{"id":891,"date":"2018-11-25T21:34:30","date_gmt":"2018-11-25T20:34:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=891"},"modified":"2018-11-25T21:34:30","modified_gmt":"2018-11-25T20:34:30","slug":"la-grammatica-si-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=891","title":{"rendered":"La grammatica si fa\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-892\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/valigie-300x200.jpg\" alt=\"valigie\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/valigie-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/valigie-345x230.jpg 345w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/valigie.jpg 612w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La grammatica si fa\u2026<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di\u00a0Maurizio Tiriticco<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2026non si insegna! Quando insegnavo nella scuola media, ho sempre evitato, per quanto fosse possibile, che gli alunni usassero sia i libri di grammatica che i vocabolari. Dicevo loro che ciascuno di noi porta con s\u00e9 due borse invisibili, una con la mano destra, l\u2019altra con la mano sinistra. La prima serve a conservare tutte le REGOLE che mano mano acquisiamo e che sono necessarie per mettere insieme le parole, quando si parla o si scrive e si vuole dar loro un significato. La seconda conserva tutte le PAROLE che apprendiamo e che servono per dare un significato ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, dette o scritte che siano.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, a monte c\u2019era l\u2019insegnamento di Jerome Bruner, il grande psicologo statunitense scomparso a ben 101 anni di et\u00e0 nel 2016. Il suo scritto pi\u00f9 noto \u00e8 \u201cil conoscere, saggi per la mano sinistra\u201d. Secondo Bruner, il cervello sinistro (o meglio l\u2019emisfero sinistro del nostro cervello, che corrisponde alla mano destra) \u00e8 \u201cpieno\u201d delle regole che servono, appunto, per mettere insieme le parole in modo che abbiano un significato; ed il cervello destro (o meglio l\u2019emisfero destro del cervello) \u00e8 \u201cpieno\u201d di tutte le parole che giorno dopo giorno apprendiamo e che usiamo quando parliamo o ascoltiamo e quando scriviamo o leggiamo. Quindi, \u00e8 come se avessimo nella destra del nostro cervello il nostro personale VOCABOLARIO; e nella sinistra le regole con cui le \u201cmettiamo insieme\u201d, la nostra personale GRAMMATICA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E giocavamo in aula a costruire periodi: \u201cla sera mangio, vedo la tv e poi vado a letto\u201d; \u201cla sera, dopo aver fatto i compiti, mangio vedendo la tv, poi vado a letto\u201d; \u201cla sera ceno con i miei genitori; un po\u2019 parliamo, un po\u2019 vediamo la televisione; poi ripasso i compiti per il giorno dopo e infine me ne vado a letto\u201d! Si iniziava da un nucleo fondante per poi arricchirlo di altri pensieri\/parole. Ovviamente, giorno dopo giorno costruivamo periodi\/pensieri anche meno banali! Insomma, l\u2019aula era un\u2019officina di \u201cpensierini\u201d, \u201cpoveri\u201d e \u201cricchi\u201d, orali e scritti! E c\u2019era pure la gara a chi pensava\/scriveva con il maggior numero di concetti e di pensieri\/parole. C\u2019era poi chi scriveva una favola, chi un racconto, chi qualche fatto di cronaca nera! Anche la fantascienza era molto gettonata. Insomma, i cosiddetti \u201ccompiti in classe\u201d erano pratica quotidiana! E soprattutto non c\u2019erano voti! Cos\u00ec nel corso dell\u2019anno scolastico ciascun alunno, giorno dopo giorno arricchiva sia il suo VOCABOLARIO (la borsa della mano sinistra) sia i NESSI GRAMMATICALI (la borsa della mano destra), indispensabili per costruire un discorso. Qualche esempio: \u201cAntonio ha fame e mangia\u201d. \u201cAntonio mangia perch\u00e9 ha fame\u201d. \u201cAntonio mangia quando ha fame\u201d. \u201cAntonio non pu\u00f2 mangiare, perch\u00e9 \u00e8 malato\u201d. E poi una chicca, una grande conquista logica: \u201cA profess\u00f2!!! Antonio mangia, sebbene non abbia fame\u201d. Ahi! Le concessive!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bambino appena nato ha un cervello ancora \u201cvuoto\u201d di parole e di numeri; non parla, non conta; per\u00f2 ascolta e si impadronisce, giorno dopo giorno, anzi minuto dopo minuto, delle parole che ascolta. Ha una memoria prodigiosa e il suo cervello \u00e8 come una spugna! Dopo qualche tempo \u00e8 gi\u00e0 in grado di pronunciare alcune parole, mamma, ad esempio, e pappa! Sono le \u201cparole della sopravvivenza\u201d! E poi vengono pap\u00e0 o babbo, nonna ecc. E poi ancora \u201ccacca\u201d e \u201cpip\u00ec\u201d, quando il bambino raggiunge la consapevolezza di certi bisogni! Insomma, giorno dopo giorno il bambino \u2013 e ovviamente la bambina! Oggi guai a usare solo il maschile! \u2013 comincia a \u201criempire\u201d il vocabolario del suo cervello destro: una parola dopo l\u2019altra! E poi, pi\u00f9 i cosiddetti \u201cattanti\u201d, cio\u00e8 i genitori, i parenti, le tate, gli\/le rivolgono la parola, pi\u00f9 lui\/lei arricchisce il suo personale vocabolario. Cos\u00ec, parola dopo parola, il suo cervello DESTRO \u201csi riempie\u201d sempre di pi\u00f9\u2026 ma, entra in gioco anche il cervello SINISTRO, quello deputato alla progressiva acquisizione delle regole con cui le parole si mettono insieme per dar loro un significato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, il nostro bambino compie una lunga e grande marcia! Verso una progressiva conquista delle PAROLE e delle REGOLE con cui metterle insieme per farsi capire e capire! Prima \u201cmamma\u201d, \u201cpappa\u201d, \u201cnonna\u201d e\u2026 non so cos\u2019altro, ma\u2026 con il tempo il \u201cmamma pappa\u201d si trasformer\u00e0 in \u201cmamma voglio pappa\u201d! E poi ancora: \u201cquesta pappa cattiva\u201d! E pi\u00f9 tardi: \u201cquesta pappa non mi piace\u201d. E ancora pi\u00f9 tardi: \u201cla pappa di ieri era buona\u201d. Entra sempre pi\u00f9 in gioco il cervello sinistro, che \u00e8 quello deputato alle regole grammaticali. Ecco perch\u00e9 ciascun parlante, bambino od adulto, porta sempre con s\u00e9 queste due invisibili borse, una con la mano destra, l\u2019altra con la mano sinistra: la prima in corrispondenza con l\u2019emisfero sinistro; l\u2019altra con l\u2019emisfero destro del nostro cervello. E sono borse che diventano sempre pi\u00f9 pesanti, nella misura in cui il personale VOCABOLARIO e la personale GRAMMATICA si alimentano del conversare quotidiano e di quei testi, scolastici e non, che, in quanto libri, all\u2019inizio sono sempre un po\u2019 indigesti ai nostri alunni! Ma se alla fine saranno appetibili, \u00e8 segno che la scuola ha vinto la sua battaglia!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grammatica si fa\u2026 di\u00a0Maurizio Tiriticco \u00a0\u2026non si insegna! 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