{"id":790,"date":"2018-01-14T21:34:28","date_gmt":"2018-01-14T20:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=790"},"modified":"2018-01-14T21:34:28","modified_gmt":"2018-01-14T20:34:28","slug":"il-piano-nazionale-della-formazione-docenti-prove-di-ripensamento-in-lombardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=790","title":{"rendered":"Il Piano Nazionale della Formazione Docenti: prove di ripensamento in Lombardia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-791\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/training-150x150.jpg\" alt=\"training\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Il Piano Nazionale della Formazione Docenti: prove di ripensamento in Lombardia<br \/>\nUn\u2019analisi critica sul primo anno del PNF<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Antonio Valentino<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo al secondo anno del PNF dei docenti. I fondi sono stati erogati alle Scuole Polo a met\u00e0 novembre, ma sembra comunque che poco o niente si sia mosso finora. E se i tempi si allungano, i rischi dello scorso anno si materializzeranno negli stessi termini e con tutti gli effetti negativi gi\u00e0 sperimentati.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottovalutare questi rischi sulla tenuta del sistema \u00e8 un segnale negativo perch\u00e9 lancia messaggi che non aiutano a uscire dalla ruotinariet\u00e0 opaca che ancora tanta nostra scuola non riesce a scrollarsi di dosso, nonostante i sommovimenti di questi ultimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 va salutata come una operazione apprezzabile (anche perch\u00e9 controcorrente) quella che sta tentando l\u2019USR della Lombardia. Che ha convocato, a met\u00e0 dello scorso dicembre, un Tavolo delle Associazioni professionali della scuola e delle Universit\u00e0 lombarde per parlare della formazione per come \u00e8 stata gestita nella Regione lo scorso anno ed evidenziarne limiti e difficolt\u00e0. Obiettivo: mettere in campo proposte non tanto per quest\u2019anno (\u00e8 sembrato di capire che non ci sono i tempi per introdurre correzioni significative), quanto per il prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019iniziativa del dicembre scorso, i rappresentanti dell\u2019USR (i Dirigenti Luca Volont\u00e8 e Franco Gallo) sono partiti da una analisi attenta dei passaggi del PNF e delle varie Note ministeriali sull\u2019argomento, con l\u2019intento di evidenziare soprattutto le storture che hanno pesato negativamente sulla qualit\u00e0 delle iniziative e sulla gestione complessiva dell\u2019operazione. Tra queste, si riportano di seguito soprattutto le seguenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la prevalenza di logiche e strutture piramidali nelle scelte e nell\u2019organizzazione delle iniziative; ben distanti comunque dal tipo di <em>Governance<\/em> multilivello (MIUR, Uffici Regionali, Reti di ambito, Scuole) che pure era auspicata dalla Nota ministeriale del marzo 2017, oltre che dal PNF (<a href=\"http:\/\/www.notiziedellascuola.it\/legislazione-e-dottrina\/indice-cronologico\/2016\/ottobre\/DECRETO_MIUR_20161019_797\">M. 797 del 19 ottobre 2016<\/a>);<\/li>\n<li>l\u2019offerta formativa attraverso <em>Cataloghi<\/em>: di fatto, somma delle domande di scuole e docenti e non invece sintesi ragionata e selettiva dei bisogni degli insegnanti (si \u00e8 parlato, con indubbia pertinenza, di Cataloghi-Supermarket e di Formazione <em>\u00e0 la Carte<\/em>, che hanno di fatto privilegiato un uso privatistico dell\u2019offerta formativa);<\/li>\n<li>il ricorso a <em>bandi<\/em> per la individuazione dei formatori &#8211; tra l\u2019altro insoddisfacente anche sotto il profilo qualitativo -; scelta che, di fatto, ha escluso dagli interventi programmati i <em>soggetti organizzati<\/em> (associazioni professionali e disciplinari, partneriati con universit\u00e0 \u2026); risultata, tra l\u2019altro, macchinosa e improduttiva e tutta dentro ad una logica da pre-autonomia scolastica;<\/li>\n<li>l\u2019esclusione delle scuole dai fondi per la formazione, gestiti quasi unicamente dalle scuole polo; ne \u00e8 uscita mortificata la competenza (la prerogativa) degli Istituti scolastici di gestire in autonomia momenti di formazione, in coerenza con i PdM e i PTOF e con lo stesso PNF (cap. 3.2<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>);<\/li>\n<li>metodologie formative prevalentemente giocate dentro metodi da lezioni ex cattedra; essendo mancato tra l\u2019altro il coinvolgimento dei soggetti formatori nella fase della progettazione. (Si tralascia qui, per amor di patria, la questione dei riconoscimenti economici, risibili e offensivi, previsti per i formatori).<\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La prospettiva: costruire un accordo quadro con le Associazioni professionali e le Universit\u00e0 <\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0A questi rilievi critici, condivisi da tutti i presenti, \u00e8 seguito una proposta operativa, da parte dei rappresentanti dell\u2019USR, centrata soprattutto sulla valorizzazione \u201csinergica\u201d delle risorse accademiche e professionali attive nel territorio. Con l\u2019obiettivo di promuovere a livello regionale un \u201csistema\u201d di formazione dei docenti attraverso un \u201c<strong>accordo quadro <\/strong>che specifichi il contributo che ciascuno dei soggetti coinvolti [Associazioni, Enti riconosciuti e Universit\u00e0] \u00e8 interessato e disponibile a fornire per la progressiva strutturazione di tale \u2018<strong>Sistema Regionale<\/strong>,\u2026.\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ben vedere, questa iniziativa non si colloca affatto fuori dagli schemi istituzionali, dal momento che lo stesso PNF prevede la possibilit\u00e0 di <strong><em>stipulare<\/em><\/strong><strong> \u201cspecifici accordi finalizzati a facilitare e ottimizzare l\u2019incontro di domanda e offerta qualificata di formazione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aver recuperata tale possibilit\u00e0, a seguito di una rilevazione critica dei limiti e degli errori dello scorso anno, aiuta per\u00f2 a sperare bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, competenze e disponibilit\u00e0 dei formatori rappresentano \u2013 \u00e8 bene sottolinearlo &#8211; la chiave di volta dell\u2019intera operazione di Formazione. \u00a0Dentro, ovviamente, un quadro di riferimento che metta al centro le scuole &#8211; e i loro bisogni &#8211; e in primo piano il protagonismo degli insegnanti (da costruire progressivamente, anche partendo dalle diverse occasioni di formazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 che non possa essere, questo, il primo passo \u2013 ma altri ne occorrerebbero certamente &#8211; di un percorso di riconciliazione dei nostri insegnanti con una formazione professionale che conti.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le consapevolezze che non dovrebbero mancare <\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente questa operazione richiede per\u00f2 consapevolezze solide sia sui bisogni formativi prevalenti delle nostre scuole, sia sulla diversificazione delle specifiche necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 innegabile che la strutturazione di un sistema territoriale della formazione, che si avvalga di risorse esterne accreditate, \u00e8 una necessit\u00e0 per la stessa Amministrazione che, diversamente, non riuscirebbe a garantire corsi e percorsi formativi su tutto il territorio nazionale (non disponendo ora come ora, di personale numericamente sufficiente, oltre che qualitativamente adeguato, per un obiettivo cos\u00ec ambizioso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 altrettanto innegabile che l\u2019operazione complessiva potr\u00e0 avere successo ad almeno due condizioni:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>che anche le risorse accademiche e professionali organizzate avvertano il senso e l\u2019impegno di questa sfida (che richiede probabilmente &#8211; essendo cambiato il mondo intorno a noi \u2013 trasformazioni profonde sul piano organizzativo interno e sui modi di fare formazione<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>), che sar\u00e0 vincente \u2013 penso &#8211; solo se tender\u00e0 <em>a promuovere processi di autoformazione guidata delle scuole; e a sviluppare coerentemente, in ognuna di esse, autonomia progettuale, organizzativa e realizzativa anche nel campo dello sviluppo professionale<\/em>;<\/li>\n<li>che, contestualmente, il Ministero si impegni a investire in proprio sulla formazione dei formatori, almeno sulle tematiche fondamentali<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, e a praticare convintamente un tipo <em>Governance<\/em> pluri-livello che veda co-attori, col Ministero, gli USR, le reti di ambito e le scuole.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 forse una terza condizione che va studiata e approfondita. Dovrebbe riguardare, da una parte, le modalit\u00e0 di incontro tra domanda e offerta; dall\u2019altra, il ruolo specifico dei vari soggetti della <em>Governance<\/em> territoriale nella prefigurazione di un quadro complessivo degli interventi che abbia una sua sensatezza, organicit\u00e0 e praticabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli \u00a0interrogativi su ragionamenti di questo tipo dovrebbero probabilmente trovare risposte negli accordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogativi importanti si porranno ovviamente anche per le associazioni professionali soprattutto per capire come potrebbe cambiare il ruolo dell\u2019associazionismo professionale quando si accetti di far parte di un sistema di formazione in cui comunque direttive e responsabilit\u00e0 di primo piano sono in capo al Ministero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo, penso comunque che la scelta di <em>star dentro<\/em> alle Direttive del PNF non pu\u00f2 significare che il ruolo delle associazioni professionali possa esaurirsi nell\u2019essere parte di questo sistema; ma debba continuare a manifestarsi in iniziative di approfondimento, di elaborazione critica e di ricerca autonoma sui terreni pi\u00f9 vicini alle sensibilit\u00e0 e vocazioni di ciascuna di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un appiattimento arrendevole su scelte e direzioni di lavoro ministeriali farebbe loro perdere l\u2019anima, in cambio di qualche privilegio e di una qualche visibilit\u00e0 che ne appannerebbero comunque l\u2019identit\u00e0. E questo sarebbe una perdita per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201c\u2026\u00e8 la stessa legge 107\/2015 a riconoscere che la partecipazione ad azioni formative, con una pluralit\u00e0 di scelte possibili, deve fare riferimento alla comunit\u00e0 scolastica, nello specifico al Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa che dovr\u00e0 contenere al suo interno anche la previsione delle azioni formative che l\u2019istituto si impegna a progettare e a realizzare per i propri docenti (e per tutto il personale), in forma differenziata in relazione ai bisogni rilevati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Una riproposizione dei passaggi del PNF e delle Note MIUR che sostanziano una lettura diversa dei testi ministeriali \u2013 rispetto a quella prevalsa lo scorso anno &#8211; \u00e8 in <strong>R. Rovetta &#8211; F. Gallo<\/strong><em>,<\/em> <em>Migliorare la qualit\u00e0 della formazione in servizio<\/em>, Scuola7 n. 59\/2017, Tecnodid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nel PNF, al capo. 7 si parla di \u201ciniziative e tipologie formative (laboratori formativi, percorsi di ricerca-azione, progetti in classe, corsi, ecc.) le pi\u00f9 adatte alla crescita professionale dei docenti e [da rendere] disponibili sulla piattaforma del MIUR\u201d, mentre nel cap. 5.5 si chiarisce che i soggetti accreditati sono chiamati ad \u201carricchire e qualificare l\u2019ambiente di apprendimento professionale per i docenti\u201d in \u201cun\u2019ottica di sussidiariet\u00e0 orizzontale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Se ne parla esplicitamente anche nel PNF (cap. 8.8): \u201cPer questo motivo risulta fondamentale investire prioritariamente sulla formazione dei formatori affinch\u00e9 tutte le figure coinvolte nella formazione possano seguire percorsi efficaci e intraprendere proficuamente lo sviluppo professionale richiesto. La qualit\u00e0 dei percorsi formativi \u00e8 quindi sostenuta da buoni contenuti e da buoni formatori la cui corretta identificazione e valorizzazione diventa essenziale. Occorre partire da una vera valorizzazione delle migliori risorse, gi\u00e0 presenti nella scuola, integrandole, ove necessario, con autorevoli contributi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piano Nazionale della Formazione Docenti: prove di ripensamento in Lombardia Un\u2019analisi critica sul primo anno del PNF di Antonio Valentino Siamo al secondo anno del PNF dei docenti. I fondi sono stati erogati alle Scuole Polo a met\u00e0 novembre, ma sembra comunque che poco o niente si sia mosso finora. 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