{"id":840,"date":"2018-09-05T22:07:06","date_gmt":"2018-09-05T20:07:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=840"},"modified":"2018-09-05T22:07:06","modified_gmt":"2018-09-05T20:07:06","slug":"lalternanza-scuola-lavoro-tempo-di-ripensamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=840","title":{"rendered":"L&#8217;alternanza scuola-lavoro: tempo di ripensamenti?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-842\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-300x199.jpg\" alt=\"SecondThoughtsAug15FeatureSized\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-345x230.jpg 345w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/SecondThoughtsAug15FeatureSized.jpg 579w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L&#8217;alternanza scuola-lavoro: tempo di ripensamenti?<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Aldo Tropea<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che si ha nel leggere il parere autonomo espresso il 26 luglio 2018 dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) in materia di \u201cAlternanza Scuola Lavoro\u201d (ASL) \u00e8 quello di una riflessione che presenta certamente aspetti positivi, ma al tempo stesso contraddizioni e rischi, con ambiguit\u00e0 che forse spiegano l\u2019inconsueto unanimismo con cui \u00e8 stato approvato da forze che solitamente non la pensano proprio nello stesso modo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cparere\u201d, in effetti svolge un\u2019analisi su cui \u00e8 difficile non essere d\u2019accordo. Si sostiene, infatti, che l\u2019alternanza tra scuola e lavoro rappresenta una metodologia didattica utile per il conseguimento dell\u2019obiettivo primario della scuola, ossia la crescita della cittadinanza attiva, critica e consapevole. Da questo punto di vista, anch\u2019 io, come molti pedagogisti, sono d\u2019accordo nel dire che sarebbe meglio sostituire il termine \u201calternanza\u201d, che evoca una successione temporale, con quello di \u201calleanza\u201d, per sottolinearne il carattere formativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un nuovo paradigma per l\u2019alternanza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo. Giustamente si afferma che la relazione tra scuola e lavoro pu\u00f2 favorire l\u2019aggiornamento dei curricoli scolastici e rappresenta un\u2019occasione preziosa per interconnettere le conoscenze acquisite nelle singole discipline, coerentemente con una didattica che sappia guardare con attenzione alle competenze, ponendo fine alla loro presunta contrapposizione con le conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve essere rifiutata, pertanto, una concezione tradizionalista dell\u2019apprendimento inteso come semplice ricezione e memorizzazione, poich\u00e9 apprendere vuol dire al contrario, citando alla lettera il parere, svolgere una attivit\u00e0 \u201c<em>caratterizzata dall\u2019elaborazione delle informazioni e dei dati, dall\u2019uso di strategie come forme di sperimentazione per la ricaduta di tali conoscenze sul piano pratico della vita reale e del lavoro\u2026 , dalla verifica di ipotesi e dalla tendenza a superare i limiti del dato\u2026 L\u2019insieme di attivit\u00e0 cos\u00ec complesse non pu\u00f2 che situarsi concretamente in contesti operativi; tali contesti forniscono non solo i contenuti delle azioni, ma rappresentano anche la palestra nella quale addestrarsi.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I bisogni \u201cinediti\u201d di formazione e le risorse produttive del territorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno del documento, poi, vengono sottolineati alcuni altri aspetti fondamentali implicati dalle esperienze di ASL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 la consapevolezza dei mutamenti rapidissimi e sconvolgenti che stanno attraversando il mondo del lavoro, per cui nessuna formazione pu\u00f2 essere considerata preparatoria rispetto ad una specifica mansione. Si tratta di un elemento che nella nostra esperienza lombarda viene continuamente sottolineato dall\u2019associazionismo imprenditoriale, teso a valorizzare le \u201csoft-skills\u201d e a metterle in relazione con gli obiettivi chiave della scuola. Oggi nessuno pi\u00f9 considera lo \u201cspecialista\u201d come un operatore rinchiuso in un settore limitato, ma come un tecnico capace di immaginare \/progettare nuovi scenari, sia nella grande impresa, sia nella piccola azienda artigiana in cui sono richieste competenze sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo aspetto \u00e8 che progettare alternanza implica la conoscenza delle risorse produttive e culturali presenti sul territorio e la consapevolezza che la scuola ne fa parte fino in fondo: l\u2019ASL richiede infatti una profonda \u201csensibilizzazione\u201d alla lettura di quel che effettivamente esiste e di quello per cui lo studente ha maggiori attitudini: \u00e8 quello che si chiana \u201corientamento\u201d. Per questo il documento riafferma che \u201c<em>la cultura del lavoro deve essere presente nel percorso curricolare: nei contenuti dello studio, nell\u2019approccio esperienziale al conoscere (laboratorialit\u00e0 come modalit\u00e0 costante di lavoro scolastico), nell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 e autonomia personali e collettive e nella pratica di azioni con \u201cvalenza sociale e di cura\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come non essere d\u2019accordo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I pregiudizi e i fraintendimenti contro l\u2019alternanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, a questo punto non si pu\u00f2 fare a meno di chiedere: ma questa non \u00e8 esattamente la logica che ha ispirato la legge 107\/2015, la Guida Operativa, le scuole, le Reti regionali (tra cui quella lombarda in particolare) ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, il Consiglio Superiore condivide molte delle riserve ampiamente riportate dalla comunicazione di massa e definite infatti \u201ccomprensibili\u201d. Riprendendo le convinzioni del mondo sindacale (non di tutto), c\u2019\u00e8 nel parere in primo luogo l\u2019idea che l\u2019attuale normativa permette che l\u2019alternanza sia concepita non come una modalit\u00e0 didattica, ma come <em>un\u2019esperienza al servizio dei soggetti ospitanti, rispetto ai quali gli \u201cstudenti lavoratori\u201d si devono rendere disponibili a qualsiasi richiesta<\/em>. Insomma, un vero e proprio sfruttamento dei giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, si sottolinea molto il rischio che l\u2019introduzione dell\u2019alternanza obbligatoria sia concepita come un modo per avviare gli studenti al lavoro per una loro immediata occupabilit\u00e0, come una sorta di \u201cperiodo di prova\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli strumenti per una alternanza di qualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, che questo sia potuto avvenire in alcuni casi pu\u00f2 essere vero, ma- come si legge in tutte le prese di posizione dell\u2019associazionismo imprenditoriale e in tutti i progetti di scuola- le convenzioni dicono tutt\u2019altro e si tratta semmai di verificarne l\u2019attuazione. Certo, la disponibilit\u00e0 di posti-stage, specie in alcune regioni, \u00e8 limitata e ha prodotto storture come alcuni incredibili piani \u201cchiavi in mano\u201d, ma le soluzioni alternative esistono e sono previste nella normativa: i project-work che non esigono prolungate permanenze in azienda; le convenzioni con gli Enti Pubblici, le Istituzioni culturali e sportive; la simulazione d\u2019impresa, che permette un coinvolgimento effettivo del Consiglio di classe. Il problema non sta quindi nella mancanza di strumenti con cui esercitare la libera progettualit\u00e0 dei docenti, quanto nella diversit\u00e0 di linguaggio e di sensibilit\u00e0 spesso presente tra gli operatori scolastici ed aziendali, aggravata da alcune pesanti carenze, giustamente messe in rilievo nella riflessione del CSPI:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l\u2019assenza di una adeguata specifica formazione del personale scolastico;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il mancato supporto organizzativo alle scuole che hanno dovuto farsi carico di programmare le attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019ASL, presupposto della sua curricolarit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi problemi andavano risolti \u201cprima\u201d della statuizione dell\u2019obbligatoriet\u00e0 per legge? Mi permetto di osservare, a questo riguardo, come proprio la logica sottesa al \u201cnuovo paradigma\u201d di alternanza proposto dal Consiglio Superiore stia esattamente nella curricolarit\u00e0 dei percorsi di alternanza, ossia nel loro legame con gli esiti di apprendimento previsti dai profili in uscita dei regolamenti di riordino del 2010 attraverso la progettazione condivisa con i partner aziendali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obbligatoriet\u00e0 non fa che rendere evidente istituzionalmente questo legame, che nel passato anche recente spesso mancava facendo dei progetti dei \u201cfiori all\u2019occhiello\u201d privi di incidenza sul modo concreto di insegnare ed apprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, questo mutamento, davvero radicale, non avviene in un giorno: il problema sta piuttosto in un pi\u00f9 efficace intervento dell\u2019Amministrazione sulle condizioni in cui si sviluppano gli ambienti di apprendimento, sul monitoraggio e alla valutazione non solo dei percorsi, ma anche degli esiti di apprendimento: senza imposizioni, ma contribuendo alla costruzione di modalit\u00e0 omogenee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Servono proposte coraggiose<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui arrivo a quella che considero la parte pi\u00f9 povera del documento formulato dal CSPI: quella relativa alle proposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vuol dire che non ci sono \u201crisorse adeguate\u201d per il personale? A me risulta che i fondi per l\u2019alternanza siano stati negli ultimi anni aumentati in maniera assai rilevante, al punto che molte istituzioni scolastiche si sono chieste come utilizzarle. Speriamo anzi che siano confermate per il prossimo triennio. I PON, poi, hanno ulteriormente aumentato le occasioni di finanziamento, sia pure con modalit\u00e0 a volte discutibili. La questione centrale \u00e8 invece quella di riconoscere all\u2019autonomia scolastica la possibilit\u00e0 di organizzare le attivit\u00e0 giornaliere, settimanali e annuali in maniera diversa da quella oggi ancora rigidamente gentiliana, mentre la didattica delle competenze esige ben altre flessibilit\u00e0. In questo ambito andrebbero previste una diversa normativa dei carichi di lavoro per i docenti e una formazione obbligatoria specifica, da condursi possibilmente in parallelo a quella dei tutor aziendali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So benissimo che questo implica dei riflessi sul piano contrattuale, oltrepassa i confini dell&#8217;alternanza e forse per questo le diverse forze presenti nel CSPI non se la sono sentita di entrare nel merito pi\u00f9 di tanto, ma questo \u00e8 il vero compito dei prossimi anni, non il ritorno alle disponibilit\u00e0 soggettive dei consigli di classe e\/o dei singoli docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un monitoraggio rigoroso, per non tornare indietro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda, infine il \u201cmancato supporto organizzativo alle scuole che hanno dovuto farsi carico di programmare le attivit\u00e0\u201d non c\u2019\u00e8 dubbio che il panorama si presenta molto diversificato sul piano territoriale e comunque generalmente critico. Anche qui, bisogna andare avanti, affidando compiti concreti alle Direzioni Regionali e utilizzando strumenti di monitoraggio efficaci e capaci di supportare la progettazione. Esistono oggi piattaforme diverse sul territorio nazionale cui bisognerebbe richiedere prima di tutto la comunicabilit\u00e0 dei dati tra l\u2019una e l\u2019altra. Non sarebbe male, da questo punto di vista, se il CSPI si occupasse anche del portale su cui \u00e8 stata fatta la rendicontazione di quest\u2019ultimo anno, che deve:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; prima di tutto funzionare;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; essere di uso semplice e non costituire un ostacolo burocratico;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; fornire indicazioni e strumenti per la valutazione degli apprendimenti, anche in vista del prossimo esame di Stato, in cui i risultati dell\u2019alternanza avranno un ruolo molto importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti l\u2019esito della riflessione avviata rischia, attraverso l\u2019accento posto sulla flessibilit\u00e0 del monte-ore, di costituire un ritorno al passato. Ricordo, a questo proposito, che gi\u00e0 oggi la durata dei percorsi di alternanza non si identifica con il tirocinio in azienda, ma comprende le attivit\u00e0 di preparazione e di ricaduta delle esperienze, nelle diverse modalit\u00e0 possibili. La \u201cflessibilit\u00e0\u201d, insomma, esiste gi\u00e0 e non \u00e8 affatto contraddittoria con l\u2019obbligatoriet\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;alternanza scuola-lavoro: tempo di ripensamenti? di Aldo Tropea Il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione L\u2019impressione che si ha nel leggere il parere autonomo espresso il 26 luglio 2018 dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) in materia di \u201cAlternanza Scuola Lavoro\u201d (ASL) \u00e8 quello di una riflessione che presenta certamente aspetti positivi, ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-840","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":843,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840\/revisions\/843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}