{"id":745,"date":"2017-07-26T21:36:57","date_gmt":"2017-07-26T19:36:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=745"},"modified":"2017-07-26T21:36:57","modified_gmt":"2017-07-26T19:36:57","slug":"un-futuro-per-gli-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=745","title":{"rendered":"Un futuro per gli studenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-746\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MONDAY12-Cover-FINAL-01-1-150x150.png\" alt=\"MONDAY12-Cover-FINAL-01-1\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Un futuro per gli studenti<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Stefano Stefanel<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Direttore Generale dell\u2019Universit\u00e0 LUISS di Roma Giovanni Lo Storto ha pubblicato un libro veramente utile ed interessante: <em>EroStudente. Il desiderio di prendere il largo<\/em>, Rubbettino, 2907). Me lo ha inviato con una gentilissima lettera di presentazione che si conclude con la frase: \u201c<em>Sarei lieto di ricevere le Sue riflessioni al riguardo<\/em>\u201d. Poich\u00e9 le mie riflessioni al riguardo sono tutte di carattere positivo le rendo pubbliche, sperando in questo modo di invogliare pi\u00f9 d\u2019un lettore a comprare il libro.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro gira attorno al concetto di <em>life largelearning<\/em>, cio\u00e8 un <em>lifelong learning<\/em> che evolve al di l\u00e0 della dimensione temporale dell\u2019apprendimento. Scrive Lo Storto: \u201cLife largelearning<em> \u00e8 altro. Non \u00e8 pi\u00f9 la sola determinazione temporale che conta, perch\u00e9 \u00e8 oramai un dato di fatto che la formazione debba durare tutta la vita. (\u2026) E\u2019 un processo di istruzione e allo stesso modo di vita \u2013 ecco perch\u00e9 <\/em>life<em> \u2013 e conta al suo interno opportunit\u00e0 e abilit\u00e0, conoscenza e umanit\u00e0<\/em>\u201d. Il libro di Lo Storto \u00e8 diviso in due parti: nella prima descrive gli spazi entro cui competenze e apprendimenti si sono evoluti nell\u2019attuale societ\u00e0 globalizzata della conoscenza, nella seconda racconta alcune esperienze di giovani studenti dell\u2019Universit\u00e0 Luiss di Roma che hanno lavorato nell\u2019ambito delle Summer School in alcune organizzazioni di volontariato legate ai servizi alle persone in difficolt\u00e0 (carcerati, immigrati, profughi, ragazzi artistici, homeless, recupero di beni confiscati ala mafia, ecc.). Ne viene fuori un ritratto importante di una scuola che entra a pieno titolo dentro le contraddizioni sociali attraverso l\u2019approdo della conoscenza e dell\u2019esperienza all\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte di chi sa di pi\u00f9 e avr\u00e0 pi\u00f9 occasioni nella vita verso chi invece di occasioni ne avr\u00e0 poche e dovr\u00e0 cercare di sfruttarle al meglio per cercare di uscire dalla situazione di oggettiva emarginazione in cui si trova. L\u2019esperienza dell\u2019apprendimento si apre alla societ\u00e0 non in termini di profitto, ma in quelli della ricerca di una nuova inclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il libro \u00e8 breve ed intenso ed \u00e8 scandito da capitoli essenziali. Per ogni capitolo Lo Storto indica una qualit\u00e0 importante e io mi permetto di evidenziare il suo pensiero estraendo una frase, un rigo appena, dal suo testo. Ne viene fuori il ritratto di uno studente nuovo, aperto, sensibile, competente e umano. Ogni capitolo ha un numero e un verbo e questo incedere in breve costruisce un coerente quadro d\u2019insieme.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Osservare. \u201c<em>Tre quarti delle aziende assume preferibilmente un candidato che ha fatto una esperienza di volontariato durante la sua vita<\/em>\u201d (pag. 11).<\/li>\n<li>Imparare. \u201c<em>Occorre un sistema che dia l\u2019opportunit\u00e0 di <\/em>imparare ad imparare\u201d (15).<\/li>\n<li>Orientare. \u201c<em>Non sono gli studenti ad abbandonare la scuola, bens\u00ec \u00e8 la scuola a non essere in grado di trattenerli, coltivando in modo adeguato le loro passioni<\/em>\u201d (19).<\/li>\n<li>Provare. \u201c<em>Quando sei fonte di positivit\u00e0 le persone graviteranno intorno a te<\/em>\u201d. Infatti \u201c<em>siamo chiamati a essere gli architetti del futuro, non le sue vittime<\/em>\u201d (22)<\/li>\n<li>Allargare. Il <em>life largelearning<\/em> \u201c<em>\u00e8 un processo di istruzione e allo stesso modo di vita<\/em>\u201d (25).<\/li>\n<li>Apprendere. \u201c<em>La scuola non serve pi\u00f9 solo a trasferire nozioni e sapere, ma perch\u00e9 possa mantenere il suo ruolo primario nella societ\u00e0 deve tornare a essere il luogo della generazione della conoscenza<\/em>\u201d (30).<\/li>\n<li>Condividere. Nelle aziende ormai si lavora a quello che viene chiamato <em>team building<\/em>. Ma nelle scuole questo \u00e8 ancora un obiettivo lontano. Si chiede Lo Storto: \u201c<em>Come pretendiamo di chiedere loro di portare risultati in team quando sono gi\u00e0 inseriti nel mondo del lavoro, se per una vita li abbiamo allenati a formarsi ognuno per s\u00e9?<\/em>\u201d (36).<\/li>\n<li>Rallentare. \u201c<em>I giovani oggi sono meno rassegnati di quanto si possa immaginare e con molta pi\u00f9 voglia di fare<\/em>\u201d (41).<\/li>\n<li>Nove Desiderare. \u201c<em>Non un sapiente che conosce la verit\u00e0, ma un filosofo che si affanna alla sua ricerca<\/em>\u201d (48).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro generale che viene fuori dal libro di Lo Storto costituisce una nuova frontiera della formazione e si colloca nella linea lunga avviata circa quindici anni fa da Edgar Morin col richiamo alle teste \u201c<em>ben fatte<\/em>\u201d e non \u201c<em>ben piene<\/em>\u201d. Il difficile per\u00f2 non \u00e8 trovare nel mondo della scuola e dell\u2019universit\u00e0 un riconoscimento al valore delle esperienze lavorative o sociali (che l\u2019alternanza scuola lavoro ha fatto entrare finalmente in tutta la scuola superiore), quanto rendere formale quel riconoscimento, che altrimenti resta laterale rispetto ai saperi tradizionali e disciplinari sempre pi\u00f9 evidentemente obsoleti. E soprattutto resta lontano dalla valutazione che rimane la cifra principale del rapporto tra studio e apprendimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro di Lo Storto entra in una prospettiva convincente e innovativa con un testo leggero, ma estremamente puntuale in cui la parte teorica viene arricchita dalle esperienze pratiche degli studenti universitari alle prese col mondo dei perdenti. Sapere e perdenti prendono il largo verso una nuova dimensione etica e culturale: chi ha mezzi e competenze deve prendersi carico di chi sta perdendo o ha gi\u00e0 perso. Se \u00e8 vero che \u201c<em>le limitazioni sono spesso un grande catalizzatore per la creativit\u00e0<\/em>\u201d (pag. 38) \u00e8 anche vero che quando ci si trova davanti alla povert\u00e0 assoluta ci si rende conto che la povert\u00e0 non \u00e8 solo una questione di soldi, ma anche di opportunit\u00e0, occasioni, volont\u00e0, motivazioni, stanchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 necessario che gli studenti trovino nella scuola e nell\u2019universit\u00e0 lo spazio per la loro formazione e che gli anni dell\u2019apprendimento siano anche gli anni dell\u2019apprendistato. Lo spettro si amplia e la larghezza del sapere entra nella dimensione sociale del volontariato e dei rapporti tra persone. Il sapere \u00e8 stato tutto assorbito dalla rete, ma quello che ne esce non pu\u00f2 essere il buco nero dei rapporti umani, bens\u00ec uno spazio nuovo in cui tutti possono conoscere e studiare in ogni momento della vita, per\u00f2 allo stesso tempo possono anche toccare con mano la vita di quelli che non l\u2019hanno avuta affatto fortunata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola ha capito che sono cambiati il mondo e il modo di apprendere, ma non si\u00a0 spostata molto dalla sua tradizionale vocazione trasmissiva. Per cui rischia di essere sempre di pi\u00f9 una struttura stanca dentro un mondo troppo mobile. Il rapporto tra l\u2019apprendimento e le sue dinamiche, che comprendono sia la connessione continua sia la ricerca di spazi di passione, deve cambiare tutto il modo di vivere il percorso formativo dei giovani. Quel percorso formativo deve allargare e di molto anche quello necessario a tutti noi per vivere in maniera positiva un mondo globalizzato che cancella certezze e resuscita fantasmi. \u201c<em>EroStudente<\/em>\u201d\u00a0 un ottimo libro per capire la direzione che dovranno prendere la scuola e l\u2019universit\u00e0 italiane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un futuro per gli studenti di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Direttore Generale dell\u2019Universit\u00e0 LUISS di Roma Giovanni Lo Storto ha pubblicato un libro veramente utile ed interessante: EroStudente. Il desiderio di prendere il largo, Rubbettino, 2907). 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