{"id":723,"date":"2017-04-19T18:03:39","date_gmt":"2017-04-19T16:03:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=723"},"modified":"2017-04-19T18:03:39","modified_gmt":"2017-04-19T16:03:39","slug":"dirigenti-o-dipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=723","title":{"rendered":"Dirigenti o dipendenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-724\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thJJRW82BJ-150x150.jpg\" alt=\"thJJRW82BJ\" width=\"150\" height=\"150\" \/>\u00a0<strong>Dirigenti o dipendenti<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em>di Stefano Stefanel<\/em><\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli effetti della legge 107\/2015, detta anche forse con troppa enfasi \u201c<em>La Buona scuola<\/em>\u201d, sono stati assorbiti dai docenti in maniera estremamente veloce e sorprendente, e infatti le organizzazioni sindacali trovano molte difficolt\u00e0 a far sposare forme di lotta massicce contro la legge e i suoi effetti. E\u2019 evidente a tutti coloro che lavorano nella scuola che la legge ha portato molti pi\u00f9 soldi, molti pi\u00f9 docenti e molte pi\u00f9 possibilit\u00e0 ad un mondo che si \u00e8 sempre lamentato di avere poche risorse e poco personale.<!--more--> Anche gli oggettivi disservizi sono stati vissuti come momenti necessari alla crescita e non come fallimento della legge. Questo non vuol dire che tutti sono contenti, ma solo che l\u2019enfasi contro la legge e i suoi effetti ha avuto durata veramente brevissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Succede per\u00f2 che nel momento in cui il personale della scuola accetta gli esiti della legge, a suo tempo quasi unitariamente contestata, nasca la turbolenza nel mondo della dirigenza scolastica, che quella legge l\u2019aveva fortemente appoggiata. A far scattare la scintilla del malcontento e della protesta dirigenziale \u00e8 stata la valutazione dei dirigenti scolastici con ricaduta su carriera e retribuzione di risultato, che ha determinato una sotterranea ribellione in una parte consistente della categoria. Che i dirigenti scolastici non vogliano essere valutati non \u00e8 una grande novit\u00e0: nessun tentativo di valutazione dal 2000 ha avuto successo e nessun dirigente scolastico ha mai manifestato grandi dolori per la sua mancata valutazione. Che nascano proposte di reale mobilitazione da parte della categoria \u00e8 invece un inedito, anche perch\u00e9 il sindacato che pi\u00f9 aveva appoggiato la legge 107, e cio\u00e8 ANP, ha dovuto scoprirsi improvvisamente movimentista per non perdere iscritti a vantaggio dei sindacati generalisti e da subito contrari alla valutazione (a qualunque tipo di valutazione che non valuti tutti positivamente allo stesso modo, direi io), ma anche di quelli piccoli che stanno nascendo e che si mostrano agguerriti a difesa di una categoria che scopre giorno dopo giorno una vocazione al \u201clavoro dipendente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il dirigente statale per sua natura \u00e8 lo stato e come tale gli riesce difficile dissociare il suo ruolo da quello del suo \u201cdatore di lavoro\u201d. Questo diventa un vero problema quando il dirigente vive lo stato come una controparte. Nata come Associazione Nazionale Presidi, ANP ha mantenuto la sua denominazione anche dopo la trasformazione dei Presidi e dei Direttori didattici in Dirigenti. La dirigenza pare piaccia pi\u00f9 sulla carta che nella sostanza e nella modesta retribuzione, tant\u2019\u00e8 che da varie parti se ne chiede un ridimensionamento o un annullamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi pare molto interessante, dal punto di vista professionale e culturale, analizzare il documento del 6 aprile 2017 di ANP titolato \u201c<em>Organizzazione della protesta \u2013 Istruzioni per l\u2019uso<\/em>\u201d. Credo che la lettura di questo documento permetta di verificare nei dettagli la difficile convivenza nella stessa persona del concetto di dirigenza e del concetto di \u201cdipendenza\u201d: i dirigenti per loro natura rappresentano lo stato e sono chiamati a dare esecuzione, attraverso autonome decisioni, a ci\u00f2 che lo stato stabilisce debba essere eseguito. I dipendenti invece per loro natura eseguono ci\u00f2 che viene loro indicato da norme e contratti e hanno tutto il diritto di contrastare \u2013 entro regole stabilite \u2013 quanto il datore di lavoro (in questo caso lo stato) ha definito a livello di indirizzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Citer\u00f2 dunque di seguito le azioni di protesta cercando di inserirle dentro un\u2019analisi del rapporto tra l\u2019essere dirigenti e l\u2019essere dipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n\u00b0 1 &#8211;<\/em><\/strong> <strong><em>Non compilare il portfolio per la valutazione dei DS. <\/em><\/strong>La valutazione dei dirigenti scolastici nasce da precise riserve di legge previste dal d.lgs 165\/2001 e ribadite e dettagliate dalla legge 107\/2015. Questa disubbidienza civile potrebbe prefigurare la liceit\u00e0 di altre \u201cdisubbidienze\u201d del personale dipendente: se un dirigente \u201cimpone\u201d determinate procedure previste dalle legge (ad esempio tutto l\u2019iter documentativo dei docenti neo assunti) perch\u00e9 un dipendente non pu\u00f2 rifiutarsi di ottemperare visto che il dirigente in quanto dipendente lo ha fatto? In che modo poi un obbligo (l\u2019effettuare l\u2019iter valutativo previsto) pu\u00f2 essere disatteso da un dirigente? Anche perch\u00e9 una cosa \u00e8 il dirigente che per problemi di tempo, di connessione, fisici o personali non riesce a compilare nei tempi previsti il portfolio e un\u2019altra cosa \u00e8 invece la rivendicazione di non aver compilato il portfolio per protesta. Nel primo caso ci troviamo di fronte a un dirigente che non riesce a far fronte ad una procedura obbligatoria e che si giustificher\u00e0 o risponder\u00e0 della mancanza, nel secondo caso invece c\u2019\u00e8 un dipendente che attua una forma di protesta. Questo dipendente protestatario poi \u00e8 in una posizione dirigenziale per cui pu\u00f2 sanzionare il personale che non attua un suo ordine di servizio. Ci troviamo di fronte ad un dirigente che pu\u00f2 dare ordini di servizio al personale, ma che non pu\u00f2 riceverli e che disobbedisce ad una precisa norma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n\u00b0 2 &#8211; <\/em><\/strong><strong><em>Non operare la chiamata per competenze nel mese di agosto. <\/em><\/strong>La legge 107 ha dato al dirigente scolastico la competenza e il potere di effettuare una chiamata diretta dei docenti. Ci\u00f2 ha una forte ricaduta sulla parte del personale docente interessato alla chiamata in una scuola invece che in un\u2019altra. Pi\u00f9 alto \u00e8 il prestigio della scuola, pi\u00f9 vicina \u00e8 la scuola alla propria abitazione, pi\u00f9 la scuola \u00e8 consona alle proprie ambizioni, pi\u00f9 questa chiamata diretta pu\u00f2 pesantemente influire sulla vita di un docente. E\u2019 questa una tipica competenza dirigenziale, che non pu\u00f2 essere attribuita ad un dipendente. Il fatto che in prima applicazione questo esercizio di potere dirigenziale si sia ristretto a pochi casi, il fatto che tutto sia stato annacquato dentro procedure di mobilit\u00e0 atte a garantire i diritti dei docenti non significa che questa prerogativa non vi sia. In questo caso il dirigente che agisce come un dipendente, cio\u00e8 antepone i motivi di una protesta legata alla propria retribuzione o alla propria valutazione non ritenuta consona ad una prerogativa stabilita dalla legge, sta anteponendo quelle che sono sue rivendicazioni nei confronti dello stato di cui \u00e8 dirigente a quella che \u00e8 una tipica competenza dirigenziale. Rifiutando di operare la chiamata il dirigente delega al Miur il compito di operare quel tipo di mobilit\u00e0, trasformando una sua prerogativa nel mantenimento di un sistema che non prevede l\u2019intervento dirigenziale nella scelta del personale da assegnare a una scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n\u00b0 3 &#8211; Manifestare l\u2019indisponibilit\u00e0 ad assumere reggenze per il prossimo anno scolastico. <\/em><\/strong><strong><em>Utilizzare il modello allegato 1. Da inviare entro aprile come preannuncio e come forma di pressione politica; da reiterare nel momento in cui i vari USR comunicheranno l\u2019elenco delle sedi vacanti ed inviteranno a presentare manifestazioni di interesse. <\/em><\/strong>E\u2019 noto che una parte delle reggenze viene attribuita a chi si candida e una parte invece viene attribuita d\u2019ufficio. La reggenza \u00e8 nata quando lo stato ha sancito che per svolgere la funzione dirigenziale bisogna essere dirigenti. Con questa decisione ha azzerato la possibilit\u00e0 che docenti diventino dirigenti facenti funzione (incaricati) acquisendo titoli per pretendere poi un concorso riservato e quindi anche la possibilit\u00e0 che qualcuno possa sostituire il dirigente impedito nelle sue funzioni. Da qui logicamente l\u2019impossibilit\u00e0 di attribuire a docenti incarichi di presidenza o di lasciare scuole senza dirigente. In alcune regioni le reggenze sono veramente tantissime (a memoria direi che le regioni pi\u00f9 in difficolt\u00e0 attualmente sono Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia), ma ci sono anche molti idonei in altre regioni (mi pare soprattutto in Campania) che non hanno accettato di assumere una dirigenza in quelle regioni e non hanno perduto il titolo di idoneit\u00e0. Le reggenze nascono perch\u00e9 il dirigente deve essere sostituito solo da un dirigente (i vicari non esistono pi\u00f9, ma tutti li nominano: altra bella questione dirigenziale, l\u2019attribuzione di poteri delegati a chi non pu\u00f2 averne) e questo rafforza la dirigenza. Laddove per\u00f2 ci fosse la possibilit\u00e0 di rifiutare la reggenza ricevuta ecco che ci si troverebbe di fronte ad una dimensione propria del dipendente, che pu\u00f2 accettare o meno un incarico nell\u2019ambito del suo rapporto di dipendenza, mentre per sua natura il dirigente deve semplicemente accettare \u2013 senza poter esercitare alcuna pressione di tipo politico \u2013 ci\u00f2 che lo stato intende assegnargli. Le molte domande di reggenza indicano l\u2019esistenza di un forte numero di dirigenti che ritiene necessario far funzionare lo stato anche laddove \u00e8 pi\u00f9 scoperto, l\u2019invito a non accettare le reggenze significa invitare da una posizione dirigenziale a lasciare lo stato ad andare verso una sicura inefficienza (se non peggio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n\u00b0 4 &#8211; Non avanzare candidature per incarichi non obbligatori conferiti<\/em><\/strong> <strong><em>dall\u2019Amministrazione e ricusarli qualora se ne fosse investiti d\u2019ufficio<\/em><\/strong><strong><em>. Per esempio, non candidarsi per assumere l\u2019incarico di coordinatore dei gruppi di ricerca-azione o quella di supporto per la dimensione digitale nell\u2019ambito delle iniziative per la formazione dei dirigenti, che gli USR stanno promuovendo in questi giorni. Dare le dimissioni dagli incarichi non obbligatori gi\u00e0 rivestiti. <\/em><\/strong>Questo \u00e8 un altro punto molto interessante, perch\u00e9 mentre l\u2019invito a non candidarsi \u00e8 un invito che naturalmente ognuno pu\u00f2 seguire, anche al di fuori delle azioni di protesta, dimettersi da incarichi gi\u00e0 ricevuti non per cause di forza maggiore, ma per decisione di contrasto e di protesta appare quantomeno strano, soprattutto se quell\u2019incarico era stato conferito a seguito di domanda del dirigente. Entro questo perimetro si colloca la questione dei dirigenti scolastici che \u2013 come lo scrivente \u2013 si sono candidati a far parte dei Nuclei di Valutazione dei dirigenti scolastici. Sul web in gruppi chiusi sono volate parole forti e questa forma di collaborazione nei confronti dello stato e del sistema nazionale di valutazione \u00e8 stato bollato da molti dirigenti pi\u00f9 che come una collaborazione come un \u201ccollaborazionismo\u201d. La legge prevede che nel Nucleo vi sia un dirigente, accanto ad un dirigente tecnico (anche facente funzione) e ad un esperto esterno (che potrebbe essere anche un docente). Non vi \u00e8 motivo per cui un docente non possa valutare un dirigente entro i limiti previsti dalla legge, mentre la legge impone un dirigente nel Nucleo. Anche in questo caso il dirigente scolastico pu\u00f2 ritenere non opportuno contribuire a valutare i colleghi (il Nucleo non valuta, trasmette un parare al Direttore generale) e in questo caso non si \u00e8 candidato. Invece man mano che la valutazione andava avanti e appariva come reale \u00e8 montata la protesta perch\u00e9 \u00e8 una valutazione cartacea, perch\u00e9 priva di rapporti col lavoro reale del dirigente e, tra l\u2019altro, effettuata da soggetti privi dei titoli per valutare. I dirigenti valutano i docenti (bonus premiante, anno di prova, chiamata diretta, ecc.) e lo fanno in quanto dirigenti. Ma nel comitato di valutazione ci sono anche docenti che valutano docenti, ecc. Vi \u00e8 insomma un tentativo del sistema nazionale di istruzione di creare delle strutture valutative che siano parte integrante del sistema stesso. Il fatto di chiedere le dimissioni dagli incarichi significa ritenere che la funzione primaria del dirigente sia quella di essere un dipendente che difende i suoi diritti, che stanno sopra alla sua funzione di organo periferico dello stato. Il fatto poi che la presenza del dirigente scolastico nel Nucleo di valutazione dei dirigenti sia sancita ex lege pare per molti essere una novit\u00e0 nata oggi e che prima nessuno conosceva. La questione della rinuncia agli incarichi non obbligatori mostra la debolezza della dirigenza scolastica laddove si ritiene dipendente del sistema di istruzione e non parte attiva dello stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n. 5 &#8211; Manifestare l\u2019indisponibilit\u00e0 a surrogare l\u2019Avvocatura dello Stato per la difesa nel primo grado di giudizio dell\u2019Amministrazione.<\/em><\/strong><strong><em> Utilizzare il modello allegato 2. Da inviare entro aprile come preannuncio e come forma di pressione politica; da reiterare ogni volta che si sia investiti del compito su una vertenza specifica.<\/em><\/strong> Anche in questo caso siamo davanti a una scelta sorprendente, perch\u00e9 il rischio \u00e8 che la scelta fatta da dipendente (non sono disponibile a surrogare l\u2019Avvocatura dello stato) ricada sul dirigente, in quanto sarebbe di fatto una rinuncia alla difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Azione n. 6 &#8211; Questionario scuola INVALSI: compilarlo solo nelle voci diverse rispetto allo scorso anno o in quelle in cui i dati siano cambiati. Non compilare le voci rimaste invariate. Applicare la stessa tecnica a tutti i monitoraggi, ricognizioni, richieste dati che dovessero pervenire da ora in avanti. Se vi \u00e8 modo per inserire commenti liberi, scrivere: \u201cle risposte lasciate in bianco corrispondono a dati gi\u00e0 in possesso dell\u2019Amministrazione \u2013 riferimento comma 140 articolo unico legge 107\/15\u201d.<\/em><\/strong> Questa azione in teoria pu\u00f2 essere esercitata anche senza avere come scopo la protesta. L\u2019Amministrazione pubblica per sua natura chiede pi\u00f9 volte gli stessi dati, ma anche le scuole lo fanno. Le segreterie sono sorde ad ogni indicazione atta a non chiedere dati gi\u00e0 in possesso. Anche qui come potrebbe fare un dirigente che si rifiuta di dare dati gi\u00e0 in possesso dell\u2019amministrazione a chiedere ai suoi docenti o agli utenti dati gi\u00e0 in possesso della scuola? Questa azione applicata dal dirigente potrebbe avere come esito solo la persistenza di dati inesatti o di campi non compilati, applicata invece da parte dei docenti o degli utenti potrebbe produrre anche una paralisi amministrativa con perdite di tempo enormi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono curioso di vedere come andr\u00e0 a finire l\u2019interessante protesta proposta da ANP o le azioni di contrasto indicate dagli altri sindacati decisamente pi\u00f9 generiche. Forse finir\u00e0 tutto nel nulla visto l\u2019impegno ministeriale a non collegare la valutazione dei dirigenti con la retribuzione di risultato. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una cosa veramente obsoleta che sta nei rapporti tra stato di dirigenti ed \u00e8 la questione dell\u2019onnicomprensivit\u00e0. Credo che sarebbe necessario rimuoverla (e anche facile farlo) permettendo cos\u00ec che la retribuzione possa essere migliorata da altri incarichi nell\u2019amministrazione e fuori dall\u2019amministrazione anche di tipo formativo. Ma qui entreremmo dentro l\u2019idea di una dirigenza autonoma e poco controllabile da contratti nazionali, con forti tendenze alla differenziazione. Cosa che mi pare pochi vogliano..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Dirigenti o dipendenti di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli effetti della legge 107\/2015, detta anche forse con troppa enfasi \u201cLa Buona scuola\u201d, sono stati assorbiti dai docenti in maniera estremamente veloce e sorprendente, e infatti le organizzazioni sindacali trovano molte difficolt\u00e0 a far sposare forme di lotta massicce contro la legge e i suoi effetti. 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