{"id":469,"date":"2016-01-03T23:21:46","date_gmt":"2016-01-03T22:21:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=469"},"modified":"2016-01-11T15:05:02","modified_gmt":"2016-01-11T14:05:02","slug":"469","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=469","title":{"rendered":"Purch\u00e9 abbia senso e produca miglioramenti A proposito del nuovo POF"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-470\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/libri-150x150.jpg\" alt=\"libri\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Purch\u00e9 abbia senso e produca miglioramenti <\/strong><br \/>\n<strong>A proposito del nuovo POF<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Operazione Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa<\/strong><br \/>\nNon sono di quelli che ritengono quasi un attacco all\u2019autonomia delle scuole orientamenti e proposte MIUR per facilitarne l\u2019elaborazione.<br \/>\nMi sto riferendo alla Nota ministeriale del 12 dicembre scorso sul Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa (PT); Piano che le scuole devono predisporre entro il 15 gennaio (con possibilit\u00e0, si spera, di aggiustamenti successivi; dal momento che entrer\u00e0 in vigore col nuovo anno scolastico).<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detta comunque senza risentimento (non sarebbe elegante in periodo natalizio e immediatamente post), l\u2019allegato 1 alla Nota &#8211; in cui si offre un modello di delibera del CdI sull\u2019adozione del POF &#8211; potevano anche risparmiarcela. Ma uno non sa mai come ragionano al MIUR.<br \/>\nL\u2019allegato 2 per\u00f2, per diversi aspetti, una sua utilit\u00e0 la presenta, ove si consideri la confusione che, sotto il cielo scolastico, regna diffusamente sull\u2019intera questione.<br \/>\nForse sarebbe stato utile evidenziare gli elementi di discontinuit\u00e0 che il nuovo art. 3 del Regolamento presenta &#8211; ma anche di richiamare, per contrasto, le continuit\u00e0 e metterne in luce i significati e le attese progressivamente opacizzati in quest\u2019ultimo decennio -.<br \/>\nTuttavia la Nota ministeriale, assieme alla decisione assunta a suo tempo di spostare di qualche mese la data di predisposizione del POF , ha probabilmente fatto arrivare alle scuole il messaggio che il processo di elaborazione a cui erano chiamate ha una sua centralit\u00e0 e priorit\u00e0 tra gli adempimenti, sempre pi\u00f9 numerosi e minacciosi che gravano sulle nostre scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque in queste note si preferisce parlare di operazione POF, piuttosto che di elaborazione: a sottolineare la pluralit\u00e0 di attivit\u00e0, fasi e processi che il PT richiede e deve sensatamente prevedere al proprio interno. L\u2019elaborazione del POF rappresenta in quest\u2019ottica, solo la prima fase di un processo che dovr\u00e0 svilupparsi e completarsi nel triennio e prevedere strutturalmente una serie di altri momenti &#8211; progettazione, implementazione, monitoraggio, aggiustamenti in itinere &#8211; che garantiscano al documento senso e valore, ma anche strumenti di accountability per valutarne l\u2019efficacia.<br \/>\nCome sappiamo, non \u00e8 stata questa l\u2019idea prevalente di POF in questi anni.<br \/>\nLa consapevolezza che la Nota ministeriale ha inteso richiamare non \u00e8, da questo punto di vista, di grande sollievo; pu\u00f2 costituire per\u00f2 almeno promemoria del grosso lavoro che tocca fare in questo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza nulla toglierle, ovviamente, pu\u00f2 risultare utile raccogliere qui, in una sorta di percorso immaginario, alcuni punti e spunti, scelti tra quelli emersi recentemente sul tema in seminari o in contributi apparsi sul WEB e tesi a valorizzare gli aspetti dell\u2019operazione che si ritengono pi\u00f9 in linea con una idea di scuola come \u201cimpresa collettiva\u201d (un fare scuola, cio\u00e8, in cui prevalga il lavoro di squadra e l\u2019orientamento al risultato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un percorso in 8 punti<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Conferme: Il POF<\/strong>, anche nella nuova formulazione della L. 107, si configura<br \/>\n\u2022 come esplicitazione dell\u2019identit\u00e0 della scuola (della sua storia, della sua tipologia, delle sue specificit\u00e0, dei suoi cambiamenti e dei suoi progetti)<br \/>\n\u2022 come rappresentazione di ci\u00f2 che la scuola offre &#8211; in termini di percorsi curricolari, scelte educative, assetti organizzativi \u2013<br \/>\n\u2022 come documento il cui principio informatore \u00e8 la progettualit\u00e0 (cio\u00e8 un fare scuola che abbia a riferimento una visione condivisa \u2013 e quindi strategie e progetti di miglioramento e innovazione rispetto a quello che si \u00e8).<br \/>\n<strong>2. I cambiamenti di quadro<\/strong>: La questione del PT solo apparentemente pu\u00f2 essere ritenuta pi\u00f9 semplice di altri adempimenti previsti in questa fase, solo perch\u00e9 richiama analoghe pratiche degli anni scorsi. In realt\u00e0 \u00e8 operazione del tutto nuova e complessa, che si gioca su paradigmi prima assenti:<br \/>\n\u2022 i piani di miglioramento (PdM), come risposte operative alle aree di criticit\u00e0 delle scuole<br \/>\n\u2022 gli obiettivi strategici della nuova riforma,<br \/>\n\u2022 la triennalit\u00e0 e il monitoraggio annuale,<br \/>\n\u2022 i risultati previsti, dei quali il DS \u00e8 tenuto a rispondere in sede di valutazione triennale.<br \/>\n<strong>File rouge nei cambiamenti<\/strong>: Miglioramento e valutazione \/ accountability, come nuove parole d\u2019ordine della riforma, e centralit\u00e0 del DS come scelta strategica.<br \/>\n<strong>3. Il cuore del ragionamento sul POF. Le domande preliminari<\/strong> mi sembrano le seguenti:<br \/>\n\u2022 Come si inserisce l\u2019operazione PT in una strategia della ripartenza della mia scuola<br \/>\n\u2022 Quale vision della scuola a conclusione del triennio<br \/>\n\u2022 Quali criticit\u00e0 \u2013 nell\u2019Operazione PT &#8211; si prospettano pi\u00f9 impegnative e difficili: per esempio, il coinvolgimento \u2013 strategico \u2013 del CD<br \/>\n\u2022 Come il PT pu\u00f2 essere \/ diventare un documento strategico rispetto alla vision:<br \/>\n\uf0fc quanto investire in energie e tempo<br \/>\n\uf0fc quali risorse professionali (la squadra competente),<br \/>\n\uf0fc Quali condizioni (il clima, la questione delle competenze e quindi della formazione, le risorse finanziarie).<br \/>\n<strong>4. Le consapevolezze da cui muovere<\/strong>. Sono cos\u00ec riassumibili:<br \/>\n\u2022 Se non \u00e8 una operazione tendenzialmente \u201ccollettiva\u201d, si replicher\u00e0 il destino del POF<br \/>\n\u2022 Solo il protagonismo del mondo della scuola pu\u00f2 rendere credibile il miglioramento<br \/>\n\u2022 Non c\u2019\u00e8 protagonismo senza competenza e codici di comportamento adeguati<br \/>\n\u2022 L\u2019Operazione PT non si esaurisce &#8211; come gi\u00e0 si anticipava &#8211; con l\u2019elaborazione; \u00e8 per\u00f2 fondamentale che essa \u2013 l\u2019elaborazione &#8211; preveda e quindi pianifichi momenti e strategie che vanno messi in carico alle varie articolazioni del Collegio Docenti. Il riferimento \u00e8 qui alle attivit\u00e0 di progettazione, implementazione, monitoraggio (Consapevolezza di fondo)<br \/>\n\u2022 Senza basi solide e durature &#8211; in termini di motivazione e garanzie che solo un nuovo contratto pu\u00f2 assicurare &#8211; coinvolgimento e protagonismo diffusi non durano (promemoria per il Governo).<br \/>\n<strong>5. Recuperi preliminari e fondamentali delle nozioni di<\/strong><br \/>\n\u2022 PIANO: come documento pubblico che definisce e scandisce temporalmente attivit\u00e0, soggetti coinvolti, risorse, risultati attesi, fasi di realizzazione;<br \/>\n\u2022 PROGETTO: come documento che enfatizza, per ciascun problema da risolvere o innovazione da realizzare, gli obiettivi da raggiungere e i percorsi e le strategie prevedibili \u2013 e PROGETTAZIONE che, secondo norma, \u00e8 leva fondamentale dell\u2019autonomia scolastica (Regolamento Autonomia, art. 1) e costituisce attivit\u00e0 attraverso cui il POF si caratterizza e implementa (d\u00e0 gambe a) gli obiettivi previsti (Regolamento, art. 3). Ne consegue che l\u2019approccio agli obiettivi deve salvaguardare la dimensione progettuale, per evitare che la gestione dei progetti si riduca ad attivit\u00e0 routinaria e allenti la tensione al cambiamento;<br \/>\n\u2022 IDENTIT\u00c0 CULTURALE: il profilo della scuola cos\u00ec come costruito negli anni, e IDENTIT\u00c0 PROGETTUALE: il profilo dinamico, aperto a miglioramenti e innovazione sulla base della visione di scuola da prevedere nel PT);<br \/>\n\u2022 ACCOUNTABILITY: termine che non figura nel nuovo art. 3 come rivisitato nella L. 107 (c. 4). Ad essa comunque vanno ricondotti tutte le attivit\u00e0 e gli strumenti volti sia a documentare e capire senso ed efficacia delle iniziative messe in campo nelle varie aree, sia a progettare azioni per migliorarle o potenziarle. A questa nozione vanno associati quella di rendicontare e rispondere di e, in qualche modo, il principio di responsabilit\u00e0 che, seppure con modalit\u00e0 ambigue, viene introdotto nella nuova legge di riforma.<br \/>\n<strong>6. Approccio cooperativo.<\/strong> Tra le condizioni:<br \/>\nPrevedere <em><strong>programmaticamente<\/strong> <\/em>\u2013 nell\u2019elaborazione del PT<br \/>\n\u2022 il coinvolgimento delle diverse articolazioni del collegio (CdC, Dipartimenti, Gruppi di Progetto \u2026) per le attivit\u00e0 di progettazione riguardanti gli obiettivi prioritari condivisi (da raggruppare preferibilmente in aree omogenee per contenuti: le Aree Progettuali ) da pianificare per il triennio. Questa scelta guarda al PT come ad un tracciato sufficientemente strutturato e credibile di un work in progress (progetti pianificati da articolare in termini operativi di realizzazione, monitoraggio e rendicontazione) di durata triennale;<br \/>\n\u2022 un sistema di comunicazione interna efficace e di rendicontazioni parziali (di processo) a conclusione dei primi due anni;<br \/>\n\u2022 lo sviluppo e la cura delle competenze di progettazione e monitoraggio come competenze diffuse.<br \/>\n<strong>7. Contenuti del PT (in base all\u2019art. 3 Regolamento Autonomia) e Aree (progettuali) di possibili obiettivi omogenei.<\/strong> Il RAV e il conseguente Piano di Miglioramento costituiscono le fonti documentali da cui attingere, per ciascuna area tematica (educativa, curricolare, organizzativa \u2026), gli obiettivi di miglioramento, potenziamento, innovazione. Che qui si propongono, a titolo esemplificativo, per ciascuna area tematica:<br \/>\n\u2022 <strong>L\u2019educativo<\/strong>: la cura dell\u2019ambiente: le relazioni, la comunicazione, codici di comportamento, le reti interne, gli spazi, le strutture, le aperture al mondo di fuori \u2026.);<br \/>\n\u2022 <strong>Il curricolo<\/strong>: Potenziamento e arricchimento del curricolo. La promozione della competenza digitale e l\u2019alternanza scuola lavoro come percorsi formativi obbligati<br \/>\n\u2022 <strong>La didattica<\/strong>: declinazioni e forme da privilegiare; la valutazione come fattore di una didattica avanzata, favorire apprendimenti autonomi e sensati \u2026.. E ancora: uno sviluppo professionale (corsi di formazione da prevedere nel POF) coerente i piani di miglioramento della scuola<br \/>\n\u2022 <strong>L\u2019organizzazione<\/strong>: Gli assetti organizzativi e la visione di scuola da sviluppare nel triennio \u2026<br \/>\n\u2022 <strong>Le scelte di gestione<\/strong>: La gestione unitaria delle risorse professionali, strumentali, finanziarie come prerogativa (del DS) comunque attenta al profilo identitario della scuola. L\u2019accountability\u2026.<br \/>\n<strong>8. Un\u2019idea di PT (tra le altre) in tre sezioni<\/strong><br \/>\n<strong>La prima: Il profilo culturale e progettuale dell\u2019Istituto, di cui siano ingredienti fondamentali<\/strong>:<br \/>\n\uf0fc Cosa studenti e famiglie devono aspettarsi (V. <strong>Quadro 1<\/strong>);<br \/>\n\uf0fc Presentazione panoramica degli insegnamenti comuni e di quelli \u201cspeciali\u201d (elettivi, opzionali \u2026);<br \/>\n\uf0fc Breve descrizione delle occasioni \/ opportunit\u00e0 che la scuola offre (mostre, scambi culturali, partneriati , servizi \u2026);<br \/>\n\uf0fc Lineamenti dei Piani per il triennio: dei progetti cio\u00e8 in via di implementazione, sviluppo e pianificazione, per migliorare \/ potenziare apprendimenti , ambienti e strategie \u2026.<br \/>\n<strong>La seconda<\/strong>: Le Aree Progettuali (miglioramento, consolidamento, potenziamento, innovazione) di cui al precedente punto 7 (v. <strong>Quadro 2<\/strong>). Le Aree Progettuali, dentro ad un documento cos\u00ec composito, rappresentano \u2013 dovrebbero rappresentare &#8211; la sezione del Piano in cui sono pianificate attivit\u00e0 e strategie prioritarie che nel triennio sono finalizzate (e quindi progettate e programmate) a migliorare la scuola non solo sotto il profilo delle esperienze formative previste dai curricoli, ma anche in rapporto al clima interno, agli ambienti, alle strutture, alle modalit\u00e0 di valutare gli esiti complessivi e di rendicontarli.<br \/>\n<strong>La terza: I codici di comportamento<\/strong> (delle figure, a partire dal DS, e delle componenti dell\u2019Istituto): da definire specificamente per ogni figura con riferimento agli aspetti del profilo e in coerenza con i valori e le linee guida esplicitati nelle sezioni precedenti. Questa sezione va vista come espressione di una identit\u00e0 che si costruisce, attraverso comportamenti professionali competenti e \u201ccurati\u201d, la qualit\u00e0 delle relazioni, il rispetto e il decoro degli ambienti, la disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto attivo, ecc.., da prevedere e condividere e monitorare in vista di \u201caggiustamenti\u201d migliorativi.<br \/>\nE che tutti gli dei dell\u2019Olimpo \u2013 a questo punto &#8211; aiutino Dirigenti e Gruppi coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">____________________________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quadro 1: Cosa studenti e famiglie devono aspettarsi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A titolo puramente esemplificativo (trattandosi di aspetti \u2013 da limitare comunque numericamente &#8211; che hanno a che fare con l\u2019 identit\u00e0 culturale e progettuale di ciascuna scuola):<br \/>\n\u2013 Sicurezza e decoro ambientale<br \/>\n\u2013 Didattica laboratoriale<br \/>\n\u2013 Apprendimenti solidi e sensati<br \/>\n\u2013 Rispetto dei codici di comportamento condivisi<br \/>\n\u2013 Cura dello sviluppo professionale del personale<br \/>\n\u2013 Lo sviluppo delle Competenze Chiave di Cittadinanza \u2013 CCC &#8211; (declinate in rapporto al ciclo di studi e alle caratteristiche degli allievi) e delle competenze di studio come impegno collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____________________________________________________________________________________________________________<br \/>\n<strong>Quadro 2: Le Aree Progettuali (AP): cuore del PT<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A.P.: la sezione del PT in cui inserire gli obiettivi di miglioramento, potenziamento, innovazione (traguardi sul triennio), individuati come prioritari e raggruppati in Aree di contenuto omogeneo. Passaggi auspicabili<br \/>\n1. Per ciascun traguardo va previsto, a cura del Gruppo di elaborazione, una sintetica scheda di progetto che riporti le azioni strategiche distribuite sui tre anni (gli obiettivi di processo), ma anche tempi, risorse, strumenti \u2026.<br \/>\n2. Tali schede progettuali \u2013 una per ogni obiettivo &#8211; costituiscono le matrici del lavoro di progettazione per i vari gruppi di lavoro (CdC, GD, gruppi ad hoc) coinvolti nella implementazione delle AP (fase: gestione del PT)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Purch\u00e9 abbia senso e produca miglioramenti A proposito del nuovo POF di Antonio Valentino L\u2019Operazione Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa Non sono di quelli che ritengono quasi un attacco all\u2019autonomia delle scuole orientamenti e proposte MIUR per facilitarne l\u2019elaborazione. 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