{"id":700,"date":"2017-02-19T20:27:13","date_gmt":"2017-02-19T19:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=700"},"modified":"2017-02-23T20:37:31","modified_gmt":"2017-02-23T19:37:31","slug":"autonomia-didattica-e-organizzativa-come-area-tematica-prioritaria-della-formazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=700","title":{"rendered":"Autonomia didattica e organizzativa come area tematica prioritaria della Formazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-702\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/imagesLNWOB6YD-150x150.jpg\" alt=\"imagesLNWOB6YD\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Autonomia didattica e organizzativa come area tematica prioritaria della Formazione<script type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\nwindow.addEvent('load', function() {\n\t\t\t\tnew JCaption('img.caption');\n\t\t\t});\nfunction keepAlive() {\tvar myAjax = new Request({method: \"get\", url: \"index.php\"}).send();} window.addEvent(\"domready\", function(){ keepAlive.periodical(840000); });\n\/\/ ]]><\/script><em><span class=\"art-postdateicon\"><br \/>\n<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><span class=\"art-postauthoricon\">di\u00a0 Antonio Valentino<\/span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"art-main\">\n<div class=\"art-sheet clearfix\">\n<div class=\"art-layout-wrapper\">\n<div class=\"art-content-layout\">\n<div class=\"art-content-layout-row\">\n<div class=\"art-layout-cell art-content\">\n<div class=\"item-page\">\n<article class=\"art-post\">\n<div class=\"art-postcontent clearfix\">\n<div class=\"art-article\">\n<p><strong>L\u2019autonomia nel PNF: una occasione di rilancio?\u00a0<\/strong>Come \u00e8 noto ai pi\u00f9, nel Piano nazionale di Formazione (PNF) le nove priorit\u00e0 del 2016-2019 (cap. 4) sono raggruppate secondo tre tipologie di \u2018competenze\u2019 (\u2018di sistema\u2019, \u2018per il 21\u00b0 secolo\u2019, \u2018per una scuola inclusiva\u2019).<br \/>\n<!--more--><em>L\u2019Autonomia didattica e organizzativa<\/em> (che nel <em>Regolamento dell\u2019Autonomia<\/em> &#8211; DPR 275\/99 &#8211; \u00e8 esplicitata negli artt. 4 e 5 che ne definiscono gli ambiti) \u00e8 collocata dentro le \u201c<em>competenze di sistema\u201d<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ser\/Downloads\/RdI%20versione%20ridotta%20(1).docx\"><sup><strong><sup>[1]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em> di cui \u00e8 un\u2019area tematica prioritaria.<\/p>\n<p>Tra queste \u201ccompetenze\u201d per\u00f2 stranamente non figura l\u2019<em>Autonomia di ricerca e sviluppo<\/em> (il terzo ambito) che non \u00e8 comunque disgiungibile dalle altre, per i ragionamenti che qui si svolgeranno.<\/p>\n<p>A lungo enfatizzata come opportunit\u00e0 fondamentale per il rinnovamento della scuola, l\u2019autonomia scolastica di fatto ha prodotto per\u00f2 pochi e poco significativi cambiamenti, per le tante ragioni che studi e convegni degli ultimi 15 anni hanno analizzato<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ser\/Downloads\/RdI%20versione%20ridotta%20(1).docx\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Ragioni che non possono comunque essere ignorate, se si vuole che l\u2019<em>operazione formazione<\/em>, messa in campo col PNF, dia frutti.<\/p>\n<p>Certamente una ragione \u00e8 venuta meno: la formazione ha finalmente ottenuto un posto di rilevanza strategica nelle politiche pi\u00f9 recenti, in termini sia di ridisegno complessivo di forme e <em>governance<\/em>, sia di risorse messe in campo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autonomia come una priorit\u00e0 della formazione: ma come? <\/strong><\/p>\n<p>Interessa in primo luogo annotare, a proposito della <em>priorit\u00e0<\/em> che qui si considera, che l\u2019Autonomia di cui si parla nel PNF assume ovviamente le tematiche degli articoli del DPR citato, ma va oltre, prospettando nuovi \u201ccontenuti chiave\u201d e nuove \u201clinee strategiche\u201d: Leadership partecipata e Comunit\u00e0 professionale, Comunit\u00e0 di pratiche e Modelli organizzativi, per citarne alcuni.<\/p>\n<p>Vi si pu\u00f2 certamente cogliere, in questo all\u2019allargamento di orizzonti (che, tra l\u2019altro, diverse scuole hanno gi\u00e0 sperimentato o stanno sperimentando, <em>in autonomia<\/em>), un tratto impegnativo e promettente della nuova formazione prospettata dal Piano Nazionale.<\/p>\n<p><strong>Le linee strategiche della prima area. I punti di attenzione nel testo ministeriale<\/strong><\/p>\n<p>Ma entriamo <em>in media res <\/em>per cogliere senso e direzioni di marcia rispetto a questa <em>priorit\u00e0<\/em>, illustrata nel punto 1 del capitolo 4.<\/p>\n<p>Nel quale si riportano in sequenza: i <em>Contenuti chiave dell\u2019area<\/em>; le <em>Linee strategiche<\/em>, che \u00e8 la parte pi\u00f9 interessante; i <em>Destinatari<\/em> (esemplificazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019analisi delle linee strategiche permette di evidenziare <strong>tre aree di attenzione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Una prima<\/em><\/strong>, che evidenzia <em>gli ambiti tematici<\/em> a cui potr\u00e0 essere esteso l\u2019esercizio dell\u2019autonomia; e cio\u00e8<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019utilizzo funzionale delle risorse professionali<\/li>\n<li>la costruzione di comunit\u00e0 professionali<\/li>\n<li>sviluppo di forme di leadership educativa e di modelli organizzativi che la rendano praticabile<\/li>\n<li>potenziamento dell\u2019Offerta Formativa<\/li>\n<li>la costruzione di una <em>governance<\/em> territoriale non dirigistica e centralistica.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Una seconda<\/em><\/strong>, che evidenzia <em>le competenze necessarie e le modalit\u00e0 di lavoro<\/em> pi\u00f9 appropriate per un esercizio produttivo dell\u2019Autonomia:<\/p>\n<ul>\n<li>progettare (in modo partecipato)<\/li>\n<li>lavorare in modo collaborativo<\/li>\n<li>valutare le nuove proposte che si intendono mettere in campo e gestirle con professionalit\u00e0<\/li>\n<li>rendicontare<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Una terza<\/em><\/strong>, attenta a rimarcare <em>senso e valore della cultura dell\u2019autonomia<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Caratterizzare una Istituzione Scolastica<\/li>\n<li>sperimentare ed implementare l\u2019innovazione<\/li>\n<li>allargare il quadro delle opportunit\u00e0 formative.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la prima area potr\u00e0 rendere pi\u00f9 facile individuare le tematiche dei corsi, la seconda solleciter\u00e0 a curare \/ rafforzare \/ allineare le competenze necessarie per definire correttamente tappe e strategie, risorse e destinatari, ecc..<\/p>\n<p>Delle tre aree, la terza \u00e8 quella che esprime il senso e la direzione di marcia dei percorsi su questa <em>priorit\u00e0<\/em>. Senso e direzione di marcia che possono essere resi evidenti da azioni e comportamenti professionali che meglio esprimono la cultura dell\u2019autonomia. Come ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>sviluppare consapevolezze e atteggiamenti che valorizzino progettualit\u00e0, ricerca e sperimentazione, in contrapposizione alogiche di natura impiegatizia o comunque meramente esecutive;<\/li>\n<li>mettere in discussione, <em>da un lato<\/em>, l\u2019equazione di comodo: autonomia = libert\u00e0 di insegnamento (male intesa) che legittimi comportamenti individualistici e autoreferenziali; <em>dall\u2019altro<\/em>, far cogliere l\u2019importanza del condividere obiettivi e strategie, attraverso percorsi formativi in cui si sperimenti il valore aggiunto di ambienti di lavoro collegiale curati e motivanti, dello scambio di esperienze professionali, della cooperazione;<\/li>\n<li>superare la visione distorta e povera per cui ogni scuola sia una monade e le reti siano marchingegni organizzativi che fanno solo perdere tempo. Frutto probabilmente di esperienze mal costruite.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le consapevolezze al centro di una cultura dell\u2019autonomia da rilanciare <\/strong><\/p>\n<p>Le considerazioni precedenti, su ci\u00f2 che ci si dovrebbe aspettare da una formazione sui temi dell\u2019autonomia (per i suoi tre ambiti), acquistano una base pi\u00f9 solida alla luce del dibattito e dei progetti di rinnovamento (in verit\u00e0 piuttosto confuso) degli anni \u201890 e dei primi del nuovo secolo.<\/p>\n<p>Penso, per esempio, che andrebbe riscoperta la prima ragion d\u2019essere dell\u2019autonomia, che fu fenomeno europeo prima ancora che italiano a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201980. <strong><em>Il cui senso primo sta nel suo essere risposta alle questioni della scuola come organizzazione complessa \u2013 in una societ\u00e0 complessa. <\/em><\/strong>Ritengo che questo aiutiin primo luogo a rendersi conto che lavorarci \u2013 in questa organizzazione complessa &#8211; \u00e8 impresa particolarmente impegnativa, che richiede per i suoi operatori un pi\u00f9 di competenze e professionalit\u00e0 e quindi di formazione; ma anche di autonomia di visione e di azione cooperativa.<\/p>\n<p>Rilanciarla come strategia importante e necessaria (facendo per\u00f2 tesoro delle esperienze pregresse e intervenendo in modo conseguente) andrebbe visto pertanto come obiettivo non secondario dentro l\u2019operazione complessiva di questo PNF.<\/p>\n<p><strong>Le tematiche<\/strong><\/p>\n<p>Tra <strong>le tematiche,<\/strong><em> riferite nel PNF all\u2019autonomia didattica e organizzativa,<\/em> tenderei a privilegiare quelle che meglio potrebbero sollecitare autonomia progettuale e operativa e quindi attitudini e competenze per fare buona scuola &#8211; che \u00e8 la cosa che conta -. Ne segnalo soprattutto le seguenti:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>Il Piano triennale dell\u2019offerta formativa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Obiettivi<\/em>: 1. approfondire le opportunit\u00e0 di collocare su un arco triennale gli obiettivi e il senso dell\u2019\u201didentit\u00e0 culturale e progettuale\u201d dell\u2019istituto; 2. rivisitare il Piano di scuola in termini di <em>caratterizzazione <\/em>dell\u2019offerta formativa e della sua organizzazione, in direzione di una sua maggiore efficacia; valorizzandone cultura e risorse professionali e ambientali (<strong>v. Quadro 1<\/strong>);<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>Dal Piano alla Progettazione dei moduli di formazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Obiettivo<\/em>: sviluppare le competenze del pianificare e progettare (conoscere, studiare, sperimentare i modelli pi\u00f9 adatti per il mondo della scuola e le logiche ad essi sottese);<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>La scuola come comunit\u00e0 professionale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Obiettivi<\/em>: chiarirne il senso e la <em>visione (come prefigurarsi il traguardo<\/em>), ricercare tracce nelle esperienze gi\u00e0 fatte; definire le condizioni: clima di scuola e condizioni organizzative per favorire produttivit\u00e0 e protagonismo dei vari luoghi della collegialit\u00e0 delle scuole;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>Leadership partecipata e lavoro cooperativo tra i docenti<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><em>Obiettivi<\/em>: come per il punto precedente.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div>\n<p align=\"right\"><strong>Quadro 1<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Un buon Piano formativo di scuola: Le voci<\/strong><\/p>\n<p>Un buon Piano formativo di scuola &#8211; dove le priorit\u00e0 del RAV tenderanno a incrociarsi con le priorit\u00e0 del PNF &#8211; dovrebbe prevedere, sulla base delle linee guida del PNF e di alcune integrazioni suggerite dal buon senso,<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>ambiti tematici e professionali<\/em><\/strong> per i quali a fare da bussola sono le priorit\u00e0 del RAV (PdM) e le esigenze formative individuate e condivise come prioritarie<\/li>\n<li>l\u2019utilizzo, nella gestione dei corsi, di <strong><em>tecnologie informatiche e metodologie attive<\/em><\/strong> non pi\u00f9 eludibili (laboratori, workshop, ricerca-azione, <em>peer review<\/em>, \u201ccomunit\u00e0 di pratiche\u201d come articolazioni delle comunit\u00e0 professionali, sviluppo e ricerca azione dei percorsi previsti, ecc.)<\/li>\n<li>una <strong><em>formazione specifica<\/em><\/strong> per le figure di coordinamento e organizzazione<\/li>\n<li><strong><em>la ricaduta sulle pratiche quotidiane<\/em><\/strong> delle decisioni e scelte maturate nei vari luoghi della formazione<\/li>\n<li>una figura di staff specifica<\/li>\n<li><strong><em>Unit\u00e0 formative<\/em><\/strong> che comprendano, differenti opportunit\u00e0 culturali e professionali (corsi, attivit\u00e0 di ricerca didattica e valutativa, attivit\u00e0 di studio\u2026), definiti <em>flessibilmente<\/em> nei contenuti, nella durata e nei risultati attesi. Tra queste un posto non residuale dovrebbe essere sempre previsto per i vari luoghi della collegialit\u00e0 di Istituto visti come potenziali comunit\u00e0 di pratiche e strutturate e formate conseguentemente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un buon PFI di scuola dovr\u00e0 anche preoccuparsi di <strong>rinviare, specificandole ed evidenziandole, alle<\/strong> varie buone opportunit\u00e0 formative del territorio.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta con tutta evidenza di tematiche tra le pi\u00f9 dibattute di questi anni, su cui si sono realizzate esperienze anche significative che sono per\u00f2 rimaste dove sono nate; la sfida \u00e8 che su di esse ci si formi e si sperimenti in modo diffuso \u2013 sempre in percorsi di formazione -, riconsiderandole nella visione che \u00e8 propria di una cultura dell\u2019autonomia: che \u00e8 al tempo stesso un valore aggiunto e un fattore propulsivo.<\/p>\n<p><strong>I destinatari. <\/strong><\/p>\n<p>La questione dei destinatari non \u00e8 di poco conto. La L. 107 parla di formazione <em>obbligatoria<\/em> (oltre che <em>strutturale e permanente<\/em>). Opportunamente. Anche se alcuni punti sono ancora da chiarire. Ma il discorso che mi sembra preliminare \u00e8 quello della motivazione tra gli insegnanti soprattutto in questa stagione. E si lega al clima che c\u2019\u00e8 nelle nostre scuole, che, se non \u00e8 di disimpegno, non \u00e8 neanche di grande disponibilit\u00e0. Va aggiunto che la situazione, proprio sul fronte della formazione, \u00e8 tuttora confusa. Certamente si stanno impegnando al meglio le Scuole Polo degli ambiti e si stanno \u201callenando\u201d le varie agenzie formative. Ma l\u2019esito appare ancora molto incerto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la sfida pi\u00f9 promettente adesso pu\u00f2 probabilmente essere quella di privilegiare come luoghi della formazione soprattutto le istituzioni scolastiche e di darsi come obiettivo prioritario quello di <strong><em>formare, coltivare e valorizzare, nei vari moduli e corsi che si organizzano, docenti della scuola disponibili, motivati e possibilmente gi\u00e0 dentro ruoli organizzativi<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 condivisibile l\u2019indicazione del PNF, almeno per i corsi sull\u2019autonomia didattica e organizzativa, di individuare in questa fase i destinatari e co-progettisti delle attivit\u00e0 di formazione tra gli insegnanti che coprono funzioni specifiche (Referenti di istituto, funzioni strumentali, figure di coordinamento nei Cdc o nei Dipartimenti, tutor, responsabili di commissioni o progetti, incaricati figure di presidio \u2026).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 buona cosa anche che il personale comunque interessato abbia accesso ai corsi comunque predisposti.<\/p>\n<p>L\u2019indicazione \u2013 poi &#8211; del PNF di inserire, tra i destinatari delle proposte formative su quest\u2019area, anche il personale ATA interessato \u00e8 certamente cosa saggia e opportuna. Occorrer\u00e0 ricordarsene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il problema della motivazione<\/strong><\/p>\n<p>Quello che infine mi sembra opportuno riprendere e ribadire, non solo con riferimento ai contenuti e alle forme di una crescita professionale sui temi dell\u2019autonomia, \u00e8 che, in questa fase, l\u2019attenzione, da parte di chi ne ha responsabilit\u00e0, va soprattutto rivolta a <strong>rendere <\/strong><strong>motivante la formazione<\/strong>. Perci\u00f2 particolare attenzione nella progettazione e organizzazione dei corsi dovrebbe essere dedicata<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>ad accantonare<\/em><\/strong> definitivamente in modo programmatico la modalit\u00e0 finora pi\u00f9 gettonata: le conferenze\u00a0cattedratiche tutte\u00a0giocate sulla lezione frontale;<\/li>\n<li><strong><em>a riservare<\/em><\/strong><strong><em> attenzione e impegno<\/em><\/strong> alle attivit\u00e0 che siano in primo luogo risposta ai problemi del fare buona scuola e modalit\u00e0 concreta per realizzare i miglioramenti previsti dal PdM;<\/li>\n<li><strong><em>ad assumere sperimentalmente &#8211; <\/em><\/strong>come luoghi potenzialmente promettenti della formazione &#8211; \u00a0ambiti aggregati di lavoro collegiale (CdC, Dipartimenti \u2026).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E guardando al futuro prossimo \u2013 e sempre con riferimento al problema della motivazione \u2013 bisognerebbe cominciare a lavorare all\u2019ipotesi di <strong><em>r<\/em><\/strong><strong><em>iconoscere le attivit\u00e0 funzionali<\/em><\/strong> (progettazione formativa, organizzativa, curricolare, analisi dei casi, PdM, criteri e forme e prove di valutazione \u2026)\u00a0 <em>opportunamente strutturate, connotate e documentate<\/em>, come attivit\u00e0 di formazione \u2013 autoformazione sul campo, e <strong><em>come tali assolventi l\u2019obbligo formativo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Ma anche di riaprire la discussione sulle modalit\u00e0 di <strong><em>valorizzazione della professionalit\u00e0<\/em><\/strong> come fattore tra i pi\u00f9 motivanti e sensati per una formazione che incroci anche il problema delle sue ricadute. Considerato che l\u2019attuale meccanismo ha creato pi\u00f9 lacerazioni che motivazione e disponibilit\u00e0 a impegnarsi nelle scuole.<\/p>\n<p>Ma qui siamo oltre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ser\/Downloads\/RdI%20versione%20ridotta%20(1).docx\">[1]<\/a> Che qui si preferisce intendere come \u201cazioni formative garantite dal MIUR e sviluppate attraverso le diverse modalit\u00e0 a disposizione (\u2026) e differenti partner\u201d (Cap. 4: <em>Come utilizzare il capitolo)<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ser\/Downloads\/RdI%20versione%20ridotta%20(1).docx\">[2]<\/a> Ragioni che vanno dalla precariet\u00e0 endemica del personale alle \u2018reggenze\u2019 che continuano a pesare sui dirigenti scolastici chiamati a dividersi tra scuola di titolarit\u00e0 e scuola \u201caggiunta\u201d; dal susseguirsi di riforme che riformavano poco ma disorientavano molto, accrescendo difficolt\u00e0 e problemi, alla scarsissima attenzione dedicata ai problemi della formazione; da una politica del personale disattenta e miope alle\u00a0 spinte spesso pesantemente dirigististiche\u00a0 e neo centralistiche\u00a0 che hanno caratterizzato in negativo la gestione ministeriale della scuola pubblica\u2026.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autonomia didattica e organizzativa come area tematica prioritaria della Formazione di\u00a0 Antonio Valentino L\u2019autonomia nel PNF: una occasione di rilancio?\u00a0Come \u00e8 noto ai pi\u00f9, nel Piano nazionale di Formazione (PNF) le nove priorit\u00e0 del 2016-2019 (cap. 4) sono raggruppate secondo tre tipologie di \u2018competenze\u2019 (\u2018di sistema\u2019, \u2018per il 21\u00b0 secolo\u2019, \u2018per una scuola inclusiva\u2019).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=700"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":703,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions\/703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}