{"id":428,"date":"2015-11-17T22:59:47","date_gmt":"2015-11-17T21:59:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=428"},"modified":"2015-11-24T00:19:11","modified_gmt":"2015-11-23T23:19:11","slug":"428","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=428","title":{"rendered":"Il liceo dei licei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-429\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/liceoVirgilo_Redi_Lecce-150x150.jpg\" alt=\"liceoVirgilo_Redi_Lecce\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Il liceo dei licei<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em>di Maurizio Tiriticco<\/em><\/span>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella del \u201cliceo dei licei\u201d, avanzata dal dirigente scolastico del Liceo Virgilio-Redi di Lecce Dario Cillo, \u00e8 un\u2019espressione efficace e, per certi versi, rivoluzionaria. Ma rivoluzionaria per l\u2019assetto attuale del nostro attuale sistema scolastico, non davvero per la realt\u00e0 dei concreti bisogni di Educazione, Istruzione e Formazione di cui necessitano i nostri giovani. Si tratta di concetti chiaramente esposti nella normativa che ha fatto seguito all\u2019avvio dell\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche alla fine del secolo scorso. <!--more-->In effetti all\u2019articolo 1, comma 2 del dpr 275\/1999, leggiamo testualmente: \u201cL\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche \u00e8 garanzia di libert\u00e0 di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di <span style=\"text-decoration: underline;\">educazione<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">formazione<\/span> e <span style=\"text-decoration: underline;\">istruzione<\/span> mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il <span style=\"text-decoration: underline;\">successo formativo<\/span>, coerentemente con le finalit\u00e0 e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l\u2019esigenza di migliorare l\u2019efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo formativo che dobbiamo garantire a tutti \u2013 non uno di meno \u2013 si pu\u00f2 realizzare proprio a condizione che il nostro sistema scolastico <span style=\"text-decoration: underline;\">educhi<\/span> ai valori della democrazia e della solidariet\u00e0, <span style=\"text-decoration: underline;\">formi<\/span> le persone nel pieno rispetto delle attese di ciascuno, le <span style=\"text-decoration: underline;\">istruisca<\/span> a quei saperi che garantiscano il raggiungimento di quelle competenze che consentano l\u2019accesso a studi ulteriori all\u2019accesso al mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 l\u2019impegno che abbiamo assunto quindici anni fa, ma che ancora non siamo riusciti a realizzare pienamente. In effetti, se leggiamo attentamente gli articoli 3, 4 e 5 del dpr 275\/1999 \u2013 considerando anche che l\u2019articolo 3 \u00e8 stato profondamente rinnovato e implementato dall\u2019articolo 1, comma 14 della legge 107\/2015 \u2013 vi ritroviamo tutte le condizioni per un rinnovamento radicale dei nostri percorsi di studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa non ha permesso di avviare quel riordino implicito nel dpr 275\/1999? A mio vedere, i maggiori ostacoli sono stati due: a) la difficolt\u00e0 di applicare totalmente quanto indicato nei citati tre articoli del dpr 275 a causa della oggettiva rigidit\u00e0 del sistema; b) un mancato riordino dei cicli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la riscrittura del citato articolo 3 sar\u00e0 sufficiente a far sprigionare quelle energie idispensabili per quel necessario rinnovamento dei percorsi di studio e della didattica? Non credo, in quanto i laccioli pregressi, di cui \u2013 come si suol dire \u2013 alla normativa vigente, non sono stati rimossi. E ancora: l\u2019insistere su percorsi di studio frammentati in quanto sia a gradi che ad ordini non aiuta quel rinnovamento auspicato ed estremamente necessario. Si tratta di gradi e ordini che vengono da lontano, che si sono sovrapposti l\u2019uno sull\u2019altro in seguito a necessit\u00e0 che nel corso degli anni sono venute emergendo e che non sono state mai affrontate con una visione di insieme e una prospettiva di lunga durata. Comunque, va dato atto a due ministri, anche se di visioni opposte, Luigi Berlinguer e Letizia Moratti, di aver tentato di por mano a riordini complessivi dei cicli, ambedue fallimentari per ragioni diverse e che in questa sede non occorre analizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vediamo quali sono le maggiori difficolt\u00e0. Che senso ha avere istituito un obbligo di istruzione decennale che poi si consuma e si sbriciola, letteralmente, lungo tre spezzoni che spesso tra loro non si parlano? E con un primo ciclo che termina con un esame complicato e pesante che sembra concludere un \u201cqualcosa\u201d che invece non conclude nulla? Ed \u00e8 anche noto che la certificazione delle competenze di cittadinanza (di cui alla Raccomandazione UE del 18 dicembre 2006 e da noi fatte proprie con il dm 139\/2007) e delle competenze culturali (di cui a quattro assi culturali pluridisciplinari e al secondo livello dell\u2019<em>European Qualifications Framework <\/em>del 23 aprile 2008) \u00e8, nella stragrande maggioranza dei casi, un\u2019operazione semplicemente formale. Per non dire poi della eterna frammentazione in tre ordini dell\u2019istruzione secondaria, che riflette la politica scolastica di sempre, da Gentile in poi, inossidabile: i licei per i cosiddetti alunni migliori, i tecnici per i \u201ccos\u00ec cosi\u201d e i professionali per gli \u201csfigati\u201d! Un assunto che oggi \u00e8 assolutamente fuori dalla realt\u00e0 sia dei nostri giovani che del mondo del lavoro. Per non dire poi delle ulteriori polverizzazioni: sei percorsi liceali; due settori e sei indirizzi tecnici; due settori e undici indirizzi professionali! E tutti rigidamente canalizzati! Le cosiddette passerelle da un percorso a un altro inoltre, pur previste, sono sempre di difficile realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un simile contesto, l\u2019iniziativa assunta dal dirigente scolastico Dario Cillo non \u00e8 soltanto lodevole per l\u2019originalit\u00e0, ma estremamente necessaria. Non si tratta solo di una \u201csperimentazione\u201d, <em>stricto sensu<\/em>, ma di un vero e proprio indispensabile suggerimento di cui le cosiddette autorit\u00e0 competenti dovrebbero prendere atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa significa un Liceo dei licei? O meglio, un Polo liceale? Semplicemente questo: progettare nell\u2019arco ampio di un triennio \u2013 come previsto dal Piano triennale dell\u2019offerta formativa, di cui all\u2019articolo 1, comma 5, della legge 107\/2015 \u2013 un curricolo in cui sia prevista, accanto a un percorso comune e indispensabile mirato all\u2019acquisizione delle competenze linguistiche e logico-matematiche indispensabili, un\u2019offerta di discipline tarata sui bisogni concreti espressi dagli studenti e debitamente verificati dagli insegnanti nel corso dei primi due anni con cui si conclude l\u2019obbligo di istruzione. E\u2019 importante rilevare che, in ordine proprio a quanto disposto dal dm 139\/2007, che all\u2019articolo 2 prevede che occorre assicurare \u201cl\u2019equivalenza formativa di tutti i percorsi\u201d (quindi liceali, tecnici e professionali con le relative scansioni), occorre garantire al biennio il massimo della flessibilit\u00e0 per rispondere sia ai concreti livelli di partenza degli alunni sia ai loro bisogni espliciti e impliciti e alle loro aspettative. E di tale flessibilit\u00e0 il Polo liceale proposto tiene il debito conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, l\u2019operazione progettata non \u00e8 cosa semplice, stante la tradizionale rigidit\u00e0 dei pacchetti orari annuali delle singole discipline e degli orari di scuola degli studenti. Ma lo spirito e la lettera della citata legge 107 spingono al loro superamento, anche se i decreti delegati a venire dovranno essere pi\u00f9 espliciti in materia. Comunque, nella medesima legge \u00e8 previsto il potenziamento dell\u2019organico dell\u2019autonomia (commi 18 e 79-83), l\u2019erogazione di un fondo di funzionamento (comma 11) nonch\u00e9 una pi\u00f9 ampia offerta disciplinare (comma 7). E l\u2019assunzione del personale docente (commi 95-113 della legge 107) con contratti triennali, se saggiamente mirata a quanto il progetto del Polo liceale si propone, permetterebbe di erogare, accanto all\u2019offerta formativa fondante, un\u2019offerta formativa supplementare pi\u00f9 ricca e articolata. I percorsi avviati saranno sostenuti da intense attivit\u00e0 di orientamento e riorientamento, di passaggi interclasse che ovviamente non sar\u00e0 facile governare, anche con il supporto di una scuola \u201caperta\u201d al sociale e impegnata nell\u2019alternanza scuola-lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente l\u2019impresa non sar\u00e0 cosa facile. La legge 107 da un lato \u201capre\u201d all\u2019arricchimento dell\u2019offerta formativa e a all\u2019innovazione, dall\u2019altro \u201clascia in piedi\u201d i curricoli di sempre e non liquida la cosiddetta legislazione vigente in materia di orari, cattedre e classi di et\u00e0. I miei rilievi critici sulla legge li ho gi\u00e0 espressi in altra sede! Ma la legge c\u2019\u00e8 e ogni comma pu\u00f2 essere un\u2019occasione preziosa per un rinnovamento che parta dal basso. In effetti sono solo le scuole e i loro dirigenti e insegnanti che possono veramente innovare. La sfida il dirigente Cillo l\u2019ha lanciata al territorio e all\u2019amministrazione. Dario Cillo ha intelligenza, coraggio ed esperienza! E sono tre virt\u00f9 che possono garantire il successo dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il liceo dei licei di Maurizio Tiriticco\u00a0 Quella del \u201cliceo dei licei\u201d, avanzata dal dirigente scolastico del Liceo Virgilio-Redi di Lecce Dario Cillo, \u00e8 un\u2019espressione efficace e, per certi versi, rivoluzionaria. 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