{"id":621,"date":"2016-09-15T22:50:26","date_gmt":"2016-09-15T20:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=621"},"modified":"2016-09-15T22:50:26","modified_gmt":"2016-09-15T20:50:26","slug":"gestire-la-crescita-nella-scuola-dellautonomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=621","title":{"rendered":"Gestire la crescita nella scuola dell\u2019autonomia"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-content\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-622\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/crescita-150x140.png\" alt=\"crescita\" width=\"150\" height=\"140\" \/>Gestire la crescita nella scuola dell\u2019autonomia<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola italiana sta vivendo ormai da tempo un forte mutamento i cui esiti si potranno misurare solo fra qualche anno, ma la cui consistenza \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Per la prima volta dopo molti anni i dirigenti scolastici devono gestire strutture di crescita (anche convulsa) e non di contenimento. Le molte difficolt\u00e0 che incontrano mostrano come spesso la categoria, al di l\u00e0 delle difese d\u2019ufficio dei sindacati di parte e al di l\u00e0 degli attacchi scomposti e troppo spesso volgari degli oppositori in servizio permanente, sia molto legata ad un\u2019idea tradizionale di scuola in cui innovazione e ricerca si fanno solo se proprio non se ne pu\u00f2 fare a meno.<!--more--> Ritengo siano da ridiscutere il ruolo del dirigente scolastico in questo grande mutamento, le sue reali competenze dirigenziali, il suo ruolo dentro il processo di mutamento. Su questo probabilmente far\u00e0 un po\u2019 di chiarezza la prossima valutazione dei dirigenti scolastici, che dar\u00e0 degli indirizzi al Ministero in riferimento ad una categoria che vuole essere al tempo stesso manageriale e protetta. Sempre di pi\u00f9 il dirigente scolastico \u00e8 un ibrido tra dirigente autonomo e impiegato statale e questo lo si vede nelle plurime proteste connesse con il contemporaneo assorbimento di lavori sempre pi\u00f9 gravosi in tempistiche sempre pi\u00f9 ristrette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi di crescita della scuola di oggi sono per\u00f2 oggettivi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019organico \u00e8 cresciuto in maniera consistente, ma il mantenimento in vita di alcuni elementi contraddittori (GAE eliminate ma non abolite e quindi ancora attive; organico dell\u2019autonomia che si interseca con trasferimenti, assegnazioni provvisorie, utilizzi, ecc.) mander\u00e0 a regime la sua gestione cos\u00ec come pensata dalla legge 107\/2015 solo tra qualche anno;<\/li>\n<li>i fondi PON stanno portando 3 miliardi di euro nelle scuole, ma troppe scuole non sanno come chiedere o come utilizzare questi fondi;<\/li>\n<li>il Piano Nazionale Scuola Digitale e la nuova Formazione docenti introducono enormi elementi di novit\u00e0;<\/li>\n<li>gli Ambiti e le Reti di Ambito fanno intravedere enormi potenzialit\u00e0 anche di utilizzo di risorse didattiche e amministrative capaci di creare un miglioramento progressivo del sistema con la liberazione conseguente di risorse aggiuntive;<\/li>\n<li>i Progetti nazionali di grande portata come i <em>Laboratori per l\u2019occupabilit\u00e0<\/em> mostrano un diverso modo di organizzare e gestire la spesa;<\/li>\n<li>il Bonus premiante il merito ha introdotto nuove risorse e un nuovo rapporto tra dirigente scolastico e docenti;<\/li>\n<li>l\u2019Alternanza scuola lavoro anche nei Licei evidenzia la necessit\u00e0 di potenziare il progetto didattico e non le routine consolidate.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che un punto dirimente dell\u2019attuale dibattito sia quello per cui nelle scuole italiane statali il 1\u00b0 settembre 2016 ci sono molti pi\u00f9 soldi e molti pi\u00f9 insegnanti che nelle scuole statali italiane il 1\u00b0 settembre 2015. Questo \u00e8 un dato oggettivo di crescita e non capisco che motiva ci sia a negarlo, anche perch\u00e9 continuare a negarlo non fa che spostare pi\u00f9 in l\u00e0 i necessari momenti formativi per accompagnare un processo che comunque \u00e8 stato innescato in forma molto invasiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ORGANICO DELL\u2019AUTONOMIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 avuto modo in precedenti interventi di evidenziare come a fronte di una cos\u00ec forte e convulsa crescita del personale non con un semplice incremento orario o con il ritorno a situazioni di molti anni fa, l\u2019idea di molti dirigenti \u00e8 ancora piramidale con il mantenimento della figura del Vicario o del Vicepreside che costituisce il secondo punto della piramide dirigenziale. Dietro questa ossessione per il Vicario c\u2019\u00e8 il retropensiero di molti di noi secondo cui solo noi sappiamo chi pu\u00f2 aiutarci a gestire la scuola, partendo dall\u2019idea che il nostro primo obiettivo \u00e8 fare amministrazione. Carte e burocrazia, insomma, che diciamo di odiare, ma che invece sono spesso la nostra gioia segreta (evidente in chi emana \u201c487 circolari\u201d l\u2019anno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019organico dell\u2019autonomia \u00e8 invece una questione didattica e progettuale, non una questione di supplenze. La progettualit\u00e0, l\u2019innovazione, la ricerca e l\u2019analisi della propria scuola prevalgono sull\u2019orario e sulle supplenze. O almeno dovrebbero prevalere. La novit\u00e0 \u00e8 che mentre prima della legge 107\/2015 c\u2019era l\u2019orario di cattedra e le ore aggiuntive di tipo progettuale erano volontarie, adesso c\u2019\u00e8 un Piano triennale dell\u2019offerta formativa e un organico per realizzarlo. Non \u00e8 un organico perfetto, ma neanche quello di prima lo era: \u00e8 comunque l\u2019organico che lo stato ci ha dato e dunque quello su cui noi dirigenti scolastici dobbiamo esercitare la nostra professionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 abbastanza avvilente constatare come invece spesso viene burocratizzato anche questo, con una critica al Ministero che non ha assegnato quanto richiesto, anche se \u00e8 noto a tutti che lo svuotamento delle GAE presupponeva un periodo transitorio. In questo periodo transitorio un buon esercizio sarebbe quello di lavorare sulle Reti di ambito e le Reti di scopo per creare quei sistemi di <em>governance<\/em> comune che il nuovo assetto scolastico richieder\u00e0 quanto prima. Ma anche in questo settore si assiste al rallentamento di un processo costitutivo che invece avrebbe dovuto procedere spedito con l\u2019avvio dell\u2019anno scolastico e la titolarit\u00e0 di ambito di molti docenti. \u00a0\u00a0 Tutto per\u00f2 \u00e8 rallentato anche perch\u00e9 i dirigenti scolastici e gli uffici periferici del ministero sono attenti ad altre problematiche, connesse con la vecchia idea di scuola. L\u2019organico dell\u2019autonomia molto spesso non \u00e8 visto come un elemento di oggettivo interesse pedagogico progettuale, ma come un ulteriore impegno da definire non con una progettazione annuale, ma con orari rigidi e settimanali. Cio\u00e8 con la negazione di ogni reale progettualit\u00e0 connessa ad un Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>QUESTIONE DI SOLDI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro sorprendente elemento \u00e8 l\u2019esistenza di molte risorse aggiuntive, mai gestite prima dalle scuole, che per\u00f2 vanno a scombinare l\u2019idea che l\u2019obiettivo del sistema venga definito dalla singola scuola. Spetta allo Stato definire gli obiettivi generali del sistema e il Miur lo sta facendo centrando la sua attenzione sul Piano Nazionale Scuola Digitale, sui Progetti Nazionali, sui PON, sui Laboratori per l\u2019occupabilit\u00e0, sul bonus premiante. Tutte attivit\u00e0 innovative che trovano la loro definizione e ricaduta nell\u2019ambito della legge 107\/2015 laddove si disegnano i contorni dei docenti interessati dal bonus premiante. Il bonus premiante \u00e8 una cifra aggiuntiva al FIS e agli altri fondi e infatti i docenti nella grande maggioranza delle scuole lo hanno incassato senza alcuna polemica, come invece avrebbero sperato i sindacati. In questo caso i dirigenti scolastici si sono trovati a dover applicare criteri, non a fare i conti delle ore svolte. Questa \u00e8 una grossa novit\u00e0 alla fine accettata dai docenti e non troverei strano che il FIS contrattato in un futuro sparisse a favore di un bonus \u201cpotenziato\u201d. Credo che oggi forse potrebbe nascere nelle parti un dubbio sulla contrattazione e sulla sua reale efficacia, perch\u00e9 non sempre il dirigente scolastico \u00e8 visto dai docenti che dirige come uno scriteriato incompetente nepotista. I dirigenti scolastici hanno subito lo scorso anno scolastico una reale aggressione mediatica da frange di docenti e sindacati che vorrebbero riportare indietro le lancette del mondo a cinquantenni fa e sono stati dipinti come ebeti con forti tendenze alla corruzione. Le cose non sono andate in quel modo, ma rimane l\u2019idea anche in molti di noi che queste innovazioni potrebbero sparire prima di essere andate a regime e dunque non vale la pena di impegnarsi pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 da dire che i soldi sono molti di pi\u00f9, ma nelle scuole prevale lo sconcerto per la loro quantit\u00e0 e per le modalit\u00e0 con cui vengono erogati. Prendiamo i fondi PON: mi ha fatto molta impressione sapere che il primo PON per le Reti Wlan-Lan, che chiedeva solo una banale domanda per ottenere i fondi, abbia visto pi\u00f9 di tremila scuola (oltre il 30% del totale) non presentare neppure la domanda. Mentre tutti abbiamo potuto vedere in l\u2019impietoso elenco delle scuole che hanno sbagliato la domanda per il secondo PON (ambienti per l\u2019apprendimento) in una sorta di berlina di cui nessuno ha risposto e per cui nessuno ha chiesto scusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la grande progettualit\u00e0 dei <em>Laboratori per l\u2019occupabilit\u00e0<\/em> non sta creando quella fibrillazione che progetti di cos\u00ec grande portata (siamo intorno al milione e mezzo di euro per progetto) dovrebbe determinare in territori che devono stringersi attorno alle scuole vincitrici dei progetti gestibili molto pi\u00f9 facilmente dentro reti di ambito piuttosto che dentro singole segreteria molte delle quali poco adatte a gestire grandi masse di danaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dirigente scolastico dovrebbe essere motore e facilitatore del mutamento invece si dedica sempre pi\u00f9 spesso a riportare le novit\u00e0 nella routine quotidiana. La scuola \u00e8 in una fase di turbolenta modificazione, ma questo non viene sempre visto come un\u2019opportunit\u00e0. Per\u00f2 ci sono pi\u00f9 docenti, pi\u00f9 soldi e pi\u00f9 occasioni di miglioramento e di cambiamento. E questo deve innescare meccanismi di innovazione e di ricerca e nuovi strumenti di governo. Di questo qualche volta si dovrebbe parlare.<\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gestire la crescita nella scuola dell\u2019autonomia di Stefano Stefanel &nbsp; La scuola italiana sta vivendo ormai da tempo un forte mutamento i cui esiti si potranno misurare solo fra qualche anno, ma la cui consistenza \u00e8 sotto gli occhi di tutti. 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