{"id":713,"date":"2017-03-11T22:24:43","date_gmt":"2017-03-11T21:24:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=713"},"modified":"2017-03-11T23:59:10","modified_gmt":"2017-03-11T22:59:10","slug":"il-piano-formazione-nellarea-metropolitana-milanese-che-dire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=713","title":{"rendered":"Il Piano Formazione nell\u2019area metropolitana milanese. Che dire?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-715\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/formazione2-150x150.jpg\" alt=\"formazione2\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Il Piano Formazione nell\u2019area metropolitana milanese. Che dire?<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Antonio Valentino<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0La preoccupazione assente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 far fallire anche questa opportunit\u00e0 che si offre con il Piano Nazionale per la Formazione in servizio (PNF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, per come si stanno mettendo le cose in non poche realt\u00e0, non \u00e8 facile prevedere esiti che migliorino la situazione. Dove <em>migliorare<\/em> significa creare un clima interno alle scuole che offra elementi e stimoli per cercare di<strong> \u201criconciliare\u201d gli insegnanti con la formazione<\/strong>. Sembra questo, nell\u2019attuale fase, l\u2019obiettivo strategico; essendo la formazione, soprattutto per chi lavora nella scuola, un po\u2019 come l\u2019acqua per i pesci.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, al riguardo, si vuole <em>fare focus<\/em> \u2013 come si dice &#8211; sulla situazione che si \u00e8 venuta a creare nell\u2019area metropolitana milanese &#8211; che comprende ben 6 ambiti (intorno alle 360 scuole) \u2013; situazione che risulta, sulla base di dati e segnalazioni raccolti,\u00a0 di non trascurabile difficolt\u00e0, per i\u00a0 dissapori e il malessere che si sono venuti a creare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dissapori e malessere, avvertiti gi\u00e0 dai primi passi (le modalit\u00e0 di rilevazione di bisogni e attese) e cresciuti con la gestione dei processi successivi, riguardanti la definizione dell\u2019offerta complessiva (il \u201cCatalogo\u201d) e la previsione dei progetti di formazione e la loro realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo ha appesantito ulteriormente il clima di disorientamento e sfiducia che si respira nelle nostre scuole (e non solo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto accusa \u00e8 soprattutto il taglio dirigistico che ha caratterizzato finora la gestione dell\u2019intera operazione e che si \u00e8 concretizzato nella scarsa apertura di alcune\u00a0 Scuole Polo (per fortuna non tutte) a contributi di altri Istituti e dei loro dirigenti. E ci\u00f2 a motivo di una prevalente gestione leaderistica \u2013 come \u00e8 stato detto da alcuni DS &#8211; che ha impedito, in occasioni spesso importanti, la diversificazione delle posizioni, anche a fronte di evidenti specificit\u00e0 degli Ambiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dissapori e contrariet\u00e0 riguardano anche la proposta complessiva di formazione, le direzioni di marcia e il loro segno, ma soprattutto il loro senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste settimane si sta procedendo, da parte delle Scuole Polo, nella progettazione delle varie proposte formative, nella scelta dei formatori e nella assegnazione dei corsi alle scuole; che sono operazioni per molti versi fondamentali dell\u2019intero processo. Cosa aspettarsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019area metropolitana milanese: le scelte, l\u2019approccio, le proposte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumo qui una serie informazioni su aspetti fondamentali dell\u2019operazione messa in campo, ma anche interrogativi e problemi, per meglio collocarsi rispetto alle questioni pi\u00f9 problematiche ancora aperte.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><em>Temi\/ argomenti dei corsi<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 febbraio \u00e8 stato reso noto il \u201cCatalogo\u201d dell\u2019offerta dei 6 Ambiti dell\u2019Area Metropolitana. Si tratta di un documento ponderoso, preceduto da rilevazioni su tutte le scuole dei sei Ambiti, che prevede, per ciascun corso, oltre al titolo, un <em>abstract <\/em>(sostanzialmente, un insieme di parole chiave riconducibili all\u2019area tematica del titolo), lista degli obiettivi, destinatari, metodologia, durata. Il \u201cCatalogo\u201d comprende 40 titoli \u2013 aggregati, con molta buona volont\u00e0 e un pi\u00f9 di fantasia, in capitoli distinti, intestati ciascuno a una delle nove tematiche prioritarie del PNF per il triennio 2016-2019. I corsi complessivi da attivare si stima possano aggirarsi intorno ai 100 per i sei ambiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pochi DS hanno parlato, a proposito dell\u2019offerta programmata (il <em>Catalogo<\/em>, appunto), di una sorta di supermercato dove ognuno prende quello che vuole, a prescindere. Considerazione difficilmente contestabile.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong><em>Il format dei corsi <\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura scelta per i corsi prevede \u2013 sulla falsa riga di quanto \u00e8 avvenuto un po\u2019 dovunque \u2013 Unit\u00e0 formative di 25 ore. E questo, anche se nelle linee guida del PNF non si parla di monte ore, n\u00e9 si definiscono articolazioni interne vincolanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece qui si prospetta un <em>format<\/em> con caratteristiche ben definite:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>3 ore di formazione frontale in presenza: <\/strong>che possono essere poche quando si tratta di introdurre o sviluppare temi impegnativi e\/o innovativi, con cui \u00e8 possibile che la maggior parte dei docenti non abbia familiarit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>6 ore in presenza,<\/strong> per attivit\u00e0 laboratoriali. A fronte della pluralit\u00e0 delle articolazione dei temi proposti (vedi l\u2019<em>abstract<\/em> dei singoli corsi \u2013 con numerose parole chiave o articolazioni del tema)<em>, <\/em>non si capisce quali aspettative concrete si possano ipotizzare.<\/li>\n<li><strong>13 ore di approfondimento individuale, <\/strong>su cui finora non si hanno ancora indicazioni precise. <em>Computer based<\/em>? Come saranno valutate?<\/li>\n<li><strong>3 ore di restituzione: <\/strong>un incontro in presenza con il formatore o la formatrice del primo incontro (o dei primi 3 incontri?) che, si presume, dovr\u00e0 fornire indicazioni sulla possibile ricaduta del percorso nella singola scuola.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interrogativo a questo punto \u00e8: non c\u2019\u00e8 il rischio che questa scelta si riveli una gabbia rigida, non in grado di intercettare bisogni e aspettative e permettere approcci opportunamente diversificati, in base alle diverse situazioni delle scuole?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong><em>Sedi<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento della raccolta delle iscrizioni ai corsi, non sono ancora definite. Anche questo aspetto costituisce un deterrente: non avere certezze sul luogo di svolgimento degli incontri non facilita la motivazione.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong><em>Formatori<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il punto di maggiore criticit\u00e0. Chi saranno? Quali competenze dovranno possedere? Esperti della diverse aree tematiche? Metodologi? Tutor? Dovrebbe essere la Scuola Polo di ciascun ambito a predisporre i bandi per la scelta. Chi far\u00e0 parte della commissione incaricata di scegliere i formatori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avranno un ruolo le strutture di coordinamento d\u2019ambito? E i DS?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><strong><em>Tempi<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Le iscrizioni ai corsi devono essersi concluse in questi giorni.\u00a0 Ben che vada i corsi inizieranno a fine marzo (a procedere ovviamente con la sesta inserita e col piede sull\u2019acceleratore) e dovranno concludersi entro maggio, perch\u00e9 poi gli insegnanti delle secondarie in giugno e per le prime settimane di luglio hanno altro per la testa. Come conciliare tempi cos\u00ec stretti con la struttura ipotizzata per i corsi, soprattutto con le 13 ore di approfondimento personale? Sembra che al riguardo si aprano degli spiragli. Si \u00e8 in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre qui considerare la situazione conflittuale che si \u00e8 creata in molti collegi a proposito dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dei corsi.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><strong><em>La questione \u201cFinanziamenti\u201d<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica della rete va benissimo.\u00a0 Ma \u2013 \u00e8 stato anche sottolineato da pi\u00f9 parti &#8211; andava prevista la possibilit\u00e0 per le singole scuole di accedere a una quota di finanziamenti per particolari esigenze formative, se sono espressione di bisogni che il collegio (o una parte di esso) ha avvertito magari come conseguenza, ad esempio, di particolari lavori \/ricerche intraprese in coerenza con il Piano di Miglioramento e\/o il PTOF. Il problema \u00e8 stato sollevato da alcuni presidi delle Scuole Polo e dalle varie strutture di coordinamento d\u2019ambito. Argomento tabu per l\u2019USR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le criticit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono essere cos\u00ec raggruppate e sintetizzate:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Le scuole sono presenti nel Piano essenzialmente come fruitori di una offerta<\/strong>: sulla quale sono state ovviamente sentite, ma rispetto alla quale non hanno avuto, sostanzialmente, voce in capitolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domanda: dove \u00e8 finita l\u2019autonomia didattica e organizzativa che viene indicata come la prima delle nove priorit\u00e0 nel PNF di questo triennio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno ignora i problemi che hanno molte scuole a sviluppare cultura organizzativa e professionale sui temi della formazione e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era per\u00f2 sembrato di capire che <strong>il senso e l\u2019obiettivi della nuova formazione,<\/strong> prefigurata nel PNF, doveva anche innescare processi di responsabilizzazione e di pi\u00f9 autentica autonomia progettuale e organizzativa delle scuole.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Il ruolo dei DS delle scuole dei vari ambiti<\/strong>, in questa partita, appare quasi insignificante; sostanzialmente: trasmettitore di informazioni e decisioni maturate altrove e anche un po\u2019 \u201ccontrollore controllato\u201d. Eppure dovrebbe essere la risorsa pi\u00f9 importante per motivare gli insegnanti pi\u00f9 dubbiosi o ostili e puntare a riconciliarli con il senso e il valore della formazione, ma su un progetto partecipato.<\/li>\n<li><strong>Del modello di scuola come comunit\u00e0 professionale<\/strong> &#8211; di cui pure si parla nelle linee guida del PNF &#8211; che valorizza le esperienze professionali dei docenti, neanche l\u2019ombra. <strong>Cos\u00ec come l\u2019aggancio con il RAV e i PdM<\/strong> che hanno impegnato le scuole negli ultimi due anni e rispetto ai quali la formazione doveva fornire idee e gambe per camminare.<\/li>\n<li>Nel passaggio dalle linee guida del PNF \u2013 che prevedono il coinvolgimento delle scuole degli ambiti attraverso i loro DS (e non solo) &#8211; alla pianificazione centralizzata delle attivit\u00e0, si registra uno<strong> iato consistente. La percezione che hanno avuto tanti DS \u00e8 stata spesso quella di uno scavalcamento, da parte di alcune scuole polo (la maggioranza?) dell\u2019Area metropolitana, che ha di fatto <\/strong>inibito l&#8217;azione autonoma degli Ambiti, anzich\u00e9 promuoverla fornendo consulenza. La costituzione di un unico Catalogo provinciale \u00e8 un po\u2019 il risultato finale di questa operazione.<\/li>\n<li><strong>I tempi<\/strong> <strong>incongrui<\/strong> per la realizzazione dei corsi, oltre all\u2019assoluta <strong>sottovalutazione della situazione di disorientamento<\/strong> che regna nelle scuole anche per la gestione dei vari passaggi del processo, sono tra i punti pi\u00f9 problematici dell\u2019intera operazione. \u201cAncora una volta, il conflitto tra pressione politica a fare presto cose molto visibili e inerzia culturale e operativa dell&#8217;apparato burocratico finisce con lo bruciare le scelte forti della 107\u201d: \u00e8 il giudizio sconsolato di un DS.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tre proposte per l\u2019immediato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinviando alla rendicontazione finale dell\u2019intera operazione una riflessione serrata su questo modo di fare formazione, sulle tendenze che continuano a prevalere e dei guasti che ne derivano,\u00a0 la domanda che ci si pone adesso \u00e8 essenzialmente la seguente: nella situazione data &#8211; anche con l\u2019obiettivo di rendere possibile una progettazione dell\u2019offerta formativa\u00a0 e una scelta dei formatori condivise dai gruppi di supporto delle sei Scuole Polo &#8211; sono possibili proposte che possano ancora introdurre elementi che aiutino a recuperare la situazione? E a cosa tali proposte dovrebbero essere soprattutto attente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che una possibile risposta dovrebbe contenere direzioni di lavoro su cui possa essere facile convenire, a motivo della loro urgenza e del loro senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Occorrerebbe, per esempio, in primis, dilatare i tempi fino a met\u00e0 dicembre<\/strong>, distribuendo i corsi con modalit\u00e0 pi\u00f9 distese. E ci\u00f2 allo scopo di favorire<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>una progettazione pi\u00f9 accurata e meno rigida e piattamente uniforme dei percorsi e del modello di UF,<\/li>\n<li>una scelta pi\u00f9 mirata dei formatori<\/li>\n<li>la valorizzazione delle risorse professionali interne alle scuole.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si faciliterebbe inoltre, probabilmente, una partecipazione docente meno \u2018obbligata\u2019 e pi\u00f9 responsabile, che allo stato attuale corre il serio rischio di essere vissuta solo come una perdita di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una seconda proposta<\/strong>, pi\u00f9 operativa, dovrebbe riguardare <strong>la gestione delle 13 ore previste per l\u2019UF <\/strong>(accogliendo pertanto provvisoriamente il <em>format<\/em> delle 25 ore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi potrebbero essere i termini: \u201cUtilizzare questo tempo per condividere\/ lavorare \/ricercare\/sperimentare\/\u00a0 <strong>dentro le singole scuole<\/strong>, ipotizzando che da ogni scuola sia un gruppo di docenti, e non un singolo, a iscriversi a uno stesso corso. Il modello di riferimento \u00e8 quello dell\u2019autoformazione interna, unica dimensione in grado di produrre cambiamenti significativi nelle pratiche professionali. Ci vorrebbero per\u00f2 delle intese dentro le scuole, che possono maturare solo in un clima motivante<strong><em>\u201d<\/em><\/strong><em>.<\/em> (Clara Alemani)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Una terza<\/strong>, ma forse <em>la prima<\/em> per il suo significato, potrebbe essere quella di <strong>evitare scontri sulla obbligatoriet\u00e0<\/strong> della formazione, essendo ancora vigente la norma contrattuale che non la prevede. Si potrebbero invece pensare \u2013 almeno per quest\u2019anno &#8211; a <strong>dispositivi<\/strong> che spingano alla partecipazione e accrescano il livello di motivazione. Per esempio <strong>utilizzando i fondi per la valorizzazione del merito per riconoscere l\u2019impegno dimostrato nella partecipazione ai corsi<\/strong> ed eventualmente nella ricaduta degli stessi sull\u2019azione didattica (per quanto molto, molto ipotetica, visti i tempi). \u00c8 evidente che un passaggio di questo tipo richiede un <em>input<\/em> non ostativo da parte dell\u2019Amministrazione centrale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo nell\u2019immediato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In prospettiva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In prospettiva, va ovviamente ripresa e definita una proposta di lavoro, che potrebbe rappresentare una ipotesi promettente per risolvere il problema alle radici: <strong><em>legare la formazione ad un sistema di crediti \u2013 intrecciati \u2013 e portfolio, e quindi a progressione stipendiale e sviluppo di carriera (scatti triennali e crediti didattici, formativi e professionali). <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La consapevolezza da promuovere in questa fase \u00e8, comunque, chiarire e condividere un\u2019idea e un modello operativo che favorisca una formazione sul campo: ovviamente progettata, curata e articolata nelle diverse unit\u00e0 operative delle scuole (Cdc, dipartimenti, gruppi di progetto\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le linee guida del PNF offrono al riguardo indicazioni utili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta per\u00f2 di centrare questo obiettivo con meno giri di parole e dispersive digressioni. Abbandonando in primo luogo &#8211; a partire dall\u2019Amministrazione Centrale &#8211; una linea operativa dirigistica e centralistica, che continua a pesare e a condizionare negativamente tutti gli altri livelli del sistema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piano Formazione nell\u2019area metropolitana milanese. Che dire? di Antonio Valentino \u00a0La preoccupazione assente Non si pu\u00f2 far fallire anche questa opportunit\u00e0 che si offre con il Piano Nazionale per la Formazione in servizio (PNF). 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