{"id":879,"date":"2018-11-08T16:31:17","date_gmt":"2018-11-08T15:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=879"},"modified":"2018-11-08T16:31:17","modified_gmt":"2018-11-08T15:31:17","slug":"piattaforma-miur-per-il-ptof-prendere-o-lasciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=879","title":{"rendered":"Piattaforma MIUR per il PTOF: prendere o lasciare?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-880\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/chinese-boxes-400-300x274.jpg\" alt=\"chinese-boxes-400\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/chinese-boxes-400-300x274.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/chinese-boxes-400-251x230.jpg 251w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/chinese-boxes-400.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Piattaforma MIUR per il PTOF: prendere o lasciare?<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di <\/span><\/em><\/strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong>Una proposta \u201ca tutto tondo\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>A met\u00e0 ottobre (Nota del 16.10) il MIUR ha pubblicato \u2013 come \u00e8 noto &#8211; una proposta di <em>format<\/em> per il PTOF, da predisporre per gli incontri con genitori e studenti in vista delle iscrizioni al prossimo anno scolastico (che \u2013 \u00e8 stato annunciato &#8211; cominceranno dopo le vacanze natalizie e chiuderanno a fine gennaio).<\/p>\n<p>La proposta \u2013 richiama la Nota &#8211; si propone di <em>facilitare il lavoro di predisposizione del Piano <\/em>da parte delle scuole, ma anche di <em>permettere una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie <\/em>tra gli Istituti a cui iscriversi<em>.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Il Miur ha pensato di intervenire sulla <em>questione POF<\/em> &#8211; che un po\u2019 da sempre la nostra scuola si trascina dietro con tutte le sue problematicit\u00e0 -,<\/p>\n<ul>\n<li>fornendo una struttura di riferimento <em>su una piattaforma realizzata all&#8217;interno del portale SIDI ,<\/em><\/li>\n<li><em>rendendo evidenti i passaggi normativamente previsti per facilitare l&#8217;attivit\u00e0 di pianificazione e fornendo una serie di dati precaricati<\/em><em>, <\/em><\/li>\n<li>sostenendo le attivit\u00e0 delle istituzioni scolastiche, con alcuni strumenti comuni di riferimento per l&#8217;autovalutazione (RAV), il miglioramento (PdM), la progettualit\u00e0 triennale (PTOF) e la rendicontazione (RS).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ovviamente l\u2019utilizzo della piattaforma \u00e8 facoltativo e ogni scuola pu\u00f2 apportare regolazioni e personalizzazioni all&#8217;interno delle sezioni, cos\u00ec da rendere il PTOF in sintonia con le specifiche esigenze e peculiarit\u00e0 di ogni contesto e di ogni istituzione scolastica.<\/p>\n<p>Viene inoltre previsto un piano di accompagnamento da parte del Miur in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali.<\/p>\n<p>Da sottolineare anche il riferimento alla <em>rendicontazione<\/em> (quarto ed ultimo momento dell\u2019Autovalutazione di Istituto), allineata temporalmente al PTOF.<\/p>\n<p>Praticamente, a leggerla, una proposta a tutto tondo.<\/p>\n<p><strong>Era il caso?<\/strong><\/p>\n<p>Ma, prima di considerare il <em>format<\/em> proposto, che \u00e8 alla base di queste considerazioni, alcune annotazioni e qualche interrogativo sull\u2019iniziativa ministeriale.<\/p>\n<p>Penso che, oggi come oggi, nessuno (a voler esagerare, per ottimismo incallito) si straccer\u00e0 le vesti di fronte a questa proposta, n\u00e8 grider\u00e0 all\u2019attacco contro l\u2019autonomia. In questa fase di disorientamento, anche alla luce delle esperienze pregresse, la proposta potrebbe addirittura piacere ai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Tuttavia, il criterio della vigilanza critica &#8211; come si dice -, appannato ma non completamente <em>scaduto<\/em>, \u00e8 bene continuare a tenerlo vivo.<\/p>\n<p>L\u2019intento di queste note \u00e8 pertanto di interrogarsi su alcuni aspetti della struttura proposta, alla luce sia\u00a0 delle esperienze maturate in questi anni,\u00a0 sia di una lettura pi\u00f9 matura dell\u2019art. 3 del Regolamento dell\u2019autonomia, come riscritto nella L. 107\/2015.<\/p>\n<p><strong>Triennalit\u00e0 e indirizzi del DS cercansi<\/strong><\/p>\n<p>Comincerei da alcune \u2018assenze\u2019, diciamo cos\u00ec, rilevabili nella struttura:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>la triennalit\u00e0, <\/strong>in primo luogo<strong>: c<\/strong>he fine fa nel nuovo POF? le esperienze pregresse avevano fatto emergere due esigenze importanti: 1. una processualit\u00e0 meno affannosa e pi\u00f9 distesa dei percorsi realizzativi dei vari progetti previsti dal Piano; 2. la consapevolezza che le competenze, trasversali e disciplinari, non dovessero essere considerate come traguardi affrettati. La formazione di una competenza, ai livelli di una buona padronanza, richiede \u2013 come \u00e8 noto &#8211; la previsione di passaggi, di tempi adeguati di maturazione e sedimentazione, che, nella maggior parte dei casi, richiedono tempi lunghi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma dire <em>triennalit\u00e0<\/em> significa anche riportare in primo piano due passaggi non pi\u00f9 trascurabili. 1.\u00a0 L\u2019esplicitazione, nel Piano, dell\u2019impegno progettuale della scuola: ovviamente secondo modi e tempi autonomamente decisi; 2. La capacit\u00e0 progettuale come elemento centrale del profilo docente (e la progettazione come attivit\u00e0 fondamentale della scuola).<\/p>\n<p>Come dire: senza previsione di attivit\u00e0 di progettazione &#8211; per ciascuna delle aree di attenzione del Regolamento dell\u2019autonomia (il curricolo, l\u2019offerta integrativa, la dimensione educativa del fare scuola, l\u2019organizzazione) \u2013 c\u2019\u00e8 il rischio che si cada nell\u2019improvvisazione e nel pressappochismo e in una routine senza visione.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Gli indirizzi<\/strong> <strong>del DS<\/strong>: dove si collocano? Non ce n\u2019\u00e8 traccia, n\u00e9 nella nota illustrativa n\u00e9 nel <em>format<\/em> Eppure si tratta di un atto &#8211; se cos\u00ec possiamo chiamarlo &#8211; che dovrebbe portare a sintesi attese e bisogni dei vari attori chiamati in causa nell\u2019operazione POFT: dai docenti, agli studenti (ove il caso), ai genitori, alle forze rappresentative del territorio \u2026 Si tratta di qualcosa forse pi\u00f9 interessante di tanti documenti cartacei che la scuola formalizza e mette <em>in chiaro<\/em>; questo, ovviamente, se pensati \u2013 gli indirizzi, dico &#8211; come Dio comanda (Non me ne voglia il Padreterno per tale chiamata in causa per questioncelle che possono apparire di infimo ordine. D\u2019altra parte anche gli umani, per darsi un senso tutto proprio, hanno bisogno di inventarsi le loro momentanee priorit\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Tra scatole cinesi e sguardo corto. E soprattutto sviste compromettenti<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 certamente apprezzabile &#8211; del <em>format<\/em> &#8211; la leggibilit\u00e0 complessiva del Quadro generale: 5 sezioni, tutte articolate cos\u00ec da renderne rintracciabili i percorsi.<\/p>\n<p>Riconosciuto questo, va detto per\u00f2 che, entrando dentro le sezioni (pi\u00f9 precisamente: in alcune di esse), qualche problema o svista, diciamo cos\u00ec, viene fuori; e districarsi tra difficolt\u00e0, opacit\u00e0 o inesattezze non \u00e8 sempre facile.<\/p>\n<p>Un primo esempio \u00e8 rilevabile nella Sezione: <em>Scelte strategiche<\/em>. Nella quale hai l\u2019impressione di trovarti di fronte ad incastri di scatole cinesi. Prendi la <em>sottosezione 4, dedicata al Piano di Miglioramento<\/em>.\u00a0 Qui &#8211; tra percorsi e attivit\u00e0 previste dai percorsi, obiettivi di processo legati ai percorsi, priorit\u00e0 collegate agli obiettivi e obiettivi alla ricerca delle connessioni pi\u00f9 funzionali senza perdersi nei passaggi, eccetera -, sembra di trovarsi di fronte a un \u201centrare e uscire\u201d e \u201caprire e chiudere\u201d cos\u00ec complicato di azioni e processi, strategie e tempi, percorsi e traguardi \u2026 che per destreggiarti alla meglio devi essere un discendente di Pico della Mirandola e averne ereditato il tipo di memoria. E potrebbe anche non bastare.<\/p>\n<p>Un altro esempio dalla Sezione 5, dedicata all\u2019<em>Organizzazione<\/em>. Che sappiamo essere aspetto cruciale della vita di una scuola. Qui, il \u2018modello\u2019 proposto, sembra dimenticarsi che la scuola \u00e8 una organizzazione complessa tendendo a proporne invece una rappresentazione che non convince (nel senso che non ne coglie elementi essenziali) e non aiuta (nel senso che non offre paradigmi di riferimento che permettano di migliorare lo sguardo e di sviluppare visione). Parole chiave come: comunicazione, relazioni, deleghe, coordinamento, codici di comportamento, leadership, sembra non esistano, neanche a volerle cercare con il cannocchiale di un astrofisico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un problema a monte che preoccupa ancora di pi\u00f9 e che tende a configurarsi come un problema di fondo. \u00c8 emerso in un confronto tra alcune dirigenti ANDIS Lombardia (Associazione Nazionale Dirigenti scolastici); ma \u00e8 evidentemente sfuggito ai responsabili ministeriali.<\/p>\n<p>I quali, volendo forse dare rilievo al Piano di Miglioramento (siamo nella Sezione: <em>Scelte strategiche<\/em>), ne hanno precaricati addirittura i progetti operativi. Solo che non si sono accorti di una evidente sfasatura temporale; e cio\u00e8 che \u201cil PdM &#8211; e ci\u00f2 che viene precaricato &#8211; si riferisce, tutt\u2019al pi\u00f9, all&#8217;anno in corso, mentre il PTOF \u00e8 relativo al triennio 2019-2022\u201d.<\/p>\n<p>I progetti del PdM \u201ccaricati\u201d infatti si riferiscono a un processo di autovalutazione che <em>chiud<\/em>e a giugno prossimo il suo ciclo quinquennale. E, quindi difficilmente potranno \u201cincrociare\u201d \u2013 e addirittura negli stessi termini &#8211; i problemi e le attese a cui invece \u00e8 chiamato a guardare il nuovo PTOF.<\/p>\n<p>Detto in altri termini: si chiede alle scuole, con il nuovo <em>format<\/em> &#8211; e relativa piattaforma -, di costruire il nuovo Piano dell\u2019Offerta Formativa &#8211; il cui senso si fonda soprattutto, anche se non solo, su scelte di miglioramento rispetto al triennio precedente -, <em>ma senza aver aggiornato il RAV<\/em>. \u201cIn assenza del quale, ci vuole una sfera di cristallo per azzeccare priorit\u00e0 e traguardi\u201d.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Comunque una valutazione pi\u00f9 approfondita e precisa della struttura prevista la potranno dare le scuole, dopo averne concretamente sperimentato tutti i vari passaggi ed eventualmente individuati correttivi e aggiustamenti alle \u2018sviste\u2019 ministeriali. <\/em><\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 anche dal tipo di supporto che le scuole avranno in questa operazione, non tanto sotto il profilo compilativo, quanto su quello della messa a punto del suo senso e delle scelte per renderlo efficace. E &#8211; idea personalissima &#8211; sul ruolo che vorr\u00e0 giocare il DS.<\/p>\n<p><strong>Memorandum: il Piano come espressione dell\u2019autonomia e work in progress<\/strong><\/p>\n<p>Concludo. La struttura ministeriale proposta pu\u00f2 anche risultare opportuna e utile. Ma la condizione \u00e8 \u2013 penso &#8211; che si abbia <em>presente, nel suo utilizzo, l\u2019orizzonte di riferimento e di senso dell\u2019operazione a cui si sta lavorando e si cerchi di esplicitarlo e renderlo leggibile ai pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta comunque di una operazione difficile e complessa. Per questo \u00e8 forse opportuno viverla come <em>un work in progress e nella logica delle approssimazioni successive<\/em>. Solo cos\u00ec probabilmente potr\u00e0 aiutare a superare situazioni diffuse in cui \u00e8 attualmente prevalente una routinariet\u00e0 faticosa che mette pezze, ma non rinnova vestiti.<\/p>\n<p>Tutti questi ragionamenti tuttavia, per essere credibili, devono poter contare \u2013 con una qualche prospettiva certa &#8211; soprattutto su due leve fondamentali: sui\u00a0 docenti \u2013 sulla loro motivazione e il loro protagonismo \u2013, e quindi su un nuovo contratto all\u2019altezza di queste ambizioni; e sui DS, sulla loro intelligenza emotiva e\u00a0 su un profilo che rimetta finalmente in primo piano il <em>core<\/em> del loro ruolo professionale.<\/p>\n<p>Ma a chi lo diciamo?<\/p>\n<p>Si potrebbe provare con il Premier (dicono) Luigi Matteo Conte, devotissimo \u2013 come \u00e8 noto &#8211; di Padre Pio.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0! Una buona parola, <em>dove si puote ci\u00f2 che si vuole, <\/em>potrebbe fare addirittura miracoli<em>. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piattaforma MIUR per il PTOF: prendere o lasciare? di Antonio Valentino Una proposta \u201ca tutto tondo\u201d? 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