{"id":501,"date":"2016-02-02T00:03:53","date_gmt":"2016-02-01T23:03:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=501"},"modified":"2016-02-02T00:25:28","modified_gmt":"2016-02-01T23:25:28","slug":"501","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=501","title":{"rendered":"Comitati di valutazioni per il merito: tra spiragli (pochi) e incertezze (molte). Sopravviveranno?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-505\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/imagesMMT9EFXS.jpg\" alt=\"imagesMMT9EFXS\" width=\"256\" height=\"197\" \/>Comitati di valutazioni per il merito: tra spiragli (pochi) e incertezze (molte). Sopravviveranno? <\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuano sofferenza e difficolt\u00e0 delle scuole per quanto riguarda la valorizzazione del merito. Superato nella maggior parte dei casi lo scoglio dell\u2019 elezione del Comitato di Valutazione (CdV), i problemi si sono oramai spostati sui lavori del Comitato.<br \/>\nSappiamo della farraginosit\u00e0 dei commi della legge che riguardano la questione e delle difficolt\u00e0 ad uscirne.<!--more--><br \/>\nLe cose ascoltate, lette e pensate in proposito negli ultimi mesi, selezionate secondo <em><strong>un\u2019ottica volta a mettere in evidenza il principio di responsabilit\u00e0 e l\u2019importanza della dimensione cooperativa del fare scuola<\/strong><\/em>, sono qui raccolte in una serie di punti di attenzione rispetto ai quali si ritiene &#8211; pi\u00f9 per percezione e rilevazioni empiriche maturate nel frattempo &#8211; che i livelli di condivisione possano essere pi\u00f9 elevati. Eccoli di seguito.<br \/>\n1. \u00c8 generalmente condiviso e apprezzato l\u2019idea di premialit\u00e0 in base al merito (e non al privilegio, a consorterie, a scelte di potere). Che venga cio\u00e8 riconosciuto e valorizzato il lavoro ben fatto e socialmente significativo. In questo senso il merito entra nella nostra Costituzione (art. 34). La sua valorizzazione pu\u00f2 costituire inoltre <strong>spinta propulsiva<\/strong> verso l\u2019impegno e la motivazione (vs logiche routinarie e impiegatizie). Quello che si rifiuta \u2013 nelle argomentazioni emerse in varie sedi &#8211; \u00e8 la sua possibile degenerazione in meritocrazia. La quale si potrebbe annidare in un uso distorto, da parte del potere, di riconoscerlo e premiarlo; uso distorto che solo la presenza di criteri chiari e netti e dei principi di trasparenza e \u201cresponsabilit\u00e0\u201d (nell\u2019accezione di render conto e rispondere di) pu\u00f2 contrastare e sconfiggere.<br \/>\n2. L\u2019elemento di pi\u00f9 marcata novit\u00e0 rispetto al CCNL del \u201999, che attribuiva salario aggiuntivo ad un certo numero di docenti a cui venivano assegnate funzioni obiettivo &#8211; poi chiamate funzioni strumentali -, consiste proprio nell\u2019introduzione del principio del merito. Il bonus previsto dalla Legge infatti \u00e8 un premio per gli insegnanti considerati meritevoli non tanto in virt\u00f9 di funzioni ricoperte e quindi di attivit\u00e0 svolte. I parametri previsti per l\u2019attribuzione del bonus fanno ora riferimento a \u201cvoci\u201d come: qualit\u00e0, responsabilit\u00e0, impegno, risultati, in una o pi\u00f9 aree di cui al c. 129.<br \/>\n3. La seconda grossa novit\u00e0 riguarda l\u2019introduzione della valutazione dei docenti nella legislazione scolastica. Infatti la norma prevede che il bonus venga attribuito sulla base di \u201cmotivata motivazione\u201d. Va per\u00f2 sottolineato che si parla s\u00ec di valutazione dei docenti, ma in una prospettiva di valorizzazione e promozione, e non in termini di valutazione della adeguatezza o meno delle prestazioni professionali come giudizio di merito, e neanche di valutazione di tipo formativo.<br \/>\n4. Comunque, la valorizzazione del merito non va confusa con i meccanismi proposti per dare ad essa concretezza. Si tratta di cose diverse. La scelta della L. 107 di valorizzare il merito attraverso un meccanismo di tipo classificatorio (la lista dei \u201cpi\u00f9 bravi\u201d) &#8211; e quindi potenzialmente competitivo -, non essendo coerente con l\u2019obiettivo di creare nella scuola <strong>impegno<\/strong> e <strong>motivazione diffusa<\/strong> e un <strong>clima collaborativo<\/strong>, \u00e8 destinata a creare lacerazione, rivalit\u00e0, sospetti. Almeno questo \u00e8 il forte timore. Perci\u00f2 occorrer\u00e0 far prevalere una interpretazione e una successiva implementazione che siano tali da permettere comunque alle scuole di crescere attraverso questa esperienza. Valorizzando al meglio le risorse finanziarie e strumentali (INDIRE nelle sue articolazioni) messe a disposizione. E questo \u00e8 una prima considerazione problematica che non pu\u00f2 essere estranea al CdV.<br \/>\n5. Tra l\u2019altro, il dispositivo classificatorio non \u00e8 il solo elemento di criticit\u00e0, anche se \u00e8 certamente quello che pesa di pi\u00f9. Il CdV \u00e8 chiamato a misurarsi con altri due limiti: l\u2019indeterminatezza del percorso (come si arriva a individuare i \u201cpremiandi\u201d) e l\u2019annualit\u00e0 come arco temporale di riferimento (mentre i processi di potenziamento, innovazione, ecc., previsti dal POF, prevedono sviluppi triennali).<br \/>\n6. Rispetto alle aree di premialit\u00e0 indicate nella Legge (insegnamento e potenziamento, innovazione metodologica, ricerca didattica e documentazione, diffusione di buone pratiche e coordinamento organizzativo e didattico, formazione del personale) e alle regioni del merito, cio\u00e8 al cosa \u201cpremiare\u201d (qualit\u00e0 dell\u2018 insegnamento e contributo al miglioramento della scuola, risultati di singoli e di gruppi per il potenziamento e l\u2019innovazione, responsabilit\u00e0 assunte nel coordinamento e impegno dimostrato, indicate nel c. 129), il testo legislativo \u00e8 \u2013 come tutti convengono &#8211; abbastanza pasticciato. Soprattutto perch\u00e9, sul versante delle ragioni, si mettono insieme voci rispetto alle quali \u00e8 difficile cogliere collegamenti coerenti e quindi il senso che si vuole dare all\u2019attribuzione del bonus.<br \/>\n7. Rispetto al \u201c<strong>chi<\/strong>\u201d premiare, la norma prevista permette forse una pi\u00f9 facile lettura se proposta come da Tabella seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-503\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Documento11-1024x450.jpg\" alt=\"Microsoft Word - Documento1\" width=\"960\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Documento11-1024x450.jpg 1024w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Documento11-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Documento11-523x230.jpg 523w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerati gli elementi di forti criticit\u00e0 insiti nella natura classificatoria del meccanismo previsto, nella previsione \u2013 che dovrebbe impegnare tutti, a voler essere ottimisti &#8211; di un superamento dello stesso da realizzare per il prossimo triennio <em>(1)<\/em> , le proposte pi\u00f9 opportune e promettenti potrebbero essere quelle di circoscrivere l\u2019attribuzione del bonus essenzialmente ai gruppi impegnati sui progetti previsti dal POF (sperabilmente su quelli per il miglioramento previsti sulla base del RAV) e ai docenti responsabili delle funzioni di coordinamento (Lascerei cio\u00e8 fuori, per quest\u2019anno, le altre aree di premialit\u00e0 indicate dalla Legge). Si tratterebbe, per la prima proposta, di favorire, incentivandole, le pratiche del lavorare insieme responsabilmente (cio\u00e8 rendendone conto, rispondendone) superando logiche individualistiche e autoreferenziali. Coerentemente con l\u2019idea di scuola come impresa collettiva (P. Romei) e come comunit\u00e0 di pratiche (E. Wenger, D. Schon). Per la seconda, il senso \u00e8 quello di favorire la dimensione didattico-organizzativa della scuola. In quest\u2019ultimo caso la soluzione sarebbe quella di incrementare il compenso gi\u00e0 previsto per lo svolgimento dell\u2019incarico assunto, con il bonus per la valorizzazione del merito. Queste scelte non mettono del tutto al sicuro dai rischi denunciati \u2013 perci\u00f2 \u00e8 bene che le si vivano come scelte \u201ca termine\u201d, stante le caratteristiche del meccanismo previsto. Comunque, lavorarci su permetterebbe alle scuole, nel corso di questo triennio, di tesaurizzare esperienze in ogni caso utili.<br \/>\n9. Tra i criteri raccolti, volti a mobilitare (sperabilmente) le energie e l\u2019impegno di tutti, andrebbero segnalati i seguenti: a. che il <strong>bonus<\/strong> non scenda al di sotto di una certa soglia (che toglierebbe appetibilit\u00e0 al nuovo corso); b. che <strong>gli obiettivi<\/strong> di risultato e di processo rientrino all\u2019interno delle scelte del Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa; c. che i <strong>criteri<\/strong> privilegino la <strong>qualit\u00e0<\/strong> dei <strong>processi attivati<\/strong> e non solo il raggiungimento e la trasferibilit\u00e0 dei risultati.<br \/>\n10. <strong>Priorit\u00e0 e punti comunque irrinunciabili<\/strong> delle scelte del CdV non potranno che essere quelli di salvaguardare e\/o tendere a costruire in primo luogo un <span style=\"text-decoration: underline;\">clima positivo<\/span> di lavoro e di reciproca fiducia e favorire un\u2019idea di scuola come comunit\u00e0 professionale, premiando l\u2019impegno al <span style=\"text-decoration: underline;\">lavoro cooperativo<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">curato e comunque sempre orientato all\u2019obiettivo centrale del fare scuola: il successo formativo degli studenti<\/span>. (Che son cose che si fa presto a dire. E che richiamano comunque la necessit\u00e0 di tenere d\u2019occhio il principio di realt\u00e0 e di evitare forzature controproducenti).<br \/>\n11. Comunque il vero grande problema con cui dovranno misurarsi i CdV, nella maggior parte dei casi, \u00e8 la inadeguatezza diffusa di una cultura valutativa che rispetto alle voci della premialit\u00e0 possa individuare indicatori utili e validi. Inadeguatezza che ovviamente non pu\u00f2 essere addebitata ai singoli o alle scuole. Almeno non unicamente. Ci sono ben altre e alte responsabilit\u00e0 su questo versante. La sfida \u00e8 molto grande. Se ne esce probabilmente dandosi, al riguardo, un progetto di crescita professionale, di cui dovrebbe farsi carico primo fra tutti il capo di istituto. La diffusione delle buone pratiche al riguardo e il confronto su di esse potrebbe essere una pratica da sperimentare in modo diffuso, assieme ad altri strumenti messi a disposizione dall\u2019INDIRE. E non sarebbe da tralasciare neanche, ai fini della individuazione di efficaci indicatori, una attenta considerazione del bilancio di competenze previsto per i docenti nell&#8217;anno di prova, nel quale si coglie un&#8217;idea ben definita \u2013 e condivisibile &#8211; di professionalit\u00e0 docente.<br \/>\nOvviamente, pensando e lavorando nel frattempo a prospettive che partano da logiche premiali pi\u00f9 promettenti e motivanti. Come quelle che legano il merito agli sviluppi di carriera e alla progressione economica. <em>(2)<\/em><br \/>\nDetto questo, si propone la domanda del titolo: ce la faranno gli eroi del CdV a sopravvivere, se vorranno fare un lavoro accettabile? Perch\u00e9 \u2013 una proposta \u201cindecorosa\u201d \u2013 non attribuire a loro, per quest\u2019anno scolastico, il bonus previsto per il merito? Affiancandoli eventualmente con colleghi disponibili e un po\u2019 competenti (tra quelli, per esempio con incarico di coordinamento)? L\u2019ho detta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<address style=\"text-align: justify;\">(1)\u00a0 La stessa legge prevede che criteri e parametri per l\u2019 attribuzione del bonus dal prossimo triennio saranno ridefiniti sulla base delle esperienze che matureranno in questi anni nelle scuole e delle indicazioni operative che ne conseguiranno. Probabilmente il legislatore era consapevole che il meccanismo proposto ha elementi di debolezza e criticit\u00e0 difficilmente sopportabili dalle nostre scuole.<\/address>\n<address style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/address>\n<address style=\"text-align: justify;\">(2)\u00a0 Si ricorder\u00e0 che il documento iniziale della Buona Scuola aveva proposto un <strong>sistema di crediti<\/strong> &#8211; da maturare in tre ambiti della professionalit\u00e0 docente (didattico, formativo e professionale) e da riconoscere ogni tre anni sulla base di una valutazione condotta da un organo in parte esterno. In base a tale valutazione, il 66% dei docenti maturava uno scatto triennale. I crediti riconosciuti sarebbero confluiti, assieme alle certificazioni di altri titoli ed esperienze, in un portfolio delle competenze, valido ai fini dello sviluppo di carriera. La proposta, oltre alla soglia del 66%, aveva un altro elemento male accolto dalla categoria: l\u2019operazione doveva essere finanziata col fondo per gli scatti di anzianit\u00e0. Per queste scelte oggettivamente pesanti fu bocciata dal mondo della scuola. Su tale proposta iniziale si sono sviluppati ragionamenti \u2013 che conservano una loro validit\u00e0 &#8211; tesi a \u201cliberare\u201d la stessa dal vincolo della soglia prevedendo il ricorso a standard di professionalit\u00e0.<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comitati di valutazioni per il merito: tra spiragli (pochi) e incertezze (molte). Sopravviveranno? di Antonio Valentino Continuano sofferenza e difficolt\u00e0 delle scuole per quanto riguarda la valorizzazione del merito. Superato nella maggior parte dei casi lo scoglio dell\u2019 elezione del Comitato di Valutazione (CdV), i problemi si sono oramai spostati sui lavori del Comitato. 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