{"id":420,"date":"2015-10-19T22:08:17","date_gmt":"2015-10-19T20:08:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=420"},"modified":"2015-10-19T22:11:53","modified_gmt":"2015-10-19T20:11:53","slug":"l-offerta-formativa-delle-scuole-ragionamenti-e-qualche-idea-per-il-piano-triennale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=420","title":{"rendered":"L \u2019Offerta formativa delle scuole: ragionamenti e qualche idea per il Piano Triennale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-421\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/power2-150x150.jpg\" alt=\"power2\" width=\"150\" height=\"150\" \/>L \u2019Offerta formativa delle scuole: ragionamenti e qualche idea per il Piano Triennale<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ambiguit\u00e0 che rimangono<\/strong><br \/>\nCredo sia stata cosa buona e giusta quella di posticipare al 15 gennaio la conclusione del\u00a0 processo di elaborazione e approvazione del Piano Triennale dell\u2019Offerta formativa (PT).<br \/>\nLe novit\u00e0 della L. 107 su una serie di questioni organizzative (a partire da quelle su organici e nomine sui posti coprire) e i problemi e le difficolt\u00e0 sempre grossi di inizio d\u2019anno (non certo risolvibili nel breve periodo) certamente non favoriscono, in questa fase, una riflessione approfondita sul nuovo POF cos\u00ec da coglierne le forti discontinuit\u00e0 e la ratio.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Va annotato preliminarmente che nel nuovo testo dell\u2019articolo\u00a0\u00a0 rimangono ancora difficolt\u00e0 interpretative che non aiutano certamente a dare linearit\u00e0 e chiarezza ad un testo (documento) che dovrebbe essere ad un tempo: rappresentazione di ci\u00f2 che la scuola offre &#8211; in termini di istruzione e formazione e di strumenti \/ risorse (ma anche di percezione di s\u00e9: la sua identit\u00e0 percepita) \u2013 e progetto che prospetta miglioramenti e innovazione e ne stabilisce tempi e, anche qui, risorse e strumenti[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste difficolt\u00e0 si aggiungono poi le ambiguit\u00e0 del nuovo quadro normativo che se da una parte tende a superare le contraddizioni di una visione della partecipazione senza responsabilit\u00e0 e disattenta ai risultati[2] (che si fa risalire ai Decreti Delegati del \u201974); dall\u2019altra continua a non considerare l\u2019importanza e l\u2019urgenza della riforma della partecipazione e dei suoi\u00a0 organi; e quindi di una governance interna efficacemente partecipata. Questa ambiguit\u00e0 si coglie soprattutto considerando le nuove responsabilit\u00e0 del DS rispetto alla predisposizione del Piano (del quale, come \u00e8 noto, definisce ora gli indirizzi) e alla sua approvazione \u2013 ancora di competenza del CdI -.\u00a0 Piano che dovr\u00e0 contenere anche le scelte di gestione e amministrazione, che sono prerogativa del Dirigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Averne consapevolezza penso aiuti a ricercare comunque, alla luce delle proprie e altrui esperienze, utili vie d\u2019uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Il PT: \u00a0Le discontinuit\u00e0 e il loro senso<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda le discontinuit\u00e0 e\u00a0 i cambiamenti introdotti dalla riformulazione dell\u2019articolo 3 del regolamento nel comma 14 delle L. 107al PT, \u00e8 opportuno partire da quelli pi\u00f9 importanti che, nella percezione pi\u00f9 diffusa sembrano essere i seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>la triennalit\u00e0 come misura temporale vincolante (per quanto rivedibile annualmente)<\/li>\n<li>la responsabilizzazione del DS rispetto alle linee di indirizzo per la elaborazione del PT e, complessivamente, rispetto ai risultati previsti nell\u2019arco del triennio<\/li>\n<li>il raccordo, nella elaborazione e nella gestione, con il Rapporto di Autovalutazione (RAV) di Istituto e il Piano di miglioramento conseguente<\/li>\n<li>l\u2019introduzione dell\u2019organico potenziato come risorsa per la realizzazione del Piano<\/li>\n<li>l\u2019obbligatoriet\u00e0 della\u00a0 formazione del personale docente come misura di realizzabilit\u00e0 e relative misure finanziarie (discutibili per uso e consistenza, ma comunque risorse)<\/li>\n<li>l\u2019indicazione \u2013 nel Piano &#8211;<br \/>\na. di insegnamenti e discipline tali da coprire il fabbisogno di posti comuni e di sostegno e dei posti per il potenziamento dell\u2019offerta formativa e del personale ATA;<br \/>\nb. del\u00a0 fabbisogno\u00a0 di\u00a0 infrastrutture\u00a0 e\u00a0\u00a0 di attrezzature\u00a0\u00a0 materiali,\u00a0 \u00a0nonch\u00e8\u00a0 dei\u00a0\u00a0 piani\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0\u00a0 miglioramento \u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Le\u00a0 discontinuit\u00e0 sopra richiamate, quale che sia la lettura che se ne vuol dare,\u00a0 accrescono i margini di fattibilit\u00e0 del Piano e conferiscono comunque maggiore senso alle operazioni di progettazione. La quale \u2013 va sempre sottolineato &#8211;\u00a0 \u00e8, secondo norma\u00a0 (Regolamento, art. 1)\u00a0 leva fondamentale dell\u2019autonomia scolastica e costituisce aspetto connotante del POF (Regolamento, art. 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La progettazione come principio informatore del POF. Le Aree Progettuali (AP)<\/strong><br \/>\nL\u2019interrogativo che non ha avuto nel corso di questi anni una risposta univoca riguarda le modalit\u00e0 di esprimere \/esplicitare la natura progettuale del POF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta pi\u00f9 autorevolmente accreditata[3], anche perch\u00e9 avvalorata da non poche esperienze (attestate dai siti \u201cnavigabili\u201d in Internet), mette al centro del percorso di elaborazione, le Aree tematiche che raccolgano gli obiettivi di miglioramento, rispetto ai quali mettere in atto procedure proprie di una attivit\u00e0 di progettazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale proposta le Aree di obiettivi (e quindi di attivit\u00e0 per raggiungerli) si configurano\u00a0 pertanto come <strong>aree progettuali<\/strong>, che attengono prioritariamente, secondo quanto prescrive il Regolamento (ancora art. 3) agli ambiti dell\u2019educativo e del curricolo, della didattica e dell\u2019organizzazione, ma anche delle scelte di gestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque il POF, soprattutto nella sua struttura triennale, non \u00e8 solo il documento che presenta e rappresenta le direzioni di miglioramento, sviluppo e innovazione della scuola e ne definisce progettualmente i termini (aree progettuali ed obiettivi prioritari). Esso descrive anche \u2013 come vedremo meglio in seguito &#8211; la scuola attraverso il suo profilo (il Regolamento dell\u2019Autonomia parla di \u201cidentit\u00e0\u201d) cos\u00ec come costruito negli anni, la sua specifica tipologia (i suoi insegnamenti e la sua offerta complessiva), le sue strutture e le sue risorse strumentali, le sue regole e i codici di comportamento \u2013 anche in quanto strumenti di gestione &#8211; di attori e organi della sua comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Aree Progettuali, dentro ad un documento cos\u00ec composito, rappresentano la sezione del Piano in cui sono pianificate attivit\u00e0 e strategie prioritarie che nel triennio sono finalizzate (e quindi progettate e programmate) a migliorare la scuola non solo sotto il profilo delle esperienze formative previste dai curricoli, ma anche in rapporto al clima interno, agli ambienti, alle strutture, alle modalit\u00e0 di valutare gli esiti complessivi e di rendicontarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 da ritenere scontato che\u00a0 <strong>miglioramenti, sviluppi e innovazioni del curricolo<\/strong> rappresentano gli ambiti dell\u2019impegno prioritario, va anche aggiunto che adeguata attenzione va rivolta alle <strong>altre aree di intervento<\/strong> che col curricolo sono comunque in stretta relazione, quali, ad esempio:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">la qualit\u00e0 della didattica (nelle sue varie declinazioni) e quindi la formazione del personale[4];<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019ambiente\u00a0 educativo (le relazioni, la comunicazione, le reti interne, gli spazi, le strutture e la loro cura, le aperture al mondo di fuori \u2026.);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">gli assetti organizzativi e il funzionamento,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la gestione delle risorse professionali, strumentali, finanziarie[5],<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">le modalit\u00e0 del monitoraggio\u00a0 e della rendicontazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Si \u00e8 ipotizzato di\u00a0 inserire,\u00a0 tra le aree progettuali, anche il monitoraggio e la rendicontazione perch\u00e9 i loro obiettivi di miglioramento e innovazione si interfacciano con quelli di tutte le altre aree di intervento e ne condizionano gli esiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019individuazione degli obiettivi e loro dimensione progettuale<\/strong><br \/>\nVa inoltre ancora\u00a0 richiamato che<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">gli obiettivi di miglioramento e di innovazione vanno individuati sia in base alle rilevazioni e indicazioni di intervento emerse nel processo di autovalutazione e assunte nei Piani di Miglioramento, sia in base alle\u00a0 proposte degli organi e delle associazioni interne che \u00a0delle realt\u00e0 territoriali interessate;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">se non si vuole che il POF continui ad essere o il libro dei sogni o lo specchietto per le allodole, \u00e8 opportuno che la selezione degli obiettivi venga fatta secondo criteri di priorit\u00e0, condivisione e fattibilit\u00e0 (l\u2019opzione minimalista in questa fase sarebbe comunque da preferire: due tre progetti al massimo per ogni area potrebbero essere una buona regola);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">occorre garantire sempre un approccio agli obiettivi che salvaguardi la dimensione progettuale (nel senso che la loro implementazione &#8211; come e in che tempi raggiungerli \/realizzarli \u2013 va sempre progettata, programmata e monitorata), per evitare che la gestione degli\u00a0 obiettivi si \u00a0riduca ad attivit\u00e0\u00a0 routinaria e allenti l\u2019attenzione al cambiamento necessario per dare risposte adeguate al fabbisogno formativo degli studenti.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La triennalit\u00e0<\/strong><br \/>\nLa triennalit\u00e0, oltre ad essere tra le scelte pi\u00f9 innovative del nuovo POF,\u00a0 \u00e8 anche \u2013 assieme alla definizione degli indirizzi da parte del DS &#8211;\u00a0 quella che maggiormente segna la discontinuit\u00e0 rispetto alle esperienze precedenti. Essa comporta \/dovrebbe comportare infatti una visione del proprio futuro: definito negli esiti, progettato e pianificato (anche in rapporto all\u2019organico ad essi funzionale) cos\u00ec che se ne possa fare un bilancio trasparente alla fine del triennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cVisione\u201d \u00e8 qui\u00a0 prefigurazione sia dei miglioramenti sia delle innovazioni necessari e\u00a0 implica coinvolgimento o almeno adesione della scuola che soprattutto al DS \u2013 che comunque nell\u2019intero processo \u00e8 chiamato ad un ruolo di co-protagonista \u2013 spetta sviluppare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Non solo Progetto<\/strong><br \/>\nSe le aree che abbiamo definite progettuali (curricolo con didattica\/formazione, ambiente e organizzazione, rendicontazione \u2026.) rappresentano il cuore del POF &#8211; e quindi gli indirizzi su queste aree devono poter prefigurare i risultati che\u00a0 si attendono dall\u2019elaborazione e le direzioni di lavoro della Commissione chiamata alla sua elaborazione &#8211; , va ovviamente recuperata l\u2019importanza di una sezione a premessa, in cui sia esplicitato <strong>il profilo<\/strong> della scuola (tradurrei con questo termine meno pretenzioso \u201cl\u2019identit\u00e0 culturale\u201d del Regolamento) nei suoi termini essenziali [6].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prevedere infine una sezione conclusiva da dedicare ai <strong>codici di comportamento<\/strong> dei vari soggetti (a partire da quello del DS) e organi della scuola &#8211; in coerenza con i valori e gli obiettivi esplicitati nelle sezioni precedenti &#8211;\u00a0 \u00e8 una scelta che, se bene meditata e gestita, pu\u00f2 essere espressione importante di una identit\u00e0 che si costruisce puntando al meglio nelle relazioni, nella cura e nel\u00a0 rispetto delle persone e degli ambienti, ecc..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il difficile lavoro di elaborazione. Primo: Mettere le idee coi piedi per terra<\/strong><br \/>\nOvviamente queste considerazioni e idee sono essenzialmente delle possibili coordinate per dare senso e forma ai contenuti del Piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 altrettanto importante &#8211; e certamente pi\u00f9 impegnativo &#8211; \u00e8 come far stare in piedi tali idee e proposte e come dare loro una consistenza pi\u00f9 solida per\u00a0 camminare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che tutta la partita poggia soprattutto sul DS,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sulla qualit\u00e0 degli indirizzi su cui ha chiesto condivisione e coinvolgimento al Collegio e sulla squadra che riesce mettere in piedi,<br \/>\nsulla sua capacit\u00e0 di essere un attivo interlocutore \/ risorsa della squadra di cui \u00e8 parte e sul supporto e sugli orientamenti che riesce a garantire; oltre che\u00a0 sulla sua consapevolezza della posta in gioco nel processo di elaborazione.<br \/>\n<em><strong>Quindi, in primo piano, la scelta della squadra e delle competenze giuste per il lavoro previsto, ma assieme anche una visione del PT come documento della scuola\u00a0 in generale e della comunit\u00e0 professionale dei docenti in particolare.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo concretamente significa, con riferimento alle Aree progettuali e al lavoro di progettazione, che, se \u00e8 compito della Commissione (la squadra) definire i piani di progetto per gli interventi prioritari e articolarli sul triennio[7], il lavoro di progettazione vero e proprio dovrebbe essere compito dei gruppi (CdC, GD, gruppi di progetto) che saranno chiamati a gestire il progetto. Questo farebbe sentire il PT\u00a0\u00a0 come il Piano della scuola e non il documento di una squadra per quanto avallata dal CD.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La qual cosa implica un primo fondamentale impegno: qualificare ulteriormente gli insegnanti sul terreno della progettazione, che sappiamo essere\u00a0 una competenza non ancora molto diffusa nelle nostre scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune possibili linee operative per un Piano\u00a0 che non solo stia in piedi, ma che abbia anche gambe per camminare, sono state presentate recentemente ad un Tavolo di lavoro dell\u2019ANDIS di Milano. Si riportano di seguito come una ipotesi di lavoro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Linee operative per la elaborazione \/redazione. Una ipotesi di lavoro<\/strong><br \/>\n\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non si parte da zero (ripensare e valorizzare le esperienze pregresse: quali errori evitare; cosa recuperare)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Commissione di lavoro: potrebbe essere la stessa che ha lavorato al RAV con opportune integrazioni. Le linee di indirizzo come documento da chiarire e approfondire in incontri preliminari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Confronto con qualche esperienza interessante di pianificazione dell\u2019OF: guardarsi attorno, fuori del proprio orto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Darsi un indice e verificare che le voci a cui si tiene di pi\u00f9 siano presenti in misura significativa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Privilegiare, in una prima fase,\u00a0 schede e tabelle<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scheda di progetto per ogni obiettivo prioritario individuato per le diverse Aree, articolata sul triennio e pensata in vista della progettazione ad opera dei gruppi che le daranno gambe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ridurre al minimo le pagine del documento (gli allegati: progetti, piani di materie e indirizzi, regolamenti e statuti \u2026, da prevedere\u00a0 come documenti a parte)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scrittura del documento: pensando ai destinatari (che non sono solo i colleghi, ma anche i genitori, e tutti gli altri \u201cportatori di interesse\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>COORDINATE TEMPORALI E STRATEGICHE DEL PIANO TRIENNALE (PT)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diagramma che segue vuole\u00a0 essere un modello di rappresentazione della progettazione \/ pianificazione triennale degli obiettivi e delle relative attivit\u00e0. Va considerato contestualmente alla scheda sulle Aree progettuali e rappresenta\u00a0 una modalit\u00e0 sperabilmente semplice (e tutta comunque da sperimentare)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a. di considerare \/ approcciare gli obiettivi\u00a0 delle varie aree secondo indicatori comuni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b. di articolare gli stessi in sotto-obiettivi da distribuire nel triennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 Mi riferisco, sempre a proposito del POF, alla difficolt\u00e0 interpretativa o all\u2019enfasi distorcente di passaggi testuali quali: \u201c\u00e8 (\u2026) costitutivo [?] dell&#8217;identit\u00e0 culturale e progettuale delle istituzioni\u00a0 scolastiche ed esplicita\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 progettazione\u00a0\u00a0 curricolare,\u2026.\u201d, o \u201ccomprende\u00a0 e riconosce\u00a0 le\u00a0 diverse\u00a0 opzioni\u00a0 metodologiche,\u00a0\u00a0 anche\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 In controtendenza rispetto al modello dei Decreti Delegati del 74 (Organi Collegiali),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a. si fissano (dopo anni di ricerche e sperimentazioni,modalit\u00e0 di valutazione\u00a0 del DS (per la verit\u00e0 non nuove, ma che ora costituiscono dispositivi certi e vincolanti) rispetto agli esiti previsti del Piano Triennale\u00a0 e dei Piani di\u00a0 Miglioramento\u00a0 (in base agli esiti viene attribuita la retribuzione di risultato);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b. si avvalorano le forme di superamento dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 di scuola attraverso opportune correlazioni con le disposizioni del Regolamento del SNV (periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti &#8211; predisposte e organizzate dall\u2019Invalsi anche in raccordo alle analoghe iniziative internazionali &#8211; e i Nuclei di valutazione esterna). Il riferimento legislativo \u00e8 DPR 80\/2013 e la Direttiva Ministeriale 2 marzo 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 Gi\u00e0 T.De Mauro\u2013A.Armone (2006) individuavano come fattori di successo, oltre alla pluriennalit\u00e0 (\u00e8 il PA che va costruito su base annuale e con riferimento all\u2019anno finanziario) e alla stabilit\u00e0, anche l\u2019articolazione in aree progettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Da finalizzare in primo luogo ad una piena realizzazione del Piano\u00a0 (prevedibilmente: superamento della lezione frontale e didattiche innovative, la valutazione diagnostica e formativa come variabile della didattica, gestione della classe e ascolto attivo, le tecnologie informatiche, la classe come laboratorio, \u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 L\u2019art. 3 del Regolamento dell\u2019autonomia, anche nella versione della L. 107, parla di indirizzi (definiti dal DS) per le attivit\u00e0 e per le scelte di gestione e amministrazione. Interrogativo: considerato che, alla luce del DPR 165\/2001),\u00a0 gestione e amministrazione sono prerogative del DS, ha senso \u2013 rispetto ad esse &#8211;\u00a0 la definizione di indirizzi? O si vuole forse\u00a0 intendere che tali prerogative devono comunque rientrare \/ devono ispirarsi alle scelte di \u201cidentit\u00e0 culturale e progettuale\u201d dell\u2019Istituzione Scolastica autonoma? Una interpretazione in questo senso potrebbe probabilmente spiegare la scelta di fare &#8211; di tali tematiche &#8211; specifica sezione del POF: la cui approvazione \u00e8 comunque prerogativa del CdI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 Profilo: possibili \u201cingredienti\u201d: 1. Cosa studenti e famiglie devono aspettarsi; 2. Presentazione panoramica degli insegnamenti comuni e di quelli \u201cspeciali\u201d (elettivi, opzionali \u2026); 3.Breve descrizione delle occasioni \/ opportunit\u00e0 che la scuola offre (mostre, scambi culturali, partner iati \u00a0\u2026); 4. Lineamenti dei Piani per il triennio: dei\u00a0 progetti cio\u00e8 in via di implementazione, sviluppo e pianificazione, per migliorare apprendimenti , ambienti e strategie \u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 Si potrebbe pensare,\u00a0 in prima battuta, al tipo di schede, ovviamente con le voci giuste e opportunamente precisate, che si allegano al Programma Annuale per motivare le spese in rapporto alle finalit\u00e0 dell\u2019iniziativa che si mette in campo.<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"165\">\n<p align=\"right\"><strong>Triennio <\/strong><\/p>\n<p><strong>AP __ \/ Attivit\u00e0______________ <\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>2016-2017 <\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\">\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>2017-2018 <\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\">\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>2018-2019 <\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"165\"><strong>Obiettivi \/ risultati attesi (tappe e traguardo) <\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"165\"><strong>Le strategie (le azioni coordinate, distribuite nell\u2019arco del triennio)<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"165\"><strong>Previsioni di monitoraggio per aggiustamenti e modifiche<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"165\"><strong>Uso delle risorse di cui si dispone e richiesta delle figure di insegnamento funzionali <\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"163\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>_____________________________<\/p>\n<p>[1] Mi riferisco, sempre a proposito del POF, alla difficolt\u00e0 interpretativa o all\u2019enfasi distorcente di passaggi testuali quali: \u201c\u00e8 (\u2026) costitutivo [?] dell&#8217;identit\u00e0 culturale e progettuale delle istituzioni\u00a0 scolastiche ed esplicita\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 progettazione\u00a0\u00a0 curricolare,\u2026.\u201d, o \u201ccomprende\u00a0 e riconosce\u00a0 le\u00a0 diverse\u00a0 opzioni\u00a0 metodologiche,\u00a0\u00a0 anche\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalit\u00e0\u201d.<br \/>\n[2] In controtendenza rispetto al modello dei Decreti Delegati del 74 (Organi Collegiali),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a. si fissano (dopo anni di ricerche e sperimentazioni,modalit\u00e0 di valutazione\u00a0 del DS (per la verit\u00e0 non nuove, ma che ora costituiscono dispositivi certi e vincolanti) rispetto agli esiti previsti del Piano Triennale\u00a0 e dei Piani di\u00a0 Miglioramento\u00a0 (in base agli esiti viene attribuita la retribuzione di risultato);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b. si avvalorano le forme di superamento dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 di scuola attraverso opportune correlazioni con le disposizioni del Regolamento del SNV (periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti &#8211; predisposte e organizzate dall\u2019Invalsi anche in raccordo alle analoghe iniziative internazionali &#8211; e i Nuclei di valutazione esterna). Il riferimento legislativo \u00e8 DPR 80\/2013 e la Direttiva Ministeriale 2 marzo 2015.<br \/>\n[3] Gi\u00e0 T.De Mauro\u2013A.Armone (2006) individuavano come fattori di successo, oltre alla pluriennalit\u00e0 (\u00e8 il PA che va costruito su base annuale e con riferimento all\u2019anno finanziario) e alla stabilit\u00e0, anche l\u2019articolazione in aree progettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Da finalizzare in primo luogo ad una piena realizzazione del Piano\u00a0 (prevedibilmente: superamento della lezione frontale e didattiche innovative, la valutazione diagnostica e formativa come variabile della didattica, gestione della classe e ascolto attivo, le tecnologie informatiche, la classe come laboratorio, \u2026).<br \/>\n[5] L\u2019art. 3 del Regolamento dell\u2019autonomia, anche nella versione della L. 107, parla di indirizzi (definiti dal DS) per le attivit\u00e0 e per le scelte di gestione e amministrazione. Interrogativo: considerato che, alla luce del DPR 165\/2001),\u00a0 gestione e amministrazione sono prerogative del DS, ha senso \u2013 rispetto ad esse &#8211;\u00a0 la definizione di indirizzi? O si vuole forse\u00a0 intendere che tali prerogative devono comunque rientrare \/ devono ispirarsi alle scelte di \u201cidentit\u00e0 culturale e progettuale\u201d dell\u2019Istituzione Scolastica autonoma? Una interpretazione in questo senso potrebbe probabilmente spiegare la scelta di fare &#8211; di tali tematiche &#8211; specifica sezione del POF: la cui approvazione \u00e8 comunque prerogativa del CdI.<br \/>\n[6] Profilo: possibili \u201cingredienti\u201d: 1. Cosa studenti e famiglie devono aspettarsi; 2. Presentazione panoramica degli insegnamenti comuni e di quelli \u201cspeciali\u201d (elettivi, opzionali \u2026); 3.Breve descrizione delle occasioni \/ opportunit\u00e0 che la scuola offre (mostre, scambi culturali, partner iati \u00a0\u2026); 4. Lineamenti dei Piani per il triennio: dei\u00a0 progetti cio\u00e8 in via di implementazione, sviluppo e pianificazione, per migliorare apprendimenti , ambienti e strategie \u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Si potrebbe pensare,\u00a0 in prima battuta, al tipo di schede, ovviamente con le voci giuste e opportunamente precisate, che si allegano al Programma Annuale per motivare le spese in rapporto alle finalit\u00e0 dell\u2019iniziativa che si mette in campo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L \u2019Offerta formativa delle scuole: ragionamenti e qualche idea per il Piano Triennale di Antonio Valentino Le ambiguit\u00e0 che rimangono Credo sia stata cosa buona e giusta quella di posticipare al 15 gennaio la conclusione del\u00a0 processo di elaborazione e approvazione del Piano Triennale dell\u2019Offerta formativa (PT). 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