depressione adulta femminile, tristezza che appare al posto di una richiesta ferma di cambiamento di certi atteggiamenti che sono gi\u00e0 violenti e persecutori.<br \/>\nL\u2019<strong>educazione affettiva<\/strong> consiste nel far capire che il rapporto affettivo dovrebbe essere basato su un equilibrio mobile tra <strong>legame<\/strong> ed <strong>autonomia<\/strong>, un equilibrio che permetta di entrare ma anche di uscire dalla relazione di coppia , come ricorda Remo Bodei nel suo ultimo libro, o di aprirsi ad altri nella relazione amicale. Si tratta di far evolvere la maturazione affettiva dalle fasi asimmetriche del rapporto con l\u2019altro che vanno dalla ricerca di fusionalit\u00e0 a quella di controllo, che cela sempre una dimensione di aggressivit\u00e0, verso la capacit\u00e0 di stabilire un rapporto di affettivit\u00e0 in uno <strong>scambio paritario<\/strong>.<br \/>\nCompaiono ben presto tra i bambini e le bambine della scuola primaria le richieste totalizzanti di amicizia rivolte all\u2019amico per la pelle e all\u2019amica del cuore che risultano \u201csoffocanti\u201d per i destinatari cui viene chiesta l\u2019esclusiva.<br \/>\nTra i preadolescenti e gli adolescenti l\u2019educazione sentimentale dovrebbe affrontare il tema del cosiddetto <strong>amore romantico<\/strong>, fantasia illusoria che si traduce spesso in una <strong>idealizzazione totalizzante di fusionalit\u00e0<\/strong> che porta al desiderio e alla richiesta di annullarsi nell\u2019altro che cos\u00ec diventa il completamento di s\u00e9. Questa \u00e8 la fase tipica dell\u2019innamoramento che per\u00f2 deve evolvere nell\u2019amore di scambio paritario e di rispetto della coppia intesa come due persone separate.(v.F.Alberoni<em> Innamoramento ed amore<\/em>). Come fare altrimenti a rinunciare alla perdita di una parte di s\u00e9 quando l\u2019amore finisce? Spesso questa \u00e8 la ragione della rabbia che si scatena nell\u2019uomo quando non riesce a trattenere la donna all\u2019interno della relazione per cui \u201co mia o di nessun altro\u201d.<br \/>\nEsiste anche il rischio del <strong>sessismo benevolo<\/strong>, in cui l\u2019uomo viene cresciuto con l\u2019idea di proteggere la donna ma che potrebbe per\u00f2 rivelare la non accettazione dell\u2019 eventuale richiesta di autonomia e autorealizzazione, da parte di lei, perch\u00e9 vissuta come una disconferma del proprio ruolo maschile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le questioni affrontate sono delicate e richiedono una ineludibile formazione anche personale dei docenti non solo di tipo teorico ma anche riguardante una vera e propria competenza relazionale perch\u00e9 la relazione educativa contiene delle sfumature transferali che toccano i temi dell\u2019emotivit\u00e0 e dell\u2019affettivit\u00e0 anche dell\u2019adulto.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Convenzione di Istanbul<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Convenzione di Istanbul adottata dal Consiglio di Europa nel 2011,firmata da 29 Paesi, ratificata dal Parlamento italiano nel giugno 2013. Vengono adottate le misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali di uomini e donne, al fine di eliminare qualsiasi pratica basata sull\u2019inferiorit\u00e0 della donna. All\u2019articolo 14, riguardante l\u2019educazione, si sollecitano le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parit\u00e0 dei sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, le violenze contro le donne basate sul genere e il diritto all\u2019integrit\u00e0 personale, appropriati al livello cognitivo degli alunni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maschileplurale.it\" target=\"_blank\">www.maschileplurale.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberoni F., <em>Innamoramento e amore<\/em>,Garzanti, 1979<br \/>\nBadinter E. XY <em>L\u2019identit\u00e0 maschile<\/em>,Longanesi<br \/>\nBaldaro Verde J,Graziottin A.<em>L\u2019enigma dell\u2019identit\u00e0, libreria universitaria.it<\/em><br \/>\nBodei R. <em>Immaginare altre vite<\/em>, Feltrinelli, 3013<br \/>\nZanardo L, <em>I media e il corpo delle donne<\/em>, Feltrinelli, 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARI OPPORTUNITA\u2019 di Cinzia Mion Il decreto \u201cRipartire dalla scuola\u201dn\u00b0 104\/2013, fortemente voluto dalla Ministra Carrozza, approvato di recente, all\u2019articolo 16 riguardante la Formazione dei docenti sollecita \u201cl\u2019incremento delle competenze relative all\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0 e al rispetto delle diversit\u00e0 e delle pari Opportunit\u00e0 di genere e al superamento degli stereotipi di genere, in attuazione di quanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-406","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=406"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":409,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406\/revisions\/409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}