{"id":579,"date":"2016-06-28T23:31:35","date_gmt":"2016-06-28T21:31:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=579"},"modified":"2016-06-28T23:49:59","modified_gmt":"2016-06-28T21:49:59","slug":"reti-di-ambito-opportunita-o-gabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=579","title":{"rendered":"Reti di ambito: opportunit\u00e0 o gabbia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-580\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/power-150x150.png\" alt=\"power\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Reti di ambito: opportunit\u00e0 o gabbia?<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Un cambio di paradigma?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costituzione delle reti di ambito, prevista dal comma 70 della L. 107 (in seguito indicata con \u201cLegge\u201d), sembra andare oltre la <em>ratio<\/em> dell\u2019art. 7 del Regolamento dell&#8217;Autonomia. In quell\u2019articolo del DPR 275, come sappiamo, vengono promosse e regolate le reti di scuola essenzialmente come reti di scopo alle quali si aderisce per libera scelta.<br \/>\n\u00c8 possibile parlare di un sostanziale cambio di paradigma, rispetto al discorso \u201creti\u201d?<br \/>\nVediamo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse andrebbe richiamato preliminarmente &#8211; come fa Franco De Anna, nel suo contributo <em>L\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche e l\u2019ornitorinco<\/em>, apparso recentemente su ScuolaOggi.com &#8211; che di reti di ambito si parla gi\u00e0 nella Legge di riforma delle Province (Legge 56\/2014), dove si legge che\u00a0 \u201c<em>\u2026 le Pubbliche Amministrazioni riorganizzano la propria rete periferica individuando ambiti territoriali ottimali di esercizio delle funzioni, non obbligatoriamente corrispondenti al livello provinciale o della citt\u00e0 metropolitana \u2026\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro caso, sono gli Uffici Scolastici Regionali (USR) a definire l&#8217;ampiezza degli ambiti\u00a0 territoriali\u00a0 \u201cinferiore alla provincia o alla citt\u00e0 metropolitana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambio di paradigma consiste proprio \u00a0&#8211; penso &#8211; nella previsione di tali ambiti come articolazioni degli USR; ambiti in cui operano reti di scuole, chiamate a compiti e funzioni di diversa natura; alcuni di carattere amministrativo e gestionale<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>; altri pi\u00f9 legati alle finalit\u00e0 proprie del fare scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strutturazione di tali ambiti \u2013 e quindi la consistenza di questo cambio di paradigma &#8211; non \u00e8 per\u00f2 facile da cogliere, come vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>I punti di maggior rilievo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi i punti che mi sembrano di particolare rilievo per orientarsi sulla materia.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il ridisegno prospettato va collegato ad alcuni cambiamenti di struttura introdotti dalla Legge (commi 66 e sgg):<\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>i ruoli (l\u2019appartenenza giuridica) dei docenti diventano regionali e vengono distribuiti \/ assegnati, in base alle opzioni\u00a0 degli interessati, agli ambiti sub provinciali individuati dall\u2019USR;<\/li>\n<li>la mobilit\u00e0 dei docenti di ruolo, fatta salva questa fase transitoria, non viene pi\u00f9 gestita sulla base di graduatorie provinciali; prevede invece\u00a0 che i docenti vengano individuati dai DS a) sulla base del fabbisogno di personale espresso dal Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa delle scuole; b) secondo una procedura che tende a intrecciare (far incontrare) le esigenze delle scuole e i <em>desiderata<\/em> dei docenti (gli insegnanti\u00a0 si possono \u201cproporre\u201d\u00a0 &#8211; fare domanda &#8211; alle scuole in cui desidererebbero insegnare; pu\u00f2 essere previsto un colloquio docente \u2013 DS, prima della nomina).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza gli ambiti territoriali \u2013 che sono pertanto la vera importante novit\u00e0 &#8211; non potr\u00e0 esserci assegnazione alle\u00a0 scuole degli\u00a0 insegnanti\u00a0 neoassunti\u00a0 e dei soprannumerari, che, dal prossimo anno, vengono assegnati agli ambiti territoriali e gestiti e sulla base delle procedure sopra descritte. In altri termini, non si potr\u00e0 prescindere dagli ambiti territoriali e dalle reti che ne regolano il funzionamento.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>La rete di ambito (nel senso di <em>insieme delle scuole organizzate in rete che operano in un determinato territorio con identiche caratteristiche<\/em>) si articola in reti di scopo &#8211; sulla base di esigenze e bisogni, comuni a tutti gli istituti scolastici o a parte di essi, per la realizzazione di iniziative e progetti concordati. La presenza sul territorio di una \u201corganizzazione strutturata\u201d di riferimento\u00a0 viene assunta nella Legge \u2013 sembra di capire \u2013 come condizione facilitante per\u00a0 la costituzione di questa tipologia di reti (quelle di scopo).<\/li>\n<li>\u00c8 da ritenere, se questa lettura \u00e8 corretta (ma le Linee Guida suggeriscono altro), che la collocazione delle scuole dentro l\u2019ambito sia <strong><em>automatica<\/em><\/strong>; e non abbia quindi bisogno di delibere di adesioni formali da parte dei CdI. Le operazioni di individuazione, gi\u00e0 a partire dal prossimo anno scolastico, della \u201cfetta\u201d di docenti che, secondo la Legge, sono parte dell\u2019organico di ambito da assegnare alle scuole, dovrebbero \u00a0svolgersi <em>a prescindere<\/em>. Detta in altri termini: in assenza sia di una proposta complessiva di iniziative e progetti &#8211; condivisa dalla rete -, sia di accordi sulle modalit\u00e0 di gestione, sia di una struttura di riferimento, una delibera di adesione formale delle scuole alle reti non pare abbia molto senso. O no?<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che \u00e8 invece necessario \u00e8 partire, in ogni scuola, da una informativa chiara sulle ragioni che sono alla base delle nuove reti e la condivisione di regole di funzionamento (a partire dalla\u00a0 trasparenza\u00a0 e\u00a0 dalla\u00a0 pubblicit\u00e0 delle decisioni) e di finalit\u00e0 istituzionali da portare nella nuova struttura: perch\u00e9 siano approfondite,\u00a0 messe al centro degli <strong><em>accordi <\/em><\/strong>e portate avanti.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li>Rispetto ai quali accordi, va richiamato che riguardano in primo luogo\u00a0 l\u2019utilizzo migliore dei docenti , da valorizzare, sulla base delle loro competenze e disponibilit\u00e0, con particolare riferimento <em>all\u2019assistenza e integrazione degli studenti con disabilit\u00e0<\/em> e alla gestione di <em>insegnamenti opzionali e specialistici<\/em> (per citare le due aree dove gli accordi possono risultare pi\u00f9 stringenti). Ma riguardano anche aree di intervento\u00a0 particolarmente qualificanti come<\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>i piani di formazione del personale scolastico e <\/em><\/li>\n<li><em>le risorse professionali &#8211; <\/em>da destinare alla rete per le sue funzioni amministrative &#8211; e \u00a0<em>le risorse finanziarie<\/em> (a cui per\u00f2 nella Legge non si accenna).<\/li>\n<\/ul>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li>Le reti di scopo, in questo nuovo quadro, si configurano come aggregazioni (verticali, orizzontali, per gradi e tipologie ), interne alla rete di ambito &#8211; ma anche aperte a scuole di altri ambiti &#8211; intorno a problematiche e obiettivi comuni.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Punti di forza e criticit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, a grandi linee, il disegno che sottende alle scelte sulle reti di ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta ora di capire meglio il suo senso, i suoi punti di forza e le sue criticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinvio per questo all\u2019analisi attenta e complessiva di Franco De Anna nel suo contributo prima citato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi limito qui ad esprimere alcune considerazioni aggiuntive o <em>a latere<\/em> e soprattutto alcune preoccupazioni abbastanza diffuse tra i dirigenti scolastici e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo anch\u2019io, con De Anna, che la nuova articolazione territoriale degli USR e la sua strutturazione in rete possa rappresentare, a determinate condizioni, un passo in avanti importante per dare senso e gambe a processi di miglioramenti\u00a0 del fare scuola. E questo perch\u00e9 \u00a0potrebbero risultare leve, se ci si crede e si lavora con risorse e procedure adeguate, \u00a0in grado di contrastare separatezza e\u00a0 solitudine delle scuole e di creare le condizioni per cercare <strong><em>risposte condivise e solidali<\/em><\/strong> ai problemi comuni che, in tema di istruzione e formazione, presenta un determinato territorio con identiche caratteristiche.\u00a0 Penso soprattutto alle problematiche dell\u2019integrazione e della lotta agli abbandoni, dell\u2019orientamento e della qualificazione dell\u2019offerta volta a favorire individualizzazione dell\u2019 insegnamento \u00a0e innovazione tecnologica. \u00c8 un cambiamento &#8211; sembra di capire \u2013 che pu\u00f2 dare voce alle scuole e metterle nelle condizioni di affrontare problematiche comuni e rendere possibile una migliore fruibilit\u00e0 delle risorse professionali dell\u2019ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a fronte di queste annotazioni positive, vanno registrati i \u00a0dubbi, gli interrogativi e le preoccupazioni, numerosi e consistenti, espressi da pi\u00f9 parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne sono fatte portavoce le \u00a0Organizzazioni Sindacali (OO.SS.), soprattutto confederali, che temono che questa operazione non solo tenda a ledere l\u2019autonomia delle scuole, prefigurando un \u201cpercorso coatto\u201d per la costituzione delle reti<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, ma ignora anche le ricadute sui profili degli operatori scolastici e sulla stessa organizzazione del lavoro; e d\u00e0 per scontato che alle scuole, tramite le reti, vengano trasferiti funzioni amministrative, organizzative, contabili, &#8220;in un crescendo inarrestabile di carichi di lavoro che nulla hanno a che fare con la missione fondamentale del sistema di istruzione e formazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posizioni critiche vengono anche dai dirigenti scolastici che, attraverso le loro associazioni (mi riferisco soprattutto alla recente nota dell\u2019ANDIS), lamentano in modo particolare i tempi stretti di un\u2019operazione che invece, data la sua rilevanza, ha bisogno di tempi pi\u00f9 distesi per approfondire i problemi aperti e garantir <strong><em>soluzioni efficaci e fattibili<\/em><\/strong>; e ritengono pertanto che la scadenza del 30 giugno &#8211; per la costituzione delle reti di ambito &#8211; sia impraticabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ovvio che qui l\u2019obiettivo polemico sono i ritardi dell\u2019amministrazione centrale e periferica, pi\u00f9 che il senso e l\u2019importanza del nuovo assetto proposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Difficolt\u00e0 e disorientamento tra i DS. Gli interrogativi che aspettano una risposta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di considerazioni critiche in buona parte condivisibili. Desidero per\u00f2 ora spostare l\u2019attenzione su un\u2019altra tipologia di problemi e citare a questo punto il testo di una email che mi \u00e8 arrivata recentemente da parte di una DS\u00a0 che opera in Lombardia. In tale email, la DS, dopo aver richiamato la data di convocazione per \u201caderire alle reti di ambito\u201d e di aver aggiunto che non aveva avuto modo \u2013 e \u201cnon per disattenzione o sottovalutazione\u201d &#8211; di approfondire le questioni collegate, cos\u00ec conclude: \u201c\u2026 Io ho capito che ci si chiede di aderire e firmare. Ho fatto deliberare dal CdI una adesione al buio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome si tratta di collega \u00a0che ha dimostrato, nella direzione del suo Istituto,\u00a0 di essere tutt\u2019altro che sprovveduta e disattenta, le riflessioni da fare &#8211; partendo da questo \u201csfogo\u201d da leggere come un gesto liberatorio e come un segnale di disorientamento &#8211; tendono a spostarsi sul terreno cruciale della gestione, da parte dell\u2019Amministrazione, dei cambiamenti previsti. E delle relative responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda prima di tutto: le Linee Guida emanate dal competente Ufficio del MIUR il 7 giugno scorso, a parte il ritardo della loro trasmissione, rispondono alle \u00a0preoccupazioni sopra espresse? Con tutta la buona volont\u00e0, \u00e8 difficile considerare linee guida quelle Note del Dipartimento responsabile. Non ci si aspettava ricette onnicomprensive. Ma non basta neanche ricondurre, come si fa nel documento ministeriale,\u00a0 gli strumenti di governo degli ambiti essenzialmente alle <em>Scuole capofila<\/em> e alle <em>Conferenze di Servizio<\/em> (che pure richiederebbero tra l\u2019altro esplicitazioni a parte), tralasciando di<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>affrontare il problema di una struttura adeguata che permetta una gestione solidale e collaborativa dell\u2019intera operazione, e prospettare soluzioni,<\/li>\n<li>chiarire il ruolo degli organismi collegiali delle scuole che fanno parte delle reti, e approfondire il ruolo del DS in queste nuove configurazioni; e, quindi, in che misura l\u2019autonomia delle scuole impatta con queste nuove articolazioni regionali,<\/li>\n<li>fare i conti con i dubbi e i timori che riguardano i rapporti con gli Uffici Scolastici Territoriali (UST), e prospettare i necessari rapporti con gli Enti locali e dare ad essi consistenza istituzionale,<\/li>\n<li>precisare come affrontare il problema delle risorse professionali di area amministrativa e contabile &#8211; e del loro profilo &#8211; in tutta questa operazione,<\/li>\n<li>chiarire come cambiano gli UST e come verranno riutilizzate le risorse di cui dispone; e, in relazione alla <em>governabilit\u00e0<\/em> dell\u2019ambito, quali rapporti tra la rete e l\u2019USR,<\/li>\n<li>assicurare il proprio impegno nell\u2019intera operazione e la disponibilit\u00e0 non solo a favorire processi di razionalizzazione, ma anche a garantire i supporti necessari.\u00a0 L\u2019ossessione con cui nella Legge si ripete la formula \u201csenza oneri aggiuntivi\u201d \u00e8 una spia preoccupante in proposito.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste, ad oggi, sono ancora questioni aperte e se alto \u00e8 il disorientamento, \u00e8 evidente che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare nel rapporto tra le scuole e il Ministero. E non basta affermare \u2013 come si legge in una \u00a0recente nota ministeriale sulla questione &#8211; che la scadenza per la costituzione delle reti <em>non \u00e8 perentoria ma ordinatoria<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che si ha \u00e8 che sia mancata e continui a mancare, ancora una volta, una adeguata attenzione ai problemi di fattibilit\u00e0; con particolare riferimento a\u00a0 tempi, modi,\u00a0 strumenti e risorse perch\u00e9 una operazione come questa, ambiziosa e importante, possa dare risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>P.S.<\/strong> Stefano Stefanel, in\u00a0 un suo recente articolo (\u201c<em>Reti di ambito: \u2026 Ma non vedete il cielo<\/em>\u201d), che ho letto solo ora su questa stessa rivista, avanza la seguente proposta in risposta alle proteste \u00a0per la scadenza del 30 giugno: \u201cPoich\u00e9 la titolarit\u00e0 di Ambito inizia dal 1\u00b0 settembre 2016 forse \u00e8 meglio avere una Rete gi\u00e0 costituita, che poi si dota di una sua governance nei tempi dovuti. (&#8230;). Entro il 30 giugno c&#8217;\u00e8 da compiere solo l&#8217;atto formale della loro costituzione.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa che preoccupa di questa posizione \u2013 che va letta in parallelo con il messaggio della DS prima richiamato &#8211; non \u00e8 la proposta in s\u00e9 (che nasce tra l\u2019atro da considerazioni che, per quanto non condivisibili in alcuni passaggi, hanno una loro linearit\u00e0); ma l\u2019impressione che se ne ricava. L\u2019\u2019impressione cio\u00e8 che ragionamenti di questo tipo &#8211; che trasformano una scadenza importante (la costituzione della rete di ambito) in un adempimento puramente formale &#8211; rappresentino l\u2019anticamera di un\u2019operazione destinata a creare non solo ulteriori ambiguit\u00e0, fraintendimenti e dissapori, ma anche acquiescenza e subalternit\u00e0; e, quasi\u00a0 certamente, nessun miglioramento per le nostre scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 ovviamente quello che Stefanel auspica. E di questo c\u2019\u00e8 da esserne certi, conoscendo la persona. Ma\u00a0 le premesse ci sono tutte perch\u00e9 le conseguenze prospettate si verifichino puntualmente.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><strong><strong>[1]<\/strong><\/strong><\/a> Il comma 70 cos\u00ec esplicita gli adempimenti amministrativi a carico\u00a0 delle\u00a0 istituzioni\u00a0 scolastiche da gestire in rete: \u201c l&#8217;istruttoria\u00a0 sugli\u00a0\u00a0 atti relativi a cessazioni dal servizio, pratiche in materia di contributi e pensioni, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento\u00a0 di fine rapporto del personale della\u00a0 scuola,\u00a0 nonch\u00e8\u00a0 \u2026 \u00a0ulteriori atti\u00a0 non\u00a0 strettamente\u00a0 connessi\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 gestione\u00a0\u00a0 della\u00a0\u00a0 singola istituzione scolastica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I ragionamenti delle OO.SS. per\u00f2\u00a0 non distinguono, almeno nella loro recente nota congiunta,\u00a0 <em>rete di ambito<\/em> e <em>reti di scopo<\/em> e a differenziare le valutazioni sui \u201cpercorsi\u201drelativi alle due tipologie;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reti di ambito: opportunit\u00e0 o gabbia? di Antonio Valentino \u00a0Un cambio di paradigma? 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