{"id":664,"date":"2016-12-17T20:41:39","date_gmt":"2016-12-17T19:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=664"},"modified":"2016-12-17T20:43:54","modified_gmt":"2016-12-17T19:43:54","slug":"non-basta-dire-obbligatoria-a-proposito-di-formazione-in-servizio-e-questioni-connesse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=664","title":{"rendered":"Non basta dire: \u201cobbligatoria\u201d. A proposito di formazione in servizio e questioni connesse."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-668\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/m-150x150.jpg\" alt=\"m\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Non basta dire: \u201cobbligatoria\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>A proposito di formazione in servizio e questioni connesse.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">L\u2019interrogativo di partenza: <em>correggere o bloccare<\/em>?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena conosciuto l&#8217;esito del <em>referendum<\/em>, si \u00e8 sentito invocare, da parte di settori del mondo della scuola, il blocco dei processi partiti con la recente legge di riforma sulla scuola, in concomitanza con le dimissioni del governo Renzi e la previsione di uno nuovo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo in queste posizioni \u00e8 chiaro: affossare tutte le disposizioni messe in campo dallo scorso anno: da quelle sulla &#8220;valorizzazione del merito&#8221; e sull&#8217;organico &#8220;potenziato&#8221; a quelle sull&#8217;alternanza scuola-lavoro e sulla cosiddetta chiamata per competenze; dal PNF alle Reti di <em>ambito<\/em>. Ma anche: azzerare i lavori avviati sulle Deleghe. Per tornare allo <em>status quo ante<\/em>.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome per\u00f2 le esperienze e le riflessioni maturate sulla riforma hanno permesso di evidenziarne gli aspetti particolarmente \u201cindigesti\u201d, ma anche direzioni di lavoro per correggerla o migliorarla nei punti pi\u00f9 controversi, penso che ragionare in termini propositivi sia forse l\u2019esercizio di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Discontinuit\u00e0<\/em><\/strong> certamente, quindi, soprattutto nella gestione dei vari aspetti della Legge e nelle relazioni con\u00a0 gli organismi che rappresentano il mondo della scuola. Ma all\u2019insegna delle correzioni pi\u00f9 opportune, per recuperare un rapporto positivo soprattutto con gli insegnanti, allo stato attuale, molto critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa comunque l\u2019ottica che qui si assume riguardo alla partita\u00a0 del PNF che si vuole riprendere con le riflessioni seguenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ho parlato recentemente in termini generali<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui si vuole ragionare soprattutto su un suo aspetto nodale: l&#8217;obbligatoriet\u00e0 della formazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Sulla obbligatoriet\u00e0.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aver chiaramente affermato &#8211; nel Documento ministeriale sul Piano Nazionale per la Formazione in servizio (PNF), allegato al Decreto Ministeriale 797 del 19.10.2016, di cui \u00e8 parte integrante &#8211; che la formazione dei docenti \u00e8 non solo un diritto, ma un <em>obbligo,<\/em> non \u00e8 &#8211; penso -cosa da poco. Cambia molto. Pu\u00f2 cambiare molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obbligatoriet\u00e0 della formazione pu\u00f2 apparire ovvia, soprattutto in un mestiere come quello dell\u2019insegnante, in cui\u00a0 aggiornare, rinnovare, sviluppare saperi e competenze professionali sono attivit\u00e0 fondamentali.\u00a0 Per\u00f2 di fatto finora non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 stata, nella met\u00e0 degli anni \u201990, il tentativo di inserire l\u2019obbligatoriet\u00e0 in un rinnovo contrattuale, legando\u00a0 la frequenza di corsi di aggiornamento al godimento di scatti stipendiali (i cos\u00ec detti \u201cgradoni\u201d). Ma non ebbe fortuna e fu abolito col contratto successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi l\u2019ha vissuto, ricorder\u00e0 certamente la partecipazione ai corsi che si \u00e8 registrata nella maggior parte dei casi: demotivata, svuotata di ogni tensione di sviluppo professionale; e poi\u00a0 la corsa all\u2019attestato, con l\u2019unico obiettivo di raggiungere il numero delle ore previste dal contratto e necessarie\u00a0 per avere diritto allo \u201cscatto\u201d. Obbligatoriet\u00e0 formale; crescita professionale vicino allo zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti e certamente il Documento ministeriale sul PNF riflette un\u00a0 livello avanzato di elaborazione su questa tematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla obbligatoriet\u00e0 per\u00f2 non tutto \u00e8 ancora chiaro nel testo ministeriale. Perci\u00f2 \u00e8 importante ritornarci su nelle varie sedi competenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va comunque valutata positivamente la scelta, dietro suggerimento delle parti sociali, di evitare, la quantificazione, almeno in questa fase,\u00a0 delle ore da dedicare obbligatoriamente alla formazione (tra l\u2019altro una scelta diversa avrebbe cozzato contro quanto previsto dal CCNL in vigore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, rimane l\u2019interrogativo: che senso ha un <em>obbligo<\/em> se non se ne pu\u00f2 verificare l\u2019assolvimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogativo che lasciamo momentaneamente sullo sfondo. Per concentrarci soprattutto su come il Documento ministeriale\u00a0 affronta la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sembra esserci, in primo luogo, adeguata chiarezza che <strong><em>l\u2019obbligatoriet\u00e0 non risolve il problema dello sviluppo professionale, <\/em><\/strong>che \u00e8 la sola prospettiva che d\u00e0 senso e valore alla formazione. L\u2019obbligo \u00e8\u00a0 importante e fondamentale, ma non risolve il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorrerebbe perci\u00f2, nella situazione attuale,\u00a0 insistere <em>soprattutto<\/em> sugli elementi\u00a0 motivanti, di spinta, di interesse, anche materiale, collegabili con processi di formazione funzionale .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 la <em>card<\/em> dei 500 euro (introdotta miratamente per formazione e consumi culturali), n\u00e9 il <em>bonus<\/em> per il merito mi sembrano per\u00f2 tali da creare\u00a0 motivazione e spinta per una formazione cos\u00ec caratterizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisognerebbe pensare invece a qualcosa che faccia dire: \u201cne vale la pena\u201d,\u201d il gioco vale la candela\u201d, per evitare operazioni gattopardesche e lo <em>status quo<\/em>. E prevedere anche, assieme a prioritari dispositivi efficacemente motivanti (ne parler\u00f2 nel punto successivo),\u00a0 vere e proprie misure di contrasto nei confronti di comportamenti estranei\u00a0 al <em>dovere <\/em>della formazione, oltre che\u00a0 all\u2019etica professionale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Sulle connessioni formazione\/valorizzazione della professionalit\u00e0\/reti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me sembra che la spinta motivante possa essere cercata allargando il ragionamento alle connessioni della formazione con altri aspetti della riforma. Per derivarne indicazioni utili. Andrebbe per esempio considerato &#8211; con riferimento alla <strong>la valorizzazione della professionalit\u00e0<\/strong> (il \u201c<em>bonus<\/em> ai meritevoli\u201d) &#8211; il senso e le ricadute del <strong>\u00a0meccanismo previsto dalla legge di riforma<\/strong> sotto il profilo della motivazione alla formazione. Un primo bilancio ci dice, in modo inequivoco, che la scelta al riguardo della L. 107 non \u00e8 stata certamente felice . Perch\u00e9, di fatto, \u201cpoco significativa &#8221; a pi\u00f9 livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valorizzazione del merito \u00e8 un valore forte solo se spinge al miglioramento delle competenze e dei risultati del fare scuola\u00a0 adottando meccanismi che prevedano in concreto\u00a0 misure come la progressione economica e lo sviluppo di carriera (verso ruoli di maggiori responsabilit\u00e0, come ad esempio la Dirigenza Scolastica e la Dirigenza Tecnica; o verso ruoli, sempre legati al mondo della scuola, ma \u201cagiti\u201d dentro istituzioni \/ strutture collaterali di coordinamento, supporto, potenziamento \u2026) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 se vogliamo che la formazione prevista parta davvero col piede giusto, si dovrebbe pensare a dispositivi diversi. Per esempio, ad un <em>sistema<\/em> di crediti (<em>didattici, professionali, formativi<\/em>) e portfolio &#8211; come quello prefigurato nel primo progetto della <em>Buona Scuola<\/em>, senza per\u00f2 la\u00a0 soglia brunettiana\u00a0 del 66% dei docenti da \u201cpromuovere\u201d \u2013 collegati a progressione stipendiale e sviluppo di carriera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale approccio alla questione, per esempio, i crediti \u201cformativi\u201d (<em>acquisibili<\/em> attraverso la partecipazione a momenti di formazione professionale) varrebbero\u00a0 non solo e non tanto perch\u00e9 si \u00e8 partecipato a percorsi di formazione (e se ne ha attestazione formale), ma perch\u00e9<strong><em> le possibili correlazioni con i crediti \u201cdidattici\u201d permetterebbero\u00a0 di cogliere e apprezzarne le eventuali\u00a0 \u201cricadute\u201d sul lavoro di classe e sulle iniziative di Istituto. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non andrebbero sottovalutate neanche<strong><em> le misure volte a contrastare comportamenti che\u00a0 tendono ad evitare, per periodi prolungati,\u00a0 ogni forma di cura della propria professionalit\u00e0, associati a pratiche professionali non all\u2019altezza del ruolo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La previsione, al riguardo,\u00a0\u00a0 di misure come il trasferimento ad altro ruolo, in casi circoscritti e ben precisati, non dovrebbe essere pi\u00f9\u00a0\u00a0 considerata una provocazione o addirittura una bestemmia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche il nesso formazione-reti di ambito<\/strong> \u00e8 potenzialmente\u00a0 importante per realizzare\u00a0 le novit\u00e0 della riforma sul fronte dello sviluppo professionale. Come sappiamo, la rete di ambito \u00e8, nelle previsioni ministeriali (anche se il quadro al riguardo sembra essere giuridicamente problematico), struttura rilevante della nuova <em>governance<\/em> del territorio; attraverso\u00a0 accordi mirati, essa\u00a0 \u00e8 chiamata sia a garantire alle scuole\u00a0 le risorse necessarie per dare concretezza al loro piano; sia a favorire\u00a0 soprattutto la costituzione, il\u00a0 funzionamento e coordinamento di reti di scopo anche per la formazione;\u00a0 oltre a funzioni di supporto ai Piani \u2013 sempre riguardanti la formazione \u2013 che le scuole sono tenute a inserire nel PTOF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong><em>ruolo<\/em><\/strong> quindi che, per essere efficace e significativo, deve sapersi raccordare, in quanto elemento del sistema, con gli Uffici regionali; ma deve soprattutto <strong><em>saper raccogliere, rappresentare e coordinare la domanda di formazione; e dare ad\u00a0 essa risposte adeguate<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma deve in primo luogo saper evitare pastoie burocratiche e operazioni dirigistiche, attraverso una <strong><em>struttura operativa riconoscibile\u00a0 e funzionale<\/em><\/strong> e condizioni facilitanti per le scuole capofila e le scuole polo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato che agli <em>ambiti<\/em> verr\u00e0 attribuita la gestione del 60% delle risorse disponibili (intorno ai 300 milioni, se non sbaglio), <strong><em>assicurare in ogni caso fondi alle scuole<\/em><\/strong>, perch\u00e9 in autonomia provvedano alla gestione del loro piano, \u00e8 scelta imprescindibile, se non si vuole compromettere alla base l\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche e rinvigorire visioni neo centralistiche del sistema.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Direzioni di lavoro<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrano importanti, in questa fase, soprattutto\u00a0 tre passaggi, in qualche modo obbligati e consequenziali, per dare risposta persuasiva all\u2019interrogativo di partenza e ai dubbi su senso e appetibilit\u00e0 della formazione e sulla sua fattibilit\u00e0 in termini sostanziali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>il primo <strong>: Rendere motivante la formazione<\/strong><\/em>\u00a0 all\u2019interno delle scuole, attraverso dispositivi organizzativi e promozionali e supporti, a richiesta, da parte delle reti di scopo operanti nell\u2019<em>ambito<\/em>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>il secondo<\/em>: \u201c<strong><em>Rafforzare\u201d (sostenere,\u00a0 attrezzare) i &#8220;luoghi&#8221;del lavoro collegiale (CdC, dipartimenti, gruppi di progetto \u2026.), per rendere possibile la loro trasformazione in &#8220;comunit\u00e0 di pratiche&#8221; (che non \u00e8 una formula magica);<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>il terzo<strong>: riconoscere le attivit\u00e0 funzionali,\u00a0 strutturate e connotate, come attivit\u00e0 di formazione \u2013 autoformazione sul campo e come tali assolventi l\u2019obbligo formativo <\/strong><\/em>(ci sono accenni anche nel documento ministeriale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una idea, quest&#8217;ultima, non nuovissima, che andrebbe ripresa, approfondita e precisata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente in questa ottica, l\u2019interrogativo\u00a0 sulla verificabilit\u00e0 dell\u2019obbligo formativo mi sembra assuma connotazioni diverse e probabilmente molto meno problematiche, se considerato alla luce non solo di misure motivanti, assunte come strategiche; ma anche di possibili azioni di contrasto, ove il caso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Per uscirne bene<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019insieme dei\u00a0 ragionamenti qui svolti, emerge come aspetto fondamentale <strong><em>la centralit\u00e0 del ruolo dei DS e delle figure di funzionamento e coordinamento didattico-organizzativo\u00a0 delle scuole<\/em><\/strong> (cio\u00e8 la squadra dei <em>disponibili<\/em> e dei <em>motivati<\/em> \u201c<em>a prescindere\u201d<\/em>, che costituisce la vera forza dei nostri Istituti e che va particolarmente sostenuta e coltivata, non per farne dei capetti, ma piuttosto delle leve per il miglioramento dentro una leadership di scuola condivisa) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto dipender\u00e0 da loro (e in misura ovviamente maggiore dal DS): da come sapranno motivare, rapportarsi e coinvolgere i docenti oltre il numero dei \u201csoliti\u201d; ma anche da come sapranno coordinarsi a livello di ambito e comunicare la consapevolezza:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>che la partita della crescita professionale \u00e8 centrale rispetto a tutto:<\/li>\n<li>che i tempi della partita sono, a differenza che nel calcio, parecchio pi\u00f9 di due;<\/li>\n<li>che per uscirne bene bisogna essere attrezzati e avere respiro lungo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Che per\u00f2 ci voglia, in primo luogo, un buon contratto, non \u00e8 consapevolezza che ha bisogno di essere sollecitata ed evidenziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>V.\u00a0 soprattutto <em>La nuova formazione: tra punti di interesse e aspetti critici e ambigui, <\/em>su questo stesso sito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non basta dire: \u201cobbligatoria\u201d. 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