{"id":531,"date":"2016-03-14T14:21:31","date_gmt":"2016-03-14T13:21:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=531"},"modified":"2016-03-14T14:21:46","modified_gmt":"2016-03-14T13:21:46","slug":"il-grande-inquisitore-dibozze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=531","title":{"rendered":"Il grande inquisitore di\u2026bozze!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-533\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/community2.jpg\" alt=\"community2\" width=\"215\" height=\"162\" \/>Il grande inquisitore di\u2026bozze! <\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Cinzia Mion<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 risaputo che ci sono docenti talmente affezionati alla loro disciplina da diventare totalmente allergici alla psicologia dell\u2019apprendimento e ai modelli di insegnamento orientati allo sviluppo delle competenze degli allievi. E\u2019 a questi insegnanti che si rivolgeva il professor Ernesto Galli della Loggia quando si \u00e8 messo ad esaminare con pignoleria meticolosa le Linee guida riguardanti il bilancio delle competenze che dovranno compilare i docenti neoassunti?<!--more--><br \/>\nCos\u00ec deve essere successo (o no?) perch\u00e9 nel Corriere della sera di sabato 12 marzo \u00e8 apparso un articolo del nostro dal titolo\u201dL\u2019assurdo calvario dei neoprofessori\u201d consistente in una filippica intrisa di ironia pungente &#8211; perch\u00e9 il disprezzo egli dice di averlo trattenuto- contro il suddetto documento del Miur (in verit\u00e0 controfirmato da INDIRE). Di fronte infatti all\u2019anno di prova dei docenti appena entrati in ruolo &#8211; attraverso la legge 107\/2015, che ha azzerato le graduatorie, permettendo a tanti soggetti anche con poca o nulla esperienza di affrontare questo importante e delicato lavoro &#8211; il Ministero ha pensato di offrire un sostegno, una impalcatura che potesse prefigurare la co-costruzione di una buona professionalit\u00e0 \u201criflessiva\u201d. Ahi, ahi \u2026anche a me \u00e8 sfuggito un termine da \u201cideologia della scuola italiana, da permanente soviet casareccio..\u201d perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che l\u2019illustre docente, editorialista di uno dei pi\u00f9 autorevoli quotidiani d\u2019Italia, definisce il clima culturale in cui \u00e8 stato elaborato il documento in questione.<br \/>\nPenso invece al senso di disorientamento di molti docenti neoassunti che si sono sentiti \u201cscaraventati nel ruolo\u201d, bisognosi di tutto ma soprattutto di apprendere ad insegnare, di strutturare un po\u2019 alla volta le competenze che costituiscono questa complessa professione, per rendersi conto dei punti di forza e di quelli di debolezza, al fine di poter migliorare; penso che \u00e8 la prima volta che il cosiddetto anno di prova promuove azioni formative pi\u00f9 articolate del vecchio sistema, diventato routinario ed inconsistente e mi convinco sempre pi\u00f9 che chi prova ad incidere per cambiare la scuola incappa , prima o poi, in ostacoli come questi. Pretestuosi ed artefatti, quasi su commissione\u2026.<br \/>\nHo notato la pedanteria cavillosa con cui \u00e8 stata condotta l\u2019analisi linguistica del testo, quasi da correttore di bozze fornito di lente di ingrandimento e pazienza certosina (cui prodest?) senza tenere presente che esistono dei lessici specifici di ogni disciplina che non solo \u201cha\u201d un suo linguaggio ma \u201c\u00e8\u201d un linguaggio (com\u2019\u00e8 per la storia!). Forse la pedagogia e la didattica non hanno la dignit\u00e0 di saperi disciplinari?<br \/>\n\u201cBisogna sapere che da molto tempo la bestia nera del Miur \u00e8 l\u2019individualismo\u201d, incalza ad un certo punto il nostro. Allora io immagino, deducendolo da quello che scrive, che attraverso il suo (implicitamente) autodecantato individualismo, vale a dire autogenerazione della sapienza di docente, lui non abbia avuto bisogno alcuno della cosiddetta \u201cdidattica\u201d per fare l\u2019insegnante. Questa sarebbe stata infatti un inutile orpello perch\u00e9, naturalmente, chi \u201csa veramente\u201d sa senz\u2019altro anche insegnare (\u2026dove l\u2019ho gi\u00e0 sentita questa?&#8230;)<br \/>\nKaes direbbe che \u00e8 stato preda della fantasmatica di \u201cautoformazione o partenogenesi\u201d(cfr.Ren\u00e8 Kaes, Quattro studi sulla fantasmatica di formazione e il desiderio di formare\u201d)<br \/>\nIl nostro editorialista, che spesso si occupa di scuola solo per attaccarla, si \u00e8 perso qualche piccolo riferimento culturale (succede professore, non se ne dolga) per esempio alle neuroscienze ed alle loro recenti scoperte sull\u2019intersoggettivit\u00e0, che hanno riconosciuto la scientificit\u00e0 delle intuizioni di Vygotskij e del suo approccio socio-culturale (\u2026oddio ci sono ricascata\u2026), qualche accenno alle \u201ccomunit\u00e0 di pratica\u201d quindi anche alle comunit\u00e0 professionali di docenti: tempi e luoghi dove si impara la professione (naturalmente per chi nasce sprovveduto e non gi\u00e0 imparato\u2026) ed all\u2019importanza di diventare \u201cprofessionisti riflessivi\u201d(D.Schon).<br \/>\nRicordo un altro attacco alla scuola (quale idea di scuola?) &#8211; e insieme alla scuola anche allora al Ministero &#8211; al tempo di \u201cCittadinanza e Costituzione\u201d: il medesimo sarcasmo, il medesimo disprezzo la stessa supponenza tali da inficiare le argomentazioni. Ricordo la critica di precettismo catechistico e di moralismo rivolta agli estensori della proposta e rammento anche di aver pensato a come, quando si parla di etica (in questo caso di etica pubblica) o di morale, qualcuno arricci subito il naso e passi a tacciare il tutto di moralismo.<br \/>\nCara Ministra Giannini, non si lasci impressionare, tiri dritto come ha fatto con l\u2019attacco subito nel nome del famigerato gender. Gli attacchi sono simili, anzi parenti.<br \/>\nE a lei professor Galli della Loggia dico &#8211; da umile dirigente scolastica in pensione, che ha dedicato per\u00f2 la vita alla scuola e ai suoi docenti &#8211; che l\u2019alterigia e il livore che trasudano da queste incursioni contro la scuola e contro chi sta provando a rinnovarla sono un po\u2019 sospetti e troppo ad orologeria (come si usa dire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PS. Su un dettaglio le posso dar ragione, caro professore: sul refuso del congiuntivo, (certo imperdonabile) sfuggito a pi\u00f9 di un occhiuto revisore. Ma \u00e8 troppo poco per ricostruire la scuola di cui il nostro Paese ha bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande inquisitore di\u2026bozze! di Cinzia Mion E\u2019 risaputo che ci sono docenti talmente affezionati alla loro disciplina da diventare totalmente allergici alla psicologia dell\u2019apprendimento e ai modelli di insegnamento orientati allo sviluppo delle competenze degli allievi. 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