{"id":553,"date":"2016-04-24T15:35:17","date_gmt":"2016-04-24T13:35:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=553"},"modified":"2016-04-24T15:35:17","modified_gmt":"2016-04-24T13:35:17","slug":"aprile-mese-crudele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=553","title":{"rendered":"Aprile, mese crudele"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-554\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/complexity.jpg\" alt=\"complexity\" width=\"177\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/complexity.jpg 1000w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/complexity-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/complexity-271x230.jpg 271w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/>Aprile, mese crudele<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non so se aveva ragione T.S. Eliot (\u201c<em>Aprile \u00e8 il mese pi\u00f9 crudele<\/em>\u201d), ma certamente se aprile non \u00e8 il \u201c<em>pi\u00f9<\/em>\u201d crudele \u00e8 certo un mese in cui i nodi vengono al pettine. L\u2019anno scolastico volge al termine e molte delle cose progettate sono in alto mare o in convulsa conclusione, nelle scuole c\u2019\u00e8 molta fibrillazione per conciliare il termine dei progetti, delle attivit\u00e0, degli incontri programmati e non con l\u2019accavallarsi di verifiche, compiti in classe, relazioni, esami (all\u2019orizzonte).<!--more--> Diciamo che un buon aprile aiuterebbe un maggio tranquillo, ma l\u2019accelerazione di aprile porta alle convulsioni di maggio. Facciamo un breve punto della situazione, che poi va in <em>stand by<\/em> in giugno, in letargo a luglio, riapre le energie ad agosto per poi ripartire con una bella accelerazione a settembre. Forse aveva ragione Nietzsche sull\u2019\u201d<em>eterno ritorno dell\u2019identico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questo aprile \u00e8 partito il treno dei referendari: \u00e8 vero che sono pochi e piuttosto antiquati, ma \u00e8 anche vero che rappresentano un sentire antagonista che nelle scuole c\u2019\u00e8, eccome. Se non raccoglieranno le firme necessarie accuseranno a destra e a sinistra con insulti mascherati da linguaggio aulico, come ormai fanno da qualche anno. Se le raggiungeranno e il referendum non verr\u00e0 ammesso attaccheranno tutti ma non la Corte costituzionale (quella gli piace) che ha bocciato il referendum. Se invece il referendum andr\u00e0 in porto sostituiranno i dirigenti scolastici alle trivelle nel tentativo di creare nell\u2019opinione pubblica un mostro da attaccare. Se arriveranno al 30% di quorum si dichiareranno vincitori comunque contro i poteri forti e sbraiteranno contro Governo, Miur e Dirigenti che sono riusciti a non far andare la gente alle urne. Se vinceranno otterranno una vittoria simile a quella che avrebbe ottenuto il referendum sulle trivelle: forte da un punto di vista mediatico, nulla dal punto di vista pratico. Nel frattempo ci sar\u00e0 una forte ricerca del caos, molta confusione, molte accuse, ma soprattutto nessun progetto alternativo a quello governativo se non il richiamo ad un passato che credo neppure i promotori di tante agitazioni vorrebbero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questo aprile si \u00e8 inasprita anche la polemica dei dirigenti sulla loro retribuzione. Un interessante documento ha ottenuto molto appoggio dai dirigenti perch\u00e9 ha mescolato la richiesta di aumento salariale a quella di minori responsabilit\u00e0 in campi delicati come la sicurezza e la burocrazia (\u201c<em>Liberare la scuola<\/em>\u201d). Tutto forse sacrosanto, salvo poi accorgersi che il problema \u00e8 complesso e complicato: il numero zero simboleggia la solidariet\u00e0 ottenuta dall\u2019opinione pubblica sul proprio stipendio, mentre le altre questioni sollevate sono troppo complesse per essere affrontate in forma emotiva e non analitica. Inoltre i dirigenti scolastici si trovano a dirigere le scuole con varie forme di accelerazione che portano aggravio di lavoro che il Miur ritiene compreso nella funzione e che invece i dirigenti chiedono (come tutti i lavoratori) di veder retribuito (concorsi, fondi pon, progettazioni con tempi ristretti, tra qualche giorno arriveranno le reti degli ambiti, comitati di valutazione, ecc.). Mi sembra qualche volta parlando con miei colleghi di essere dentro la pubblicit\u00e0 della Wind, con Fiorello e Conti che affrontano l\u2019aliena a tre teste: la testa centrale spiega le funzioni dirigenziali e la loro importanza per la scuola e lo stato, la testa di destra chiede aumenti salariali su singole funzioni o in generale, la testa di sinistra invece \u00e8 quella del dirigente burocrate appassionato, vessatorio e cavilloso che si lamenta della burocrazia altrui producendone capiosa di propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019accavallarsi di scadenze (e vedrete quando arrivano le reti previste dal comma 70 dell\u2019art.1 della legge 107\/2015 !), di progettualit\u00e0, di tempistiche ha portato alla scoperta \u2013 ad esempio \u2013 che ben 3.000 scuole su 9.000 non hanno presentato la domanda per il primo bando PON e che alcune centinaia (messe in chiaro con una procedura di gogna non proprio apprezzabile) sono state escluse dal secondo bando PON per errore nella trasmissione del documento. Cio\u00e8 ha messo in evidenza gravi problemi di <em>governance<\/em>, un argomento su cui la dirigenza scolastica dovrebbe essere molto attenta e invece pare distratta. La letteratura sulla scuola ci dovrebbe aver insegnato che se cambiano le condizioni di lavoro e di contesto deve anche cambiare la <em>governance<\/em>. Questa naturale mutazione non pu\u00f2 avvenire per decreto, perch\u00e9 altrimenti non si tratta di <em>governance<\/em>, ma di organo collegiale. Ma cosa succede invece: animatore digitale, team digitale, piano triennale dell\u2019offerta formativa, fondi pon, piano di miglioramento, rapporto di autovalutazione, progetti ministeriali su italiano, matematica, ecc, ambiti territoriali, laboratori per l\u2019occupabilit\u00e0, organico dell\u2019autonomia, alternanza scuola-lavoro, comitati di valutazione, ecc. (ma chi legge sa che c\u2019\u00e8 dell\u2019altro) vengono governati con i vecchi arnesi della scuola degli adempimenti, quegli organi collegiali che tanto piacciono ai referendari e che ormai sono strumenti di ratifica e non di progetto. Sarebbe per\u00f2 interessante capire come si pensa di gestire realmente l\u2019innovazione e il cambiamento attraverso arnesi messi in crisi dall\u2019autonomia. Per cui spesso tutto si rallenta, i tempi non ci sono, non si sa chi e come deve decidere e le occasioni si perdono. Tra l\u2019altro gli organi collegiali hanno come grandi alleati i direttori dei servizi generali e amministrativi e tutto il personale ata, felicissimi quando la scuola non partecipa a progetti, non chiede finanziamenti aggiuntivi, non si prende oneri. Da un lato dunque la vecchia <em>governance<\/em> che non riesce a governare il cambiamento, dall\u2019altro il personale ausiliario che spera finisca tutta questa \u201c<em>buriana<\/em>\u201d e si \u201c<em>torni a fare scuola seriamente<\/em>\u201d senza progetti, visite o altro che possa turbare il potente incedere dell\u2019oppressiva burocrazia delle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prendiamo la questione ai limiti della fantascienza dei collaboratori vicari, insegnanti con esonero o semiesonero che fanno pi\u00f9 o meno i vice dirigenti. La figura non esiste dal 1999 (autonomia) ma \u00e8 sempre stata nominata. Il Contratto Collettivo del 2007 permetteva la retribuzione di due figure (Vicario e secondo collaboratore, nella vulgata). La legge 107\/2015 permette di nominare entro il 10% dell\u2019organico figure di sistema. Non vi sono limiti invece alle strutture di gestione e di <em>governance <\/em>possibili. Eppure: scuola nuova vicari vecchi. L\u2019idea del sostituto \u00e8 cos\u00ec forte, che rimane anche quando non c\u2019\u00e8 nulla da sostituire. Il pensiero che le novit\u00e0 chiedano nuova <em>governance <\/em>del processo decisionale e che magari siano meglio pi\u00f9 figure di presidio che una gerarchia posticcia entra in poche scuole, ma mantiene nella maggioranza la vecchia connotazione piramidale, dove spesso la parte finale della piramide si trasforma in \u201c<em>cerchio magico<\/em>\u201d (che pare anche portare male). Dico staff e intendo piramide gerarchica, insomma (tipo: \u201cProfessoressa, ma prima di venire da me ha parlato col vicepreside?\u201d, \u201cDirigente, il vicepreside non esiste\u201d, \u201cCome no, sta di l\u00e0\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019altra questione interessante \u00e8 cercare di gestire la convulsa innovazione che avanza con i consigli di classe o di interclasse, organismi nati dall\u2019idea partecipativa affermatasi nel 1968, diventata decreto delegato negli Anni Settanta e rimasta viva in mezzo a noi anche se non funziona pi\u00f9. E cos\u00ec mentre il mondo si evolve per deleghe e gestioni complessive e complesse, mentre la scuola viene monitorata e valutata su processi di istituto e di area, mentre le risorse arrivano su azioni complesse e di vasta portata ecco che permangono questi piccoli potentati locali che funzionano se gli insegnanti vanno d\u2019accordo e gli studenti sono bravi, ma non riescono a decidere pi\u00f9 niente di realistico, non si confrontano, vanificano spesso con ottimi muri di gomma quali sono qualunque progettazione realizzata da gruppi di lavoro, team di progetto o anche dai collegi docenti, producono tanta carta, anche se spesso rimane chiusa nell\u2019on line. Un grosso interesse antropologico dovrebbe esserci per analizzare perch\u00e9 il docente si comporta e decide in modo diverso se \u00e8 in Collegio docenti e se \u00e8 in Consiglio di classe, spesso ignorando quello che ha deciso altrove. Gestire processi complessi con organi che creano piramidi (vicari) e che dividono anche l\u2019indivisibile (consigli di classe) \u00e8 molto difficile, ma non c\u2019\u00e8 un interesse vero in giro allo studio di una <em>governance<\/em> che presidi realmente l\u2019innovazione e la ricerca a tutti i livelli della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questo aprile tutto ci\u00f2 e anche altro \u00e8 venuto allo scoperto. Oltre le grida si attendono le idee, mentre prevale il dirigente a tre teste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aprile, mese crudele di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non so se aveva ragione T.S. Eliot (\u201cAprile \u00e8 il mese pi\u00f9 crudele\u201d), ma certamente se aprile non \u00e8 il \u201cpi\u00f9\u201d crudele \u00e8 certo un mese in cui i nodi vengono al pettine. 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