{"id":868,"date":"2018-10-31T18:49:43","date_gmt":"2018-10-31T17:49:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=868"},"modified":"2018-10-31T18:49:43","modified_gmt":"2018-10-31T17:49:43","slug":"la-verita-vi-prego-sul-ptof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=868","title":{"rendered":"La verit\u00e0, vi prego, sul PTOF"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-869\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/inner_truth-300x300.jpg\" alt=\"inner_truth\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/inner_truth-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/inner_truth-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/inner_truth-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/inner_truth.jpg 405w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La verit\u00e0, vi prego, sul PTOF <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<br \/>\n<\/sup><\/a><\/strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019interrogativo di partenza: il POFT ha ancora senso?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per fine ottobre, come sappiamo, le scuole dovrebbero aver sia aggiornato sia il PTOF relativo al triennio che si conclude con quest&#8217;anno scolastico, sia predisposto il POFT per il triennio 2019-2022.<\/p>\n<p>Per quest\u2019ultimo, che \u00e8 la <em>posta<\/em> pi\u00f9 importante, \u00e8 previsto uno slittamento, certamente di buon senso e comunque comprensibile per la situazione di marasma che ha caratterizzato anche questo inizio di anno scolastico e dal quale ancora non si esce completamente.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto al PTOFT per il prossimo triennio,\u00a0la percezione che si ha (e la richiesta di slittamento della scadenza tenderebbe ad avvalorarla) \u00e8 che l&#8217;attenzione intorno a questa scadenza sia piuttosto appannata. Come d\u2019altra parte lo era quella per il POF fino a tre anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio dal \u201cPOF annuale\u201d al Piano Triennale (L. 107\/\u201915) &#8211; che certamente favorisce una gestione distesa delle attivit\u00e0 di progettazione e realizzazione dei processi messi in campo e rilancia quindi la centralit\u00e0 della dimensione progettuale &#8211; non sembra abbia avuto l\u2019effetto auspicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persistono pertanto \u2013 anzi, si acuiscono &#8211; i dubbi, maturati negli anni, rispetto al senso, oltre che alla elaborazione del Piano dell\u2019Offerta Formativa e alle pratiche ad esso legate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui l\u2019interrogativo: &#8211; <em>Ma vale veramente la pena continuare a insistere su questo strumento, considerati anche i costi (tempo ed energie per le varie operazioni da compiere, per le competenze che devi attivare &#8230;), in rapporto ai benefici (collegabili soprattutto alle iscrizioni e alla sua visibilit\u00e0 all\u2019esterno), probabilmente realizzabili con misure meno dispendiose? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un documento per rafforzare la progettualit\u00e0 della scuola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a fare da contraltare a questo interrogativo, ce n\u2019\u00e8 un altro che non si pu\u00f2 perdere per strada: possono oggi le scuole, organizzazioni per molti aspetti complesse, fare a meno di un documento (il Piano) che ne sottolinei la loro ragione sociale sul territorio in cui sono collocate e ne espliciti la funzione anche rispetto ai nuovi bisogni e alla nuova domanda formativa sempre pi\u00f9 variegata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola \u00e8 chiamata a far fronte a nuove differenze sociali e culturali, a diverse intelligenze che la frequentano, a una domanda di inclusione sempre pi\u00f9 forte che viene dal problematico mondo dell\u2019immigrazione, della disabilit\u00e0 eccetera. Sono tutte questioni che non possono essere affrontate centralmente con strumenti che difficilmente colgono le specificit\u00e0 delle situazioni, per risultare realmente efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ce ne \u00e8 forse bisogno ancora pi\u00f9 oggi che alla fine del secolo scorso, quando si \u00e8 cominciato a parlare di POF (nel Regolamento dell\u2019Autonomia)? Proprio oggi, perch\u00e9 i livelli di complessit\u00e0 sono cresciuti e tra l\u2019altro si sono affievoliti molti degli entusiasmi che accompagnarono quella fase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla ricerca del nesso perduto<\/strong> <strong>autonomia-offerta formativa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento previsto dal Regolamento del 1999 (D. Lgs. 275, art. 3) aveva questa ambizione: \u201cIl\u00a0 Piano \u00e8\u00a0 il\u00a0 documento\u00a0 fondamentale\u00a0 costitutivo dell&#8217;identit\u00e0 culturale e progettuale delle istituzioni\u00a0 scolastiche ed\u00a0 esplicita\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 progettazione\u00a0\u00a0 curricolare,\u00a0\u00a0 extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano\u00a0 nell&#8217;ambito della loro autonomia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo comma pu\u00f2 valere la pena soffermarsi un attimo per mettere meglio a fuoco le novit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; alcune tra l\u2019altro con risvolti problematici &#8211; con cui si era chiamati a fare i conti, e il senso e il valore attribuito al Piano dell\u2019Offerta Formativa. Forse allora non le abbiamo capito fino in fondo e, in buona misura, continuano a interrogarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: line-through;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La prima. <\/em>Con l\u2019Autonomia Scolastica (AS), ogni scuola \u00e8 chiamata a confrontarsi con la sua storia, le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e le sue criticit\u00e0); ma anche (e soprattutto) per i miglioramenti, i cambiamenti, le innovazioni che intende introdurre per una nuova visione di s\u00e9, pi\u00f9 in grado di interpretare i tempi nuovi (<em>identit\u00e0 progettuale<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda.<\/em> Viene sancita (addirittura attraverso un passaggio della Legge Costituzionale 3\/2001) l\u2019autonomia delle scuole dall\u2019Amministrazione centrale, riconoscendo ad esse competenza \u2013 e quindi <em>responsabilit<\/em>\u00e0 \u2013 a gestire i curricoli e l\u2019offerta aggiuntiva, a sperimentare strategie didattiche e a darsi una organizzazione che permetta di <em>realizzare il diritto all\u2019apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni\u2019, riconoscendo e valorizzando le diversit\u00e0, promuovendo le potenzialit\u00e0 di ciascuno, adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo<\/em> (Regolamento, art. 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A decidere su questi terreni sono chiamate le scuole, perch\u00e9 istituzioni pi\u00f9 in grado di sintonizzarsi rispetto alle aspettative dei territori di appartenenza e di meglio interpretarne i bisogni, di leggere le condizioni socio-economniche e culturali e <em>adattare<\/em> l\u2019Offerta Formativa<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 una <em>terza novit\u00e0<\/em> che da subito allarm\u00f2 molte scuole e che richiamo per mettere in evidenza una ambiguit\u00e0 non di poco conto: l\u2019attribuzione alle scuole di funzioni amministrative\u00a0 nella gestione del servizio scolastico che prima erano competenza dei Provveditorati; attribuzione che ha inaugurato <em>una stagione di grosse e sempre pi\u00f9 pesanti responsabilit\u00e0<\/em> &#8211; e quindi difficolt\u00e0 &#8211; nella gestione delle scuole; che continuano a pesare (ultime in ordine di tempo: la sicurezza e la gestione dei dati personali degli operatori scolastici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rischio di un PTOF come abito della domenica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, contrariamente a quanto si potesse ipotizzare, <em>l\u2019autonomia\u00a0 &#8211; perch\u00e9 poco metabolizzata &#8211; non riesce a diventare risorsa propulsiva nella maggior parte delle scuole <\/em>e col passare degli anni si assiste ad un progressivo opacizzarsi della spirito con cui era stata pensata, che va di pari passo col restringimento dei suoi spazi. In questi anni si \u00e8 assistito alla rivincita dell\u2019Amministrazione e quindi a una stagione, che viviamo ancora, di sempre pi\u00f9 prepotente neo centralismo. Da ci\u00f2 anche il prevalere di una idea di POF come <em>adempimento formale<\/em> e come <em>abito della domenica<\/em> &#8211; da mettere in mostra soprattutto in occasione delle iscrizioni -, sempre pi\u00f9 estraneo ai criteri di fattibilit\u00e0 e credibilit\u00e0 dell\u2019offerta formativa (l\u2019antico nodo del <em>rapporto dichiarato-agito diffusamente rimosso<\/em>) e sempre pi\u00f9 pensato per raccogliere iscrizioni (in alcuni casi fondamentali per ragioni di sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza (che per\u00f2 da sola non basta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E ora? Nella fase in cui ci troviamo, se recuperare le potenzialit\u00e0 positive dell\u2019autonomia (didattica, organizzativa, di ricerca e sviluppo) e sviluppare consapevolezza della sua imprescindibilit\u00e0 possono apparire come operazioni ancora valide, quali passi vanno studiati e sperimentati per ricollocare la scuola all\u2019altezza dei suoi <em>rinnovat<\/em>i compiti istituzionali e rilanciare un maggiore protagonismo di chi in essa ha responsabilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questi interrogativi \u00e8 facile probabilmente \u2018disporsi\u2019 positivamente. Ma \u00e8 quando occorre misurarsi concretamente con essi che vengono fuori i problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo perch\u00e9 la consapevolezza di un impegno di questo terreno pu\u00f2 maturare, svilupparsi e dare frutti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>se c\u2019\u00e8 un <em>disegno<\/em> che coinvolge e se si danno le condizioni per starci dentro;<\/li>\n<li>se pu\u00f2 disporre preliminarmente di gambe in grado di muoversi e di camminare, anche un po\u2019 zoppicando all\u2019inizio, ma da sole o in rete: che \u00e8 condizione per smuovere qualcosa. Il riferimento ovvio \u00e8 qui alle risorse materiali, strumentali e soprattutto professionali: la partita, nelle organizzazioni complesse, si gioca sempre di pi\u00f9, come abbiamo imparato, proprio su quest\u2019ultimo fronte e sugli strumenti da mettere in campo; primi fra tutti, riconoscimenti motivanti e clima gratificante;<\/li>\n<li>se \u00e8 in grado di sviluppare una prospettiva sensatamente e realisticamente disegnata, in cui tendano a collocarsi i traguardi formativi visti come risposte ai bisogni e alle attese con cui ogni istituto scolastico \u00e8 chiamato a misurarsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa il POF non \u00e8 (mi sembra)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui le ragioni del POF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il POF non va confuso con i documenti di Programmazione<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> e non va neanche visto come il contenitore dei Progetti di scuola (come pure potrebbe far credere una lettura affrettata dell\u2019\u2019articolo 3 del Regolamento dell\u2019Autonomia quando parla di Progettazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il POF \u00e8, come si \u00e8 visto, descrizione \/ rappresentazione dell\u2019Offerta Formativa, delle sue ragioni di fondo e di quello che dal lavoro scolastico ci si deve realisticamente aspettare: in termini di esiti, di ambienti, di relazioni, di competenze professionali, di organizzazione eccetera; ma in un\u2019ottica tesa al superamento delle sue criticit\u00e0 e di ripensamento e rinnovamento continuo della sua identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano rappresenta la scuola per come \u00e8, sulla base della sua tipologia e del suo ordine, della sua storia, dei suoi docenti soprattutto \u2018storici\u2019, ma soprattutto prefigura cosa aspettarsi (le cose da consolidare e\/o migliorare, ecc.) sulla base di previsioni realistiche (la progettazione ideativa: cio\u00e8 quali cambiamenti strategici \u00e8 opportuno introdurre per migliorarsi) alla fine di percorsi scolastici temporalmente definiti. La L. 107\/2015, non a caso, parla di Piano triennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura chiaramente progettuale del POF \u00e8 ben evidenziata nel Regolamento dell\u2019Autonomia, dove si chiarisce ulteriormente che il POF \u00e8 il documento che <em>esplicita<\/em> la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa, organizzativa. Descrive cio\u00e8 in modo non ambiguo (nei loro termini basici, e comunque semplificati e leggibili &#8211; i contenuti essenziali e significativi dei curricoli e dell\u2019offerta integrativa e potenziata (i traguardi, le strategie, i tempi eccetera). E lo fa dentro una logica progettuale di miglioramento continuo e di innovazione e, insieme, di adattabilit\u00e0 progressiva a bisogni e attese di studenti e territorio. Non \u00e8 dunque un optional, n\u00e9 il correr dietro ad una moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Smemoranda in quattro punti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa \u2013 dovrebbe significare &#8211; quattro cose (soprattutto):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La prima<\/em><\/strong>: che il POF non \u00e8 \u2013 come \u00e8 gi\u00e0 stato detto &#8211; un collettore di progetti, ma esplicitazione del complessivo disegno (e di nient\u2019altro che del disegno) di miglioramento e rinnovamento da realizzare (quali miglioramenti, quali innovazioni, quale continuit\u00e0 e loro senso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La seconda<\/em><\/strong>, pi\u00f9 importante: che il POF, per camminare e raggiungere i traguardi, richiede, contemporaneamente alle risorse, un lavoro continuo di progettazione (progettazione esecutiva) sulle aree di pertinenza (curricolo, inclusione \u2026.; ma anche strategie, organizzazione \u2026), sulla base delle indicazioni e dei tempi in esso POF esplicitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La terza<\/em><\/strong>: che la cultura e la competenza progettuale sono centrali nel profilo del docente dell\u2019autonomia e che l\u2019attivit\u00e0 progettuale segna \u2013 dovrebbe segnare \u2013 marcatamente gli impegni professionali funzionali all\u2019insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La quarta<\/em><\/strong>: che l\u2019intelligenza, la preparazione, l\u2019empatia del DS, il suo \u201ccrederci\u201d e la sua capacit\u00e0 di dar vita ad una leadership diffusa e condivisa sono un po\u2019 come la chiave di volta per mettere il POF sui binari giusti. La definizione de<em>gli indirizzi,<\/em> che gli viene riconosciuta dalla L. 107\/2015, il suo coinvolgimento discreto ed esperto nella elaborazione e l\u2019attenzione sulla fase realizzativa ne sono i momenti topici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumerei il tutto cos\u00ec. Non si pu\u00f2 pensare al PTOF prescindendo dall\u2019 Autonomia: non ha senso e non porta da nessuna parte; come pure non si pu\u00f2 parlare di Autonomia scolastica senza parlare preliminarmente di PTOF. Recuperarne il nesso e derivarne indicazioni diversamente operative e rivendicative pu\u00f2 non essere un \u2013 diciamo cos\u00ec &#8211; auspicio vano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, <em>hic Rodhus, hic salta<\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il format nazionale del PTOF<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima considerazione sul modello fornito dal MIUR qualche giorno fa alle scuole per la predisposizione del nuovo POFT. La sua struttura, presentata opportunamente come flessibile e adattabile, e pensata con intenti di semplificazione, ha buoni motivi per piacere alle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta si sarebbe parlato \u2013 e qualcuno pu\u00f2 essere tentato di farlo ancora oggi &#8211; di ingerenza ministeriale nell\u2019Autonomia delle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non la penso cos\u00ec. Una struttura di riferimento &#8211; che ogni scuola pu\u00f2 adattare flessibilmente alla sua realt\u00e0 &#8211; pu\u00f2 rivelarsi una proposta interessante, perch\u00e9 pu\u00f2 favorire la circolazione di elaborazioni diverse dello stesso modello di riferimento e quindi una comparazione che pu\u00f2 aiutare a migliorarsi. Ovviamente, <em>hoc in votis<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dubbi nascono sulla logica che si pu\u00f2 leggere dietro questa proposta. Che, per come si presenta, non sembra essere del tutto coerente con l\u2019idea pregnante di PTOF del Regolamento dell\u2019Autonomia (idea che ha guidato le riflessioni precedenti). Come pure non si coglie traccia della dimensione triennale del POF, che \u00e8 una novit\u00e0 certamente importante della L. 107\/2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questi rilievi probabilmente dipendono solo da una mia prima lettura del testo proposto. Bisogner\u00e0 eventualmente ritornarci su.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Perifrasi di <em>La verit\u00e0, vi prego, sull\u2019amore<\/em>, di <strong>W.H. Auden, <\/strong>\u00a0Adelphi, 1994.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Previsione questa che lasciava intravedere non pochi problemi; e tra questi soprattutto quelle della concorrenza tra le scuole pubbliche &#8211; e delle loro possibili classificazioni &#8211; che poteva indebolire il senso di una istituzione nazionale chiamata a garantire a tutti uguali opportunit\u00e0 formative (ma va qui detto che neanche prima le scuole garantivano tale uguaglianza di opportunit\u00e0. Questione ancora aperta)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Come \u00e8 noto, nella scuola pre-autonomia si provvedeva la <em>programmazione educativa<\/em> (almeno dalla 517\/\u201978) &#8211; almeno nelle scuole dell\u2019obbligo, che cercava di piegare le finalit\u00e0 definite centralmente ai bisogni degli studenti. A met\u00e0 degli anni \u201990 con la <em>Carta dei servizi<\/em> nella scuola si \u00e8 introdotto l\u2019obbligo per ogni ordine di scuola del <em>Progetto educativo di Istituto<\/em> (acronimo PEI, che ora significa altro). E fu una corsa affannosa a mettersi in regola, mancando un realistico quadro di riferimento generale. Andrebbe citato anche il <em>Piano Annuale delle attivit\u00e0<\/em> (PAA), introdotto con il CCNL per la scuola del 1998<strong><em>.<\/em> <\/strong>L\u2019Autonomia scolastica cambia completamente il quadro di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Per saperne di pi\u00f9 sul POF: storia e sviluppi, dibattito e prospettive, v. Cerini, <em>Il piano dell\u2019offerta operativa<\/em>, in <strong>Repertorio 2018<\/strong> Tecnodid.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La verit\u00e0, vi prego, sul PTOF [1] di Antonio Valentino L\u2019interrogativo di partenza: il POFT ha ancora senso? &nbsp; Per fine ottobre, come sappiamo, le scuole dovrebbero aver sia aggiornato sia il PTOF relativo al triennio che si conclude con quest&#8217;anno scolastico, sia predisposto il POFT per il triennio 2019-2022. 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