{"id":410,"date":"2015-10-03T01:07:18","date_gmt":"2015-10-02T23:07:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=410"},"modified":"2015-10-03T01:07:18","modified_gmt":"2015-10-02T23:07:18","slug":"il-piano-triennale-dellof-ragionamenti-e-idee-per-gli-indirizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=410","title":{"rendered":"Il Piano triennale dell\u2019OF: ragionamenti e idee per gli indirizzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-411\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/address-150x150.png\" alt=\"address\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/address-150x150.png 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/address.png 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Il Piano triennale dell\u2019OF: ragionamenti e idee per gli indirizzi<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Prevenire i rischi di una discontinuit\u00e0 ambigua<\/strong><br \/>\nIn una precedente riflessione sugli indirizzi per la elaborazione del Piano Triennale dell\u2019Offerta formativa &#8211; la cui definizione diventa prerogativa del DS con la nuova legge di riforma &#8211; ho sostenuto che tale discontinuit\u00e0, per le ambiguit\u00e0 che contiene sul punto, pu\u00f2 presentare rischi di scivolamenti verso una gestione tutta (o quasi) centrata sulla figura del Dirigente.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare tali rischi diventa importante \u2013 nella <span style=\"text-decoration: underline;\">definizione degli indirizzi<\/span> per la elaborazione del Piano Triennale &#8211; un\u2019attenzione particolare a quei passaggi della legge che possono essere letti opportunamente come un bilanciamento di questo nuovo \u201cpotere\u201d del DS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 valere la pena riproporli:<em> il DS dovr\u00e0 tener \u201cconto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti\u201c (1) . Come pure, viene ribadito, il DS \u201cpromuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realt\u00e0 istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio\u201d previsti \u201cai fini della predisposizione del piano\u201d (L. 107\/2015, comma 14).<\/em><br \/>\n\u00c8 questa un\u2019attenzione che non va sottovalutata, anche ai fini di una elaborazione che poggi su contributi pi\u00f9 ricchi e un coinvolgimento maggiore del Collegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Le scadenze ravvicinate. Come gestirle<\/strong><br \/>\nCertamente le scadenze ravvicinate per la presentazione delle richieste dell\u2019organico potenziato (15 ottobre) e per la definizione del Piano Triennale (30 ottobre), per quanto in parte giustificabili, non sar\u00e0 facile rispettarle al meglio, considerato che ogni inizio di anno scolastico, e questo non fa eccezione, ripropone sempre mille problemi, e quasi sempre di non immediata soluzione, anche ai dirigenti veterani.<br \/>\n\u00c8 da pensare pertanto che indirizzi ed elaborazione del POF, nell\u2019attuale situazione, possano essere gestite \u2013 col consenso e l\u2019impegno delle parti coinvolte &#8211; come un primo ma sostanziale avvicinamento \/ approssimazione a definizioni ed elaborazioni che potranno essere affinate e meglio definite anche in tempi successivi, dovendo valere comunque \u2013 il POF &#8211; dal prossimo anno scolastico. Ci\u00f2 anche per evitare che la scrittura del Piano triennale venga vissuta come una operazione rigida, formale o come adempimento burocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Sugli indirizzi: alcuni punti (relativamente) fermi<\/strong><br \/>\nA questo proposito, impegnarsi a partire con alcuni punti sugli indirizzi e su come ci si arriva \u2013 coerentemente con le indicazioni offerte dalla legge &#8211; pu\u00f2 risultare, per il DS, un buon investimento. Anche per creare un clima di condivisione rispetto alle scelte che si ipotizzino orientate a dare gambe a processi di miglioramento e innovazione.<br \/>\nUn primo punto dovrebbe essere quello di pensare a <span style=\"text-decoration: underline;\">definire gli indirizzi<\/span> in funzione del risultato atteso, cio\u00e8 un Piano Triennale dell\u2019Offerta formativa che venga percepito come principale documento di riferimento per la vita della scuola per il triennio a partire dal 2016.<br \/>\nPerci\u00f2 sarebbe bene \u2013 <span style=\"text-decoration: underline;\">pensando all\u2019atto di indirizzo<\/span> \u2013 cominciare subito a ragionare<br \/>\n\u2022 in termini di obiettivi di miglioramento e di innovazione da privilegiare, tra quelli emersi nelle precedenti fasi di ascolto e studio (RAV, POF precedente, altre evidenze), e quindi da inserire nell\u2019Atto;<br \/>\n\u2022 su come selezionarli in rapporto alle varie aree di intervento, individuate come pi\u00f9 problematiche o bisognose di iniziative particolari (prioritarie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Tra Regolamento e lettura del fabbisogno. Le aree di intervento<\/strong><br \/>\nAnche sulla scorta di quel che prevede il Regolamento dell\u2019Autonomia, gli obiettivi di miglioramento e innovazione da <span style=\"text-decoration: underline;\">indicare negli indirizzi<\/span> non possono che riguardare &#8211; oltre al curricolo (l\u2019offerta formativa in termini di insegnamenti e di opportunit\u00e0 aggiuntive (2)\u00a0) \u2013 anche altre aree di intervento che col curricolo sono comunque in stretta relazione, quali<br \/>\n1. la qualit\u00e0 della didattica (nelle sue varie declinazioni) e quindi la formazione del personale (3)\u00a0;<br \/>\n2. l\u2019ambiente educativo (le relazioni, la comunicazione, le reti interne, gli spazi, le strutture e la loro cura, le aperture al mondo di fuori \u2026.);<br \/>\n3. gli assetti organizzativi e il funzionamento,<br \/>\n4. La gestione delle risorse professionali, strumentali, finanziarie (4)\u00a0,<br \/>\n5. le modalit\u00e0 del monitoraggio e della rendicontazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Quello che su questo punto (aree di intervento) si vuole sottolineare \u00e8 che gli obiettivi di miglioramento e di innovazione non dovrebbero limitarsi solo al curricolo e alla didattica, ma riguardare anche le altri ambiti della vita di una scuola, la cui qualit\u00e0 e il cui sviluppo concorrono ad una offerta formativa sensata ed efficace<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Selezione e gestione degli obiettivi: minimalismo e gradualismo come criteri principali<\/strong><br \/>\nSiccome il POF non \u00e8 il libro dei sogni, n\u00e9 specchietto per le allodole, \u00e8 forse opportuno che gli obiettivi per le diverse aree progettuali siano selezionati con criterio \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 sottrattivo (date le incertezze sul fronte delle risorse e su quello normativo di questa fase).<br \/>\nMentre una selezione qualitativa degli interventi, tale da ben orientare il <span style=\"text-decoration: underline;\">lavoro della Commissione<\/span> (della quale sarebbe buona cosa che facesse parte qualche membro della Commissione per l\u2019autovalutazione di Istituto), pu\u00f2 essere facilitata, come gi\u00e0 si diceva, da una lettura attenta del RAV e delle proposte e considerazioni degli organi e associazioni interne e delle realt\u00e0 territoriali interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La progettazione come principio informatore del POF<\/strong><br \/>\nUn altro punto fermo ci viene anch\u2019esso offerto dal Regolamento. Il quale, sempre a proposito di POF, utilizza il termine progettazione per indicare la natura del documento.<br \/>\nLe Aree di obiettivi (e quindi di attivit\u00e0 per raggiungerli) sopra indicate (o altre analoghe) si configurano come aree <em>progettuali<\/em> in quanto esplicitazione delle tipologie di progettazione \u2013 curricolare, extracurricolare, didattica, organizzativa &#8211; di cui all\u2019art. 3 del DPR 275 (riformulato come da comma 14 della Legge 107\/2015).<br \/>\nLa dimensione \u201cprogettuale\u201d dell\u2019Area (relativamente ai singoli obiettivi che in essa si prevedono) andrebbe ovviamente rappresentata nel POF attraverso le categorie proprie di un progetto ed <span style=\"text-decoration: underline;\">esplicitata negli indirizzi del DS<\/span> (5)\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Indirizzi e risultati per un POF della comunit\u00e0 scolastica. E non solo<\/strong><br \/>\nSe le aree &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; progettuali (curricolo con didattica\/formazione, ambiente e organizzazione, rendicontazione \u2026.) rappresentano il cuore del POF &#8211; <span style=\"text-decoration: underline;\">e quindi gli indirizzi su queste aree devono poter prefigurare i risultati che si attendono dall\u2019elaborazione e le direzioni di lavoro della commissione<\/span> &#8211; , va ovviamente recuperata l\u2019importanza di una sezione a premessa, da indicare nell\u2019atto di indirizzo come costitutiva del Piano, in cui sia esplicitato il <strong>profilo<\/strong> della scuola (tradurrei con questo termine meno pretenzioso \u201cl\u2019identit\u00e0 culturale e progettuale\u201d del Regolamento) nei suoi termini essenziali (6)\u00a0.<br \/>\nA proposito di progettazione, va anche richiamato che, per quanto riguarda il Piano, essa va sviluppata (e declinata) con l\u2019altra scelta innovativa della nuova legge di riforma: la triennalit\u00e0, indicata come l\u2019arco temporale nel quale poter meglio mettere a punto i progetti (che \u201cstanno stretti\u201d dentro un singolo anno), dare ad essi gambe, verificarne gli effetti per prevedere adattamenti e aggiustamenti.<br \/>\nProspettare inoltre negli indirizzi una sezione conclusiva da dedicare ai <strong>codici di comportamento<\/strong> dei vari soggetti (a partire da quello del DS) e organi della scuola &#8211; in coerenza con i valori e gli obiettivi esplicitati nelle sezioni precedenti &#8211; pu\u00f2 rappresentare una scelta funzionale a obiettivi di trasparenza e rendicontazione &#8211; e quindi importante &#8211; <span style=\"text-decoration: underline;\">da indicare nell\u2019atto di indirizzo<\/span> come ultimo capitolo dell\u2019elaborazione.<br \/>\nIn sintesi<br \/>\nDetta in estrema sintesi \u2013 e conclusivamente -, un buon atto di indirizzo penso possa essere considerato tale<br \/>\nA.<span style=\"text-decoration: underline;\"> se gli indirizzi esplicitano<\/span><br \/>\n\u2022 le scelte sulle <strong>priorit\u00e0 in termini di obiettivi di miglioramento e innovazione<\/strong> per le diverse aree di intervento che costituiscono il cuore del Piano,<br \/>\n\u2022 come si \u00e8 arrivati a definirli (enfasi su RAV, altre evidenze e apporti del Collegio),<br \/>\n\u2022 i criteri utilizzati (priorit\u00e0, condivisione, fattibilit\u00e0);<br \/>\nB. <span style=\"text-decoration: underline;\">se evidenziano<\/span> che gli obiettivi prioritari, oltre all\u2019area curricolare (l\u2019offerta formativa in termini di insegnamenti e di opportunit\u00e0 aggiuntive ), riguardano anche le altre Aree prospettate indicativamente al paragrafo sulle Aree di intervento;<br \/>\nC. <span style=\"text-decoration: underline;\">se chiariscono e sottolineano<\/span>, per i lavori di Commissione,<br \/>\n\u2022 che la loro implementazione (come e in che tempi raggiungerli \/realizzare gli obiettivi) va <strong>progettata \u2013 programmata e monitorata<\/strong>,<br \/>\n\u2022 che la stessa deve essere e coerente con il profilo della scuola e la sua identit\u00e0 progettuale (in cosa si vuole migliorare e innovare per quale \u201c<strong>visione<\/strong>\u201d della propria scuola).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> (1) Nella formulazione del decreto dl 99, questa incombenza era a carico del Consiglio di Istituto o di Circolo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> (2) Qualche esemplificazione di obiettivi relativi al potenziamento e arricchimento del curricolo: competenze digitali, alternanza, competenze linguistiche, \u2026. (v. c. 7); educazione musicale (classi di strumento musicale, \u2026.), educazione artistica, attivit\u00e0 sportiva specifica, viaggi di istruzione \u2026. (v. c. 7). <\/em><br \/>\n<em>Per quanto riguarda opzioni e area elettiva e sempre a tito lo esemplificativo: scelta tra insegnamenti curricolari di identica valenza formativa e contenutisticamente diversi; attivit\u00e0 teatrale, gruppi musicali, organizzazione di mostre\u2026..<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em> (3) Da finalizzare in primo luogo ad una piena realizzazione del Piano (prevedibilmente: superamento della lezione frontale e didattiche innovative, la valutazione diagnostica e formativa come variabile della didattica, gestione della classe e ascolto attivo, le tecnologie informatiche, la classe come laboratorio, \u2026).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em> (4) L\u2019art. 3 del Regolamento dell\u2019autonomia, anche nella versione della L. 107, parla di indirizzi (definiti dal DS) per le attivit\u00e0 e per le scelte di gestione e amministrazione. Interrogativo: considerato che, alla luce del DPR 165\/2001), gestione e amministrazione sono prerogative del DS, ha senso \u2013 rispetto ad esse &#8211; la definizione di indirizzi? O si vuole forse intendere che tali prerogative devono comunque rientrare \/ devono ispirarsi alle scelte di \u201cidentit\u00e0 culturale e progettuale\u201d dell\u2019Istituzione Scolastica autonoma? Una interpretazione in questo senso potrebbe probabilmente spiegare la scelta di fare &#8211; di tali tematiche &#8211; specifica sezione del POF: la cui approvazione \u00e8 comunque prerogativa del CdI. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> (5)Si insiste sulla dimensione progettuale come richiamo forte per gli indirizzi , perch\u00e9 ogni obiettivo che si individua come prioritario dovrebbe sempre partire, nella elaborazione del POF, da una criticit\u00e0 o da un bisogno; e preoccuparsi conseguentemente di cercare risposte che prospettino soluzioni possibili dei problemi. Specificando quindi, per ciascun obiettivo :<\/em><br \/>\n<em>\u2022 i risultati attesi e gli strumenti di rilevazione dei risultati conseguiti con relative modalit\u00e0 di rendicontazione<\/em><br \/>\n<em>\u2022 previsioni di monitoraggio per introdurre aggiustamenti e modifiche<\/em><br \/>\n<em>\u2022 le strategie (le azioni coordinate, distribuite nell\u2019arco del triennio e finalizzate al successo del programma)<\/em><br \/>\n<em>uso delle risorse di cui si dispone e richiesta delle figure di insegnamento funzionali alle attivit\u00e0 prioritarie individuate (organico potenziato).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em> (6)Possibili ingredienti del profilo della scuola: 1. Cosa studenti e famiglie devono aspettarsi; 2. Presentazione panoramica degli insegnamenti comuni e di quelli \u201cspeciali\u201d (elettivi, opzionali\u2026); 3.Breve descrizione delle occasioni \/ opportunit\u00e0 che la scuola offre (mostre, scambi culturali, partner iati\u2026); 4. Lineamenti dei Piani per il triennio, cio\u00e8 progetti in via di implementazione, sviluppo e pianificazione, per migliorare apprendimenti , ambienti e strategie \u2026.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piano triennale dell\u2019OF: ragionamenti e idee per gli indirizzi di Antonio Valentino Prevenire i rischi di una discontinuit\u00e0 ambigua In una precedente riflessione sugli indirizzi per la elaborazione del Piano Triennale dell\u2019Offerta formativa &#8211; la cui definizione diventa prerogativa del DS con la nuova legge di riforma &#8211; ho sostenuto che tale discontinuit\u00e0, per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=410"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":412,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions\/412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}