{"id":604,"date":"2016-08-22T18:43:00","date_gmt":"2016-08-22T16:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=604"},"modified":"2016-08-22T18:43:46","modified_gmt":"2016-08-22T16:43:46","slug":"aspettando-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=604","title":{"rendered":"Aspettando settembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-605\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/vuoto_rendere_recipienti-150x150.jpg\" alt=\"vuoto_rendere_recipienti\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/vuoto_rendere_recipienti-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/vuoto_rendere_recipienti-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/vuoto_rendere_recipienti.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Aspettando settembre<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Antonio Valentino<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong><em>Partire da\u00a0 un bilancio equilibrato<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so se il MIUR ha cercato di conoscere,\u00a0 attraverso qualche inchiesta attendibile, le diverse situazioni che sono state vissute dalle nostre scuole nell\u2019anno scolastico ormai alle spalle e\u00a0 quale clima sia prevalso. Le ricostruzioni offerte dai <em>media<\/em>, sono state finora\u00a0 frammentarie e tali comunque da dare prevalentemente voce alla protesta e al disorientamento.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la percezione che sembra cogliersi pi\u00f9 diffusamente in giro, soprattutto tra chi nella scuola ci lavora o la frequenta, \u00e8 che prevale tra docenti e dirigenti un clima che \u00e8 insieme di insoddisfazione e di affanno; e anche di disorientamento e rifiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha un bel dire la Ministra che sono state fatte cose straordinarie e che la Buona scuola comincia a dare i suoi frutti. E pu\u00f2 anche esprimere comprensibile autocompiacimento la nota ministeriale che riporta, con piglio ragionieristico, tutti i provvedimenti varati quest\u2019anno in attuazione della riforma. La domanda che non pone n\u00e9 la Ministra n\u00e9 la nota ministeriale \u00e8 invece quella semplice che riguarda i risultati in termini di avvio dei miglioramenti nel fare scuola, di una maggiore intesa tra i docenti, di un maggiore interesse dei ragazzi alle proposte dei loro insegnanti. Che sono le cose che contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il \u201ccronoprogramma\u201d di Faraone<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si obietter\u00e0 che siamo agli inizi di un processo. Giusto. Ma il problema \u00e8 che comincia un nuovo anno scolastico in condizioni forse pi\u00f9 incasinate di quello precedente. E la ragione fondamentale \u00e8 che, probabilmente, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 lo stallo e l\u2019impantanamento degli anni precedenti alla riforma, ma non c\u2019\u00e8 neanche la consapevolezza diffusa \u2013 di cui ci sarebbe bisogno &#8211; del senso di questa riforma\u00a0 e delle sue direzioni di marcia. E quindi lo stimolo e l\u2019interesse a esserci dentro. Anzi quello che si avverte da parte dei pi\u00f9 \u00e8 la sensazione di un girare a vuoto, vorticoso; ma a vuoto. Che semina scontento e ulteriore disamore. Almeno queste le percezioni pi\u00f9 diffuse. Se capisco bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si vuole sottovalutare \u2013 checch\u00e9 se ne pensi \u2013 la consistenza degli investimenti di questo\u00a0 governo sulla scuola, n\u00e9 l\u2019importanza di alcuni provvedimenti come l\u2019organico potenziato e il tentativo di cominciare a porre finalmente la parola fine alla vergogna del precariato e delle reggenze (pur con i limiti, le gravi improvvisazioni, le disfunzioni pesanti della fase attuale). Su questi aspetti si pu\u00f2 anche pensare che i tempi del cambiamento non possono restringersi ad un solo anno, n\u00e9 che innovazioni cos\u00ec profonde &#8211; che puntano anche a sanare situazioni incancrenite del passato\u00a0 &#8211; possano svolgersi senza correre rischi e produrre in qualche caso nuove ingiustizie (tanto pi\u00f9 dolorose quanto pi\u00f9 probabilmente contenibili, se solo la fretta non avesse funzionato da criterio dominante, se non esclusivo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma su altri provvedimenti, il \u201ccronoprogramma\u201d &#8211; come lo chiama il sottosegretario Faraone in una intervista a <em>Orizzonte Scuola<\/em> di fine luglio \u2013 del\u00a0 processo di riforma di questo primo anno,\u00a0 per come \u00e8 stato pensato e realizzato,\u00a0 pu\u00f2 apparire piuttosto il segno di una ossessione che altra giustificazione non sembra avere che quella di appuntarseli \u2013 tali provvedimenti &#8211; come fiori all\u2019occhiello (per chi ci crede). E che affrontano, come \u00e8 noto,\u00a0 questioni complesse: dalla valorizzazione del merito al conseguente e problematico insediamento del Comitato di Valutazione,\u00a0 dalla istituzione delle reti di ambito alla individuazione dei docenti da parte delle scuole per i posti vacanti, dall\u2019alternanza Scuola lavoro al Piano nazionale di Scuola digitale; e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta; a cui vanno necessariamente aggiunti gli adempimenti ordinari delle scuole, che ormai ordinari non sono pi\u00f9; e tacendo infine di altre incombenze che ti capitano sempre tra capo e collo (partecipazione alle commissioni di concorso e consimili, reggenze ecc., ecc. \u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ripensamenti? In quale direzione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sottosegretario Faraone, nell\u2019intervista citata, sembra avvertire la pesantezza di questa situazione laddove avverte che \u201c\u2026 <em>il prossimo anno i tempi saranno pi\u00f9 distesi per tutti. All\u2019inizio ogni innovazione produce paura e smarrimento. (\u2026). Tutti insieme dobbiamo andare oltre questi sentimenti. Fermi restando i principi alla base della legge, vogliamo verificare con tutti i protagonisti le modalit\u00e0 operative che abbiamo messo in campo in questo primo anno di Buona Scuola correggendo ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 da correggere\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sola obiezione a questa affermazione impegnativa, sul punto che richiama i principi a base della legge di riforma: finora, quali spazi di confronto, di costruzione e di chiarimenti sono stati promossi all\u2019interno delle categorie della scuola? Si \u00e8 partiti dal Documento sulla Buona Scuola (settembre 2014), che aveva l\u2019ambizione di coinvolgere tutti i soggetti interessati in una operazione di rinnovamento, e ipotizzava meccanismi e aspettative spesso interessanti, e si \u00e8 arrivati ad una legge che dice cose altre rispetto alle proposte iniziali e ai risultati di questionari e dibattiti che ne sono seguiti (Per fortuna ci sono stati miglioramenti anche significativi nella stesura finale del testo legislativo; che partiva per\u00f2 da una visione diversa, non risolutiva dei dubbi emersi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disorientamento, le incomprensioni e le diffidenze nascono da l\u00ec e niente si \u00e8 fatto per rimuoverle. Anzi la demonizzazione\u00a0 governativa delle organizzazioni sindacali \u2013 che sottovalutava l\u2019importanza di creare un clima nuovo, trasparente nei ruoli e nelle funzioni, capace di creare fiducia su basi che rompessero con il passato &#8211; ha portato solo all\u2019isolamento dell\u2019Amministrazione e ha impedito un confronto serio e approfondito sulla riforma, sui dubbi che pone e le contraddizioni che presenta; e quindi sulle interpretazioni volte a chiarirli e superarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La questione centrale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scontro hanno perso sia i Sindacati che il Ministero; ma a soffrirne di pi\u00f9 sono state le scuole &#8211; almeno la maggior parte di esse &#8211; in termini di crescita della sfiducia ai vari livelli\u00a0 e di lacerazioni interne.\u00a0 \u00a0In itale scontro, si \u00e8 addirittura ricorso\u00a0 \u2013 da parte di alcuni sindacati &#8211; allo spauracchio\u00a0 &#8211; mistificante e ingeneroso, nella maggior parte dei casi &#8211; dei presidi \u201csceriffi\u201d, \u201ccorruttori\u201d (e quindi, implicitamente, di insegnanti corrompibili) e \u201cdisonesti\u201d che potrebbero, ora, \u2018fare quello che vogliono\u2019, senza alcun controllo. Con inevitabili conseguenze sul clima interno di non poche scuole. Dove sono prevalse, nei casi migliori, diffidenza e quindi \u201csfilamenti\u201d sul piano delle collaborazioni; nei peggiori, ostilit\u00e0 aperte. E cos\u00ec il timore di ipotetici rischi l\u2019ha avuta vinta sulla opportunit\u00e0 di un dibattito approfondito sulla necessit\u00e0, diventata impellente, di ripensare il modello organizzativo pre-riforma \u2013 che gi\u00e0 Piero Romei aveva messo sotto accusa quasi trent\u2019anni fa (il modello organizzativo cos\u00ec detto \u201cdomestico\u201d) \u2013 che mal tollera ogni richiamo ai principi di responsabilit\u00e0 professionale (e quindi alla valutazione e rendicontazione, ma anche al riconoscimento e alla valorizzazione)\u00a0 in ordine ai risultati del fare scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa la questione profonda da mettere al centro del dibattito, per rileggere le scelte fatte quest\u2019anno e\u00a0 rivederle nell\u2019ottica di \u201ccorreggere quello che c\u2019\u00e8 da correggere\u201d (per riprendere\u00a0 il proposito del Sottosegretario). \u00c8\u00a0 alla luce di un nuovo modello organizzativo &#8211; che valorizzi il principio di autonomia <em>responsabile ed efficace<\/em> &#8211; che vanno pertanto rilette le scelte sulla valorizzazione del merito e la individuazione, da parte delle scuole, dei docenti per i posti vacanti nell\u2019organico dell\u2019autonomia. Evitando comunque di demonizzare l\u2019eventuale ricorso , da parte del DS, al colloquio col docente coinvolto. \u00c8 veramente difficile capire il senso di questo impuntarsi sul punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Perch\u00e9 non sia un altro anno \u201ca perdere\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo comunque che, in questa fase, le responsabilit\u00e0 maggiori per una ripresa del dialogo, dentro e fuori le scuole, cadano sul Ministero. Finora \u00e8 prevalsa in Viale Trastevere una politica scolastica tutta volta a emanare provvedimenti, a tamburo battente e spesso in solitudine, senza preoccuparsi che fossero leggibili e comprensibili, oltre che\u00a0 condivisibili &#8211; almeno dai pi\u00f9 &#8211; ed effettivamente realizzabili nei tempi previsti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la ragione che spinge ad apprezzare, della gi\u00e0 richiamata intervista di <em>Orizzonte scuola<\/em>, il proposito espresso da Faraone di \u201c<em>costruire un percorso di reale e leale confronto con i sindacati, con l&#8217;obiettivo di giungere a un&#8217;intesa. [E]riprendere presto un cammino insieme per valorizzare le caratteristiche professionali pi\u00f9 coerenti con il lavoro degli insegnanti\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Che spero significhi anche &#8211; e in primo luogo &#8211; mettere in agenda un rinnovo contrattuale sempre pi\u00f9 urgente e all\u2019altezza dei tempi. Tanto per partire col piede giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contratto non \u00e8 un regalo ai sindacati, ma un diritto che pu\u00f2 ben essere pedina importante per ristabilire un clima di fiducia e collaborazione. Senza delle quali \u2013 ce lo insegna l\u2019esperienza-\u00a0 non si va da nessuna parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aspettando settembre di Antonio Valentino \u00a0Partire da\u00a0 un bilancio equilibrato Non so se il MIUR ha cercato di conoscere,\u00a0 attraverso qualche inchiesta attendibile, le diverse situazioni che sono state vissute dalle nostre scuole nell\u2019anno scolastico ormai alle spalle e\u00a0 quale clima sia prevalso. Le ricostruzioni offerte dai media, sono state finora\u00a0 frammentarie e tali comunque [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-604","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=604"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":607,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/604\/revisions\/607"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}