{"id":522,"date":"2016-02-19T00:23:25","date_gmt":"2016-02-18T23:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=522"},"modified":"2016-02-19T00:23:25","modified_gmt":"2016-02-18T23:23:25","slug":"la-scuola-tra-leadership-educativa-e-comunita-professionale-cioe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=522","title":{"rendered":"La scuola tra Leadership educativa e Comunit\u00e0 professionale. Cio\u00e8?"},"content":{"rendered":"<div class=\"art-postheadericons art-metadata-icons\" style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-523\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/learning-organization.jpg\" alt=\"learning-organization\" width=\"165\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/learning-organization.jpg 165w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/learning-organization-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/>La scuola tra Leadership educativa e Comunit\u00e0 professionale. Cio\u00e8?<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span class=\"art-postauthoricon\">di Antonio Valentino<\/span><\/strong><\/span><\/em><\/div>\n<div class=\"art-postcontent clearfix\">\n<div class=\"art-article\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riflessioni che seguono sono state sollecitate da alcune recenti pubblicazioni che offrono spunti \u00a0perelaborazioni pi\u00f9 aggiornate circa il ruolo del Dirigente Scolastico (DS) nel nostro sistema scolastico;\u00a0 e, prima ancora, su quale idea di scuola a cui quel ruolo va orientato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pubblicazioni a cui mi riferisco sono\u00a0 la\u00a0 Ricerca della <em>Fondazione Agnelli<\/em> sulla giornata del DS (<em>Gli equilibristi. La vita quotidiana del dirigente scolastico: uno studio etnografico,<\/em> condotto da\u00a0Massimo Cerulo) e l\u2019ultimo dossier di <em>Tuttoscuola<\/em>, dal titolo <strong>\u201c<\/strong><strong><em>DS: Manager, sceriffi o \u2026 Dirigenti figli di un dio minore?\u201d<\/em><\/strong><strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito della <strong><em>Ricerca<\/em>,<\/strong> essa conferma ci\u00f2 di cui si ha netta e diffusa percezione: le energie che si spendono e lo stress che si accumula \u2013 si parla del DS &#8211; vengono compensati in misura molto marginale dai risultati attesi. Con la conseguenza che la percezione generale \u00e8 che poco o niente migliora, nonostante gli sforzi, e che strategie di direzione che facciano perno su una idea promettente di Leadership sono ormai fuori dagli orizzonti di gran\u00a0 parte dei DS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dossier di <strong><em>Tuttoscuola<\/em><\/strong> riconsidera alcune immagini recenti del DS, rimbalzate nei media e diffuse nell\u2019opinione pubblica, evidenziandone opportunamente l\u2019arbitrariet\u00e0 e la sostanziale infondatezza; e soprattutto l\u2019assurdo di un ruolo sempre pi\u00f9 impegnativo e strategico a cui per\u00f2 vien fatto corrispondere l\u2019immagine sociale di \u201cun figlio di dio minore\u201d.\u00a0 Quello che comunque qui interessa evidenziare \u00e8 che la percezione abbastanza generalizzata del DS sembra escludere accostamenti significativi di questa figura alla Leadership come motore del rinnovamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0 queste pubblicazioni, ma soprattutto guardandosi in giro, mi sembra di cogliere quasi la conferma di una sensazione che si avverte da tempo; e cio\u00e8 che il fascino che il tema della Leadership ha esercitato da quasi due decenni su una buona fetta del mondo della scuola (negli altri mondi, l\u2019<em>appeal<\/em> data almeno da gli anni \u201980) si sia piuttosto affievolito. Abbiamo continuato a parlarne nei convegni nazionali e internazionali, sulle riviste specializzate e nei libri, a cercare definizione e attributi sempre pi\u00f9 teoricamente interessanti; ma di fatto il modello di scuola centrato sulla Leadership Educativa (LE)ha avuto ed continua ad avere grandi difficolt\u00e0 a decollare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni vanno come sempre ricercate su pi\u00f9 fronti (selezione e formazione in primo luogo del personale, ma soprattutto le difficolt\u00e0 a definire un\u2019idea di <em>governance<\/em> accettabile e chiara delle singole Istituzioni Scolastiche e\u00a0 del sistema, in parte legate alle frenetiche e disordinate trasformazioni di quest\u2019ultimo decennio). C\u2019\u00e8 da chiedersi pertanto, alla luce di queste considerazioni, se non manchi un <strong>ancoraggio a questa visione della dirigenza<\/strong> e se non sia <strong>fuoviante l\u2019enfasi continua sul tema della LE<\/strong>[1]<strong>, <\/strong>(contraddetta tra l\u2019altro, almeno nel nostro Paese, da un tipo di offerta formativa ministeriale centrata prioritariamente sugli aspetti burocratico-amministativi); e se non sia superata una idea di <strong>Leadership declinata pi\u00f9 in termini di <em>dover essere<\/em> (che tipo di leader <em>deve essere<\/em> il DS, quali le attitudini, gli stili, i tratti da coltivare, la leadership da promuovere) che di obiettivi da assumere e centrare per la scuola che vogliamo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi chiedo cio\u00e8 se non sia il caso di <strong>pensare ad un approccio diverso <\/strong>per quanto riguarda il\u00a0 ruolo del DS e il suo profilo. Senza ovviamente gettare alle ortiche le tante cose comunque importanti che le esperienze e gli studi sulla LE ci hanno consegnato[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di pensarci recuperando un altro tipo di approccio alla figura del DS e alla definizione dei suoi tratti caratterizzanti. <strong>Approccio cio\u00e8 pi\u00f9 attento al <em>compito<\/em> che al profilo; <\/strong>\u00a0pi\u00f9 attento cio\u00e8\u00a0 alla <em>vision<\/em> di\u00a0 scuola che vogliamo costruire; all\u2019interno della quale considerarne il ruolo e ritagliarne i compiti prioritari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vision<\/em> di scuola in cui comunque <strong>la rilevanza della funzione docente e il contributo degli insegnanti <\/strong>vanno ovviamente\u00a0 visti come <strong>imprescindibili.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai da un paio di decenni l\u2019idea di Comunit\u00e0 di pratiche e quella di Comunit\u00e0 professionali &#8211; e delle strategie ad esse\u00a0 legate (<em>Cooperative Learning<\/em> e <em>Learning Organization<\/em> soprattutto) &#8211; sono s\u00ec entrate nel dibattito dei nostri\u00a0 convegni;\u00a0 ma come tematiche residuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosciamo bene gli ostacoli pi\u00f9 grossi che si incontrano su questo terreno. Mi riferisco alla cultura individualistica e autoreferenziale prevalente tra i nostri insegnanti (ma anche tra i DS), favorita da una normativa, da una giurisprudenza e da pratiche ministeriali\u00a0 che considerano l<strong>a dimensione collettiva dell\u2019insegnamento<\/strong>, cio\u00e8 il lavorare insieme, il crescere professionalmente insieme,\u00a0 come <em>optional <\/em>insignificante. La stessa idea di partecipazione degli OOCC \u00e8 stata vanificata spesso, anche per difetti intrinseci alla norma, da una libert\u00e0 di insegnamento come privilegio (da giocare in pratiche chiuse e separate), anzich\u00e9 come garanzia e riconoscimento del valore della soggettivit\u00e0 propositiva e creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma va messo sull\u2019altro piatto della bilancia \u2013 e non va sottovalutato &#8211; il fatto\u00a0 che l\u2019assetto organizzativo interno alla maggior parte delle nostre scuole si configura come una <strong>rete<\/strong> <em>in nuce<\/em> <strong>di potenziali comunit\u00e0 di pratiche<\/strong> (i CdC, i GD, i Gruppi di Progetto, le Equipe di Direzione \u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini: perch\u00e9, allora,con riferimento alla questione DS &#8211; esplosa soprattutto con la recente legislazione sulla cd <em>buona scuola<\/em> &#8211; non <strong>assumere questo come compito principale del DS <\/strong>\u2013 costruire \/ tendere a <em>conformare<\/em>\u00a0 le scuole in primo luogo come Comunit\u00e0 professionali e di pratiche \u2013 <strong>e, in rapporto a tale compito stimolarne la crescita professionale e individuare indicatori per valutarne gli esiti del lavoro<\/strong>? E, su questa base,\u00a0 dare senso e gambe ad <strong>un\u2019idea di scuola come \u201cimpresa collettiva\u201d, dove il coinvolgimento dei docenti \u00e8 <em>conditio sine qua non<\/em><\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va considerato tra l\u2019altro che, sulla nozione di Comunit\u00e0 di pratiche \u2013 CdP &#8211; (come su quella di Comunit\u00e0 professionale \u2013 CP &#8211; che ha comunque connotazioni sue proprie[3]), la letteratura \u00e8 molto pi\u00f9 \u201cfrequentabile\u201d e le indicazioni operative pi\u00f9 omogenee e concrete (che non significa \u201csemplici\u201d e \u201cfacili\u201d, soprattutto nel nostro sistema scolastico).\u00a0 E meno ambigue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va aggiunto anche che le esperienze di Istituti sperimentali\u00a0 <em>storici<\/em> del nostro Paese hanno offerto su questo terreno materiale importante e utile per verificarne l\u2019efficacia e migliorare i profili. Mi riferisco alle sperimentazioni autonome di Milano e dell\u2019area milanese, Genova, Firenze, Padova, Gubbio \u2026\u00a0 soprattutto degli anni \u201980 e \u201990.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla questione mi sono parsi stimolanti alcune recenti riflessioni di De Anna e di Cerini[4] e, soprattutto,\u00a0 alcuni contributi\u00a0 di Ivana Summa e di Cinzia Mion[5]\u00a0 per ulteriori approfondimenti e per possibili\u00a0 proposte operative[6]. Ovviamente basilari al riguardo sono soprattutto \u2013 come \u00e8 noto a chi si \u00e8 interessato al tema &#8211; le ricerche di E. Wenger\u00a0 , T. Sergiovanni\u00a0 e D. Schon[7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque va considerato anche un altro aspetto: si pu\u00f2 correre <strong>il rischio,<\/strong> nel lanciare idee di questo tipo, che prevalga la sensazione tra gli stessi dirigenti che si voglia mettere altra carne al fuoco e di aggiungere nuovi stress a quelli di oggi, che bastano e avanzano. E questo \u00e8 un problema che non pu\u00f2 in nessun caso essere tralasciato, se non si vuol fare un buco nell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un richiamo utile, per concludere, almeno per adesso ( potrebbe essere\u00a0 una minaccia!): il comma 3 della L. 107 parla della CdP, ma dentro un costrutto che gli nega valore e significato (praticamente, uno specchietto per le allodole).\u00a0 La nozione-concetto non viene pi\u00f9 ripreso\u00a0 nella Legge e le scelte che fa sul DS e sugli insegnanti certamente non aiutano a costruire un progetto su questo tema. Per\u00f2 non lo negano, almeno questo pare di capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 allora valere la pena farci un pensiero, soprattutto all\u2019interno dell<strong>\u2019Associazionismo di DS e Docenti<\/strong>?<\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[1] Anche nella sua declinazione di Leadership per l\u2019apprendimento<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[2] Ancora utilissimo in proposito il libro di <strong>GP. Quaglino<\/strong>, scritto insieme a <strong>C. Ghislieri<\/strong>: <em>Avere Leadership<\/em>, 2004, Raffaele Cortina Editore, che offre una quadro sintetico degli sviluppi sul tema, ma soprattutto le questioni aperte gli apporti pi\u00f9 stimolanti anche per ripensare un nuovo profilo del DS coerente con un suo possibile \u2013 e centrale \u2013 compito, in rapporto all\u2019idea di scuola come comunit\u00e0\u00a0 professionale e comunit\u00e0 di pratiche.\u00a0 Interessante anche la ricerca di tre studiosi \/esperti americani, <strong>A.<\/strong> <strong>Deering\u2013 R. Dilts\u2013 J. Russell , <\/strong>in<em>Coaching e Leadership<\/em>,<strong> \u00a0<\/strong>Alessio Roberti Editore, 2004<strong>, <\/strong>condotta secondo i canoni \u00a0della Programmazione Neuro-Linguistica<strong> (NLP).<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[3] In genere, si tende ad attribuire alla CP soprattutto queste caratteristiche: il senso di appartenenza, la percezione di essere dentro una rete di relazioni\u00a0 capace di fornire sostegno emotivo reciproco, una riconosciuta interdipendenza,\u00a0 un sistema comune di apprezzamento. Invece nella nozione di <strong>CdP<\/strong> sono parole chiave soprattutto: scambio (di pratiche, di idee, di strumenti, di modi fare e di essere), cooperazione, confronto, apprendimento reciproco, cura della qualit\u00e0 delle relazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[4]<strong> GC Cerini<\/strong>, <em>I dirigenti come costruttori di comunit\u00e0 <\/em>in \u201cDirigenti scolastici di nuova generazione\u201d, Maggioli Editore);\u00a0 <strong>F. De Anna<\/strong>, <em>L\u2019aquila e il cavallo. Ovvero la valutazione del DS<\/em>, sui siti di ScuolaOggi e Pavone Risorse<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[5] <strong>I. Summa<\/strong>,\u00a0 <em>Se il docente fa comunit\u00e0 professionale<\/em> in RdI, N. 6 -2014); <strong>C. Mion, <\/strong><em>Comunit\u00e0 Professionale dei Docenti. Riferimenti teorici e pratici<\/em>, Atti Convegno DS della FLC\u00a0 -2012 -, Edizioni Conoscenza.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>[6] Si rinvia, immodestamente, al capitolo <em>Comunit\u00e0 di pratiche e Leadership diffusa <\/em>in <em>Gli insegnanti nell\u2019organizzazione scolastica. Consapevolezze e competenze di una professione che cambia, <\/em>Edizione Conoscenza 2015, pp. 63-82 (seconda edizione), dell\u2019autore di queste note.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Di <strong>E.<\/strong> <strong>Wenger<\/strong>, soprattutto, <em>Comunit\u00e0 di pratica. Apprendimento, significato, identit\u00e0<\/em>, Raffaele Cortina 2006; di\u00a0 <strong>T. Sergiovanni<\/strong> in particolare: <em>Costruire Comunit\u00e0 nelle scuole<\/em>, LAS 2000 e di <strong>D. Schon<\/strong> (<em>Il professionista riflessivo<\/em>, Dedalo, Bari 1993<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola tra Leadership educativa e Comunit\u00e0 professionale. Cio\u00e8? di Antonio Valentino Le riflessioni che seguono sono state sollecitate da alcune recenti pubblicazioni che offrono spunti \u00a0perelaborazioni pi\u00f9 aggiornate circa il ruolo del Dirigente Scolastico (DS) nel nostro sistema scolastico;\u00a0 e, prima ancora, su quale idea di scuola a cui quel ruolo va orientato. 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