{"id":895,"date":"2018-12-01T21:39:57","date_gmt":"2018-12-01T20:39:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=895"},"modified":"2018-12-01T21:39:57","modified_gmt":"2018-12-01T20:39:57","slug":"tempo-di-poft-tra-recupero-di-senso-e-novita-da-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=895","title":{"rendered":"Tempo di POFT. Tra recupero di senso e novit\u00e0 da capire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-896\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851-300x300.jpg\" alt=\"pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851-229x230.jpg 229w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pastoral-decorative-wall-clocks-resin-book-style-silent-wall-clock-for-home-87851.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Tempo di POFT. Tra recupero di senso e novit\u00e0 da capire<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Primo: recuperarne il senso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occasione della predisposizione, come mal si dice, del POFT 2019-2022, sulla base di una Piattaforma MIUR di riferimento nuova di zecca, ha creato, su questo documento un interesse maggiore rispetto al passato. Questo almeno si percepisce in giro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un\u2019altra scadenza che spinge a parlarne. Le iscrizioni per il prossimo anno. Il 31 gennaio, l\u2019ultimo giorno utile, \u00e8 dietro l\u2019angolo e i genitori si affannano per capire qual \u00e8 la scuola migliore per il proprio figliolo. Quindi conoscere il POFT degli Istituti da prendere in considerazione \u00e8, per questi genitori, la cosa giusta da mettere in agenda.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A raccontarcela tutta, la lettura del POFT non sappiamo quanto possa essere decisiva per la scelta da fare. Ora, ogni scuola ha il suo sito, dove c\u2019\u00e8 tutto e anche di pi\u00f9. E in forme spesso accattivanti. E poi, gli <em>open day<\/em> sono occasioni molto pi\u00f9 interessanti e utili per capire le scuole. Vi si colgono particolari che nessuna <em>scuola in chiaro<\/em> potr\u00e0 chiarire. E va aggiunto il tam-tam tra i genitori. E le informazioni che rincorrono le informazioni. Che hanno il loro peso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, sotto questo aspetto, checch\u00e8 ne pensano al Ministero, il POFT \u00e8 un oggetto che serve a poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse potrebbe avere un qualche appeal se fosse qualcos\u2019altro, pi\u00f9 vicino a quello per cui \u00e8 stato pensato. Ma su questo\u00a0\u00a0 si ritorner\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 certamente servire \u2013 il POFT intendo &#8211; dentro un discorso di trasparenza di un servizio ancora importante, come amiamo pensare sia ancora quello scolastico; come certamente pu\u00f2 servire all\u2019amministrazione centrale, nel caso abbia tempo e voglia o necessit\u00e0 di capire di pi\u00f9 su come una scuola funzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se \u00e8 solo cos\u00ec, non siamo lontani dal rischio dell\u2019adempimento formale: che interessa poco e poco mobilita e rende protagonista chi \u00e8 chiamato a dargli gambe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Temo che la proposta ministeriale prima richiamata, a cui pure vanno riconosciuti alcuni meriti,\u00a0 non ci faccia fare grandi passi in avanti, se non si chiariscono alcuni aspetti di fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercare di recuperare un\u2019ottica diversa &#8211; e pi\u00f9 centrata sugli obiettivi che ci stanno a cuore &#8211; \u00e8 a questo punto un\u2019impresa che pu\u00f2 valere la pena tentare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0A pensarci bene, a proposito di senso e di ottica, non \u00e8 che bisogna andare lontano e mettersi a fare i ricercatori innovativi a tutti i costi. Anche perch\u00e9, il senso e l\u2019ottica, parecchie scuole se li sono chiariti e coltivati da mo\u2019 in questi anni. Ricordiamoci che di POF parliamo da quasi 20 anni. E in questi anni molte cose sono cambiate nella vita delle nostre scuole. E anche le scuole \u2026. non sono pi\u00f9 quelle di una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Comunque i punti fermi \u2013 si fa per dire &#8211; rimangono sostanzialmente i soliti che il \u2018vecchio\u2019 art. 3 del Regolamento continua ancora a richiamarci. E che il nuovo POFT, costruito in autonomia o sulla struttura di riferimento MIUR, non dovrebbero ignorare.<\/em> Si pensa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un (quasi) decalogo per pensarci<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Un ragionamento, preliminare che fa ancora difficolt\u00e0 a farsi strada quando parliamo di scuola . Si dice \u2013 e giustamente -: \u201cLa scuola o \u00e8 un\u2019impresa collettiva, o non \u00e8\u201d; nel senso che difficilmente \u00e8 in grado di affrontare le criticit\u00e0 che sempre pi\u00f9 numerose e pesanti si incontrano sul suo cammino. \u00c8 anche, per questo e altre molte e solide ragioni che non sto qui a richiamare, una organizzazione complessa. Ora, <strong>nessuna organizzazione complessa \u2013 e a maggior ragione, forse, una organizzazione complessa che \u00e8 anche una istituzione formativa, per le sue problematiche aggiuntive e le speranze e le attese che l\u2019accompagnano &#8211; pu\u00f2 avere senso e dare senso alle proprie azioni senza un <\/strong>Piano costruito in base a una visione che ne indichi le direzioni di marcia, le coordinate e i traguardi in termini di attese rispetto alle quali mobilitarsi e organizzarsi. Insomma, un POFT prima di essere pensato come documento di una \u2018istituzione in chiaro\u2019 e utile a genitori e studenti per le proprie scelte formative, ha senso se si fonda sulla consapevolezza che \u00e8 un documento fondamentale per s\u00e8 come organizzazione; organizzazione che, per rispondere alle aspettative che sono dentro alla sua ragione sociale e che si declinano in base ai bisogni formativi dei destinatari, elabora una sua visione coerente e strategie conseguenti. Senza questa consapevolezza e queste motivazioni &#8211; di cui soprattutto i DS dovrebbero essere avvertiti -, si marcia, credo, in salita e un po\u2019 anche nella nebbia. Disposizioni normative, richiami e chiarimenti dell\u2019amministrazione centrale, se non \u2018cadono\u2019 su una cultura professionale di questo tipo, originano, per lo pi\u00f9, comportamenti burocratici, adempimenti, documenti pensati prevalentemente per il proprio sito e per il Ministero; o poco di pi\u00f9. <em>La Palisse<\/em>?<\/li>\n<li><strong>Il POF nasce come strumento delle Istituzioni Scolastiche Autonome<\/strong>. Tant\u2019\u00e8 che, Regolamento dell\u2019autonomia, viene previsto ed esplicitato nelle sue connotazioni subito dopo i primi due articoli. L\u2019autonomia \u2013 vale la pena richiamarcelo &#8211; inaugura una diversa stagione per la nostra scuola: suo punto di partenza \u00e8 la diversit\u00e0 e specificit\u00e0 dei bisogni formativi di ciascuna scuola e del territorio in cui essa opera. Da ci\u00f2 la previsione di strategie &#8211; curriculari, didattiche, organizzative, educative &#8211; diversificate e mirate, specifiche. E il POFT \u00e8 il documento che le esplicita.<\/li>\n<li><strong>Il POF anche se triennale \u00e8 il documento fondamentale, non l\u2019unico<\/strong>. Ce ne sono altri importanti nella vita di una scuola, come il PA, il PAA, il Regolamento di Istituto, le programmazioni di materia e dei C.d.c., i progetti speciali\u2026. Ma tutti, in qualche modo hanno a che fare col POF. Questo significa che considerarlo, come si vede in tanti POF, un contenitore universale non aiuta.<\/li>\n<li><strong>La nozione di Piano rinvia poi ad azioni e percorsi, strategie e tempistica. Cio\u00e8 a \u2018cose\u2019 operativamente impegnative<\/strong>, ad una progettazione \u2018realizzativa\u2019, se cos\u00ec possiamo dire. Ma, a rigor di logica, il Piano non \u00e8 il Progetto<\/li>\n<li>Un piano di offerta formativa per\u00f2, per risultare mirato ed efficace nei suoi contenuti e nella sua strategia, se non fa<strong> riferimento a un progetto di scuola<\/strong> (a una progettazione \u2018ideativa\u2019) &#8211; ha poco senso e poco valore. \u00c8 la visione &#8211; le idee chiave per una scuola a misura della propria popolazione scolastica e che guardi avanti &#8211; la <em>bussola<\/em> di un Piano che ha chiare le direzioni di marcia e sappia prevedere luoghi, risorse e tempi giusti. Si tratta per\u00f2 di una <strong>visione concreta <\/strong>(gi\u00e0 sperimentata in non poche scuole), che, partendo dall\u2019Offerta Formativa messa a punto sulla base della precedente esperienza triennale<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>, si esplicita<\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>sia nella messa a punto delle priorit\u00e0 e relativi traguardi che si intendono assumere coerentemente nel triennio per le diverse aree dell\u2019offerta formativa<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong><sup><strong><sup>[2]<\/sup><\/strong><\/sup><\/strong><\/a>;<\/li>\n<li>sia, insieme, nella messa a punto del percorso \u201cipotetico\u201d per il quale siano previsti i processi, gli strumenti e tappe intermedie (con monitoraggio in itinere). Le migliori esperienze del triennio concluso confermano<\/li>\n<\/ul>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li>Comunque, un piano che nasce da un progetto e ad esso guarda, per essere soprattutto motivante ed efficace \u2013 non solo condiviso -, va costruito in modo che la comunit\u00e0 professionale \u2013 chiamata a dargli gambe \u2013 possa riconoscersi nel suo impianto complessivo e nella sua coerenza interna. Cosa si vuol dire? Si vuol dire che, non essendo l\u2019unico documento della scuola e che altri documenti sono previsti per definire e chiarire aspetti specifici, il POFT \u00e8 opportuno si concentri sull<strong>\u2019offerta formativa declinata nei termini che la connotano<\/strong>. I quali non sono solo quelli del curricolo in senso stretto, ma anche della dimensione educativa del fare scuola e di quella organizzativa. I documenti di 50 pagine producono solo disorientamento. Soprattutto se l\u2019<em>editing<\/em> \u00e8 modesto. Un Piano produce valore se sa mettere ben in evidenza ci\u00f2 per cui la scuola si sente impegnata in ragione della sua ragion d\u2019essere: i traguardi comuni, le direzioni di marcia e le strategie formative (intese come azioni e pratiche integrate, convergenti e coordinate). Purtroppo la versione aggiornata dell\u2019articolo 3 del Regolamento che offre L. 107, anche se nella sola sottosezione relativa agli organici, sotto questo aspetto, non aiuta.<\/li>\n<li>E ancora:<strong> l\u2019idea di Piano per la scuola non \u00e8 concepibile come Piano ingessato<\/strong>, che si d\u00e0 una volta per tutte nell\u2019arco del triennio (la sua nuova dimensione temporale). Le scuole sono realt\u00e0 in movimento perch\u00e9 ha a che fare con adolescenti in formazione e che, per essere all\u2019altezza, non pu\u00f2 vivere in una <em>turris eburnea<\/em>. Perci\u00f2 non pu\u00f2 che essere un <em>work in progress<\/em>, da declinare in una logica di approssimazioni successive.<\/li>\n<li><strong>La triennalit\u00e0<\/strong> del Piano \u00e8 un elemento di complicazione nella vita delle scuole? <em>Punto interrogativo<\/em>. Certo, essa pone problemi a istituzioni abituate a scandire la propria vita interna sull\u2019anno scolastico e che ogni anno sono portate a ricominciare tutto (o quasi) sempre d\u2019accapo. A ben guardare la triennalit\u00e0, che anche ai tempi del POF era sperimentata in non poche scuole del Paese \u2013 per dire che l\u2019Itali \u00e8 lunga assai &#8211; \u00e8 da considerare piuttosto come il<strong> frutto maturo e corroborante di una transizione qualificante per la nostra scuola: <\/strong>il passaggio dalla scuola che programma per obiettivi disciplinari, alla scuola che programma per competenze. Le quali \u2013 ma \u00e8 la scoperta dell\u2019acqua calda per i pi\u00f9 -, per essere tali si nutrono s\u00ec, ordinariamente, di conoscenze disciplinari, ma si sviluppano e consolidano e affinano attraverso l\u2019autenticit\u00e0 di compiti ed esperienze formative opportunamente pianificati. E richiedono pertanto \u2013 i processi formativi &#8211; tempi lunghi e distesi per una padronanza solida e intelligente. Ovviamente, per questo la triennalit\u00e0 da sola non basta. Ma \u00e8 comunque opportunit\u00e0 imprescindibile.<\/li>\n<li><strong>Gli indirizzi del DS<\/strong>, infine. Almeno per come si configurano nella L. 107, con tutti i passaggi previsti per la loro definizione, difficilmente \u2013 penso \u2013 possono essere considerati una <em>diminutio<\/em> per una scuola che coltivi una leadership aperta e partecipata. Sempre che siano in grado \u2013 ma anche questo \u00e8 <em>La Palisse<\/em> &#8211; di portare a sintesi bisogni e attese di studenti, genitori, ma anche del territorio e del personale scolastico; e di ipotizzare direzioni di marcia in cui <em>missione<\/em> istituzionale e <em>visione<\/em> autonoma tendano, per cos\u00ec dire, a coniugarsi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La piattaforma ministeriale: c\u2019entra? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendo, a conclusione, il precedente richiamo alla Piattaforma ministeriale per verificare se e in che modo i punti del quasi decalogo si ritrovano nella proposta ministeriale<strong>.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va risottolineato che l\u2019operazione che il Ministero sta tentando nasce da <strong>un intento legittimo<\/strong> e per molti aspetti anche apprezzabile: favorire la costruzione di POFT di scuola su voci articolate, che valgano per tutti, per permettere la loro <strong>confrontabilit\u00e0<\/strong> su aspetti basici dell\u2019offerta formativa: si cresce e si migliora anche guardandosi intorno. Quindi si tratta di un\u2019operazione che pu\u00f2 far bene alle scuole. E anche \u2013 se c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione in questo senso &#8211; alle famiglie in cerca di informazione pi\u00f9 efficacemente orientanti per la scelta della scuola per i propri figli. Tra l\u2019altro, si intravedono nella <strong>semplificazione<\/strong> dell\u2019indice proposto e nell\u2019organizzazione dei contenuti in 4 sezioni, elementi di sostanziale condivisibilit\u00e0. Anche se \u2013 va annotato &#8211; le due sezioni centrali (Le scelte strategiche e L\u2019offerta formativa) hanno una cos\u00ec <strong>intricata articolazione interna <\/strong>da risultare a tratti scoraggiante. (Un <strong>rilievo negativo uguale e contrario<\/strong> si pu\u00f2 fare invece per la Sezione 4 &#8211; su L\u2019organizzazione &#8211; dove l\u2019impostazione appare piuttosto riduttiva.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque su quella che pare una operazione di alleggerimento del lavoro delle scuole e di semplificazione a prima vista allettante, bisogner\u00e0 ritornarci su. Perch\u00e9 qualche rischio si intravede gi\u00e0 da subito. Ma forse \u00e8 presto per dirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece va rilevato subito che la sperimentazione della piattaforma in queste settimane ha fatto emergere altre criticit\u00e0, sperabilmente superabili in successive versioni aggiornate della piattaforma. E, tra queste, soprattutto la <strong>rigidit\u00e0 della struttura<\/strong>, che esclude modifiche e correzioni, da parte delle scuole, sui dati non aggiornati o incongruenti che su di esse fornisce la piattaforma del SIDI per la \u2018compilazione\u2019 delle Sezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 l\u2019elemento di maggiore debolezza sembra essere soprattutto la <strong>poca evidenza della dimensione progettuale<\/strong> (<em>il PTOF come strumento della progettazione triennale<\/em>) \u2013 che \u00e8, anche in base alla normativa di riferimento, aspetto centrale del Piano -, assieme alla irrilevanza della triennalit\u00e0. Saranno sfuggite? Tra l\u2019altro, non solo a me?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque c\u2019\u00e8 da sperare che la sperimentazione della piattaforma da parte delle scuole che la stanno utilizzando offra riscontri utili per capire in che modo l\u2019impianto pu\u00f2 essere modificato e\/o migliorato nei suoi aspetti critici e come la dimensione progettuale, ancora poco coltivata nelle nostre scuole, possa recuperare centralit\u00e0 e credibilit\u00e0. E occasioni di sviluppo e consolidamento delle competenze professionali che ne sono alla base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La Rendicontazione, prevista a conclusione del ciclo anch\u2019esso triennale dell\u2019Autovalutazione di Istituto (Decreto 80\/2013) \u2013 ora allineato all\u2019arco temporale del PFT (e non solo) diventa, al riguardo, un aspetto fondamentale del processo di elaborazione del POFT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Quelle sensatamente previste dall\u2019art. 3 (comma1) del Regolamento dell\u2019autonomia sono, come \u00e8 noto, le aree: curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo di POFT. 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