{"id":588,"date":"2016-07-22T12:18:27","date_gmt":"2016-07-22T10:18:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=588"},"modified":"2016-07-22T12:22:37","modified_gmt":"2016-07-22T10:22:37","slug":"stili-e-poteri-della-dirigenza-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=588","title":{"rendered":"Stili e poteri della dirigenza scolastica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-589\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/bici-150x150.jpg\" alt=\"bici\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Stili e poteri della dirigenza scolastica<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Stefano Stefanel<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<div class=\"article-content\" style=\"font: 16px\/normal 'Times New Roman'; margin: 0px 0px 0px 20px; padding: 0px; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; white-space: normal; widows: 1; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px;\">\u00a0Poich\u00e9 sono abbastanza disinteressato alle polemiche e alle lamentele che invece stanno molto interessando il mondo della scuola (chiamata diretta, organico dell\u2019autonomia, concorsi ordinari, bonus premiante il merito, piani della trasparenza, accordi di rete, ecc.) il mio sguardo pur essendo immerso negli stessi argomenti spazia altrove. L\u2019altrove \u00e8 il mondo delle organizzazioni che ha nella scuola dell\u2019autonomia un elemento di grande interesse e di possibile profonda lettura. <!--more-->Quando di questi tempi leggo le molte polemiche, le molte invettive e le molte lamentale di docenti e dirigenti sulle varie applicazioni della legge 107 e di quant\u2019altro di nuovo \u00e8 entrato nella scuola (fondi PON ad esempio, ma anche BES) mi chiedo: \u201c<em>Perch\u00e9 vogliono governare con sistemi vecchi un qualcosa di nuovo? E\u2019 possibile governare efficacemente e con efficienza nuovi scenari didattici ed economici con sistemi nati in altri contesti<\/em>?\u201d. Mi rispondo di no, ovviamente, ma vedendo che molti vogliono continuare a farlo mi chiedo anche perch\u00e9.<\/p>\n<p><strong>VICARI COME SPECCHIO DEL POTERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la nascita della dirigenza scolastica (1999) e le successive e molte (troppe!) riforme la vecchia figura del vicario \u00e8 da subito sparita. Non se ne trova traccia nelle norme, non se ne trova traccia nei contratti. Sarebbe interessate sapere quanti dirigenti scolastici nominano ancora \u201cvicari\u201d e sarebbe ancora pi\u00f9 interessante sapere quanti ancora agiscono attraverso il \u201cvicepreside\u201d. Questi dati pur non essendo disponibili sono facilmente intuibili: quasi tutti. Interessante \u00e8 osservare come l\u2019estensione dei poteri di nomina fino al 10% dell\u2019organico, introdotto dalla legge 107\/2015, interessa o scalda poco o niente, perch\u00e9 magari l\u2019organico non pu\u00f2 concedere esoneri alla classe di concorso del proprio \u201cvicario\u201d. La questione attiene tutta al potere piramidale: la sommit\u00e0 della piramide \u00e8 fatta dal dirigente scolastico, che \u201ccrea\u201d una figura inesistente ma suggestiva (il vicario) e la affianca da un\u2019altra ugualmente non esistente (il secondo collaboratore): entrambe le figure stanno sopra gli altri docenti ma sotto il dirigente scolastico. Ci\u00f2 che la legge non prevede e non concede (delega di funzioni e delega di poteri: da l\u00ec nasce il problema delle reggenze) \u00e8 ci\u00f2 che affascina molti di noi. Una volta definita l\u2019organizzazione della scuola come una struttura rigida il suo governo diventa immediatamente piramidale e questo tende a riportare qualsiasi novit\u00e0 verso quel meccanismo (che per me \u00e8 perverso) per cui l\u2019esonero dall\u2019insegnamento viene dato alla persona e non alla funzione, quasi che il dirigente scolastico possa creare nell\u2019organico didattico qualcosa che va a presidiare la gestione amministrativa dell\u2019organizzazione scolastica. C\u2019\u00e8 in questo molto paternalismo: \u201c<em>so io chi pu\u00f2 fare il bene della scuola!<\/em>\u201d. Concentrare l\u2019esonero sulla persona e non sulla funzione \u00e8 dare all\u2019esonero un ruolo che non ha (che \u00e8 di tipo gestionale e amministrativo). Il d.lgs 165\/2001 diceva: \u201c<em>Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente pu\u00f2 avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti<\/em>\u201d. Compiti, non funzioni o deleghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedo in tutto questo una sottovalutazione dell\u2019entit\u00e0 del problema su alcuni elementi fondanti l\u2019autonomia e l\u2019applicazione della legge 107\/2015, che certamente ha complicato la questione della<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em>governance<\/em><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>scolastica. Elenco alcuni settori dove il governo della scuola richiede deleghe di compiti a soggetti che non hanno competenze dirigenziali e dove la struttura piramidale \u00e8 d\u2019inciampo:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Organico dell\u2019autonomia<\/strong>: non \u00e8 pi\u00f9 un questione di \u201cfare le supplenze\u201d, chiunque diriga un Istituto comprensivo plurisede sa che la cosa non si risolve col vicario; la questione \u00e8 invece quella di gestire in forma innovativa un organico complesso, funzionale, legato a obiettivi, progetti, interventi diretti su studenti e progetti.<\/li>\n<li><strong>Fondi Pon<\/strong>: ci vogliono competenze forti per la gestione di progetti e risorse molto ampie, che presentano peculiarit\u00e0 di grande progettualit\u00e0 e che attraverso una gestione piramidale rischiano di far deragliare tutta l\u2019organizzazione scolastica.<\/li>\n<li><strong>Piano Nazionale Scuola Digitale<\/strong>: anche in questo caso le risorse in campo richiedono competenze diffuse e certificate.<\/li>\n<li><strong>Rapporto di Autovalutazione, Piano di Mglioramento, Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa<\/strong>: in queste aree semiesoneri possono creare la coerenza tra progetti, documenti, sensibilizzazione, perch\u00e9 il redattore ha tempo per lavorare e confrontarsi con gli altri docenti.<\/li>\n<li><strong>Gestione decentrata dei plessi<\/strong>: anche in questo caso la funzionalit\u00e0 dell\u2019organico della scuola primaria ha permesso gi\u00e0 molto nel senso di una gestione della scuola pi\u00f9 collegiale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esempi sopra riportati non sono esaustivi e sono solo esemplificativi. Se per\u00f2 osserviamo lo sconcerto sul non poter dare esoneri a \u201ccerte\u201d persone ci troviamo di fronte ad una gestione della scuola che vuol essere paternalistica e impiegatizia. Il vicario \u00e8 perfetto per la scuola degli adempimenti, mentre per quella del governo del cambiamento non serve a niente.<\/p>\n<p>La questione del potere del dirigente connesso al suo stile di dirigenza mi pare invece ancora centrale: nel momento in cui \u00e8 necessario ampliare i raggi di governo chi invece ritiene di dover dirigere un ente amministrativo che ha come primo obiettivo gli obblighi e gli adempimenti ha per forza di cose la necessit\u00e0 di costruire una piramide di gestione che \u00e8 anche una piramide di potere. Re, vassalli, valvassori, valvassini, insomma, in un simpatico \u201cdividi et impera\u201d in cui si comanda magari attraverso rapporti stretti con la parte amministrativa della scuola, che affascina soprattutto chi non ci capisce nulla di amministrazione (e ci prende poco coi conti).<\/p>\n<p><strong>LE RETI DI AMBITO COME SISTEMA COMPLESSO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so che fine faranno le reti di ambito, ma la loro complessit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 sotto gli occhi di tutti, mentre la loro forza sta spaventando tutti quei dirigenti che amavano esercitare il potere a casa propria creando piccole piramidi locali, molto chiuse e molto forti, con cerchi magici dispensatori di classi, giornate libere, poche ore buche, incarichi, ecc.. Le reti di ambito portano il governo della scuola fuori dalla vecchia piramide (istituto, ambito territoriale il pi\u00f9 simile possibile al provveditorato, ufficio scolastico regionale, ministero) e dentro un luogo in cui il governo viene gestito nella propria area da un rapporto tra pari. Come pu\u00f2 essere appassionato da un rapporto tra pari chi nomina il \u201cvicario\u201d anche se questo non esiste pi\u00f9 nel fatto e nel diritto? Chi persegue il potere piramidale a casa propria come pu\u00f2 essere affascinato da un potere diffuso e da ridisegnare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche perch\u00e9 reti, PON, piano nazionale scuola digitale, progetti nazionali e altre simili diavolerie stanno portando molti soldi e molto organico nelle scuole e il governo diventa complesso. Il personale amministrativo \u00e8 contro tutto questo perch\u00e9 porta \u201cpi\u00f9 lavoro\u201d. E quindi il cambiamento \u00e8 spesso contro la parte amministrativa di una scuola, non favorito da essa. In realt\u00e0 questo cambiamenti dovrebbero far sostituire il lavoro inutile con quello utile, ma poich\u00e9 molti ancora stampano le PEC mi \u00e8 ben chiaro cosa si sta difendendo. Mai come in questo momento lo stile e il potere del dirigente si intrecciano creando quella dimensione organizzativa che trasmette senso alla scuola, ma che con la nascita degli ambiti territoriali dar\u00e0 il senso anche a tutto il territorio di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gestire il nuovo col vecchio non si \u00e8 mai potuto fare e anche le Restaurazioni che si sono succedute nella storia hanno battuto il passo davanti alle innovazioni che non si sono fatte ingabbiare. Ma se la questione attiene alla gestione del potere e chi lo perde invece di comprendere il nuovo assetto sbraita per cercare di ripristinare il vecchio assetto la scuola si trova con un problema in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le aree di interesse diventano plurime, se i centri di spesa diventano sempre pi\u00f9 progettuali e sempre meno ordinari, se la questione della gestione dell\u2019organico sta pi\u00f9 dentro ad un piano di miglioramento della scuola che agli equilibri di un orario vuol dire che i vecchi arnesi della scuola degli adempimenti vanno eliminati e va creata una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em>governance<\/em><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>nuova in cui entri meno la questione del potere e della piramide e pi\u00f9 quella dell\u2019organizzazione e della cultura della gestione per obiettivi e processi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento \u00e8 molto grave avere docenti conservatori (non si sa per conservare cosa), ma avere dirigenti conservatori in questa fase \u00e8 proprio una davastazione: speriamo che la valutazione attraverso il Piano di Miglioramento faccia mettere le ali alla parte innovativa che \u2013 magari in quantit\u00e0 diverse \u2013 c\u2019\u00e8 in ognuno di noi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stili e poteri della dirigenza scolastica di Stefano Stefanel \u00a0Poich\u00e9 sono abbastanza disinteressato alle polemiche e alle lamentele che invece stanno molto interessando il mondo della scuola (chiamata diretta, organico dell\u2019autonomia, concorsi ordinari, bonus premiante il merito, piani della trasparenza, accordi di rete, ecc.) il mio sguardo pur essendo immerso negli stessi argomenti spazia altrove. 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