{"id":695,"date":"2017-01-23T20:56:41","date_gmt":"2017-01-23T19:56:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=695"},"modified":"2017-01-23T20:57:47","modified_gmt":"2017-01-23T19:57:47","slug":"alternanza-scuola-lavoro-esame-di-stato-universita-adesso-serve-il-progetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=695","title":{"rendered":"Alternanza scuola lavoro. Esame di Stato. Universit\u00e0. Adesso serve il progetto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-696\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/alternanza2-150x150.jpg\" alt=\"alternanza2\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Alternanza scuola lavoro. Esame di Stato. Universit\u00e0. Adesso serve il progetto<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Stefano Stefanel<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 I recenti sviluppi della legge 107 del 13 luglio 2015 hanno portato all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica alcune questioni scolastiche aperte, che per\u00f2 si stanno confondendo nel confuso dibattito che ormai si svolge senza soluzione di continuit\u00e0 tra gli \u201cesperti\u201d di scuola, sui social e addirittura sui quotidiani una volta reticenti a dedicare ampio spazio alle scuole a meno che non si trattasse di notizie sul bullismo, sul crollo di soffitti, su atti riprovevoli di studenti e insegnanti. E\u2019 evidente che qualcosa si sta muovendo nel mondo della scuola e che la legge 107 ha aperto spazi che erano chiusi, ma attendevano soltanto di essere aperti. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 per\u00f2 si sta sviluppando con tempistiche inattese e fortemente accelerate per quella che era la meccanica del riformismo e del contro riformismo scolastico italiano. La scuola italiana abituata a veder lanciare riforme e poi a dare troppo tempo alle stesse per essere sperimentate o attuate in un convulso succedersi e accavallarsi di norme di vario genere accolte quasi sempre con resistenze da parte del mondo della scuola. D\u2019altronde in un \u201ccorpo\u201d di un milione di lavoratori non \u00e8 difficile trovarne diecimila soggetti sempre contrari a qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALTERNANZA SCUOLA LAVORO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le modalit\u00e0 e la velocit\u00e0 con cui le scuole secondarie hanno sposato l\u2019alternanza scuola-lavoro riformata dalla legge 107 e introdotta anche nei Licei mostra non tanto un adeguamento \u201casburgico\u201d a norme cogenti, quanto piuttosto la necessit\u00e0 di far uscire la scuola superiore italiana dai suoi riti autoreferenziali. Improvvisamente \u00e8 diventato chiaro a tutti che l\u2019apprendimento \u00e8 una questione troppo complessa per lasciarla solo all\u2019erudizione disciplinare. Sta cio\u00e8 prendendo piede nelle scuole superiori l\u2019idea che \u00e8 necessario acquisire metodologie di riconoscimento e valutazione di tutto l\u2019apprendimento che il giovane studente sta sviluppando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infatti l&#8217; apprendimento pu\u00f2 essere:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>formale<\/em> quando avviene in un contesto scolastico o formativo organizzato e strutturato, \u00e8 esplicitamente pensato e progettato come apprendimento e conduce ad una qualche forma di certificazione o valutazione;<\/li>\n<li><em>non formale<\/em> quando \u00e8 connesso ad attivit\u00e0 pianificate ma non esplicitamente progettate come apprendimento (quello che non \u00e8 erogato da una istituzione formativa e non sfocia normalmente in una certificazione, ad esempio una giornata di approfondimento su un problema, una conferenza, una visita di istruzione,&#8230; );<\/li>\n<li><em>informale<\/em> quando deriva dell\u2019esperienza personale e dalle attivit\u00e0 della vita quotidiana legate alla famiglia, al tempo libero, etc; non \u00e8 organizzato o strutturato e non conduce alla certificazione (ad esempio un\u2019appartenenza associativa, le attivit\u00e0 sportive o musicali, gli interessi personali,&#8230;).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curioso \u00e8 notare come il manuale per i Fondi PON (<em>Per la scuola competente e gli ambienti di apprendimento \u2013 Programmazione 2014-2020<\/em>, pubblicato dal Miur nel 2015) contenesse gi\u00e0 questa distinzione, ma il suo passaggio nella scuola italiana non era per nulla scontato e difficilmente la scuola italiana poteva essere scossa da un <em>Manuale<\/em> per finanziare un progetto comunitario. Ci sta pensando l\u2019alternanza scuola-lavoro nella sua nuova definizione e con la sua nuova prospettiva a correggere le storture progettuali degli Istituti Tecnici e Professionali e questo avviene anche attraverso il nuovo ingresso nell\u2019alternanza scuola lavoro dei Licei per la prima volta realmente catapultati dentro un ambito non teorico. Chi era ed \u00e8 contrario alla legge 107 si aspettava che su questo punto (inserito tra quelli per cui erano state chieste le firme per il referendum) le scuole italiane insorgessero. E invece le scuole italiane hanno subito iniziato a progettare e stanno mostrando un grande senso dell\u2019innovazione e della ricerca. Anche il richiamo alla coerenza valutativa tra alternanza scuola-lavoro e valutazione dello studente ha messo in moto un tentativo di raccordo tra la tradizionalit\u00e0 della valutazione degli apprendimenti e la raccolta di dati utili ad accompagnare la crescita dello studente Ci vorr\u00e0 ancora tempo, ma l\u2019impianto delle 200 ore per i Licei e delle 400 ore per gli Istituti Tecnici e Professionali sta mettendo in moto un enorme universo progettuale che influenzer\u00e0 e non poco la scuola italiana, per nulla protestataria su questo punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ESAME DI STATO CONCLUSIVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019arretratezza congenita del sistema scolastico italiano si vede proprio nel suo esame di stato. E\u2019 una prova molto difficile e per nulla selettiva, che curiosamente nessuno mette in relazione con gli insuccessi all\u2019universit\u00e0 o nel mondo del lavoro. L\u2019idea di paralizzare uno studente per almeno tre anni con lo spauracchio di una prova finale nozionistica, per nulla selettiva nel suo esito principale (promozione), ma molto selettiva nel suo esito secondario (voti) significa non tener conto del contesto internazionale e della necessit\u00e0 che l\u2019uscita dello studente dal ciclo dell\u2019istruzione per entrare nell\u2019universit\u00e0 o nel mondo del lavoro sia accompagnata e non ostacolata. L\u2019esame di stato conclusivo \u00e8 la certificazione sulla \u201ctuttologia\u201d di un soggetto che per sua natura evolutiva non \u00e8 pi\u00f9 tuttologo. L\u2019accanirsi su questo esame significa poi non curare l\u2019uscita dalla scuola di quel 60% di studenti che ha comunque delle difficolt\u00e0 e che non riesce a presidiare tutti i vari specialismi che la bulimica scuola italiana accalca nei suoi curricoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualunque metodo di valutazione si preveda porter\u00e0 sempre ad un\u2019altissima percentuale di licenziati (adesso \u00e8 del 98% circa e il 90% del 2% di bocciati sono privatisti) e meno male che \u00e8 cos\u00ec. Bocciare diciannovenni o ventenni \u00e8 un ottimo modo per arretrare ancora, mettendo i pi\u00f9 deboli in una posizione di rincalzo all\u2019avvio del loro percorso post scolastico. L\u2019esame non \u00e8 selettivo, ma crea disparit\u00e0 perch\u00e9 comunque i pi\u00f9 bravi non hanno poi difficolt\u00e0 all\u2019universit\u00e0 e si laureano presto (cosa divenuta fondamantale soprattutto nelle materie scientifiche). Cos\u00ec il soggetto debole che gi\u00e0 esce un anno dopo rispetto ai suoi coetanei europei se la prova fosse selettiva rischierebbe di uscire anche un anno dopo gli studenti pi\u00f9 forti, per poi confluire nello stesso mondo delle professioni che richiede a gran voce precocit\u00e0: una follia. Poi ci si meraviglia che i giovani che non studiano e non lavorano dai 17 ai 25 anni in Italia siano un numero minaccioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il triennio dovrebbe diventare \u201cnordico\u201d (Finlandia e Svezia) con lo studente che sceglie il suo percorso e raggiunge diversi tipi di diploma e attraverso quel diploma poi sceglie l\u2019universit\u00e0 o il lavoro. Ad esempio nel Liceo ci potrebbero essere il Diploma \u201ccompleto\u201d (tutte le materie che vengono esaminate nell\u2019esame) oppure il Diploma \u201cdi indirizzo\u201d (scientifico, umanistico, linguistico, ecc.) che per\u00f2 permette l\u2019accesso solo ad alcune facolt\u00e0. Rendere flessibile il sistema significa orientare lo studente non costringendolo ad essere tuttologo in un\u2019et\u00e0 in cui ormai non lo \u00e8 pi\u00f9 nessuno. C\u2019\u00e8 un rimpianto di scuola primaria nel nostro esame di stato, con lo studente quasi ventenne che parla di tutto come quando aveva sette anni. Un puro non senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Trovo inutile discutere se \u00e8 meglio che lo studente venga ammesso con tutti i voti positivi oppure con la media positiva, perch\u00e9 entrambe le posizioni scambiano il mezzo con il fine. Il concetto di esame di stato tuttologico per tutti, di prova finale difficilissima ma non selettiva, di prevalenza di questo esame sulla scelta e il percorso futuro sta fuori dalle necessit\u00e0 italiane del momento. Inoltre il dibattito odierno fa emergere un incomprensibile desiderio di bocciare persone adulte che hanno solo bisogno di trovare la loro strada. Anche perch\u00e9 l\u2019esame di stato dovrebbe aprire un discorso su come si valuta nelle scuole e perch\u00e9 \u2013 ad esempio \u2013 nell\u2019esame di stato fioccano i 14 e i 15, mentre i 9 e i 10 durante l\u2019anno non sono poi cos\u00ec frequenti. La valutazione degli apprendimenti all\u2019italiana \u00e8 uno dei grandi enigmi irrisolti: non sta in piedi, produce dispersione, ma nessuno la discute veramente.Tra l\u2019altro l\u2019Italia non ha un piano di recupero reale e lo studente bocciato ripete le stesse cose gi\u00e0 fatte l\u2019anno prima, nella speranza che le faccia meglio, il che spesso \u00e8 una pura assurdit\u00e0. Produrre dispersione a 14 e 15 anni \u00e8 gi\u00e0 una brutta cosa, soprattutto se non si hanno le idee chiare su come si recupera, diventa una pura follia se lo si fa coi ventenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il raccordo tra alternanza scuola lavoro, revisione dei curricoli disciplinari, valutazione che integra il non formale e l\u2019informale con il formale mostra la necessit\u00e0 che il Piano Nazionale di Formazione del personale docente affronti e in fretta un progetto per i nostri studenti del secondo ciclo messi a contatto con le sfide della societ\u00e0 della conoscenza, ma oggi attraverso una battaglia di saperi che si vogliono sopraffare a vicenda e che richiedono tuttologie in funzione dell\u2019esame di stato, che \u2013 cos\u00ec com\u2019\u00e8 organizzato \u2013 sta tra l\u2019inutile e il dannoso, perch\u00e9 non aggiunge nulla a chi \u00e8 gi\u00e0 bravo o molto bravo e costringe ad una faticosa preparazione chi non riesce a seguire tutto ed \u00e8 cos\u00ec costretto a trascurare la scelta universitaria o l\u2019esplorazione preventiva del mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo serva un sistema di valutazione per crediti disciplinari che si connetta a quello dei crediti per l\u2019esame finale, in modo che venga tolta al docente di classe almeno una parte della sua univocit\u00e0 valutativa, che troppo spesso si trasforma nel valutare l\u2019adeguamento dello studente a ci\u00f2 che ha detto il docente stesso. Mentre invece quello di cui c\u2019\u00e8 bisogno oggi \u00e8 che gli studenti si colleghino direttamente agli statuti scientifici delle discipline, non necessariamente mediati da una manualistica di parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019UNIVERSITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il terzo elemento di questo progetto culturale necessario alla nostra scuola riguarda l\u2019universit\u00e0. Le dinamiche interne agli atenei non interessano pi\u00f9 nessuno e dovrebbero aver stancato anche i docenti universitari. Le universit\u00e0 dovrebbero puntare a rendere misto il quinto anno almeno dei licei: lo studente dovrebbe frequentare parte dell\u2019anno a scuola e parte all\u2019universit\u00e0 accumulando crediti per il voto finale dell\u2019esame di stato e per il primo anno universitario. Si vedrebbero alla prova le vocazioni e le capacit\u00e0 dentro un triangolo virtuoso formato da studente, scuola e universit\u00e0 per il successo formativo dello studente adulto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa modalit\u00e0 \u201cnordica\u201d prevede un aumento dell\u2019autonomia dello studente che costruisce insieme ai due soggetti deputati alla formazione e all\u2019apprenduimento il proprio percorso. In questo scenario l\u2019alternanza scuola lavoro costruisce in terza e in quarta lo scenario entro cui avviene la scelta. Diventando in quinta il punto pi\u00f9 alto del progetto per gli Istituti Tecnici e Professionali e l\u2019esperienza attraverso cui lo studente liceale scopre che specialismo vuol affrontare all\u2019universit\u00e0. Delle lamentele dell\u2019universit\u00e0 sulla poca preparazione di molti studenti non se ne pu\u00f2 pi\u00f9, come non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 dei corsi fatti per soddisfare le presunte competenze dei docenti e non le reali esigenze di una formazione superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello che \u00e8 certo \u00e8 che non si pu\u00f2 restare fermi all\u2019idea che contro la dispersione scolastica e universitaria le armi da usare siano i brutti voti e le bocciature. Va rivisto l\u2019impianto generale e strutturale attraverso un progetto realistico e non nostalgico. Cos\u00ec la notte prima degli esami magari si dorme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alternanza scuola lavoro. Esame di Stato. Universit\u00e0. Adesso serve il progetto di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 I recenti sviluppi della legge 107 del 13 luglio 2015 hanno portato all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica alcune questioni scolastiche aperte, che per\u00f2 si stanno confondendo nel confuso dibattito che ormai si svolge senza soluzione di continuit\u00e0 tra gli \u201cesperti\u201d di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-695","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=695"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":698,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions\/698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}