{"id":641,"date":"2016-11-03T22:17:41","date_gmt":"2016-11-03T21:17:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=641"},"modified":"2016-11-03T22:46:28","modified_gmt":"2016-11-03T21:46:28","slug":"641","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=641","title":{"rendered":"Le reti. Alla ricerca di senso e fattibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/reti.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-643\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/reti-150x150.jpg\" alt=\"reti\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Le reti. Alla ricerca di senso e fattibilit\u00e0<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>I punti fermi nella Legge<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione delle reti continua a riscaldare \u2013 pare &#8211; il mondo della scuola. Si tratta di passare dagli adempimenti formali (la costituzione delle reti) che dovrebbero essersi completati il 30 giugno\u00a0 alle decisioni che dovrebbero rimettere in moto l\u2019intera operazione su scala nazionale. \u00a0Ma difficolt\u00e0, interrogativi e dubbi (sulla natura delle reti e il carattere delle adesioni, sulla consistenza delle risorse e il modello di funzionamento) continuano ad accendere un dibattito che investe problematiche di vario tipo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a considerare i punti fermi teorici e operativi &#8211; della Legge di riforma e delle linee guida contenute nella Nota ministeriale del 7 giugno u.s. &#8211; per ricercare il senso dell\u2019intera operazione delle Reti e verificarne la fattibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0,\u00a0 il senso di tale operazione sembra ritrovarsi,\u00a0 pi\u00f9 che nella Legge, proprio nella citata Nota\u00a0 Ministeriale, dove si esplicitano principi e modelli che caratterizzano l\u2019impianto delle reti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I<\/em><em>n principio<\/em> ci sono <strong><em>gli ambiti<\/em><\/strong> , previsti nel comma 66 della nuova Legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, come \u00e8 ormai noto ai pi\u00f9, di articolazioni regionali &#8211; inferiori per ampiezza alla provincia o alla citt\u00e0 metropolitana &#8211; <em>costituiti<\/em> dal MIUR e <em>definiti<\/em> , quanto all\u2019ampiezza, dagli USR .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre la Legge ci dice che tali ambiti\u00a0 territoriali, \u00a0sono strutture in cui\u00a0 \u00e8 ripartito l&#8217;organico dell&#8217;autonomia e che dal 2016-17\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 mobilit\u00e0 territoriale\u00a0\u00a0 e professionale\u00a0 del\u00a0\u00a0 personale\u00a0\u00a0 docente\u00a0\u00a0 <em>opera<\/em>\u00a0\u00a0 tra\u00a0\u00a0 gli\u00a0\u00a0 ambiti territoriali\u201d (comma 74) e utilizza la modalit\u00e0 della cosiddetta \u201cchiamata per competenze\u201d affidata \u00a0alle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019architettura istituzionale del sistema scuola si arricchisce quindi, con gli ambiti, \u00a0di un altro livello di intervento per gestire <em>funzioni amministrative<\/em> prima affidate agli UST (che operavano, come \u00e8 arcinoto, sulla base delle diverse graduatorie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Poi<\/em> ci sono <strong><em>le reti di ambito<\/em><\/strong> del comma 70 \u2013 sempre della legge di riforma \u2013 che sono \u00a0<em>promosse<\/em> dall\u2019USR e alle quali sono assegnate le finalit\u00e0: a. di valorizzazione delle risorse professionali; b. di gestione\u00a0 comune\u00a0 di funzioni e di attivit\u00e0 amministrative; \u00a0c. di realizzazione di progetti o di iniziative &#8211; didattiche, educative, sportive o\u00a0 culturali di interesse territoriale &#8211;\u00a0 da definire\u00a0 sulla\u00a0 base\u00a0 di\u00a0 <strong><em>accordi<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da evidenziare che la funzione di questi accordi \u00e8 di natura essenzialmente istruttoria: <strong><em>individuare <\/em><\/strong>criteri e modalit\u00e0 rispetto alle aree di intervento, ai piani\u00a0 di formazione, alle risorse \u2026 (comma 71 &#8211; <strong>Quadro 1<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei passaggi dalla fase istruttoria alla fase realizzativa mancano tracce precise nella Legge, nella quale la preoccupazione principale, anche per la costituzione e per la vita delle reti, \u00e8\u00a0 che non\u00a0 ci siano oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.\u00a0 Per la serie: ve la cantate e ve la suonate. Forse non \u00e8 proprio cos\u00ec, ma la ripetizione insistente del mantra, nei pochi commi dedicati alla questione, sembrano legittimare proprio questa lettura.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"652\"><strong>Gli accordi\u00a0 di rete (Quadro 1)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"652\"><strong>Individuano<\/strong>:<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<ol>\n<li>a) <strong>i criteri e le modalit\u00e0 <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>per l&#8217;utilizzo dei docenti nella rete, (\u2026), anche\u00a0\u00a0 per insegnamenti\u00a0 opzionali,\u00a0 specialistici,<\/li>\n<li>di assistenza e di integrazione\u00a0 sociale\u00a0 delle\u00a0 persone\u00a0 con\u00a0 disabilit\u00e0,<\/li>\n<li>di coordinamento\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0 di progettazione funzionali ai piani triennali dell&#8217;offerta formativa di pi\u00f9 IS della rete;<\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li>b) <strong>i piani di formazione del personale scolastico<\/strong>;<\/li>\n<li>c) <strong>le risorse da destinare alla rete per il\u00a0 perseguimento\u00a0 delle proprie finalit\u00e0<\/strong>;<\/li>\n<li>d) <strong>le forme e le modalit\u00e0 per la trasparenza\u00a0 e\u00a0 la\u00a0 pubblicit\u00e0 delle decisioni e dei rendiconti delle attivit\u00e0 svolte.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalle reti di ambito alle reti di scopo. Le linee guida<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E <strong><em>le reti di scopo<\/em><\/strong>? E il modello di funzionamento? E la collocazione delle reti di ambito dentro la <em>governance <\/em>territoriale del sistema scuola?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risposte a queste domande \u00e8 possibile trovarle invece dentro la gi\u00e0 citata Nota Ministeriale del 7 giugno u.s., che, oltre a ribadire alla lettera finalit\u00e0 e compiti delle reti di ambito contenute nella Legge, detta vere e proprie <strong><em>linee guida<\/em><\/strong> sull\u2019intera operazione (la nota parla di \u201cindicazioni\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito, per punti, gli aspetti che pi\u00f9 interessano:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Si specifica che <strong>la rete di ambito<\/strong> non solo\u00a0 <em>svolge una <strong>funzione rappresentativa<\/strong> e di raccordo delle finalit\u00e0 comuni a tutte le scuole dell&#8217;ambito e assume le decisioni comuni che costituiscono la cornice entro cui si attuano le azioni della Rete di ambito e delle altre Reti di scopo<\/em>; ma che competono ad essa le <strong><em>relazioni interistituzionali<\/em><\/strong>. Si afferma chiaramente che essa <em>svolge <\/em><em>\u00a0funzione di rappresentanza ed \u00e8 interlocutrice anche in ambito istituzionale. <\/em>Ed \u00e8 in ragione di tale funzione che si d\u00e0 una \u201c<strong><em>forma organizzativa funzionale\u201d.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Si recupera il discorso sulle <strong><em>reti del Regolamento dell\u2019Autonomia Scolastica<\/em><\/strong> (art. 7) e quindi la nozione delle <strong>reti di scopo<\/strong> che si costituiscono <em>spontaneamente<\/em> tra le scuole per il perseguimento di obiettivi che corrispondono alle priorit\u00e0 individuate per il territorio dell&#8217;ambito, e non solo.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>Si parla esplicitamente di \u201c<strong><em>nuovo modello di governance<\/em><\/strong>\u201d e <strong><em>nuovo modello organizzativo<\/em><\/strong> \u201ccapace di scegliere e di dialogare con tutti gli attori del proprio territorio, \u2026\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li>Si prospetta una <strong>pianificazione pluriennale unitaria della rete di ambito, della cui realizzazione viene informata la Conferenza di servizi di cui al punto seguente.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li>Quanto all<strong><em>\u2019impianto organizzativo<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>si precisa, rispetto a quanto si legge nel testo legislativo, che organo di governo nel nuovo modello di <em>governance <\/em>\u00e8 la <strong><em>Conferenza di servizi<\/em><\/strong>. La quale \u00e8 formata da tutti i DS delle scuole dell\u2019ambito e viene convocata, almeno due volte l\u2019anno, dal <strong><em>dirigente scolastico preposto all\u2019 istituzione scolastica capofila<\/em><\/strong> della rete di ambito;<\/li>\n<li><strong><em>si recupera &#8211; anche per le reti di scopo &#8211; l\u2019idea della scuola capofila<\/em><\/strong>, prevista per ciascuna delle aree progettuali individuate, e se ne ridefinisce il ruolo e la modalit\u00e0 di individuazione.<\/li>\n<\/ul>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li>Rispetto infine alle funzioni amministrative:<\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>si parla di \u201cnuove forme di collaborazione tra scuole anche sul piano amministrativo, tese ad una razionalizzazione e miglioramento della qualit\u00e0 del lavoro e dei servizi resi \u2026\u201d;<\/li>\n<li>ma si ribadisce anche \u2013 fingendo di ignorare la situazione delle nostre scuole &#8211; la<strong><em> possibilit\u00e0 <\/em><\/strong>che la rete di ambito si faccia carico, avendone le competenze,\u00a0 di funzioni amministrative ora generalmente a carico degli UST, come<strong> l&#8217;istruttoria<\/strong>\u00a0 sugli\u00a0\u00a0 atti relativi: a cessazioni dal servizio, a pratiche in materia di contributi e pensioni, a progressioni e ricostruzioni di carriera, a trattamento\u00a0 di fine rapporto del personale della<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nota sul PNF<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta ancora da richiamare, prima di prendere in considerazione problemi, dubbi e difficolt\u00e0, la Nota ministeriale del Piano Nazionale di Formazione del 15 settembre u. s.. che pu\u00f2 forse essere \u00a0letta come orientamento ministeriale a \u00a0muoversi secondo le indicazioni delle Linee Guida di giugno e quindi a considerare le Reti di ambito come organi istituzionali di riferimento\u00a0 per la <em>governance<\/em> territoriale. Essa infatti stabilisce che<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>I finanziamenti per la formazione vengono erogati per il 60% alle scuole, <strong>tramite le loro reti di ambito<\/strong>;<\/li>\n<li>In ogni ambito viene individuata una <strong>scuola-polo<\/strong> per la formazione;<\/li>\n<li>La programmazione territoriale della Conferenza di servizi definisce l\u2019impiego delle risorse, per <strong>ampliare le opportunit\u00e0 formative <\/strong>a disposizione dei docenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I punti in discussione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va subito detto che le intenzioni\u00a0 dell\u2019Amministrazione (pi\u00f9 che del\u00a0 legislatore), se fossero tradotte in una strategia adeguata e in un percorso attuativo attento e tenace,\u00a0 probabilmente prefigurerebbero un\u00a0 cambiamento tra i pi\u00f9 promettenti della nostra scuola.\u00a0\u00a0\u00a0 Esse ipotizzano infatti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>una maggiore valorizzazione delle risorse professionali all\u2019intermo delle reti di scopo (anche recuperando risorse orarie attraverso l\u2019organico potenziato), mettendo a frutto esperienze e competenze professionali in <em>team <\/em>di progettazione e cura nella realizzazione di iniziative di rete,<\/li>\n<li>la messa in comune di esperienze, competenze e professionalit\u00e0 e di laboratori didattici ecc., in una logica collaborativa e solidale<\/li>\n<li><strong><em>passi in direzione di un\u2019idea di scuola non pi\u00f9 vista come monade; ma anche \u2013 e conseguentemente \u2013 di una cultura professionale non pi\u00f9 chiusa in pratiche individualistiche e separate, ancora prevalenti nelle nostre scuole (il nodo pi\u00f9 intricato e duro e che pi\u00f9 pesa, credo)<\/em><\/strong>;<\/li>\n<li>un utile avvicinamento della DSR ai bisogni e alle attese delle scuole (che attraverso le reti diventano interlocutrici degli USR) attraverso un nuovo modello di <em>governance <\/em>i cui le scuole con il loro bisogni abbiano voce in capitolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dire? Si tratta chiaramente, se capisco bene, di un cambio di passo; quasi un cambio di pelle, possibile solo in tempi non brevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0 Ovviamente molto dipende, quanto\u00a0 alla consapevolezza della posta in gioco e alle aspettative <\/strong>\u00a0che la Nota ministeriale indica, da quanto si voglia <strong>realmente investire in tale operazione<\/strong>. Per esempio, dando al disegno promettente che sulle reti fa la Nota di giugno un fondamento \u00a0giuridicamente pi\u00f9 solido (una Nota ministeriale che valore ha?). Che dire poi della clausola gi\u00e0 richiamata, \u201c<strong>senza\u00a0 nuovi\u00a0\u00a0 o maggiori oneri a carico della finanza pubblica\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E molto dipende <\/strong>\u00a0anche da come verranno sciolti dubbi e problemi che riguardano ad esempio<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019autonomia delle scuole e Il ruolo in esse degli OOCC<\/li>\n<li>le ricadute sui profili degli operatori scolastici e sulla stessa organizzazione del lavoro<\/li>\n<li>Il possibile trasferimento alle scuole di funzioni amministrative, organizzative, contabili, proprie degli UST,\u00a0 e le sue implicazioni<\/li>\n<li>i rapporti con gli Uffici Scolastici Territoriali (UST), e con gli Enti locali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\u00a0 questo punto \u00e8 d\u2019obbligo l\u2019interrogativo: ma \u00e8 possibile pensare alle ricadute sui profili o a trasferimenti alle scuole di funzioni amministrative,\u00a0 senza prevedere una contrattazione sindacale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Farsi carico della situazione dentro le scuole: la prima delle condizioni per una partenza promettente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma soprattutto &#8211; e in primo luogo &#8211; dipende<\/strong>\u00a0 dalla capacit\u00e0 dell\u2019Amministrazione e dalle Organizzazione che, con funzioni diverse, rappresentano i lavoratori della scuola,\u00a0 di guardare a questa sfida con molto realismo (che non \u00e8 sinonimo di diffidenza) e con molta attenzione alla situazione che le scuole e, all\u2019interno di esse, i DS vivono. E, ovviamente, col \u201cpensiero lungo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno che ci si \u00e8 lasciati alle spalle ha prodotto ferite non rimarginate, un livello di stress che sta condizionando anche l\u2019inizio di quest\u2019anno scolastico, e \u00a0anche un disamore diffuso nei confronti di cambiamenti che si fa difficolt\u00e0 a capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpa certamente di una gestione confusa e pressappochistica dei processi innovativi previsti e, prima ancora , di una legge scritta con i piedi (anche i commi sulle reti sono\u00a0 spia di una operazione a cui non mancano idee interessanti , tradotte per\u00f2 con una sintassi che rende difficile coglierne il senso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 perci\u00f2 dalla fotografia della situazione attuale delle scuole &#8211; e dal livello di disorientamento \u00a0che le attraversa &#8211; che dovremmo partire per individuare la strategia giusta e quindi una corretta temporizzazione dell\u2019intero processo innovativo .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passaggi<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>In primo luogo bisognerebbe <strong>attrezzarsi per trovare risposte chiare ai dubbi e agli interrogativi \u2013 <\/strong>tra quelli prima richiamati &#8211; che pi\u00f9 preoccupano.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un passaggio fondamentale, penso; richiede cura e disponibilit\u00e0 a capire,da parte del ministero, che la partita che si sta giocando richiede il concorso di soggetti che finora si \u00e8 inteso emarginare. E che se questo non c\u2019\u00e8, la partita \u00e8 difficile portarla a temine con \u00a0risultati apprezzabili.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Il <strong>passaggio successivo \u00e8 promuovere consapevolezza<\/strong> &#8211; argomentando e aprendosi ad contradditorio costruttivo &#8211; del carattere progressivo dell\u2019operazione e della sua fattibilit\u00e0, con gli strumenti e le garanzie giusti e in tempi distesi .<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo di fronte ad un cambiamento di paradigma; a innovazioni\u00a0 che ipotizzano un ridisegno del l\u2019assetto organizzativo del sistema scuola sul territorio, oltre che il tentativo di cambiare pelle alla cultura professionale di docenti e DS. <strong><em>Se la gente non capisce a cosa serve e quali sono i vantaggi che possono derivarne nel modo di fare scuola e nei risultati<\/em><\/strong> \u00a0per s\u00e9 e per i ragazzi che ci vanno, allora tutto diventa molto complicato.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Rendersi i percorsi i pi\u00f9 facili possibili<\/strong>, evitando di lasciarsi coinvolgere in operazioni di carattere amministrativo troppo complesse che creerebbero soltanto problemi . Un <em>no<\/em> netto, quindi, dovrebbe essere opposto ad atti, anche solo di natura istruttoria, che riguardano costruzione di carriera <em>et similia.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile inoltre pensare di costruire gi\u00e0 da quest\u2019anno \u00a0un piano triennale delle reti di ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dovrebbe essere probabilmente\u00a0 l \u2019anno<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>del chiarirsi le idee e delle esplorazioni e intese tra le scuole;<\/li>\n<li>della messa a punto di accordi da costruire con pazienza e tenacia e della costruzione di una cabina di regia dell\u2019intera operazione;<\/li>\n<li>della individuazione delle collaborazioni possibili e della <strong><em>valorizzazione di esperienze pregresse<\/em><\/strong> al riguardo;<\/li>\n<li>dei primi comuni obiettivi su cui fare rete e <strong>soprattutto<\/strong> <strong><em>della messa in campo<\/em><\/strong> di azioni concrete e visibili <strong>di formazione<\/strong> di vario tipo, che veda protagonisti, nel lavoro di progettazione e nell\u2019impegno di realizzazione gli insegnanti pi\u00f9 disponibili e attrezzati del territorio.<\/li>\n<\/ul>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong>Darsi una struttura solida<\/strong>; che concretamente e prioritariamente potrebbe significare, per quanto riguarda organi e risorse professionali:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>la Conferenza di servizi <\/em><\/strong>&#8211; anche diversamente articolata &#8211; come luogo delle scelte e decisioni <em>sulla base di un preliminare\u00a0 lavoro istruttorio<\/em>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>una attrezzata &#8211; e numericamente molto contenuta &#8211; cabina di regia,<\/em><\/strong> soprattutto di dirigenti, ma non solo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">pi\u00f9 <strong><em>team di progettazione<\/em><\/strong> \u00a0<strong>e di coordinamento<\/strong>, costituti prevalentemente da docenti (per i quali prevedere, come gi\u00e0 si accennava, spazi orari dedicati) per le iniziative a cui si pensa di dare gambe quest\u2019anno;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>scuole polo<\/em><\/strong> per gestione dei percorsi di formazione, ma anche di iniziative di altro genere;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>personale tecnico<\/em><\/strong>\u00a0 per supportare amministrativamente quello che si fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 forse questa la condizione a cui dedicare pi\u00f9 energie e tempo.\u00a0 Che a sua volta richiede che si possa \u00a0contare su\u00a0 DS, docenti\u00a0 e personale tecnico che dedichino all\u2019impresa una parte non residuale di tempo, energia e intelligenza. Non pu\u00f2 cio\u00e8 trattarsi, per chi \u00e8 impegnato in questa operazione, di\u00a0 un <em>dopo lavoro<\/em>. E vanno quindi trovati meccanismi opportuni al riguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Detto tutto questo, bisognerebbe ora fare un bel bagno nell\u2019ottimismo della volont\u00e0. O nel pessimismo della ragione? Urge Referendum.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le reti. Alla ricerca di senso e fattibilit\u00e0 di Antonio Valentino I punti fermi nella Legge La questione delle reti continua a riscaldare \u2013 pare &#8211; il mondo della scuola. 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