{"id":452,"date":"2015-12-19T19:14:44","date_gmt":"2015-12-19T18:14:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=452"},"modified":"2015-12-20T20:30:58","modified_gmt":"2015-12-20T19:30:58","slug":"caro-maurizio-di-riforma-competenze-e-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=452","title":{"rendered":"Caro Maurizio. Di riforma, competenze e altro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-455\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images-150x150.png\" alt=\"images\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Caro Maurizio. Di riforma, competenze e altro<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caro Maurizio,<br \/>\nho letto la tua lettera apparsa ieri su ScuolaOggi come lo sfogo ad un amico in grado di condividerla. L\u2019ho apprezzata, soprattutto perch\u00e9 viene da una persona appassionata, competente come poche altre di cose di scuole &#8211; e non solo -, colta. Apprezzata e condivisa.<br \/>\nCon qualche annotazione e riflessione aggiuntiva.<br \/>\nAl centro del tuo ragionamento c\u2019\u00e8 l\u2019amarezza per questo MIUR di cui denunci &#8211; sulla base dell\u2019esplicito richiamo al modello di certificazione delle competenze per il primo ciclo, recentemente proposto &#8211; non solo ignoranza e incompetenza, ma anche pressappochismo di fronte ad una situazione in gran parte allarmante.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amarezza per le sorti della nostra scuola \u00e8 un sentimento condiviso da tanti che in questi anni hanno lavorato senza risparmiarsi sperando in una scuola migliore e assistono invece a questa sorta di impantanamento da cui sembra difficilissimo uscire.<br \/>\nQuello che non mi convince della tua lettera \u00e8, da una parte, la sovrapposizione tra giudizio sulle competenze (incompetenze) del MIUR e giudizio sulla nuova legge di riforma; dall\u2019altra, l\u2019assenza di qualsiasi riferimento, nelle tue considerazioni, ai soggetti fondamentali di tutti questi nostri ragionamenti: le scuole, gli insegnanti, i ds (per limitarmi a chi ha pi\u00f9 responsabilit\u00e0). Quasi a significare \u2013 senza ovviamente volerlo &#8211; che hanno prerogative per \u201cfare scuola\u201d solo l\u2019Amministrazione e le leggi; e che a docenti e ds spetti solo applicare le norme o lamentarsi o salire sulle barricate.<br \/>\nPer quanto riguarda il primo aspetto (la sovrapposizione), non mi convince la tua enfasi sulla \u201cvalanghe di problemi\u201d e sulle \u201ctonnellate di ricorsi\u201d che la nuova legge, a tuo dire, scatener\u00e0. E l\u2019implicita affermazione (ma altre volte le tue analisi sulla nuova legge sono state ben esplicite) di un giudizio senza appello.<br \/>\nCome ben sai, i ricorsi sono uno sport nazionale nel nostro paese. E non possono essere considerati \u2013 se ne arriveranno &#8211; come il criterio fondamentale su cui basare valutazioni appropriate.<br \/>\n\u00c8 invece interessante un tuo passaggio in cui dici \u2013 ed \u00e8 un giudizio che ha apprezzabili fondamenti &#8211; che in questa legge c\u2019\u00e8 \u201ctutto e il contrario di tutto\u201d.<br \/>\nInteressante perch\u00e8 questo significa che ci possono essere spazi per interventi capaci di innovazione positiva e di miglioramenti sensati o del loro contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 altre volte ho richiamato (assieme ai punti di forza che non mancano) le forti criticit\u00e0 del testo di legge; e tra queste soprattutto quelle che riguardano la valorizzazione del merito, le incongruenza delle norme sull\u2019alternanza, il potenziamento delle funzioni del DS \u2013 tra l\u2019altro sacrosanto &#8211; fuori da un modello di scuola come comunit\u00e0 professionale, responsabile e competente e con un suo ruolo forte nella vita delle scuole). Ma a ben guardare anche in queste norme palesamente opache o contradditorie \u00e8 possibile trovare spazi per interventi di una qualche sensatezza ed efficacia.<br \/>\nNe ho scritto pi\u00f9 volte non per assolvere legislatore (governo) e amministrazione. Non ci ho la vocazione. Ma essenzialmente per evidenziare un valore \u2013 e un principio &#8211; che, quasi subito dopo essere entrato nella nostra legislazione (e addirittura nella Costituzione, cos\u00ec come \u201c novellata\u201d nel 2001), non abbiamo saputo coltivare e far crescere: l\u2019autonomia delle Istituzioni scolastiche. E per mettere al centro dei processi di rinnovamento il protagonismo delle scuole e la riforma degli insegnanti.<br \/>\nMi ricordo qui di un\u2019affermazione di Sergio Auriemma: \u201cLa scuola sar\u00e0 nuova (\u2026), per quanto \u201cnuovi\u201d diventeranno atteggiamenti mentali, comportamenti, iniziative, atti professionali di chi in concreto fa scuola\u201d. E di un\u2019altra di Luigi Berlinguer, in un seminario di fine luglio: \u201cVale anche per la nuova legge di riforma il principio che le leggi non si applicano ma si interpretano, alla luce del quadro normativo pi\u00f9 generale (e nel nostro caso del Regolamento dell\u2019Autonomia), e si implementano\u201d. (Implementare qui nel senso, credo, di dare gambe attraverso strategie autonome, correlate al percorso, al traguardo, alle difficolt\u00e0, alle risorse).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendo qui il tuo riferimento alla sperimentazione dei modelli per la certificazione delle competenze per chiedere: cosa vieta oggi alle scuole \u2013 ammesso che si possa veramente fare di meglio &#8211; di lanciare la sfida di modelli altri, di proposte diverse e pi\u00f9 sensate? Solo la mancanza di risorse finanziarie per riconoscere gli impegni aggiuntivi? Che per\u00f2 una volta c\u2019erano ma non hanno prodotto i risultati attesi? O si pensa che questa Amministrazione ha la forza e la credibilit\u00e0 di mettersi di traverso rispetto a progetti sensati e opportunamente studiati delle scuole?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O il problema attualmente \u00e8 un altro? E riguarda le competenze necessarie e la volont\u00e0 di mettersi in gioco, frustrata certo da indecorose politiche del personale durate troppo a lungo, che non possono per\u00f2 costituire alibi permanente e giustificazione unica per l\u2019arretratezza del sistema?<br \/>\n(Una curiosit\u00e0: ma perch\u00e9 ancora un altro Riordino dei cicli? Per farcene cosa. adesso? Perch\u00e9 non facciamo funzionare le Linee Guida per le Superiori e le Indicazioni Nazionali per il Primo ciclo, che non sono male?)<br \/>\nSono queste le domande che la tua lettera mi ha sollecitato e che rinviano probabilmente a forme altre di impegno oggi nella scuola.<br \/>\nForme altre che non significhino ovviamente rinuncia a mettere in primo piano obblighi e responsabilit\u00e0 dell\u2019Amministrazione e a rivendicare i diritti di chi nella scuola lavora &#8211; a partire dal rinnovo contrattuale, che non pu\u00f2 essere confuso con le regalie del governo -.<br \/>\nComunque ragioniamoci.<br \/>\nPer te, in ogni caso, caro Maurizio, affetto e ammirazione sempre allo zenith.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Maurizio. Di riforma, competenze e altro Antonio Valentino Caro Maurizio, ho letto la tua lettera apparsa ieri su ScuolaOggi come lo sfogo ad un amico in grado di condividerla. 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