{"id":802,"date":"2018-02-13T20:50:55","date_gmt":"2018-02-13T19:50:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=802"},"modified":"2018-02-13T20:50:55","modified_gmt":"2018-02-13T19:50:55","slug":"la-valutazione-dei-ds-2016-2017-i-risultati-del-primo-rapporto-miur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=802","title":{"rendered":"La valutazione dei DS 2016-2017: i risultati del primo rapporto MIUR"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-803\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/images7DIATZE5-150x125.jpg\" alt=\"images7DIATZE5\" width=\"150\" height=\"125\" \/>La valutazione dei DS 2016-2017: i risultati del primo rapporto MIUR<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>La pubblicazione dei dati, per quanto grezzi, sulla valutazione dei DS<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> per lo scorso anno scolastico, \u00e8 destinata a ravvivare il dibattito su strumenti (Portfolio e Nuclei di valutazione) e modalit\u00e0 della stessa, nella prospettiva di una sua profonda ridefinizione.<\/p>\n<p>Consideriamo in prima battuta i dati &#8211; deducibili dalla lettura dei Portfoli \u2013 che riguardano sia quelli <strong>di carattere generale<\/strong> (<em>i diversi profili culturali dei DS<\/em> e <em>gli<\/em> <em>anni di permanenza in uno stesso istituto<\/em>), sia quelli <strong>che riguardano lo specifico<\/strong> della valutazione professionale. <!--more--><\/p>\n<p>Mi riferisco, per questi ultimi, ai dati: \u00a0a) sulle <em>dimensioni professionali<\/em> (gli aspetti della professionalit\u00e0), su cui era proposta l\u2019autovalutazione (Parte seconda del <em>portfolio<\/em>. Non previsto l\u2019obbligo di compilazione) e b) sulle <em>azioni<\/em> svolte durante lo scorso anno scolastico nelle varie <em>Aree professionali di processo<\/em> (campi di attivit\u00e0 coerenti con gli obiettivi nazionali) e le azioni e strategie privilegiate per ciascuna di esse (Parte terza).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I dati generali sulla partecipazione <\/strong><\/p>\n<p>Sui dati di carattere generale, mi limito qui a richiamarne solo due: il primo sul tipo di formazione prevalente tra i DS, che risulta essere quella <em>umanistica<\/em>: il 60%); il secondo che riguarda la loro permanenza dentro uno stesso istituto. A proposito della quale, i grafici 8-9 ci dicono che ben il 50% ha diretto la stessa scuola per un massimo di tre anni.<\/p>\n<p>Il richiamo \u00e8 solo per sottolineare i seri interrogativi che essi pongono sulle le politiche scolastiche seguite negli ultimi decenni per il \u2018reclutamento\u2019 dei capi di Istituto.<\/p>\n<p><strong><em>Rispetto alle questioni specifiche<\/em><\/strong>, \u00e8 opportuno prima di tutto concentrarsi sulla percentuale (allarmante, per quanto forse prevedibile) di DS che hanno compilato il portfolio: il 67%.<\/p>\n<p>E analizzarla alla luce di quanto si legge nel grafico 13. Secondo il quale una percentuale del 16% (su 67%) ha \u2018saltato\u2019 la Parte seconda (l\u2019autovalutazione).<\/p>\n<p>Questo dato ci dice due cose: la prima sulla stranezza di considerare non obbligatoria una sezione i cui dati potevano offrire indicazioni importanti circa il grado di disponibilit\u00e0 della categoria verso il modello proposto; la seconda sulla reale partecipazione dei DS all\u2019obbligo della compilazione del portfolio; partecipazione che raggiunge a mala pena, in base ai dati sopra richiamati, il 50% dei DS<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta di percentuali per molti versi preoccupanti che evocano sia il forte malumore tra i DS, molto diffuso nella seconda met\u00e0 dello scorso anno scolastico (a motivo di una operazione considerata indigesta per come era stata condotta); sia il compromesso \u2013 chiamiamolo cos\u00ec \u2013 tra Ministro e OO.SS.. \u2018Compromesso\u2019 col quale, come \u00e8 noto, gli esiti della valutazione sono stati \u2018scollegati\u2019 dalla Retribuzione di Risultato (RdR), creando ulteriore confusione, e, in molti, anche disappunto.<\/p>\n<p>Il dato complessivo del Rapporto sui dati segnala comunque, al riguardo, una frattura di non poco conto tra DS e Ministero, che la soluzione del giugno scorso non ha certo sanato. E che ha indubbiamente tolto all\u2019intera operazione gran parte della sua validit\u00e0<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I dati sull\u2019Autovalutazione (Parte Seconda)<\/strong><strong>. <\/strong><\/p>\n<p>Sulla autovalutazione dei Ds che hanno compilato anche la parte seconda, informazioni utili vengono dal grafico (n. 13) che evidenzia la collocazione scelta dai DS dentro i 4 livelli di autovalutazione previsti dal <em>portfolio<\/em>: A-B-C-D (A rappresenta il livello dell\u2019eccellenza). Il grafico ci mostra che la stragrande maggioranza (oltre il 95%) ha scelto di collocarsi nei due livelli superiori \u2013 quelli dell\u2019<em>ottimo<\/em> e del <em>distinto<\/em>, per usare categorie che si utilizzano nelle scuole per valutare gli apprendimenti brillanti degli allievi. Il livello D (il pi\u00f9 basso) fa registrare un valore pressocch\u00e8 nullo (0,3).<\/p>\n<p>Questo dato \u2013 penso &#8211; non andrebbe considerato con sufficienza \u2013 o peggio &#8211; perch\u00e8 offre, a guarda bene, elementi utili per capire le ragioni delle tante perplessit\u00e0 e\u00a0 dei tanti rifiuti. Per esempio si pu\u00f2 leggere quel dato come giudizio negativo su un modello che porta ad esprimere giudizi sull\u2019operato di un Dirigente, e su come vive il suo ruolo, quasi esclusivamente sulla base della lettura di documenti cartacei e di molto improbabili colloqui via skype.\u00a0 Ma si pu\u00f2 cogliere anche il senso di una mancanza di fiducia nei confronti dell\u2019Amministrazione e il timore per l\u2019uso di autovalutazioni espresse in modo franco e autocritico. (In questo caso, le autovalutazioni, probabilmente \u2018generose\u2019 in alcuni casi, potrebbero essere lette, con un qualche fondamento, piuttosto come una forma di \u2013 per cos\u00ec dire &#8211; \u2018autotutela preventiva\u2019).<\/p>\n<p>Nel merito dei dati che i grafici ci consegnano sulla Parte seconda, va certamente segnalato che<strong><em> le aree professionali in cui i DS si sentono pi\u00f9 \u2018ferrati\u2019<\/em><\/strong> sono soprattutto le prime tre delle 5 proposte nel portfolio ; e cio\u00e8: <em>1. Definizione dell&#8217;identit\u00e0, dell&#8217;orientamento strategico e della politica dell&#8217;istituzione scolastica; 2. Gestione, valorizzazione e sviluppo delle risorse professionali; 3. Gestione delle risorse strumentali e finanziarie, gestione amministrativa e adempimenti normativi<\/em>. <strong>\u00a0<\/strong>Sono invece <strong><em>decisamente meno positive<\/em><\/strong> le autovalutazione<strong> in <\/strong><em>Monitoraggio, valutazione e rendicontazione<\/em><strong>. <\/strong>Che un qualche approfondimento a parte lo meritano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le azioni professionali pi\u00f9 \u2018frequentate\u2019. E quelle meno<\/strong><\/p>\n<p>La lettura dei grafici (15 sgg.) relativi alla <strong><em>Parte Terza<\/em><\/strong> (le azioni per le Aree di processo) ci offrono altri dati interessanti e insieme problematici. Tra questi soprattutto quello che riguarda aree e misure delle azioni che hanno pi\u00f9 impegnato i DS nello scorso anno scolastico.\u00a0 Si tratta di azioni che riguardano le prime tre aree di attivit\u00e0 elencate in questa Parte: <em>Curricolo progettazione valutazione<\/em> (azioni del DS: coordina e promuove la progettazione didattica; promuove processi di valutazione \u2026); <em>Ambienti di apprendimento<\/em> (azioni: manutenzione e miglioramento spazi fisici; cura e uso degli spazi laboratoriali, \u2026); <em>Inclusione e differenziazione<\/em> (azioni: sostegno e integrazione, approccio differenziato\u2026).<\/p>\n<p>Il dato riportato nel grafico ci dice che, mediamente, 18 azioni su 100 hanno riguardato ciascuna delle tre aree sopra riportate.<\/p>\n<p>Un <strong><em>numero inferiore<\/em><\/strong> di azioni si registra invece per le atre 4 aree; e <strong><em>marcatamente<\/em><\/strong> per: <em>Orientamento strategico e organizzazione<\/em> (12%) e\u00a0 <em>Sviluppo e valorizzazione delle risorse um<\/em>a<em>ne<\/em> (11%).<\/p>\n<p>Area quest\u2019ultima che nella Sezione dell\u2019Autovalutazione viene indicata come l\u2019Area professionale in cui i DS dichiarano di sentirsi pi\u00f9 preparati! Anche questo \u00e8 certamente un punto che richiede una lettura pi\u00f9 approfondita dei dati e che pone anche interrogativi sull\u2019impostazione della seconda e terza parte del Portfolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le aree di professionalit\u00e0 e le azioni ad esse riconducibili (Parte Terza)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dei dati non sembra comunque offrire una rappresentazione chiara e coerente dei tratti prevalenti del DS in termini di percezione di s\u00e9 e di aree di intervento pi\u00f9 <em>agite<\/em>. \u00c8 difficile anche cogliere, nell\u2019impostazione complessiva, ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale e prioritario nella professione del DS &#8211; e va messo quindi in primo piano &#8211; da ci\u00f2 che prioritario non \u00e8, anche se importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima domanda allora \u00e8: <em>le diverse dimensioni (aspetti) della professionalit\u00e0 DS hanno tutte lo stesso peso e la stessa rilevanza ai fini della valutazione?<\/em> Esemplificando: <em>La gestione delle risorse umane<\/em> e <em>La dimensione organizzativa<\/em> nel dirigere una scuola, possono avere lo stesso peso degli altri aspetti della dirigenza scolastica elencati nella sezione delle Aree di processo?<\/p>\n<p><em>Un modello credibile di valutazione<\/em> \u2013 interrogativo conseguente &#8211; <em>non dovrebbe prioritariamente porsi il problema di un profilo leggibile per tutti<\/em>, che precisi identit\u00e0 della figura &#8211; e sue declinazioni \u2013 ed espliciti cosa aspettarsi, con riferimento a domande e bisogni della popolazione cui \u00e8 destinato il servizio da garantire?<\/p>\n<p>La sensazione \u00e8 che l\u2019opacit\u00e0 del profilo, nell\u2019impostazione delle sezioni centrali del portfolio, non favorisca l\u2019avvio di una operazione che, pur riguardando miratamente la valutazione del DS, si colloca dentro un obiettivo pi\u00f9 ampio, che \u00e8 la realizzazione compiuta di un Sistema nazionale di valutazione come fattore di miglioramento e sviluppo dell\u2019Istituzione Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I nuclei di valutazione (grafici 2-5). Quattro punti + 1 per un modello da riarticolare<\/strong><\/p>\n<p>Un aspetto critico della valutazione, per come si \u00e8 svolta lo scorso anno, riguarda la composizione dei Nuclei di valutazione e il loro profilo.<\/p>\n<p>Si considerino i dati sul numero, in termini percentuali, delle figure professionali impegnate a livello nazionale per l\u2019operazione:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Dirigenti MIUR: 65% (di cui il 2% in quiescenza)<\/li>\n<li>DS: 33% (di cui il 22% in quiescenza)<\/li>\n<li>Personale esterno: 2%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A parte ogni considerazione \u2013 che non pu\u00f2 essere comunque che fortemente critica &#8211; sulla scelta di\u00a0 nominare, per i Nuclei,\u00a0 DS in servizio (che, pertanto, hanno avuto <em>in commedia<\/em> due parti contrapposte, quella di valutatori e insieme di valutati), un aspetto che va tenuto soprattutto presente \u00e8 quello che, opportunamente, Franco \u00a0De Anna cos\u00ec chiarisce in un passaggio di un recente articolo sull\u2019argomento<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>: \u201c\u2026la disponibilit\u00e0 di valutatori affidabili e professionali costituisce il vero \u2018<strong><em>fattore limitante\u2019<\/em><\/strong> di qualunque progetto di costruzione di un Sistema Nazionale di Valutazione. Non c\u2019\u00e8 scheda, report, documentazione, \u2018griglia\u2019 che possa sostituire la funzione e l\u2019azione del valutatore, n\u00e9 la relazione \u2018oggettivamente asimmetrica\u2019 della valutazione pu\u00f2 essere gestita \u2018a distanza\u2019 attraverso repertori di indicatori e \u2018grigliate\u2019 da \u2018crocettare\u2019\u201d.<\/p>\n<p>Passaggio nel quale \u00e8 possibile cogliere non solo una serie di preoccupazioni che non possono essere taciute in questa fase, ma anche indicazioni di lavoro e proposte per quando si vorr\u00e0 (dovr\u00e0) rimettere mano al modello dello scorso anno. Preoccupazioni e proposte che cos\u00ec tradurrei:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Nessuna valutazione pu\u00f2 sostanzialmente risolversi nella lettura dei documenti presentati.<\/li>\n<li>Il profilo dei valutatori non pu\u00f2 non prevedere soprattutto affidabilit\u00e0 e professionalit\u00e0. E, a proposito di affidabilit\u00e0, ruoli doppi e contrapposti non sono ammissibili.<\/li>\n<li>L\u2019affidabilit\u00e0 e la professionalit\u00e0 sono il portato di esperienze e formazione non improvvisate. Comunque non si danno solo per il ruolo che si copre. Non basta cio\u00e8 essere stati bravi DS (parlo di quelli in quiescenza) per essere considerati valutatori all\u2019altezza del compito richiesto. E, ovviamente, neanche essere bravi Ispettori. Se non si provvede a preparare valutatori all\u2019altezza &#8211; e in numero congruo &#8211; e a \u2018garantirsi\u2019 sulla adeguatezza dei valutatori esterni, \u00e8 improbabile che si producano risultati significativi. Il successo di un modello valutativo \u00e8 il risultato anche (o soprattutto?) delle competenze di chi ne fa parte.\u00a0 Per cui, non dovrebbe essere un \u2018optional\u2019: <em>da parte dell\u2019Amministrazione<\/em>, \u201cinvestire di pi\u00f9 e meglio nella individuazione, selezione, formazione ricorrente, costruzione di professionalit\u00e0 omogenee, di una \u2018compagine integrata\u2019 di valutatori\u201d; e, <em>da parte del mondo scientifico<\/em>, promuovere ricerche e analisi dei risultati di esperienze sul campo.<\/li>\n<li>Il non poter disporre di un numero adeguato di valutatori, cos\u00ec da essere costretti ad avvalersi, ad esempio, di DS in servizio (tra l\u2019altro nominati con criteri diversi nei diversi USR: e questo \u00e8 un ulteriore problema) \u00e8 questione che dovrebbe spingere l\u2019Amministrazione ad mettere in campo altre proposte. De Anna, ad esempio, propone di \u201cconnettere Nuclei di valutazione esterna (NEV) e Nuclei per la valutazione dei DS\u201d, integrando sensatamente i protocolli realizzativi dei due Nuclei\u201d. Si realizzerebbero cos\u00ec \u2013 prosegue &#8211; \u201ceconomie congiunte e scambi di funzionalit\u00e0\u201d. Proposta che mi sembra sensata e fattibile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questa aggiungerei, sempre a proposito di \u201cdisponibilit\u00e0\u201d, la seguente: <strong><em>\u2018triennalizzare\u2019 la valutazione dei DS<\/em><\/strong>. L\u2019intero Sistema Scolastico, tra l\u2019altro, prevede ormai \u2013 opportunamente a mio avviso \u2013 l\u2019arco di tempo triennale per aspetti fondamentali della vita delle scuole e del Sistema<em>: triennale<\/em>, dal 2016, diventa infatti il POF, <em>triennale<\/em> \u00e8, dal 2014, il ciclo della valutazione della scuola, <em>triennali<\/em><em>,<\/em> dal 2016, anche l\u2019incarico ai DS e <em>triennali<\/em>, sempre dal 2016 i contratti proposti ai docenti, rinnovabili nel caso siano confermate le esigenze formative rappresentate nel Piano. Penso che una scelta di questo tipo potrebbe fare bene alla nostra scuola. Primo perch\u00e9 la valutazione triennale perderebbe molto dell\u2019impatto ossessivo e ansiogeno che, in non pochi casi, pu\u00f2 avere invece una cadenza annuale; e poi perch\u00e9 amplia i tempi del processo e permette valutazioni esterne distese e potenzialmente pi\u00f9 sensate per tutti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2, come sappiamo, soprattutto una questione pesante da affrontare: conciliare la triennalit\u00e0 di tale valutazione con la RdR che \u00e8 invece annuale. Ma \u00e8 questa una questione irrisolvibile?\u00a0 La RdR deve necessariamente essere ridefinita annualmente? E in base a quale logica? Forse che da un anno all\u2019altro le azioni di un DS possono cambiare a tal punto da prevedere risultati molto diversi? E ancora: forse che la Retribuzione di posizione cambia di anno in anno? Comunque anche questa \u00e8 questione da approfondire. Quando si comincia?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> Scaricabili dal sito MIUR<a href=\"http:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/I+dati\/28261cf8-6d17-4a07-b92f-43f0c476599a?version=1.0\">http:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/I+dati\/28261cf8-6d17-4a07-b92f-43f0c476599a?version=1.0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Potrebbe essere interessante approfondire il punto sulla partecipazione confrontando il dato generale con le diverse percentuali registrate nelle varie regioni. Dalle quelli si scopre per esempio che <em>le \u201castensioni\u201d non si distribuiscono in egual misura in tutto il Paese<\/em>. Ci sono infatti regioni in cui la percentuale dei DS che ha compilato il Portfolio si avvicina o supera l\u201980 per cento (Lombardia, Puglia, Campania \u2026.; ed altre in cui si scende al di sotto del 50% (Umbria, Sardegna, Liguria \u2026). Anche questi dati andrebbero analizzati e interpretati per cogliere, ove fosse possibile sulla base di qualche elemento specifico, un eventuale ruolo svolto dagli Uffici Scolastici Regionali<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> V. sul punto: F. De Anna, <em>La valutazione dei dirigenti scolastici: tanto tuon\u00f2 che<\/em> \u2026 in <a href=\"http:\/\/www.pavonerisorse.it\/\">http:\/\/www.pavonerisorse.it\/<\/a>\u00a0 e A. Valentino, <em>La valutazione dei DS: tra criticit\u00e0 del modello e richiesta di rinvio, <\/em>in http:\/\/www.scuolaoggi.org<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> F. De Anna. \u201c<em>I primi dati sulla valutazione dei dirigenti scolastici\u201d<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.pavonerisorse.it\/buonascuola\/valutazione_ds_2.htm\"><strong>http:\/\/www.pavonerisorse.it\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La valutazione dei DS 2016-2017: i risultati del primo rapporto MIUR di Antonio Valentino La pubblicazione dei dati, per quanto grezzi, sulla valutazione dei DS[1] per lo scorso anno scolastico, \u00e8 destinata a ravvivare il dibattito su strumenti (Portfolio e Nuclei di valutazione) e modalit\u00e0 della stessa, nella prospettiva di una sua profonda ridefinizione. 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