{"id":653,"date":"2016-11-28T20:36:31","date_gmt":"2016-11-28T19:36:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=653"},"modified":"2016-11-28T20:37:14","modified_gmt":"2016-11-28T19:37:14","slug":"la-nuova-formazione-tra-punti-di-interesse-e-aspetti-critici-e-ambigui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=653","title":{"rendered":"La nuova formazione: tra punti di interesse e aspetti critici e ambigui"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-654\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/20161103_094241-150x150.jpg\" alt=\"20161103_094241\" width=\"150\" height=\"150\" \/>La nuova formazione: tra punti di interesse e aspetti critici e ambigui<\/strong><br \/>\n<strong>La Formazione in servizio cambia pelle. Gli interrogativi<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano Nazionale per la Formazione dei docenti (PNF) si configura giuridicamente come \u201catto di indirizzo adottato con decreto ministeriale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa che \u00e8 un documento impegnativo, non solo\u00a0 perch\u00e9\u00a0 vi si definiscono\u00a0 \u2013 per il terreno della formazione &#8211; le priorit\u00e0 e le risorse finanziarie per il trienni \u201816-\u201819, ma anche (e soprattutto) perch\u00e9 vi\u00a0 si delineano le strategie con cui si intende favorire e riconoscere lo sviluppo professionale degli operatori del sistema di Istruzione e Formazione.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola chiave per cogliere la novit\u00e0 non \u00e8 tanto <em>obbligatoriet\u00e0,<\/em> che pure \u00e8 il termine pi\u00f9 gettonato per indicare il cambiamento in atto,\u00a0 quanto\u00a0 \u201c<strong>sistema<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel senso\u00a0 che\u00a0 la pluralit\u00e0 degli interventi e delle modalit\u00e0 formative\u00a0 (dai seminari ai gruppi di ricerca didattica, dalle attivit\u00e0 <em>on line<\/em> alla documentazione e realizzazione di buone pratiche \u2026), ma anche gli strumenti e le strategie,\u00a0 costituiscono, nelle previsioni,\u00a0 un <em>insieme organico<\/em> nel quale sono centrali\u00a0 il coordinamento e la sinergia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi non solo pluralit\u00e0 di opportunit\u00e0, ma anche\u00a0 luoghi e risorse che &#8211; se le cose vanno a buon fine e non ci si perde per strada o si svia \u2013 permettano (come dice il Documento\u201d):<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di \u201c<em>leggere\u201d e \u201crafforzare\u201d<\/em> i vari aspetti della professionalit\u00e0, lungo tutta l\u2019arco della vita professionale dei suoi operatori,<\/li>\n<li>di \u201c<em>armonizzare\u201d<\/em> le opportunit\u00e0 formative dei piani delle singole Istituzioni Scolastiche (IS), di quelli delle reti di scopo\u00a0 e dei piani nazionali,<\/li>\n<li>di \u201c<em>documentare\u201d<\/em>, attraverso dispositivi come <em>il portfolio professionale e il piano di crescita professionale<\/em><strong>,<\/strong> il progressivo sviluppo di competenze previsti dall\u2019Atto di indirizzo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Documento ministeriale c\u2019\u00e8 per\u00f2 anche \u2013 per chi ci crede &#8211; un accenno \u201calle prospettive di carriera dei docenti in termini di legittimazione strutturale delle attivit\u00e0 condotte\u201d (<em>sic!<\/em> Tradotto dal burocratese ministeriale: possibilit\u00e0 di sviluppo di carriera, senza spiegare come, attraverso percorsi di formazione\u00a0 opportunamente attestati). Che fa il paio con l\u2019affermazione secondo cui il Piano nazionale \u201c\u2026 costituisce il presupposto informativo e strategico per affrontare il tema della valorizzazione della carriera dei docenti.\u201d. Di altrettanto apprezzabile e limpida scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi richiami solo per dire che ci troviamo di fronte a un Documento nel quale \u00e8 necessario distinguere la sostanza dal fumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui\u00a0 interessa per\u00f2 mettere l\u2019accento sulle\u00a0 tre finalit\u00e0 precedenti,\u00a0 indicati nel testo ministeriale\u00a0 come \u201cla missione\u201d del nuovo sistema. E leggerle congiuntamente all\u2019impegno finanziario del governo (nell\u2019ultimo capitolo del PNF si parla di circa un miliardo e mezzo nel triennio \u2013 che non sono proprio bruscolini &#8211;\u00a0 tra\u00a0 risorse previste dalla Legge, fondi europei\u00a0 e quelli ex lege 440).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Che l\u2019Amministrazione poi consideri l\u2019intera operazione sulla formazione come il terreno su cui conta di pi\u00f9, anche per recuperare un po\u2019 di immagine, lo si capisce dallo strumento scelto per il documento \u2013 il decreto ministeriale -.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta con buona evidenza di\u00a0 segnali promettenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interrogativi e problemi<\/strong> \u2013 come in tutte le operazioni di un certo peso &#8211; ovviamente non mancano: Come funzioner\u00e0? Quali i punti controversi e le debolezze di sistema, evidenziabili nella struttura del Piano? E ancora: Con quali strumenti, attenzioni e strategie\u00a0 assicurare sinergie a livello di sistema\u00a0 tra i vari soggetti interessati alla partita? Quali i punti di attacco da privilegiare (eventualmente)? E pi\u00f9 in generale: quali linee guida a cui dare centralit\u00e0 per una formazione che conti? Ma, soprattutto: quale il modello di scuola di riferimento?<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Una operazione in salita. La comunicazione e l\u2019ascolto: due condizioni per uscirne (forse)<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019affrontare questi interrogativi,\u00a0 occorre avere anche la\u00a0 consapevolezza \u2013 in primo luogo, penso, tra i DS &#8211; che si tratta di <strong>un\u2019operazione\u00a0 tutta\u00a0 in salita<\/strong>. Perch\u00e9, dopo le vicissitudini dell\u2019attribuzione del <em>bonus<\/em> per i \u201cmeritevoli\u201d e i pasticci estivi sulla mobilit\u00e0 (a cui vanno aggiunte le incertezze sulle reti),\u00a0 diventa una operazione<strong>\u00a0 <\/strong>problematica coinvolgere soprattutto i docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avere questa consapevolezza e trovare \u2013 a partire soprattutto dai <em>livelli alti<\/em> &#8211; modi e strumenti, per\u00a0 creare almeno \u00a0un clima di ascolto perch\u00e9 la comunicazione passi, si presenta \u2013 penso &#8211; nell\u2019attuale situazione come un punto non trascurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 convincimento diffuso che il discorso sulla formazione &#8211; data la sua centralit\u00e0 &#8211; avr\u00e0 senso e valore se riuscir\u00e0 a passare, in modo significativo, attraverso <strong>una informazione serena <\/strong>e un conseguente e auspicabile<strong>\u00a0 recupero di protagonismo <\/strong><em>almeno della parte pi\u00f9 attiva dei docenti<\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche se, contestualmente, offrir\u00e0\u00a0 <strong>garanzie e assicurazioni<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>che non si tratta di una operazione dall\u2019alto;<\/li>\n<li>che non ci troviamo di fronte all\u2019ennesimo adempimento formale e a conseguenti \u201cmolestie burocratiche\u201d (che \u00e8 un rischio sempre presente con l\u2019Amministrazione che ci ritroviamo)<\/li>\n<li>che (soprattutto) la <strong>riapertura della fase contrattuale<\/strong>, guardando ai cambiamenti richiesti dalla riforma e alla situazione retributiva, sia un impegno non rinviabile.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va per\u00f2 detto che, per quanto riguarda <strong>la comunicazione<\/strong>, il Documento ministeriale non aiuta, a partire dal numero delle pagine: 88 (ottantotto!).\u00a0 E, per giunta, una modalit\u00e0 comunicativa sbagliata e sviante: per il linguaggio, enfatico e pretenzioso; per la tendenza di partire sempre da Adamo ed Eva; per\u00a0 le ripetizioni di concetti\u00a0 cos\u00ec numerose che neanche un tema insufficiente della maturit\u00e0; per la presenza di contenuti che non c\u2019entrano o c\u2019 entrano solo marginalmente;\u00a0 per il tono diffusamente assertivo e quindi fastidioso: con tutti quei\u00a0 \u201cci sar\u00e0\u201d, \u201csi dovr\u00e0\u201d, \u201ccon questo sistema sar\u00e0 possibile \u2026.\u201d che sembrano dare\u00a0 quasi per raggiunti o facilmente raggiungibili traguardi che sono invece molto complicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una percezione non solo\u00a0 percezione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il punto su cui si vuole qui ragionare \u00e8 la complessiva impostazione di tipo <strong>sostanzialmente dirigistico<\/strong> e <em>top down<\/em> del PNF:\u00a0 il livello nazionale che detta le regole e fa le sue operazioni destinate a cadere a cascata sul livelli sottostanti; il sottostante livello regionale che coordina e gestisce le reti di ambito; queste\u00a0 a loro volta che coordinano\u00a0 e promuovono l\u2019offerta formative delle reti di scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa impostazione le scuole sembrano perdere il loro ruolo di soggetti attivi e protagonisti \u2013 come dovrebbe essere &#8211; dell\u2019operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta infatti\u00a0 <strong>piuttosto opacizzata, se non proprio rimossa\u00a0 &#8211; <\/strong>nonostante qualche affermazione isolata del Documento<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><strong> &#8211; l\u2019idea che la vera formazione <\/strong>valorizza le esperienze e la messa in comune di difficolt\u00e0 e problemi;\u00a0 e quindi la\u00a0 ricerca di soluzioni attraverso <em>modalit\u00e0 e percorsi \u201csituati\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va certamente ignorata la situazione in cui ci si trova. E cio\u00e8<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>che la formazione in servizio non gode, in genere, n\u00e9 di buona salute n\u00e9 di molta fortuna tra gli insegnanti. E questo\u00a0 per una serie di ragioni, spesso, tra l\u2019altro,\u00a0 di tutto rispetto,<\/li>\n<li>che le motivazioni al riguardo sono pertanto piuttosto scarse,<\/li>\n<li>che l\u2019offerta interna alle scuole ha privilegiato, quando c\u2019era, un taglio tradizionale e poco si \u00e8 preoccupata delle ricadute e delle verifiche;<\/li>\n<li>che <em>idem<\/em> si pu\u00f2 dire, con le solite lodevoli eccezioni, dell\u2019offerta esterna;<\/li>\n<li>che manca una tradizione e quindi un repertorio diffuso di esperienze innovative e significative su questo campo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 quindi far finta di niente di fronte ad un quadro che si presenta problematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Adottare strategie formative diversificate, a seconda delle situazioni e del tipo di bisogno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; integrando virtuosamente i processi di formazione strettamente connessi al lavoro d&#8217;aula e alla progettualit\u00e0 di istituto<em>, <\/em>con una offerta formativa &#8220;esterna&#8221;, sia pure governata da Piani nazionali <em>&#8211; <\/em>\u00a0appare pertanto una modalit\u00e0 operativa da cui non si potr\u00e0 prescindere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la percezione che si ha, leggendo il Documento,\u00a0 \u00e8 che la visione prevalente sia, anche sul versante della formazione,\u00a0 di tipo centralistico. E questo rappresenta un elemento di debolezza e quindi un limite a cui contrapporre &#8211; se la percezione \u00e8 confermata nelle scelte del MIUR e degli USR \u2013 idee guida che la ricerca e l\u2019esperienza internazionale indicano come pi\u00f9 efficaci e interessanti.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Qualche idea guida. La formazione che conta<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ho gi\u00e0 accennato, ma \u00e8 il caso di riprenderle e precisarle.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>In primo luogo l\u2019idea della valorizzazione delle esperienze professionali: per sottolineare ulteriormente che l<strong>a formazione che conta<\/strong> \u00e8 quella che si fa sul campo; che si cresce professionalmente se si \u00e8 aiutati a crescere dentro il proprio ambito lavorativo, attraverso la capacit\u00e0 di riflettere sulle proprie esperienze, di confrontarsi con i propri colleghi, di saper ascoltare e ripensare il proprio vissuto professionale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa concretamente\u00a0 ripensare la scuola come organizzazione che apprende (<em>Learning Organization<\/em>: da quanto se ne parla!) e i vari spazi di lavoro (dalla classe ai Cdc, dai dipartimenti ai gruppi di progetto \u2026.) come <em>ambienti organizzati<\/em> di formazione e di \u201capprendimento continuo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si ha l\u2019impressione che certe idee qualificanti \u2013 su cui da almeno un paio di decenni si fa ricerca e sperimentazione internazionale che ne evidenziano la praticabilit\u00e0 e l\u2019efficacia &#8211; sembrano messe l\u00ec per essere spese \u201cad effetto\u201d\u00a0 in qualche convegno ministeriale o para ministeriale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Se i ragionamenti pi\u00f9 sensati sulla formazione partono allora dalla riflessione sul proprio campo di esperienze (ovviamente dentro <em>spazi organizzati<\/em> con queste finalit\u00e0), il primo e principale punto d\u2019attacco (non l\u2019unico, certo) \u00e8 mettere a fuoco l\u2019idea di scuola come <strong>comunit\u00e0 professionale<\/strong>, cio\u00e8 luogo dell\u2019<em>appartenenza<\/em> e dell\u2019i<em>dentit\u00e0<\/em> (nozione anch\u2019essa presente nella L. 107, ma come specchietto per le allodole \u2013 mi sembra -); all\u2019intermo della quale promuovere e favorire vere e proprie \u201c<strong> comunit\u00e0 di pratiche<\/strong>\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>; cio\u00e8 luoghi dello scambio di conoscenze ed esperienze, della ricerca-azione comune, della condivisione degli strumenti, dell\u2019aiuto reciproco, visti come momenti di formazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva di una nuova formazione, l\u2019attenzione prioritaria dovrebbe perci\u00f2\u00a0 essere volta\u00a0 soprattutto a sostenere le scuole nella progettazione e realizzazione di\u00a0 Piani interni che privilegino queste idee &#8211; chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale visione, <strong>le reti di ambito dovrebbero quindi essere soprattutto strutture di coordinamento e servizio, pi\u00f9 che\u00a0 strutture sovra-ordinate<\/strong>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Un approccio difficile e anche complicato. Pu\u00f2 valere la pena?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente un approccio che privilegi scelte di questo tipo \u00e8 indubbiamente pi\u00f9 difficile. Perch\u00e9<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>si scontra con una visione ancora largamente diffusa dell\u2019insegnamento come spazio privato e dell\u2019autoreferenzialit\u00e0; e anche dell\u2019individualismo come <em>merce<\/em> preferita tra gli insegnanti ;<\/li>\n<li>non considera il peso dei modelli di cultura professionale \u2013 centrati sull\u2019insegnamento frontale, cattedratico \u2013 che ci si porta dietro dalle esperienze scolastiche da studenti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u201d;<\/li>\n<li>non c\u2019\u00e8 \u2013 come gi\u00e0 dicevo &#8211; una tradizione di cui avvalersi;<\/li>\n<li>manchiamo di una cultura organizzativa e di una cultura progettuale diffuse anche tra gli stessi DS e le altre <em>figure apicali<\/em> \u2013 come si dice \u2013 del sistema scuola.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche solo a considerare le ragioni \u00a0precedenti \u2013 e le altre di cui si \u00e8 detto e che non sono di poco conto &#8211;\u00a0 ci sarebbero sufficienti motivi per dubitare della riuscita dell\u2019operazione che si sta mettendo in piedi; ma ce ne sono forse altrettanti, e ben validi, per accettare &#8211; come pianeta scuola nel suo insieme &#8211; la sfida che lancia il PNF;\u00a0 e per cercare di rimuovere \u2013 o, almeno, ridimensionare &#8211;\u00a0 gli ostacoli pi\u00f9 seri e radicati. Considerando soprattutto che\u00a0 l\u2019attuale situazione non fa piacere, n\u00e9 conviene a nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si accetta la sfida, diventa per\u00f2 importante riportare in primo piano\u00a0 due aspetti nodali del Piano Nazionale: quello della <strong>obbligatoriet\u00e0<\/strong>, che pure viene impostato in termini condivisibili\u00a0 nel capitolo 6 su \u201cla formazione in servizio \u2026\u201d,\u00a0 e quello delle <strong>connessioni tra tre capisaldi della riforma: la formazione (appunto),\u00a0 la valorizzazione del merito e le reti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne potrebbe eventualmente parlare in una successiva riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> ( \u201cLa formazione che lascia il segno si basa su un confronto tra pari e sulla rielaborazione critica delle esperienze didattiche \u2026\u201d. (punto 5.4 del Documento): Una affermazione solitaria che non trova sviluppi e traduzione\u00a0 organizzativa in un Piano che riporta addirittura le domande per costruire i\u00a0 modelli per la valutazione delle attivit\u00e0 formative\u00a0 ed esempi di destinatari delle nove priorit\u00e0 nazionali!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <strong>Shon, Wrangel<\/strong> e altri, primi anni 90. Pi\u00f9 o meno in quegli stessi anni o subito dopo, da noi <strong>Piero Romei<\/strong> parlava di <strong>Unit\u00e0 Operative -UU.OO<\/strong> -. Queste elaborazioni ruotano intorno alla valorizzazione della <em>pratica<\/em> come un sistema di attivit\u00e0 in cui il sapere non \u00e8 separato dal fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 tale valorizzazione che d\u00e0 <strong>all\u2019esperienza lavorativa<\/strong> una particolare rilevanza\u00a0 come fonte e campo di apprendimento, <strong>dove il <em>pratico<\/em> non \u00e8 contrapposto al teorico<\/strong> e la conoscenza si precisa come attivit\u00e0 contestualizzata, o meglio, \u201csituata\u201d nei luoghi dove acquista significato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Si rinvia alla lezione di <strong>Jack<\/strong><strong> Mezirow<\/strong> e alla sua ricerca e elaborazione su\u00a0 <em>L\u2019apprendimento trasformativo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova formazione: tra punti di interesse e aspetti critici e ambigui La Formazione in servizio cambia pelle. Gli interrogativi di Antonio Valentino Il Piano Nazionale per la Formazione dei docenti (PNF) si configura giuridicamente come \u201catto di indirizzo adottato con decreto ministeriale\u201d. Questo significa che \u00e8 un documento impegnativo, non solo\u00a0 perch\u00e9\u00a0 vi si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-653","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=653"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":656,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions\/656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=653"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=653"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=653"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}