{"id":794,"date":"2018-01-21T22:30:00","date_gmt":"2018-01-21T21:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=794"},"modified":"2018-01-21T22:30:00","modified_gmt":"2018-01-21T21:30:00","slug":"storia-geografia-byod","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=794","title":{"rendered":"Storia, geografia, BYOD"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-795\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BYOD2-150x142.png\" alt=\"BYOD2\" width=\"150\" height=\"142\" \/>Storia, geografia, BYOD<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gian Antonio Stella sul <em>Corriere della sera <\/em>del 14 dicembre 2016 ha sottolineato la necessit\u00e0 di mettere mano alla conoscenza della storia da parte degli italiani e per raggiungere questo ambizioso obiettivo ha proposto di aumentare le ore di storia nelle scuole italiane. Beppe Severgnini sempre sul <em>Corriere della sera del <\/em>16 dicembre 2017 ha precisato che peggio della storia \u00e8 messa la geografia ed ha invitato la ministra Fedeli a dedicare la sua attenzione alla storia e alla geografia e non all\u2019uso degli <em>smartphone<\/em> a scuola. <!--more-->Non passa per\u00f2 giorno in cui non si individuino carenza gravi nella preparazione dei nostri studenti e che qualcuno di autorevole inviti il ministero ad aumentare ore di qua o di l\u00e0: pi\u00f9 sport, matematica, inglese, italiano, storia, geografia, e via di seguito. Nessuno ovviamente dice cosa si toglie per far posto a quello che si aggiunge, cos\u00ec si finisce per dare per scontato che lo studente italiano debba stare a scuola cinquanta ore la settimana per undici mesi in modo che tutti i cultori delle varie discipline fondamentali siano accontentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Direi che il problema banalmente si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: solo un corretto uso degli <em>smartphone<\/em> a scuola e nella vita pu\u00f2 oggi permettere agli studenti e ai cittadini di imparare qualcosa di realmente serio in storia e geografia (e anche negli altri settori, ma qui limitiamo il campo). Le ricette che partono dall\u2019aumento dell\u2019orario non tengono conto del fatto, segnalato pi\u00f9 volte da Ocse e Unione Europea, secondo cui la scuola italiana \u00e8 quella che ha il maggior numero di giorni e il maggior numero di ore d\u2019Europa (se non \u00e8 prima \u00e8 seconda, in base a come si conta, ma siamo l\u00ec). Detto in soldoni: tanta scuola, modesti risultati. E questo \u00e8 un <em>problem solving<\/em> in cui nessuno pare intenzionato ad addentrarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il problema non \u00e8 che facciamo poco, ma che facciamo troppo e male. E d\u2019altronde come \u00e8 possibile che il sistema scolastico italiano sia considerato tra i peggiori del mondo e per\u00f2 tutte le scuole italiane siano buone (trovate \u2013 se siete capaci &#8211; un genitore o un insegnante o un dirigente che dica che la sua \u00e8 una scuola pessima)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il problema \u00e8 inverso rispetto a quello segnalato da Stella e Severgnini: non servono pi\u00f9 ore, ma servono ore fatte meglio. E serve l\u2019uso corretto dei dispositivi multimediali (<em>smartphone <\/em>inclusi) perch\u00e9 pensare che i ragazzi di oggi studino e imparino solo sui libri \u00e8 pura fantascienza. Inoltre servono la geostoria e la geopolitica e dunque non\u00a0 materie rigide con ore aumentate che porterebbero solo a folli orari che si allungano in un tempo pieno insostenibile, ma la capacit\u00e0 e la competenza per uscire dall\u2019enciclopedismo delle classi di concorso ed entrare nel sapere che connette le conoscenze dentro un sistema di rapporti e non di nozioni. Servono competenze per connettere tra loro i saperi, non ulteriori eccessi di disciplinarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quindi studio della storia, della geografia e del resto con la consapevolezza che il web \u00e8 un aiuto non un problema. Senn\u00f2 l\u2019ignoranza aumenter,\u00e0 perch\u00e9 \u2013 come ha ben detto Edgar Morin \u2013 solo le teste \u201c<em>ben fatte<\/em>\u201d riescono a fronteggiare le terribili teste \u201c<em>ben piene<\/em>\u201d. Piene magari solo di stupidaggini o revisionismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il decalogo ministeriale \u201c<em>Dieci punti per l\u2019uso dei dispositivi multimediali a scuola \u2013 BOYD Bring Your On Device<\/em>\u201d \u00e8 una buona cosa che permette di ragionare con attenzione sulle opportunit\u00e0 e cominciare ad analizzare seriamente problemi e pericoli. Nel decalogo come nel documento ci possono essere delle cose che non convincono e qualche idea pu\u00f2 sembrare eccessiva o obsoleta, ma il documento mostra come la strada intrapresa \u00e8 senza ritorno. Questa strada non vuole far vendere pi\u00f9 dispositivi o cancellare i libri di testo, ma mettere la scuola davanti a cambiamenti che non possono essere valutati con un\u2019alzata di spalle. Nessuna Universit\u00e0, nessun Centro di Ricerca, nessun momento di analisi sulla e della storia o sulla e della geografia prescinde dai dispositivi multimediali e da un\u2019analisi comparata di testi scritti e documenti e dati ricercati sul web. Anche perch\u00e9 nessuno ormai se vuole sapere quando \u00e8 nato Napoleone lo cerca su un libro se ha uno <em>smartphone<\/em> a portata di mano e nessuno se vuol conoscere una distanza stradale se la calcola da solo, cos\u00ec come nessuno se vuol sapere chi comanda di Kazakistan o vedere dove sta il Ciad tira fuori giornali o carte geografiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Siamo dentro un mondo che cambia con strumenti che stanno rivoluzionando la mappa concettuale del sapere. Ci vogliono competenze migliori per selezionare dati necessari a capire il passato e comprendere il presente. E bisogna dividere la retorica delle invettive di coloro che ritengono che aggiungendo ore alla scuola le conoscenze degli individui migliorino di per s\u00e9, dalla seria ricerca pedagogica che inserisce lo studente nel mondo in cui vive qui e oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia, geografia, BYOD di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gian Antonio Stella sul Corriere della sera del 14 dicembre 2016 ha sottolineato la necessit\u00e0 di mettere mano alla conoscenza della storia da parte degli italiani e per raggiungere questo ambizioso obiettivo ha proposto di aumentare le ore di storia nelle scuole italiane. 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