{"id":851,"date":"2018-09-25T21:04:09","date_gmt":"2018-09-25T19:04:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=851"},"modified":"2018-09-25T21:04:20","modified_gmt":"2018-09-25T19:04:20","slug":"sviluppo-professionale-e-qualita-della-formazione-in-servizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=851","title":{"rendered":"Sviluppo professionale e qualit\u00e0 della formazione in servizio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-852\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/book-tower-300x300.jpg\" alt=\"young people on 3d book pile\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/book-tower-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/book-tower-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/book-tower-229x230.jpg 229w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/book-tower.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>SVILUPPO PROFESSIONALE E QUALITA\u2019 DELLA FORMAZIONE IN SERVIZIO<\/strong><br \/>\n<em><strong>\u201cNessun sistema scolastico pu\u00f2 essere migliore della qualit\u00e0 dei suoi insegnanti\u201d<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Rossella De Luca<\/strong><\/span><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riaprire il discorso della professionalit\u00e0 all\u2019interno della scuola non \u00e8 mai stato cosa semplice, ma appare del tutto evidente quanto oggi questa scelta sia avvertita sempre pi\u00f9 come necessaria, oltre che dal livello politico e sindacale, anche dagli stessi operatori della scuola, al fine di contrastare il rischio di ulteriore erosione della credibilit\u00e0 e della considerazione sociale, di essere percepiti come <em>travet<\/em>, come esponenti del basso ceto impiegatizio, tanto miseri nell&#8217;aspetto quanto monotoni nelle abitudini di vita e di lavoro, attenti pi\u00f9 alla difesa dei propri \u201cprivilegi\u201d che all\u2019interesse generale del Paese: il riconoscimento di impegni e merito degli insegnanti, in termini quantitativi e qualitativi, richiede il rispetto di alcune condizioni tipiche della scuola, intesa quale ambiente di apprendimento e di promozione culturale, caratterizzato da essenziali relazioni sociali e collaborative.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto di lavoro \u201cscuola\u201d \u2013 in cui valorizzare \u201cl&#8217;autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo\u201d prevista dal D.P.R. 275\/1999 \u2013 rappresenta dunque l&#8217;ambiente elettivo per la formazione permanente dei docenti, che deve tradursi in una consapevole, concreta e attiva partecipazione alle innovazioni, alla progettualit\u00e0 esplicitata dalla scuola, allo sviluppo di reti professionali, anche per prendere in considerazione l\u2019idea di un meccanismo di carriera che, accanto all\u2019anzianit\u00e0 di servizio, valuti la progressiva acquisizione di pi\u00f9 approfondite competenze didattiche e organizzative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato, infatti, l\u2019obiettivo di fondo e\u0300 far si\u0300 che tutti i docenti possano migliorare i propri standard professionali, in un\u2019ottica di innovazione didattica, competenza professionale, capacita\u0300 di relazionarsi con gli allievi, miglioramento della qualit\u00e0 del servizio soprattutto in termini di risultati di apprendimento degli alunni, dall\u2019altro rendere pubblici e riconoscibili gli standard attesi pu\u00f2 indubbiamente rappresentare uno stimolo alla crescita personale e professionale: uno sviluppo di carriera che proceda esclusivamente sulla base dell\u2019anzianit\u00e0 pu\u00f2 innegabilmente considerarsi \u201crassicurante\u201d, ma di certo non \u00e8 stimolante, n\u00e9 spinge verso soluzioni e scelte innovative. Senza negare il valore dell\u2019esperienza, \u00e8 tempo di concedere spazio alla riflessione, alla documentazione, alla certificazione di competenze acquisite, che attestino il raggiungimento di elevati standard professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riflettere su questi aspetti e nello stesso tempo avanzare proposte concrete e sperimentabili, a settembre 2017 la Direzione generale per il personale scolastico del Ministero ha costituito tre gruppi di lavoro con l&#8217;obiettivo di puntare l\u2019attenzione su alcune delle principali questioni del Piano nazionale di formazione 2016-2019, quale previsto dal comma 124 della L. 107\/2015, in particolare su tre temi: \u201cStandard professionali\u201d, \u201cDossier professionale del docente\u201d, \u201cindicatori di qualit\u00e0 e <em>governance<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessanti opportunit\u00e0 per comprendere e approfondire nuove metodologie, valutarne la ricaduta sulla didattica, delineare un quadro per professionalizzare la formazione emergono dal documento pubblicato ad aprile 2018, che costituir\u00e0 la base per la riflessione dei Collegi docenti e per l\u2019elaborazione dei piani di formazione del personale a partire da settembre 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento, dal titolo \u201cSviluppo professionale e qualit\u00e0 della formazione in servizio\u201d <span style=\"color: #0000ff;\">(1)<\/span>, sottoposto dal Ministero all\u2019attenzione delle scuole, pu\u00f2 rappresentare infatti un utile supporto per il mondo della scuola, al fine di riavviare &#8211; pur nell\u2019attuale scarsa sintonia tra principi normativi e disposizioni contrattuali &#8211; una riflessione sugli strumenti a corredo della professionalit\u00e0 dei docenti, nella consapevolezza che essa \u00e8 una leva fondamentale per lo sviluppo del proprio lavoro e che un numero sempre pi\u00f9 consistente di docenti, come emerge da numerosi elementi e da monitoraggi realizzati sia a livello centrale sia dalle singole scuole, ritiene necessario aggiornarsi e acquisire nuove competenze ed \u00e8 sempre pi\u00f9 motivato e responsabilizzato, come ogni categoria di professionisti, rispetto alla necessit\u00e0 di un continuo aggiornamento professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al comma 124 della L. 107\/2015, che rendeva la formazione \u201cobbligatoria, permanente e strutturale\u201d, modificando sostanzialmente l\u2019approccio alla formazione e allo sviluppo professionale, senza per\u00f2 definire i confini di tale obbligo, ha fatto seguito il D.M. 797\/2016, che \u2013 pur reticente in materia di definizione degli impegni individuali o collegiali per curare la formazione \u2013\u00a0 ha destinato ad essa ingenti risorse: 40 milioni di euro alle scuole per elaborare percorsi formativi mirati attraverso il PNFD (Piano nazionale di formazione docenti) e 386 milioni di euro direttamente erogati ai docenti sotto forma di bonus da 500 euro \u2013 la cosiddetta \u201ccarta del docente\u201d \u2013 per sostenere le scelte individuali. Questa stessa CARD, per\u00f2, connessa ai bisogni culturali e formativi, e\u0300 stata purtroppo da taluni percepita come una sorta di risarcimento per il mancato contratto, piuttosto che come il tangibile riconoscimento di una specificit\u00e0 culturale della funzione docente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formazione in servizio non pu\u00f2 essere pi\u00f9 considerata come vuoto esercizio formale, che non \u00e8 in grado di incidere sulla qualit\u00e0 del lavoro in aula, ma deve essere vissuta come elemento strutturale della professionalit\u00e0 docente: per far questo \u00e8 indubbiamente necessario innovare le metodologie formative, facendo riferimento a una didattica di tipo laboratoriale, che favorisca la creazione di piccoli gruppi di ricerca, comunit\u00e0 di pratiche, sperimentazione in classe, creazione di contesti indicativi di quanto poi si dovrebbe trasferire nelle pratiche in aula con gli allievi. Va ricordato, tra l\u2019altro, che la valorizzazione di impegni e meriti del personale della scuola, nei suoi aspetti sia individuali sia collegiali (e la precisazione non e\u0300 di poco conto) e\u0300 uno degli aspetti qualificanti del lavoro del dirigente scolastico (come precisato nel c. 93 della L. 107\/205) e pesa per il 30 % negli indicatori della valutazione dell\u2019azione dello stesso dirigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il recente CCNL, sottoscritto ad aprile 2018, non definisca tempi, modalit\u00e0, documentazione dei percorsi formativi, \u00e8 certo che bisogna recuperare una consonanza tra diritto, funzionale alla realizzazione e allo sviluppo della professionalit\u00e0, e dovere, funzionale a promuovere l\u2019efficacia del sistema scolastico e la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa, senza enfatizzare il diritto (la <em>facultas agendi<\/em>) e senza nemmeno devitalizzare il dovere (la <em>norma agendi<\/em>), soprattutto alla luce della necessit\u00e0 di nuove e qualificate figure professionali in ambito scolastico (figure di staff, tutor per l\u2019alternanza scuola-lavoro, coordinatore del piano annuale per l\u2019inclusione, animatore digitale, responsabile per la valutazione, referenti per i pi\u00f9 diversi ambiti), che certo non possono corrispondere, su un piano quantitativo ma soprattutto di qualit\u00e0 del sistema, esclusivamente a quel 10% di docenti che collaborano con il Dirigente scolastico in attivit\u00e0 di supporto organizzativo e didattico, come delineato dal c. 83 della L. 107\/2015. L\u2019attuale sistemazione contrattuale in relazione a tali aspetti risulta, a dire il vero, poco soddisfacente (nella attuale tripartizione di orario di lezione, attivit\u00e0 collegiali e impegni legati alla funzione docente) e ostacola il riconoscimento sociale di piena professionalit\u00e0. E\u2019 forse giunto il momento di aprire davvero una seria riflessione sul tempo di lavoro dei docenti, che non significa necessariamente aumentare i carichi orari, ma piuttosto renderli visibili, quantificabili, definiti in maniera non astratta, cogliendo quelle differenze che all\u2019interno e all\u2019esterno dell\u2019universo scuola tutti apprezzano, ma nessuno \u00e8 mai riuscito a quantificare e a valorizzare: l&#8217;impegno dedicato al proprio lavoro potrebbe rappresentare un primo criterio oggettivo utile a definire incentivi o a profilare diverse soluzioni contrattuali, cos\u00ec come una riflessione a tutto tondo sul lavoro dell\u2019insegnante potrebbe consentire di aprire il discorso del riconoscimento del tempo di servizio, rendendo esplicito il lavoro \u201csommerso\u201d del docente, la parte profonda <em>dell\u2019iceberg<\/em>, che non si riduce \u2013 come tutti sanno \u2013 alle ore lezione in aula ma richiede attivit\u00e0 di preparazione, predisposizione e correzione verifiche, formazione, rapporti con genitori e soggetti che a vario titolo entrano in contatto con il sempre pi\u00f9 variegato mondo della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che dagli articoli del CCNL scuola relativi alla formazione, in attesa di una definizione puntuale, in termini di indicatori e descrittori, dei diversi profili professionali e di una possibile articolazione delle carriere, bisognerebbe ri-partire, nella consapevolezza di quanto sia cambiato negli ultimi anni il ruolo del docente, dall\u2019art. 27 del CCNL scuola, relativo al profilo\u00a0 professionale del docente, che recita: <em>\u201cIl profilo professionale dei docenti e\u0300 costituito da competenze disciplinari, informatiche, linguistiche, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali, di orientamento e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell\u2019esperienza didattica, l\u2019attivit\u00e0 di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell\u2019offerta formativa della scuola\u201d<\/em>. Appare dunque evidente (ed \u00e8 giusto che sia chiaro a tutto il personale della scuola) che esiste un esplicito collegamento tra sviluppo professionale dei docenti e miglioramento complessivo della scuola. L\u2019obiettivo di fondo e\u0300 far si\u0300 che tutti i docenti siano messi in condizione di migliorare i propri standard professionali, in termini di innovazione didattica, competenza professionale, capacita\u0300 di relazionarsi con gli allievi. I valori, gli obiettivi e la cultura condivisa da coloro che operano nel mondo della scuola devono sostenere una buona causa: il miglioramento degli apprendimenti degli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento MIUR che qui cercheremo di sintetizzare, indirizzato ai diversi protagonisti del mondo della scuola, propone scenari e soluzioni su uno sfondo di natura prevalentemente culturale, partendo da esperienze realizzate con successo in altri contesti internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso potr\u00e0 rappresentare un utile strumento di riflessione e spunto di discussione nei Collegi dei docenti per orientarsi nelle scelte dei prossimi anni, nella consapevolezza che dall\u2019alto si pu\u00f2 riformare, ma \u00e8 solo partendo dal basso che si potr\u00e0 davvero riuscire ad operare una trasformazione e un reale miglioramento della qualit\u00e0 delle azioni formative e poi didattiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attivit\u00e0 formative si realizzano da sempre nelle scuole, negli ultimi due anni anche e soprattutto attraverso le reti di ambito e di scopo, ma qual \u00e8 la qualit\u00e0 di questi percorsi formativi? Quale la ricaduta? Come fare a riconoscerli e a valorizzarli adeguatamente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come definire indicatori di qualit\u00e0 e protocolli necessari per migliorare i modelli formativi, delineare le caratteristiche delle unit\u00e0 formative nella loro articolazione metodologica, articolare i profili dei diversi soggetti impegnati nei percorsi formativi, definire gli standard professionali attesi, promuovere un miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento, prevedere forme di autovalutazione e di riconoscimento (crediti formativi, didattici, professionali)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I docenti rappresentano il capitale professionale della scuola: non si pu\u00f2 prescindere da una risposta a queste domande se si vuole creare un clima di maggiore responsabilit\u00e0, favorire la condivisione e gli scambi professionali anche attraverso esperienze laboratoriali, costruire una reale comunit\u00e0 di pratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>STANDARD PROFESSIONALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima delle aree analizzate dal gruppo di lavoro MIUR (coordinato dal Dirigente tecnico dott. Giancarlo Cerini) \u00e8 stata quella relativa agli standard professionali che, alla luce dell\u2019analisi di buone pratiche a livello nazionale e internazionale, ha cercato di delineare un profilo professionale del docente e i relativi standard, con possibile riconoscimento di crediti formativi e professionali. In un momento di profondi e rapidi mutamenti nella professione e pi\u00f9 in generale dei contesti educativi, dinanzi a un progressivo sgretolamento della fiducia nella scuola, il ruolo del docente merita un profondo ripensamento e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rappresentato solo dall\u2019orario frontale di lezione e dai relativi adempimenti, n\u00e9 tanto meno da una dimensione esclusivamente individuale. Mentre dal CCNL sono sommariamente messi in luce gli aspetti metodologici, relazionali, disciplinari (oltre che ovviamente didattici), il documento propone (e promuove) rubriche descrittive dei comportamenti da mettere in atto in relazione alle numerose aree legate alla gestione della classe, agli stili di comunicazione, alla sfera relazionale, all\u2019attivit\u00e0 di produzione e documentazione di materiali didattici e pi\u00f9 in generale alla cura della professione. Ciascuno dei dodici standard \u00e8 adeguatamente definito, ne vengono descritti i criteri di qualit\u00e0 e successivamente per ciascuno di essi sono individuati gli indicatori da esemplificare su tre livelli (principiante, base, esperto). Le cinque dimensioni (cultura, didattica, organizzazione, istituzione\/comunit\u00e0, cura della professione), che tengono conto dei diversi livelli della professionalit\u00e0 quale oggi si sta delineando, sono state elaborate sulla base di una ricognizione normativa e di analisi di proposte elaborate a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo importante \u00e8 svolto dalla formazione permanente in servizio, anche se al momento ancora manca una quantificazione di un monte-ore da dedicare alla cura della propria professione, per la frequenza di corsi e attivit\u00e0 che siano valutabili, certificabili ma che soprattutto abbiano una concreta ricaduta nella quotidiana prassi didattica e possibilmente nello sviluppo della professione del docente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta del gruppo di lavoro si conclude con l\u2019intenzione di creare una rete di scuole, supportate da un Comitato scientifico, disposte a sperimentare tale modello di valorizzazione della professionalit\u00e0 e a elaborare descrittori degli standard, ipotizzare forme di <em>curriculum<\/em> professionale, certificazione e riconoscimento delle competenze acquisite, anche nell\u2019ottica della creazione di un <em>middle management <\/em>e di una <em>leadership<\/em> diffusa: una proposta \u201ccoraggiosa\u201d, basata sul riconoscimento sociale di questi standard professionali, per aiutare ad uscire dalla stagnazione contrattuale e retributiva che mortifica i docenti in servizio e non attrae i migliori talenti verso l\u2019insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DOSSIER PROFESSIONALE DEL DOCENTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda delle aree analizzate dal gruppo di lavoro MIUR (coordinato dal Dirigente Ufficio VI MIUR dott. Davide D\u2019Amico) \u00e8 stata quella relativa alla possibilit\u00e0 di creare uno strumento di documentazione, recupero, ricostruzione della storia formativa del docente, attraverso la raccolta di evidenze, descrizioni, riflessioni, come strumento di riflessione su una professione in continuo cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <em>self portrait<\/em>, un <em>teacher dossier<\/em>, un <em>digital portfolio<\/em>, nell\u2019ottica di un piano di sviluppo personale e professionale basato su quattro momenti fondamentali: selezione, riflessione, proiezione, pubblicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso l\u2019analisi di modelli di <em>curriculum<\/em> e portfolio sperimentati a livello nazionale e internazionale, \u00e8 stato predisposto un modello implementabile anche in formato digitale, soprattutto attraverso l\u2019utilizzo della piattaforma S.O.F.I.A., come \u201cstrumento-processo\u201d per documentare l\u2019evoluzione della professione nei diversi momenti, analizzandone l\u2019utilit\u00e0 e le relazioni con il bilancio di competenze e il patto di sviluppo professionale, documenti al momento riservati ai soli docenti neo-assunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dossier professionale rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti strumenti di valorizzazione della professionalit\u00e0, momento fondamentale di riflessione nell\u2019ottica del miglioramento personale, ma soprattutto della qualit\u00e0 del sistema di istruzione e degli esiti formativi degli studenti. Nei diversi <em>step<\/em> del proprio percorso lavorativo esso pu\u00f2 servire a sostenere la coscienza di s\u00e9 come professionista, ad acquisire la consapevolezza del proprio agire nell\u2019istituzione o ancora a incoraggiare una maggiore attenzione verso le proprie modalit\u00e0 di lavoro, per indirizzare la formazione continua verso obiettivi mirati o risolvere specifiche problematiche legate al contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di redigere su base volontaria un <em>dossier<\/em> professionale (non un semplice <em>curriculum vitae<\/em>, ma una sorta di portfolio formativo) potrebbe non solo agevolare la documentazione e la rielaborazione delle proprie esperienze professionali (e in questa prospettiva rappresentare uno strumento riservato e personale), ma anche favorire il docente nei passaggi cruciali della propria carriera (accesso al ruolo, mobilita\u0300, nuove funzioni, concorso per la dirigenza). \u00a0Lo sviluppo dell\u2019autonomia scolastica richiede, infatti, la creazione di un articolato modello organizzativo, in cui numerose funzioni strategiche (staff del dirigente, coordinatori plesso\/sezioni\/classi\/dipartimenti, referenti progetti, responsabili formazione\/valutazione, referenti orientamento\/inclusione\/integrazione\u2026) siano presidiate da personale in possesso di adeguate competenze (da documentare nel <em>dossier-portfolio <\/em>del docente) e con riconoscimento economico adeguato, legato allo svolgimento della funzione. L\u2019idea stessa di carriera in ambito scolastico dovrebbe peraltro essere intesa come una serie di occasioni di crescita e di sviluppo professionale, basata sul lavoro didattico in classe; la competenza organizzativa e gestionale acquisita, d\u2019altro canto, potrebbe essere riconosciuta per l\u2019accesso a nuove funzioni (con meccanismi meno precari di scelta delle persone, sia in termini di riconoscimento e legittimazione, sia di verifica dei risultati ottenuti per l\u2019organizzazione), quali ruoli di <em>middle management<\/em> (di cui sempre pi\u00f9 spesso si avverte l\u2019esigenza) o concorso dirigenziale. Il sistema dei test pre-selettivi, su cui si basa l\u2019attuale procedura, potrebbe ad esempio essere sostituito da una selezione basata sulla valutazione del <em>curriculum<\/em> professionale dei candidati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si vuole mettere al centro delle politiche scolastiche la figura del docente, non si pu\u00f2 prescindere dall\u2019individuazione di un modello possibile (ovviamente sempre migliorabile) di validazione e valutazione delle competenze, ma anche di verifica e validazione degli esiti, con momenti di autovalutazione e di valutazione esterna. Gli stessi risultati di tale attivit\u00e0 dovrebbero confluire nel dossier professionale, insieme a una riflessione sulle esperienze e le competenze acquisite nel tempo, anche nell\u2019ipotesi di un possibile sviluppo di carriera. Tutti aspetti imprescindibili per ritrovare il senso morale ed etico della professione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INDICATORI DI QUALITA\u2019 E GOVERNANCE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza delle aree analizzate dal gruppo di lavoro MIUR (coordinato dal Dirigente tecnico dott.ssa Loredana Leoni) ha avuto come obiettivo quello di individuare, anche alla luce delle numerose esperienze poste in essere dagli ambiti territoriali con il Piano Nazionale di formazione dei docenti, indicatori di qualit\u00e0 di modelli\/proposte di formazione, declinabili in termini di unit\u00e0 formative (UF), in maniera tale da migliorare e uniformare le modalit\u00e0 di progettazione, gestione e attestazione finale dell\u2019offerta formativa a livello di scuola, di ambiti e da parte delle associazioni e degli enti che si occupano di tale settore, con l\u2019obiettivo di costruire uno strumento per riconoscere, valorizzare e certificare le attivit\u00e0 e, pi\u00f9 in generale, per qualificare la formazione in servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019unit\u00e0 formativa (UF) si sostanzia essenzialmente in una sequenza coerente e compiuta di attivit\u00e0 che, partendo dai bisogni individuati, presentino una precisa definizione delle competenze attese, delle metodologie adottate (formazione in presenza e a distanza, sperimentazione didattica documentata, ricerca-azione, lavoro in rete, approfondimento personale e collegiale, documentazione e forme di restituzione\/rendicontazione con ricaduta sulla scuola, progettazione didattica), delle modalit\u00e0 di verifica dei risultati. Fondamentale risulta il ricorso a modalit\u00e0 di partecipazione attiva (attivit\u00e0 laboratoriali, sperimentazione e condivisione di buone pratiche), con una figura di formatore che sia essenzialmente un \u201cfacilitatore\u201d o tutor, pi\u00f9 che un relatore esperto di contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una tabella di facile lettura a ciascuna dimensione (personale e professionale, didattica e organizzativa) sono collegate azioni, figure, indicatori di qualit\u00e0, attraverso un impianto volto ad accompagnare il docente in un ciclo riflessivo e soprattutto ad integrare la professione nel ciclo progettuale della scuola, che si sostanzia nel RAV, nel PDM e nel PTOF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di lavoro si \u00e8 occupato, altres\u00ec, di operare una descrizione dei profili e della formazione richiesta ai diversi soggetti impegnati nei percorsi formativi (progettisti della formazione, facilitatori, formatori, tutor d\u2019aula), approfondendo anche i risvolti amministrativi, gestionali e contabili delle attivit\u00e0 formative, sempre nell\u2019ottica dello sviluppo della professione docente per il miglioramento degli esiti degli allievi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019ottica di <em>governance<\/em> multilivello, al MIUR spetter\u00e0 la definizione di strategie, priorit\u00e0, allocazione delle risorse, gli USR avranno compiti di impulso, coordinamento e monitoraggio, gli ambiti territoriali promuoveranno azioni formative ben calibrate sui bisogni individuati, mentre le istituzioni scolastiche concilieranno la progettazione d\u2019insieme con le esigenze individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0(1)<\/span> (\u00c8 possibile visualizzare per intero sul sito MIUR al seguente link: <a href=\"http:\/\/www.miur.gov.it\/-\/sviluppo-professionale-e-qualita-della-formazione-in-servizio-documenti-di-lavoro\">http:\/\/www.miur.gov.it\/-\/sviluppo-professionale-e-qualita-della-formazione-in-servizio-documenti-di-lavoro<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SVILUPPO PROFESSIONALE E QUALITA\u2019 DELLA FORMAZIONE IN SERVIZIO \u201cNessun sistema scolastico pu\u00f2 essere migliore della qualit\u00e0 dei suoi insegnanti\u201d di Rossella De Luca Riaprire il discorso della professionalit\u00e0 all\u2019interno della scuola non \u00e8 mai stato cosa semplice, ma appare del tutto evidente quanto oggi questa scelta sia avvertita sempre pi\u00f9 come necessaria, oltre che dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-851","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=851"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/851\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":854,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/851\/revisions\/854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}