{"id":871,"date":"2018-11-01T15:09:11","date_gmt":"2018-11-01T14:09:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=871"},"modified":"2018-11-01T15:09:11","modified_gmt":"2018-11-01T14:09:11","slug":"la-cengia-di-ball-della-scuola-primaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=871","title":{"rendered":"La Cengia di Ball della scuola primaria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-872\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06_Cengia_di_Ball-300x199.jpg\" alt=\"Tratto nella Cengia di Ball\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06_Cengia_di_Ball-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06_Cengia_di_Ball-345x230.jpg 345w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06_Cengia_di_Ball.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La Cengia di Ball della scuola primaria<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi si intende un po\u2019 di montagna sa che per salire sul Pelmo, nelle Dolomiti, per la via cos\u00ec detta \u201cvia normale\u201d (che di normale ha veramente poco) bisogna passare per la Cengia di Ball (dal nome del pioniere inglese che per primo ha scalato quella montagna). Questa Cengia \u00e8 un taglio in mezzo alla montagna lungo circa un chilometro di larghezza compresa tra i 30 e i 50 centimetri che da una parte ha una parete di roccia che spesso spiove verso la Cengia e dall\u2019altra un buco diritto di qualche centinaia di metri. Non \u00e8 pericolosa perch\u00e9 tutti noi siamo in grado di camminare per un chilometro su un \u201cmarciapiede\u201d anche stretto senza cadere, ma fa il suo effetto perch\u00e9 chi mette un piede in fallo cade gi\u00f9 (per sempre).<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scuola primaria sta percorrendo una cengia simile, ma non se ne sta accorgendo e continua a camminare sospesa nel vuoto come se camminasse in citt\u00e0. Per uscire dalla metafora io credo che la scuola primaria stia perdendo il suo specifico primario (perch\u00e9 complesso e faticoso) e si stia avventurando in una secondarizzazione pericolosa per s\u00e9 e per gli studenti. L\u2019idea di un sapere primario in cui non vi siano discipline strutturate, ma solo argomenti trasversali passa dall\u2019idea che il maestro e la maestra possano e debbano insegnare di tutto. Se io apro la finestra e vedo quello che c\u2019\u00e8 fuori non sto facendo una lezione di scienze, ma sto parlando dell\u2019ambiente dove ci sono molte materie, discipline, suggestioni, punti di vista. Invece le maestre e i maestri si stanno convincendo che sia necessario dividere tutto in discipline, con cambi d\u2019orario e di contenuto che sempre pi\u00f9 spesso assimilano le scuole primarie al pi\u00f9 disgraziato dei segmenti del nostro sistema scolastico, quello della scuola secondaria di primo grado. La rigidit\u00e0 dei professori va a sistema nella secondaria di secondo grado, laddove i Licei italiani nel complesso vanno bene (hanno gli studenti migliori !) e gli Istituti tecnici e professionali pensano di combattere la dispersione scolastica aumentando le bocciature (non lo dicono, ma lo fanno). Ma mentre l\u2019autismo della scuola secondaria di secondo grado \u00e8 un dato di fatto di matrice gentiliana, dovrebbe preoccupare questa tendenza verso le \u201c<em>teste ben piene<\/em>\u201d di una scuola \u2013 come quella primaria &#8211; che ha sempre cercato di creare \u201c<em>teste ben fatte<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche l\u2019oramai antica legge istitutiva dei moduli (la legge 148 del 1990) sull\u2019argomento era molto chiara:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c 3. Il direttore didattico, sulla base di quanto stabilito dalla programmazione dell&#8217;azione educativa, dispone l&#8217;assegnazione degli insegnanti alle classi di ciascuno dei moduli organizzativi di cui all&#8217;articolo 4 e l&#8217;assegnazione degli ambiti disciplinari agli insegnanti, avendo cura di garantire le condizioni per la continuit\u00e0 didattica, nonch\u00e9 la migliore utilizzazione delle competenze e delle esperienze professionali, assicurando, ove possibile, una opportuna rotazione nel tempo. &#8220;<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em> Nell&#8217;ambito dello stesso modulo organizzativo, gli insegnanti operano collegialmente e sono contitolari della classe o delle classi a cui il modulo si riferisce. <\/em><\/li>\n<li><em> Nei primi due anni della scuola elementare, per favorire l&#8217;impostazione unitaria e pre-disciplinare dei programmi, la specifica articolazione del modulo organizzativo, di cui all&#8217;articolo 4, \u00e8 di norma, tale da consentire una maggiore presenza temporale di un singolo insegnante in ognuna delle classi. \u201c<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come \u00e8 andata a finire lo sappiamo tutti, ma quella che era una tendenza \u00e8 diventata una norma, che ha secondarizzato la scuola primaria appesantendo e spesso rallentando il processo di apprendimento degli studenti. Nelle prime due classi i moduli sono stati applicati come nelle altre tre, la rotazione \u00e8 diventata un elemento residuale e solo per i supplenti, visto che le maestre e i maestri si sono specializzati negli ambiti disciplinari. E le Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione, dove i maestri e le maestre vengono formati da professori universitari\u00a0 disciplinaristi, hanno fatto diventare la tendenza una regola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutto questo sta facendo scricchiolare un sistema che sembrava stesse tenendo nonostante le troppe riforme degli ultimi vent\u2019anni: il tempo pieno spesso per\u00f2, invece di aprire possibilit\u00e0 soprattutto ai bambini pi\u00f9 in difficolt\u00e0, stanca moltissimo i suoi alunni, riempie le loro teste con aggressivit\u00e0 pedagogica e mette sul piatto della scuola secondaria di primo grado troppi giovani studenti stanchi e demotivati. Tutto questo \u00e8 stato oggettivamente confuso da impianti riformatori che non avevano bene in mente il fine da raggiungere, ma la Riforma Moratti aveva introdotto alcuni elementi molto positivi e al passo non la societ\u00e0 che cambia (il portfolio e il docente tutor, ad esempio) che sono stati respinti solo per preconcetto ideologico. La battaglia a quella riforma ha paralizzato la riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella scuola primaria non si pu\u00f2 insegnare per materie, bisogna insegnare per argomenti, per prossimit\u00e0, per interessi, per empatia e per concretezza. Tutte cose che i maestri e le maestre sanno bene, ma il processo spesso diventa sterile perch\u00e9 gli orari dei docenti, gli orari della programmazione, gli orari della mensa, gli orari delle compresenze, gli orari dell\u2019inglese, gli orari della religione, ecc. hanno preso il sopravvento sugli orari dell\u2019apprendimento. E tutto questo ha contribuito a secondarizzare una scuola che per sua natura presidia il processo di apprendimento primario del bambino. In tutto questo le famiglie ci hanno messo il loro, pressando spesso gli insegnanti con logiche assurde di tipo secondario e contenutistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una grossa colpa per\u00f2 in tutto questo lo ha anche la Scuola dell\u2019infanzia, perch\u00e9 di fatto continua ad accettare una subalternit\u00e0 rispetto alla Scuola primaria che non ha motivo di esistere. La Scuola dell\u2019infanzia italiana \u00e8 il segmento di eccellenza ed \u00e8 l\u2019unico luogo dell\u2019apprendimento dove si apprende solo per competenze, dentro sfondi integratori, campi di esperienza, tempi di apprendimento legati al soggetto che apprende e non all\u2019orario del docente. Dove sta allora la colpa della Scuola dell\u2019infanzia? Fondamentalmente nel non avere il coraggio di alzare la testa e alzare la voce e chiedere con grande forza che il primo biennio della scuola primaria non sia una precoce secondarizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dove sta la logica per cui un bambino fino al 30 giugno apprende in spazi ampi di gioco dentro ambienti aperti e dal 10 settembre dello stesso anno deve imparare stando seduto cinque ore al giorno dietro un banco come un liceale di 18 anni? La Scuola dell\u2019infanzia tace e vede il proprio lavoro spesso denigrato, da chi chiede che ai bambini di tre anni si insegni a stare fermi e seduti dietro un banco. Follie. Paritarie a quella dei docenti della Scuola secondaria che chiedono che la Scuola primaria doti gli studenti dei prerequisiti che vogliono loro e che spesso sono tecnicismi fuori da ogni logica pedagogica e didattica. La dispersione che esplode nel primo biennio delle superiori nasce da qui, dai passaggi sbagliati, da una verticalit\u00e0 predicata con le parole, ma schiacciata dall\u2019orizzontalit\u00e0 dei fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Torniamo dunque sulla Cengia di Ball: la scuola primaria italiana deve essere una \u201cvia veramente normale\u201d. Non si portano milioni di bambini in cima alle montagne per vie di grado troppo elevato. Ma \u00e8 diventata una via difficile, c\u2019\u00e8 la Cengia di Ball da attraversare. E per superare indenni quella Cengia bisogna avere competenze non conoscenze. Bisogna essere solidi, saper fare poche cose, ma molto bene: assenza di vertigini, piede ben fermo, capacit\u00e0 di concentrarsi. Per camminare sulla Cengia di Ball non serve a nulla fare allenamento sui marciapiedi cittadini, bisogna allenarsi in montagna. Non si raggiungono solide competenze di sapere primario secondarizzando gli apprendimenti e i processi. Bisogna fare scuola verticale e la verticalit\u00e0 \u00e8 per sua natura pluri-disciplinare e trans- disciplinare. Mai disciplinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cengia di Ball della scuola primaria di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi si intende un po\u2019 di montagna sa che per salire sul Pelmo, nelle Dolomiti, per la via cos\u00ec detta \u201cvia normale\u201d (che di normale ha veramente poco) bisogna passare per la Cengia di Ball (dal nome del pioniere inglese che per primo ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-871","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=871"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":873,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/871\/revisions\/873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}