{"id":915,"date":"2019-02-09T22:04:21","date_gmt":"2019-02-09T21:04:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=915"},"modified":"2019-02-09T22:04:21","modified_gmt":"2019-02-09T21:04:21","slug":"la-solitudine-del-dirigente-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=915","title":{"rendered":"La solitudine del Dirigente scolastico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-916\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/solitude-3-300x300.jpg\" alt=\"solitude-3\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/solitude-3-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/solitude-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/solitude-3-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/solitude-3.jpg 888w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La solitudine del Dirigente scolastico<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di\u00a0Stefano Stefanel<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcuni recenti fatti hanno mostrato la estrema debolezza della figura del Dirigente scolastico. Sono fatti per lo pi\u00f9 inattesi, che lasciano la categoria abbastanza attonita soprattutto per la gratuit\u00e0 degli stessi. Qualche tempo fa la senatrice Bianca Laura Granato del Movimento 5 Stelle ha attaccato, in audizione pubblica al Senato, la figura del dirigente scolastico con frasi molto offensive e gratuite, che per\u00f2 hanno dato l\u2019idea di una visione settaria della professione, forse minoritaria, ma esistente. <!--more-->Al di l\u00e0 dell\u2019esternazione scomposta della senatrice Granato e di alcune frasi comunque presenti nella relazione al DDL 763 tutte fortemente offensive della categoria, la cosa che ha pi\u00f9 colpito \u00e8 l\u2019assoluto silenzio sull\u2019attacco della senatrice Granato da parte del Ministro Bussetti e del Sottosegretario Giuliano, due dirigenti scolastici, prestati al Governo come si dice, ma ancora in servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questi giorni il Ministro Bussetti ha dato ad un giornalista una risposta carica di astio nei confronti del sud e delle sue scuole. Nella frase c\u2019era un richiamo a lavorare di pi\u00f9 e questo ha colpito soprattutto i Dirigenti scolastici del meridione, quotidianamente in prima fila per gestire situazioni complesse e spesso catastrofiche con pochi mezzi e una burocrazia ministeriale che pare occuparsi d\u2019altro. L\u2019inatteso attacco alla scuola del sud da parte del Ministro e il silenzio sull\u2019argomento del sottosegretario Giuliano, che \u00e8 un Dirigente scolastico del sud, sono stati vissuti come un vero e proprio attacco soprattutto ai dirigenti, primi lavoratori di questo complicato sistema dell\u2019istruzione. Perch\u00e9, \u00e8 bene dirlo, quando qualcuno attacca la scuola, la prima persona che si sente attaccato \u00e8 Dirigente scolastico, perch\u00e9 di quella scuola si sente il primo rappresentante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La mancata proroga del termine per l\u2019adeguamento alla normativa antincendio lascia i Dirigenti scolastici scoperti in un settore molto delicato, dove l\u2019utenza scolastica deve avere allo stesso il diritto allo studio e alle protezioni contro gli incendi, ma nell\u2019ambito di una collaborazione con gli enti locali che, sulle questioni della sicurezza, appaiono sempre pi\u00f9 labili. Anche in questo caso il silenzio del Miur ha sorpreso un po\u2019 tutti, quasi che non fossero note le difficolt\u00e0 per le scuole di adeguarsi alla normativa in tempi troppo stretti. Queste oggettive difficolt\u00e0 avevano reso quasi logica la proroga e questa era l\u2019attesa di tutti i Dirigenti scolastici. Per cui la delusione per la mancata proroga fa il pari con la preoccupazione di riuscire ad applicare una normativa che richiede sinergie che non ci sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un altro punto molto controverso riguarda l\u2019idea di combattere i comportamenti scorretti di alcuni insegnanti delle scuole dell\u2019infanzia, attraverso telecamere che riprendano sempre il lavoro di tutti. In questo caso sembra quasi che la figura del Dirigente scolastico non esista, che sia un soggetto non in grado di comprendere quando nelle scuole da lui dirette avviene qualcosa di grave. La pubblicistica sull\u2019argomento rubrica ad \u201casilo\u201d tutto ci\u00f2 che riguarda i minori di sei anni, per cui scuole paritarie e private, scuole di associazioni, parrocchiali, ecc. sono messe sullo stesso piano delle scuole dell\u2019infanzia statali, che hanno al loro apice un Dirigente scolastico. Io sono certo che tutti i Dirigenti scolastici sono pronti a collaborare con le forze dell\u2019ordine e con le famiglie per stroncare qualsiasi malversazione verso i minori. Ma davanti ad una diffidenza preventiva per cui il lavoratore deve dimostrare di non fare nulla di male senza che vi sia alcun sospetto su di lui, togliendo al Dirigente scolastico il giusto rapporto di controllo sui suoi dipendenti \u00e8 frutto di una cultura del sospetto che ritiene con lo <em>screaming<\/em> di lavarsi la coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche sulla questione delle reggenze (chi scrive e reggente senza soluzione di continuit\u00e0 dal 1\u00b0 settembre 2008 e dal 16 aprile 2018 dirige tre scuole) si \u00e8 fatto conto su Dirigenti scolastici che hanno dato la loro totale disponibilit\u00e0 a supportare lo Stato in un momento di grave carenza organica, resa ancora pi\u00f9 profonda dall\u2019impossibilit\u00e0 di portare a termine qualunque concorso (e quindi anche quello per Dirigenti scolastici) senza decennali contenziosi. Ebbene i Dirigenti scolastici si sono caricati di reggenze, ma lo Stato \u00e8 rimasto inerte: non ha dato nulla in pi\u00f9 di personale, risorse, supporti, possibilit\u00e0 di derogare a date tassative pur davanti ad impegni sempre crescenti, comprensione per problemi reali e gravosi di scuole rette in reggenza. E i Dirigenti scolastici non hanno avuto supporto dallo Stato neppure davanti a segreterie con gravissime ed evidenti lacune tecniche e di competenze: tutto deve essere fatto allo stesso tempo e con le stesse modalit\u00e0, anche davanti all\u2019impossibilit\u00e0 oggettiva di lavorare in condizioni nomali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La solitudine del dirigente scolastico \u00e8 dunque acuita dalla sordit\u00e0 ministeriale, che spesso sembra non avere nei confronti della sua dirigenza un atteggiamento di fiducia. Inoltre l\u2019impressione \u00e8 che qualche volta non solo quando diventano Ministri o Sottosegretari, ma anche quando assumono ruoli negli Uffici scolastici periferici o quando vengono distaccati da qualche parte, molti dirigenti sembrano prendere le distanze dalla categoria cui appartengono, quasi che una volta usciti dal proprio ruolo di dirigente scolastico le cose comincino ad apparire in modo diverso e dunque non pi\u00f9 assimilabile al punto di vista maturato nel lavoro che veniva fatto prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AMBITI TERRITORIALI: UN\u2019OCCASIONE MANCATA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La solitudine del Dirigente scolastico nasce da situazioni oggettive in cui chi svolge quel ruolo a scuola non si sente parte funzionale dello Stato, ma quasi sua controparte. In certi casi la rigidit\u00e0 degli uffici territoriali su classi e sostegno vengono vissute come una vera e propria incomprensione per un ruolo di frontiera che si \u00e8 costretti a ricoprire, soprattutto al sud. Riguardo poi all\u2019inclusione e alla dispersione si deve dire che sono problemi che non possono essere risolti con formule unitarie, perch\u00e9 la situazione \u00e8 diversa da luogo a luogo e il sud le soffre per problemi di carattere sociale, non certo per una disfunzione dell\u2019organizzazione scolastica. Esistono per\u00f2 anche delle decisioni prese dalla categoria che la isolano dentro un rapporto tutto interno alle scuole. E, dunque, se \u00e8 doveroso guardare allibiti come certi atteggiamenti politici e governativi tendano ad umiliare la categoria, dall\u2019altro pu\u00f2 non essere inutile analizzare alcuni comportamenti che portano ad isolare il Dirigente scolastico da azioni di contesto che forse potrebbero aiutarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo caso che voglio analizzare \u00e8 quello degli Ambiti territoriali e delle Scuole Polo per la formazione, cos\u00ec come sono stati concepiti dalla legge 107\/2015. Io credo che questa sia stata una grande occasione mancata dalla dirigenza scolastica, che ha scambiato per un ulteriore adempimento quella che invece era una grande opportunit\u00e0. Gli Ambiti sono stati ostacolati dai sindacati in quanto stavano alla base della cos\u00ec detta chiamata diretta (che non era altro che un trasferimento per titoli e bando e non per anzianit\u00e0) e da molti Dirigenti scolastici perch\u00e9 spostavano alcuni compiti delle scuole (formazione, formazione neo assunti, possibilit\u00e0 di costituire reti per le segreterie, ecc.) fuori da queste, dentro un luogo senza personalit\u00e0 giuridica e con una necessit\u00e0 di <em>governance<\/em> da costruire. Molti Dirigenti scolastici non ci hanno creduto, non hanno voluto lavorare per costruire <em>governance<\/em> efficienti, spesso per motivi non comprensibili hanno distinto la scuola capofila di Ambito dalla scuola capofila della formazione, costruendo cos\u00ec un soggetto bicefalo che ha duplicato le riunioni, i problemi sul tappeto, le decisioni non condivise. L\u2019attuale corsa verso lo smantellamento degli Ambiti \u00e8 una nuova corsa verso la solitudine: soprattutto nel caso del Piano Nazionale di Formazione far uscire questa progettualit\u00e0 dall\u2019Ambito significa ritornare all\u2019autoreferenzialit\u00e0 delle scuole che non intendono misurarsi in un\u2019area ampia su quelle che sono le esigenze formative del sistema. Un governo di ambito ambizioso e lungimirante avrebbe aperto le porte a collaborazioni che mai le reti di scopo riescono a costruire in forma duratura e significativa. Anzi, molto spesso le reti di scopo alimentano la solitudine, con una scuola che fa tutto aggregando le altre per recuperare finanziamenti dentro scopi che qualche volta sono solo dichiarati. E con gli Ambiti il rapporto con gli Uffici periferici del Miur avrebbe potuto essere alla pari, mentre sembra forte la volont\u00e0 di tornare alla solitudine delle scuole che trattano direttamente col proprio Ufficio di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche la recente accelerazione sul Sistema Nazionale di Valutazione con la conferma che ci sar\u00e0 la rendicontazione sociale entro il 31 dicembre mette la categoria di fronte alla scelta se entrare dentro un sistema territoriale di confronto e supporto o far passare anche questa grande novit\u00e0 del sistema scolastico italiano come l\u2019ennesimo adempimento. Ci sono chiari segnali di un grande interesse per l\u2019argomento e per la sua declinazione e questo fa ben sperare, per\u00f2 bisogna avere il coraggio e la forza di tenere la rendicontazione sociale nella parte alta dell\u2019agenda, capire che quei dati di comparazione sono dati necessari per governare un sistema. La comparazione delle informazioni della rendicontazione sociale (e del Bilancio sociale) costituiscono un elemento di equilibrio del sistema scolastico dentro le sue aree territoriali. Anche in questo caso la <em>governance <\/em>del Sistema Nazionale di Valutazione avrebbe tratto grande giovamento da una regia di Ambito, ma sembra che la <em>damnatio memoria<\/em> su questa innovazione introdotta dalla legge 107\/2015 vada oltre le pi\u00f9 elementari considerazioni sull\u2019importanza di governare una rendicontazione sociale attraverso un\u2019area coesa dentro una rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LO STRANO CASO DEGLI ESAMI DI STATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi scrive ha fatto l\u2019esame di stato al Liceo nel 1974. Se a quei tempi avessero cambiato le carte in tavola nel corso dell\u2019anno e a met\u00e0 febbraio non fosse ancora stato chiarito come si sarebbe svolto l\u2019esame credo che nel Liceo Marinelli di Udine (scuola che ho frequentato e che ora dirigo) non sarebbe entrato per molti giorni nessuno studente. E cos\u00ec\u2019 in tante altre scuole italiane. In questo frangente alla grande agitazione degli insegnanti si somma il silenzio assoluto sull\u2019argomento degli studenti. L\u2019incertezza sulla pluridisciplinariet\u00e0 della seconda prova, sulle griglie di correzione, sulla prova orale con gli argomenti scelti in busta chiusa, cio\u00e8 su questioni che attengono prima alla didattica e dopo all\u2019esame e non viceversa trovano i Dirigenti scolastici in assoluta solitudine davanti ad un incredibile cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esame finale del primo ciclo viene vissuto seriamente solo dagli studenti che puntano alla media alta, per gli altri \u00e8 un rito di passaggio poco comprensibile. Anche qui i Dirigenti scolastici devono dirigere un esame tutto interno diventato obsoleto e pesante, con deleghe assegnate a docenti competenti e collaborativi ma individuati senza supporto alcuno degli uffici territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso sembra che la solitudine debba essere la cifra di scelte ministeriali astruse e incomprensibili, che modificano l\u2019esame senza prima aver agito sulla didattica e sull\u2019organizzazione. Gli esami di stato conclusivi andrebbero decisi nella loro forma e nelle loro modalit\u00e0 al massimo entro fine luglio in modo da poter comunicare a studenti, docenti e famiglie quelle modalit\u00e0 all\u2019avvio dell\u2019anno scolastico. E invece siamo qui ancora oggi\u00a0 a dover dare risposte che non conosciamo a problemi non sollevati da noi, nella solitudine di decisioni che nessuno ci aiuta a prendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E PER CONCLUDERE I CONTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La recente <em>Formazione nazionale IoConto<\/em> ha visto coinvolti come formatori molti DSGA e un ristretto numero di Dirigenti scolastici. Il D.I. 129\/2018 non \u00e8 solo un <em>Nuovo Regolamento di Contabilit\u00e0<\/em>, ma \u00e8 anche un modo per mettere in discussione l\u2019organizzazione scolastica attraverso strumenti normativi non armonizzati, ma che tutti ruotano attorno alla funzione progettuale e rendicontativa. Programma annuale, Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa, Conto Consuntivo, rendicontazione sociale nascono da fonti normative differenti e dunque non sono armonizzati tra loro, cos\u00ec come il D.I. 129 non \u00e8 armonizzato al <em>Codice dei contratti<\/em> (in continua mutazione) e alle <em>Linee guida dell\u2019anticorruzione<\/em>. Questa partita dovrebbe essere giocata tutta in forma sinergica, mentre temo verr\u00e0 giocata in solitudine in un rapporto tra Dirigente scolastico e Direttore dei servizi generali e amministrativi. Una cosa \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente (anche alla luce dei nuovi Dsga che saranno tutti laureati) e cio\u00e8 che pi\u00f9 le norme sulla gestione economica e finanziaria delle scuole si fanno stringenti e pi\u00f9 per il Dirigente scolastico diventa importante padroneggiare la disciplina contabile. Chiudersi nella propria solitudine non credo possa aiutare, perch\u00e9 comunque le finalit\u00e0 dei Dsga riguardano il settore amministrativo e l\u2019interesse per quello didattico ed educativo \u00e8 solo di riflesso. Credo sia necessario parlarne in forma collegiale, anche per condividere documenti e procedure e non affrontare solo con il Dsga, soggetto deputato ad altro scopo e che non condivide le responsabilit\u00e0 dei Dirigenti scolastici, passaggi delicati per la progettazione e la rendicontazione del lavoro delle autonomie scolastiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La solitudine del Dirigente scolastico di\u00a0Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcuni recenti fatti hanno mostrato la estrema debolezza della figura del Dirigente scolastico. Sono fatti per lo pi\u00f9 inattesi, che lasciano la categoria abbastanza attonita soprattutto per la gratuit\u00e0 degli stessi. 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