{"id":635,"date":"2016-10-24T21:43:36","date_gmt":"2016-10-24T19:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=635"},"modified":"2016-10-24T22:03:05","modified_gmt":"2016-10-24T20:03:05","slug":"la-valutazione-dei-ds-una-occasione-per-recuperare-ruolo-e-autonomia-nei-processi-di-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=635","title":{"rendered":"La valutazione dei DS: una occasione per recuperare ruolo e autonomia nei processi di riforma?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-636\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/rinnovamento-150x150.png\" alt=\"rinnovamento\" width=\"150\" height=\"150\" \/>La valutazione dei DS: una occasione per recuperare ruolo e autonomia nei processi di riforma?<\/strong><strong>[<\/strong><strong>1]<\/strong><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/a><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\"><em>di Antonio Valentino<\/em><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un anno \u201cmemorando\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso anno scolastico, per le nostre scuole, ma soprattutto forse per i DS, \u00e8 stato uno di quelli che a solo\u00a0 pensarne\u00a0 un <em>bis<\/em> crea angoscia pi\u00f9 che sconforto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Doveva essere il primo anno della riforma. Di una riforma che prevede per il DS nuove funzioni importanti, nei rapporti di lavoro e nella direzione complessiva, che hanno suscitato e continuano a suscitare tante discussioni e problemi[1] , ma che aprono forse qualche finestra promettente sul panorama piuttosto deludente della nostra scuola. Le richiamo sinteticamente nella Scheda in fondo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDS come leva e motore della scuola riformata\u201d, si \u00e8 detto e ripetuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa ne \u00e8 stato invece? Neanche prima dell\u2019autonomia scolastica arrivavano alle scuole &#8211; tra\u00a0 circolari e direttive, linee di indirizzo e provvedimenti di ogni tipo &#8211; tante disposizioni, tutte stringenti e soprattutto impegnative, in buona\u00a0 misura nuove di zecca. E\u00a0 tutte con scadenze talmente ravvicinate che hanno fatto pensare che al ministero si fossero persi agende e calendari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Adempimenti che ovviamente andavano ad assommarsi\u00a0 a scadenze e problemi sempre pi\u00f9 complessi di gestione del quotidiano, che per una consistente fetta di DS andavano moltiplicati per due, per via delle reggenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elenco non completo: PTOF e PdM e impegni legati al RAV, la nuova problematica (molto) scommessa della valorizzazione del merito, con i \u00a0Comitati di Valutazione (tra l\u2019altro, con un esterno nominato dall\u2019USR con la velocit\u00e0 di un bradipo) da far eleggere in Collegio Docenti e Consiglio di Istituto, la costituzione delle reti di ambito che \u00e8 novit\u00e0 complessa e particolarmente impegnativa, la cosiddetta\u00a0 <em>chiamata per competenze<\/em> che ha, tra l\u2019altro, impedito a tanti DS di fruire delle ferie, l\u2019organizzazione dell\u2019alternanza nelle scuole superiori, la formazione e la cura dei docenti nell\u2019anno di prova secondo modalit\u00e0 completamente rinnovate, l\u2019attribuzione del <em>bonus<\/em> , eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Potenziamento<\/em> delle funzioni, come si \u00e8 detto. Nuovi poteri dunque, che per\u00f2 difficilmente, nelle condizioni date, il DS poteva gestire con la necessaria preparazione e con la cura che sempre richiedono le cose nuove e impegnative.\u00a0 Tra l\u2019altro, molti DS erano di nuova nomina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra errori e pressappochismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa semplice constatazione, diffusamente condivisa, avrebbe\u00a0 richiesto all\u2019Amministrazione, in fase di prima attuazione soprattutto, che la loro gestione \u2013 delle nuove prerogative, intendo &#8211; fosse opportunamente curata. Non assumere questo dato,\u00a0 e sottovalutarne l\u2019impatto, ha fatto s\u00ec che non venissero prese misure e iniziative adeguate di necessaria formazione (e non solo di burocratica informazione, a suon di <em>slide<\/em>) e non venissero offerte adeguate garanzie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cattivissima gestione dei tempi &#8211; assieme all\u2019assenza\u00a0 di momenti adeguati (cio\u00e8 <em>veri<\/em>) di approfondimento su senso e valore delle nuove disposizioni e della loro assimilazione &#8211; \u00e8 stato forse l\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante di tutta l\u2019operazione sulla riforma messa in campo lo scorso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DS, per il quale era previsto un profilo potenziato per esercitare la sua leadership nei processi ,\u00a0 \u00e8 stato di fatto ridotto a esecutore succube di disposizioni e provvedimenti che arrivavano nelle scuole &#8211; senza che se ne fosse parlato o discusso prima nelle sedi opportune &#8211; e di cui molte volte era difficile capirne il senso e condividerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 da chiedersi pertanto <em>che dirigente \u00e8 stato \u2013 \u00e8 potuto essere &#8211; il DS lo scorso anno<\/em>: <em>senza spazi e possibilit\u00e0 \u00a0per la riflessione e la metabolizzazione delle nuove funzioni, mandato\u00a0 allo sbaraglio, assediato dall\u2019accavallarsi di sempre nuovi adempimenti, stressato da un clima interno spesso conflittuale e, in non pochi casi, ulteriormente appesantito dalle responsabilit\u00e0 delle reggenze e\u00a0 da una gestione delle scadenze ordinarie e del quotidiano sempre pi\u00f9 difficile. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tutta la buona volont\u00e0, anche il pi\u00f9 <em>integrato<\/em> dei dirigenti ministeriali avrebbe\u00a0 difficolt\u00e0 a vedere, nel DS all\u2019opera lo scorso anno &#8211; e nonostante la disponibilit\u00e0 individuale -, \u201cil motore e la leva\u201d dei nuovi processi;\u00a0 o il costruttore di \u201ccomunit\u00e0 professionale e sociale\u201d che pure fa capolino in qualche passaggio della Legge (soprattutto nei commi 3 e 93)[2]; o\u00a0\u00a0 il leader di <em>Learning Organizzations<\/em> per una scuola con curricoli \u201carricchiti\u201d[3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prospettive per l\u2019anno in corso? A quali condizioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fare? Penso a questo punto che, se si vuole contrastare l\u2019immagine di un DS come funzionario senza autonomia, puro esecutore di direttive ministeriali, e recuperare il senso di una leadership impegnata a costruire un clima cooperativo e produttivo, <strong><em>occorra<\/em><\/strong> <strong><em>mettere al primo posto l\u2019idea che il rinnovamento ha bisogno di persone consapevoli, \u201cattrezzate\u201d e motivate e di tempi <\/em><\/strong><strong><em>non ansiogeni<\/em><\/strong>. \u00a0<strong><em>Occorrano quindi, rispetto alle varie partite dello scorso anno, letture critiche delle esperienze fatte\u00a0 e ripensamenti sensati<\/em><\/strong>, aggiustando\u00a0 di volta in volta quel che si ritiene, come singola scuola e come sistema, di dover \u00a0aggiustare[4].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l<strong><em>\u2019obiettivo prioritario: <\/em><\/strong>\u00a0<em>riconsiderare i provvedimenti dello scorso anno e ricollocarli in una diversa agenda (<\/em>che significa: individuazione delle priorit\u00e0 e tempistica ragionevole, predisposta cio\u00e8 in modo <em>che tempi delle varie operazioni siano opportunamente <\/em>distesi;<em> che non vuol dire opportunisticamente dilatati)<\/em> richiede un primo passo che \u00e8 oggi un vero e proprio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>imperativo<\/strong>: <strong><em>ricreare a tutti i livelli un clima di ascolto<\/em><\/strong> (<strong><em>attivo<\/em><\/strong>, direbbe Marinella Sclavi) e di fiducia reciproca, \u00a0soprattutto tra l\u2019Amministrazione e chi, a vario titolo, rappresenta il mondo della scuola \u00a0(penso soprattutto alle organizzazioni sindacali e al loro ruolo di concertazione e contrattazione, importante in questa fase, e alle\u00a0 Associazioni professionali che di cose utili ne hanno da dire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La valutazione dei DS come occasione strategica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si assume tale obiettivo prioritario, ma dentro relazioni \u2013 tra i soggetti protagonisti \u2013 che superino finalmente contrapposizioni, spesso di principio, che non aiutano nessuno e soprattutto la nostra scuola a uscire dallo stallo attuale &#8211;\u00a0 si tratta di capire su quali leve e opportunit\u00e0 poter contare e a quali\u00a0 condizioni pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa ottica, \u2013 domanda &#8211; la novit\u00e0 della valutazione del DS prevista per l\u2019anno in corso\u00a0 &#8211; ma anche le indicazioni e le risorse per la formazione dell\u2019apposito recente <em>Piano\u00a0 Nazionale <\/em>[5] &#8211; possono essere viste e \u201cagite\u201d come opportunit\u00e0 per approfondire\u00a0 e ripensare criticamente sia i provvedimenti dello scorso anno sul potenziamento delle funzioni del DS, sia, soprattutto, la loro gestione? Potrebbe \u00a0essere una <em>sfida sensata<\/em> farli diventare momenti in cui si sviluppi autoanalisi delle esperienze fatte e ci si attrezzi meglio rispetto a senso e procedure per i vari provvedimenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci si pu\u00f2 negare che, per i nostri ragionamenti, il modello valutativo scelto dal Ministero &#8211; in continuit\u00e0 con quello gi\u00e0 utilizzato per l\u2019Auto Valutazione di Istituto (AV) e il Rapporto di Autovalutazione (RAV) \u2013 presenta, rispetto alla valutazione prevista, <strong><em>oggettivi livelli di debolezza<\/em><\/strong> (come ha argomentato recentemente Franco De Anna[6]), di cui avere consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valutazione del DS infatti, nelle <em>Linee Guida:<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>si configura essenzialmente come AV (con tutti i forti rischi di autoreferenzialit\u00e0 che essa si tira dietro); risultando di modesta rilevanza la valutazione esterna. Infatti, la lettura, da parte del Nucleo Esterno di Valutazione (NEV), dei documenti che il DS \u00e8 chiamato a produrre (18!) e qualche incontro sporadico con i valutatori non garantiscono affatto\u00a0 rispetto ai rischi prevedibili. Da cui\u00a0 \u201cl\u2019intrinseca debolezza validativa e la difficolt\u00e0 di individuare correttivi\u201d (Franco De Anna) che valgano a produrre miglioramenti e sviluppo professionale. <em>\u00c8 lo stesso senso. della valutazione che ne uscirebbe fortemente indebolito.<\/em><\/li>\n<li>Utilizza sostanzialmente schede e griglie <em>standard<\/em> che di fatto automatizzano e \u201cconformizzano\u201d il processo valutativo. <em>Si riduce cos\u00ec la possibilit\u00e0 di cogliere, attraverso un approccio analitico e clinico (vs standardizzato),\u00a0 le esigenze specifiche e prioritarie del valutato<\/em>, e quindi le eventuali direzioni del suo sviluppo professionale.<\/li>\n<li>Assume a riferimento \u201ccriteri\u201d di valutazione (quelli del comma 93) che presentano per\u00f2 sovrapposizioni e sconnessioni e rinviano a\u00a0 un profilo professionale di difficile decifrazione; \u00a0e tale comunque da non permettere di cogliere il <em>core<\/em> della figura del DS (<em>La gestione delle risorse umane \u2013 in termini di valorizzazione e \u00a0cura dello loro sviluppo professionale &#8211; e in essa la centralit\u00e0 della relazione? L\u2019orientamento al risultato come priorit\u00e0? Il miglioramento delle pratiche professionali interne per il raggiungimento degli obiettivi formativi attesi? La costruzione di una comunit\u00e0 di pratiche e quindi di una leadership condivisa? \u2026)<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le condizioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi rilievi critici hanno certamente un peso che non pu\u00f2 essere trascurato nel complessivo impegno di ripensamento che qualcuno dovr\u00e0 pure prevedere, se non si vuole compromettere tutto e continuare con le solite litanie. Tuttavia penso \u2013 mi piace pensare &#8211; che, nonostante queste oggettive debolezze, nella fase attuale, privilegiare l\u2019 AV nel processo valutativo, possa ancora essere, a determinate condizioni, una <strong><em>occasione \/ opportunit\u00e0 per mettere ordine, nelle pratiche delle scuole,\u00a0 tra i vari provvedimenti e processi attivati e mettere in fila gli adempimenti prioritari, secondo criteri di fattibilit\u00e0 e di efficacia; ma anche per attrezzarsi (sviluppare professionalit\u00e0) per presidiare e orientare al meglio i processi in atto<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le condizioni che le esperienze dello scorso anno, come si \u00e8 visto, hanno indicato come fondamentali per recuperare senso e fattibilit\u00e0, mi sembrano soprattutto queste:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><em>La prima condizione<\/em><\/strong>: <em>che l\u2019AV sia sostenuta da una formazione che assuma la valutazione come \u201cmossa riflessiva<\/em>\u201d (Egle Becchi) e si caratterizzi come ricerca sul campo, individuale e \u201ccollettiva\u201d. Dove, <em>ricerca sul campo<\/em> significhi ricerca-azione e il <em>lavoro in gruppo<\/em> sia garanzia dello <em>sguardo altro<\/em> che\u00a0 sempre una seria valutazione (e formazione) comporta.<\/li>\n<li><strong>La seconda<\/strong>: i tempi (in tutti i casi in cui ci\u00f2 sia possibile; che sono la maggioranza) siano definiti in rapporto alle specificit\u00e0 delle diverse situazioni e ben <em>schedulati<\/em> (come si dice), dentro un agenda che abbia un <em>respiro biennale<\/em> (per stare dentro l\u2019arco triennale del PTOF)[7]. E ci\u00f2, proprio per permettere di approfondire, sistematizzare e aggiustare obiettivi e procedure su cui le scuole si sono tormentate lo scorso anno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due precedenti condizioni per\u00f2 &#8211; se anche rendono possibile, per il DS, un ruolo attivo di motore e una funzione di leva nei processi di riforma &#8211; non garantiscono, ovviamente, e in modo automatico, percorsi qualificati e risultati accettabili al suo lavoro (altre e fondamentali condizioni si richiedono, ovviamente, perch\u00e9 le scuole possano fare bene e fino in fondo la loro parte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono Introdurre tuttavia elementi qualificanti di senso e di razionalit\u00e0 operativa e favorire lo stesso processo di valutazione[8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La pre-condizione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi ragionamenti e ipotesi di lavoro presuppongono, per\u00f2,a loro volta, una <strong>pre-condizione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cio\u00e8 che il Ministero<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>riconosca (come ha cominciato a fare &#8211; se sono veritiere, come penso lo siano, le affermazioni di Faraone nell\u2019intervista a <em>Orizzonte scuola<\/em> dello scorso fine luglio -) l\u2019insostenibilit\u00e0 delle modalit\u00e0 di gestione della riforma che si sono viste lo scorso anno;<\/li>\n<li>recuperi il senso di una gestione delle proprie funzioni meno invadente e dirigistica. Che significa anche: pi\u00f9 rispettosa delle prerogative del DS e delle scuole;<\/li>\n<li>emani direttive sobrie e operativamente essenziali<\/li>\n<li>garantisca le risorse necessarie in modo tempestivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa pre-condizione quella necessaria per ricreare un clima di\u00a0 fiducia reciproca tra i vari soggetti in campo e di riconoscimento dei rispettivi ruoli.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Si vuole la luna? <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>LE NUOVE FUNZIONI DEL DS NELLA LEGGE 107\/2015<\/strong><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Valuta<\/strong> motivatamente gli insegnanti per l\u2019attribuzione del <em>bonus<\/em> (sulla base di criteri elaborati dal Comitato di Valutazione di ciascuna scuola) e <strong>valorizza<\/strong> meriti professionali e impegno del personale,<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Contribuisce, <\/strong>secondo le prerogative del suo ruolo, alla realizzazione degli obiettivi di miglioramento previsti nel RAV e nel PdM,<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Definisce gli indirizzi <\/strong>per il POF triennale,<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Individua<\/strong>, tra i docenti che fanno domanda di far parte dell\u2019organico dell\u2019autonomia, quelli che ritiene pi\u00f9 adatti al buon funzionamento; sulla base comunque\u00a0 di definiti e formalizzati criteri,<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Utilizza <\/strong>i\u00a0 docenti\u00a0 in classi di concorso diverse da quelle per\u00a0 le\u00a0 quali\u00a0 sono\u00a0 abilitati, purch\u00e9 posseggano titoli validi per\u00a0 gli insegnamenti\u00a0 da impartire,<em>.<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Promuove la partecipazione e la collaborazione <\/strong>delle componenti scolastiche alla vita della scuola e i rapporti con il contesto sociale e le altre scuole<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Pu\u00f2 inoltre \u2013 il DS \u2013 <strong>individuare, fino al 10% dell\u2019organico<\/strong>, i docenti che lo coadiuvano nelle funzioni didattico-organizzative.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: line-through;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Con\u00a0 \u201cla cosiddetta \u201cchiamata diretta\u201d dei docenti e l&#8217;autorit\u00e0 salariale sulla premialit\u00e0 dei docenti (\u2026.) la figura del ds non \u00e8 pi\u00f9 quella che avevamo conosciuto\u201d. Cos\u00ec <strong>Dario Missaglia<\/strong>, in <em>Dirigenti scolastici e\u00a0 Collegio docenti: un nodo da ripensare<\/em>, in un articolo recente reperibile su\u00a0 www.scuolaoggi.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] V. in proposito, di <strong>Giancarlo<\/strong> <strong>Cerini<\/strong> (a cura di), <em>Dirigenti scolastici di nuova generazione<\/em>, Maggioli editore, 2015; in particolare, dello stesso curatore, \u201cI Dirigenti come costruttori di comunit\u00e0\u201d pp. 163 sgg<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Comma 7 della legge di riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Il sottosegretario Faraone, nell\u2019intervista di fine luglio a Orizzonte Scuola, ha detto sul punto, cose analoghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] La direttiva per la valutazione dei DS prevede, come \u00e8 noto,\u00a0 momenti formativi\u00a0 ad hoc per ds e valutatori (art. 11): \u201c<em>Per una piena e approfondita comprensione dei passaggi che hanno portato alla definizione del nuovo quadro, risulta<\/em> <em>determinante il coinvolgimento e la partecipazione attiva da parte dei Dirigenti, soprattutto attraverso le prime azioni di informazione e formazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] In \u201c<em>Le linee e il fronte<\/em>\u201d, \u00a0reperibile <em>on line<\/em> http:\/\/www.pavonerisorse.it\/buonascuola..htm. Per una analisi complessiva del modello valutativo si rinvia anche ad altri pi\u00f9 recenti articoli \u00a0di <strong>Franco De Anna, <\/strong>sempre sullo stesso sito: \u201c<em>Il dirigente scolastico, tra idealtipi e ricerca di status<\/em>\u201d ; \u201c<em>L\u2019aquila e il cavallo. Ovvero la valutazione dei Dirigenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] L\u2019utilizzo sia per le attivit\u00e0 formative che per la gestione dei processi previsti nel comma 93, a strumenti di pianificazione e di controllo di tempi e di risorse come ad esempio, Il <em>diagramma di Gannt<\/em>, gi\u00e0 utilizzato in alcune scuole,\u00a0 pu\u00f2 certamente favorire la messa in campo e la realizzazione di una tale ipotesi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Penso che una tale prospettiva sia conciliabile con (percorribile dentro) i percorsi e i passaggi previsti dalle Linee guida per la valutazione dei DS. Non si negherebbe alla valutazione del DS il suo essere strumento di controllo e di verifica dell\u2019efficacia dell\u2019azione dirigenziale su base annuale e modalit\u00e0 con\u00a0 cui riconoscere alla stessa efficacia ed efficienza attraverso la <em>Retribuzione di Risultato<\/em>. Si caratteri rizzerebbe invece la valutazione come attivit\u00e0 formativa volta a sviluppare capacit\u00e0 di autoanalisi e di autovalutazione e quindi di interrogazione delle proprie esperienze e di conseguente mirato sviluppo professionale da documentare nel previsto Portfolio. Si aprirebbero cos\u00ec finestre, che le Linee Guida tengono chiuse, attraverso cui recuperare\u00a0 misure di supporto ai processi di autovalutazione (e di preliminare autoanalisi) e contestualmente\u00a0 misure di sostegno per gestire in modo ottimale le novit\u00e0 dei processi di riforma in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La valutazione dei DS: una occasione per recuperare ruolo e autonomia nei processi di riforma?[1] di Antonio Valentino &nbsp; Un anno \u201cmemorando\u201d Lo scorso anno scolastico, per le nostre scuole, ma soprattutto forse per i DS, \u00e8 stato uno di quelli che a solo\u00a0 pensarne\u00a0 un bis crea angoscia pi\u00f9 che sconforto. 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