{"id":923,"date":"2019-03-28T19:55:27","date_gmt":"2019-03-28T18:55:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=923"},"modified":"2019-03-28T19:55:27","modified_gmt":"2019-03-28T18:55:27","slug":"la-piattaforma-ptof-i-molti-interrogativi-di-una-idea-interessante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=923","title":{"rendered":"La Piattaforma PTOF: i molti interrogativi di una idea interessante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-924\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/attrezzi-300x200.jpg\" alt=\"DIY tools set collage. 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Cambia gli strumenti che hanno in mano e cambierai il mondo\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><strong><sup>[1]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di\u00a0 Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><strong>I timori<\/strong><\/p>\n<p>Non sappiamo ancora quante scuole si siano cimentate con la Piattaforma del SIDI per la predisposizione del PTOP 2019\/20 \u2013 21\/22 e se i livelli di elaborazione con questa nuova modalit\u00e0 hanno soddisfatto e in che misura le attese ministeriali; n\u00e9 conosciamo il tipo di apprezzamento, da parte delle scuole, della \u2018struttura di riferimento\u2019. Possiamo d\u2019altronde solo presumere le ragioni che hanno spinto tante scuole a riutilizzare il loro schema compilativo del triennio precedente.<!--more--><\/p>\n<p>Si sa di dubbi e perplessit\u00e0, come anche di una disponibilit\u00e0 diffusa verso una proposta che anche pochi anni fa avrebbe spinto molti a parlare di attentato all\u2019autonomia scolastica.<\/p>\n<p>Il timore per\u00f2 che serpeggia in tanti che hanno guardato con favore a questa operazione \u00e8 che, conclusa \u201cla predisposizione\u201d del POFT, tutto ritorni come prima. E che si perda ancora una volta una occasione preziosa per riprendere il dibattito sul recupero di senso e di valore di uno strumento importante &#8211; una struttura condivisa di riferimento &#8211; per dare gambe all\u2019autonomia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il peccato originale<\/strong><\/p>\n<p>Non va comunque taciuto quello che a chi scrive appare come il peccato originale a cui sono riconducibili con buona approssimazione le debolezze e le criticit\u00e0 di questa\u00a0 proposta: la fretta cio\u00e8 con cui si \u00e8 proceduto, la sottovalutazione di un coinvolgimento diffuso (qualcuno ha parlato di una operazione quasi carbonara e di fulmine a ciel sereno) e di una sua maturazione adeguata. A queste ragioni vanno ricondotte anche la disattenzione ai tempi di trasmissione della proposta (a ridosso della scadenza di predisposizione del POFT) e la non adeguata considerazione dell\u2019impegno che essa richiedeva.<\/p>\n<p>Certamente alcune criticit\u00e0 strutturali \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 pi\u00f9 sottolineate dalle scuole i mesi scorsi probabilmente potevano essere \u2018alleggerite\u2019, se non annullate, da una gestazione pi\u00f9 accorta della proposta e da una sua gestione pi\u00f9 distesa.<\/p>\n<p>Tra queste, certamente<\/p>\n<ol>\n<li>alcune rigidit\u00e0 della piattaforma, che hanno di fatto mortificato la possibilit\u00e0 di modificare opportunamente &#8211; anche sulla base delle scelte pi\u00f9 apprezzate delle precedenti versioni di POF &#8211; i percorsi indicati (le articolazioni all\u2019interno delle sezioni); ma anche di collocare i diversi contenuti secondo logiche che conferissero giusta visibilit\u00e0 alla specifica \u2018visione\u2019 di scuola;<\/li>\n<li>l\u2019aver assunto, per la individuazione delle linee di riferimento del nuovo Piano, esclusivamente (o quasi) i dati del RAV, tra l\u2019altro \u201cin scadenza\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, e l\u2019aver ignorato ogni riferimento agli indirizzi del DS, che, per come sono delineati nella L. 107\/\u201915,\u00a0 nessuno penso pu\u00f2 considerarli degli <em>optional<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Indirizzi che, come \u00e8 noto, non sono funghi generosamente offerti da Madre Terra, ma sono (dovrebbero essere) il risultato della sistematizzazione di bisogni, sollecitazioni, attese, raccolti non solo all\u2019interno del pianeta scuola (docenti e altre componenti), ma anche dal variegato mondo che gli gira intorno e con esso ha rapporti di diversa natura<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>. Non quindi ignorabili in una struttura predisposta per la elaborazione del POFT.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il POFT nella struttura di riferimento. Sezioni e interrogativi<\/strong><\/p>\n<p>La ragione per\u00f2 di questo contributo \u00e8 soprattutto tentare una prima analisi della piattaforma sperimentata, anche alla luce di percezioni raccolte, e metterne sotto osservazione la struttura di riferimento e la sua articolazione; e quindi soprattutto: contenuti, coerenze \/ incoerenze interne e limiti che, in misura diversa, hanno contrassegnato, a parere di chi scrive, le sezioni della struttura proposta.<\/p>\n<p>Si considereranno perci\u00f2 prevalentemente la <strong>strutturazione dei contenuti<\/strong> delle quattro macro articolazioni (Il contesto e i bisogni formativi, Le scelte strategiche, L\u2019Offerta formativa, L\u2019Organizzazione), considerate singolarmente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La sezione 1.\u00a0 Su Contesti e bisogni del territorio<\/strong><\/p>\n<p>Nella prima sezione \u2013 dedicata al contesto e ai bisogni formativi della popolazione scolastica dell\u2019Istituto &#8211; l\u2019articolazione proposta nella struttura penso tenda a rappresentare, con qualche approssimazione, \u00a0quella che nel <em>Regolamento dell\u2019autonomia (DPR 275, art. 3)<\/em>, viene definita, in modo un po\u2019 enfatico, l\u2019<em>identit\u00e0 culturale<\/em> della scuola (cio\u00e8 la sua storia, le sue vocazioni, le attenzioni pi\u00f9 o meno riservate alle <em>culture<\/em> delle famiglie, ma anche del territorio, e i condizionamenti da queste indotte nelle pratiche scolastiche, eccetera). Un rilievo critico va probabilmente fatto rispetto alla mancanza di voci che orientino e aiutino le scuole a interrogarsi rispetto a come sono esse <em>identificate<\/em> (percepite, connotate) nel territorio in cui operano e a come esse stesse <em>si identificano<\/em>. Che non \u00e8, penso, un aspetto marginale nella previsione di miglioramenti e cambiamenti (<em>l\u2019identit\u00e0 progettuale<\/em>) in rapporto al proprio contesto.<\/p>\n<p><strong>La Sezione 2. Sulle Scelte strategiche <\/strong><\/p>\n<p>Interrogativi di maggior peso sono quelli della sezione 2 (Le scelte strategiche). I cui capitoli riguardano, come \u00e8 noto, <em>Priorit\u00e0 e traguardi,<\/em> &#8211; sulla base dei risultati conseguiti a livelli diversi (scolastici, prove standardizzate nazionali, \u2026) -, ma anche gli <em>Obiettivi Formativi prioritari<\/em> (di cui all\u2019art. 1, comma 7 L. 107\/15) individuati dalla scuola, il <em>PdM<\/em> e le <em>Innovazioni. <\/em><\/p>\n<p>Si potrebbe dire, con un po\u2019 di buona volont\u00e0, che questa sezione, corrisponda (rimandi) <em>all\u2019identit\u00e0 progettuale<\/em> del <em>Regolamento <\/em>del 1999; cio\u00e8 ad un profilo di scuola migliorato e innovativo da costruire nel Triennio. Anche il titolo della sezione sembra orientare in tal senso. I capitoli sul PdM e sulle Innovazioni possono in effetti essere letti in questa ottica. A ben vedere per\u00f2, l\u2019articolazione dei capitoli (le sottosezioni), riproponendo sostanzialmente e massicciamente dati del RAV, presenta percorsi lineari s\u00ec, ma di una linearit\u00e0 che assomiglia molto a quella dei labirinti a figura geometrica. Praticamente un susseguirsi di priorit\u00e0, di traguardi, di competenze (da quelle chiave di cittadinanza a quelle deducibili dal comma 7 della L. 107), di obiettivi di miglioramento e obiettivi di potenziamento; e ancora di percorsi e processi &#8211; tutti ripresi dal RAV, tra l\u2019altro del Triennio precedente -, che, riproposti pari pari nel POFT, assomigliamo molto a un groviglio in cui \u00e8 difficile districarsi e in cui \u00e8 comunque difficoltoso cogliere ci\u00f2 che, nella sezione, dovrebbe essere realmente <em>strategico<\/em> e quindi centrale ed orientante\u00a0 per i miglioramenti e le innovazioni\u00a0 con cui connotare la scuola. Ne andrebbe pertanto\u00a0 meglio chiarita e precisata la ragione, cos\u00ec da articolarla in funzione delle finalit\u00e0 che le si assegna.<\/p>\n<p>Probabilmente l\u2019ipotesi di assumerla, come la sezione dell\u2019<em>identit\u00e0 progettuale<\/em> &#8211; sulla scia dei capitoli dedicati ai Piani di Miglioramento e ai progetti di innovazione strutturali dell\u2019attuale piattaforma &#8211; appare la pi\u00f9 ragionevole e in linea con la natura del nuovo Piano Triennale.<\/p>\n<p>Si tratterebbe di prevedere realisticamente (sulla base cio\u00e8 di una affidabile \u2013 e selettiva &#8211; analisi di fattibilit\u00e0 che comprenda risorse, strategie, tempistica \u2026) e in una logica di approssimazioni successive, cosa aspettarsi alla fine del triennio, in termini di miglioramenti, cambiamenti, innovazioni riconoscibili \u2013 nei loro punti di arrivo &#8211; attraverso evidenze chiare, segni certi.<\/p>\n<p>Sulla scia dei capitoli prima segnalati dell\u2019attuale piattaforma si pu\u00f2 pensare, volendo esemplificare, a traguardi legati ad ambienti di apprendimento, a strutture e strategie organizzative, a pratiche strutturali di individualizzazione dell\u2019insegnamento e di sostegno all\u2019apprendimento, eccetera.<\/p>\n<p><strong>La Sezione 3. Sull\u2019Offerta Formativa<\/strong><\/p>\n<p>Per la terza sezione gli interrogativi riguardano soprattutto la coerenza dell&#8217;articolazione proposta nella struttura di riferimento (le quattro sezioni) con quella prevista dall&#8217;art. 3 del <em>Regolamento<\/em>. Il quale <em>Regolamento<\/em> chiarisce, come \u00e8 noto, che l\u2019Offerta Formativa si articola nelle quattro 4 aree: curricolare, <em>extra \u2013 curricolare<\/em> (oggi si parla di <em>curricolo integrato e potenziato<\/em>), educativa ed organizzativa, ovviamente correlate tra di loro. <strong>E che quindi sono \u201cofferta\u201d, <em>non solo<\/em> le attivit\u00e0 di insegnamento curricolare (come fa intendere la struttura di questa sezione), <em>ma anche<\/em> azioni e progetti inscrivibili sia dentro la dimensione educativa del fare scuola (con i suoi percorsi, le sue azioni ecc.), sia dentro le scelte organizzative (i modelli, le strutture, i meccanismi operativi, i codici di comportamento, \u2026)<\/strong>.<\/p>\n<p>Invece la sezione tende a considerare <em>offerta formativa <\/em>essenzialmente gli insegnamenti curricolari (con i loro quadri orario)e le iniziative di ampliamento e potenziamento curricolare (entro cui vanno inscritti anche il PNSD, l\u2019ASL, le iniziative per l\u2019inclusione). Ma articolazioni di questa sezione attengono alla valutazione degli apprendimenti e ai criteri e alle modalit\u00e0 per orientamento e continuit\u00e0 (che probabilmente meritavano una diversa e autonoma collocazione).<\/p>\n<p>\u00c8 corretto questo tipo di scelta rispetto a quello che prevede il <em>Regolamento<\/em>? \u00c8 soprattutto aiuta? Nel senso che concorre a offrire una visione organica del fare scuola?<\/p>\n<p>\u00c8 un interrogativo che forse merita una risposta.<\/p>\n<p>Come meriterebbe un approfondimento la decisione di non prevedere una sezione specifica per la progettazione educativa. La motivazione probabile degli esperti ministeriali \u00e8 che si vede quest\u2019ultima intrecciata con la costruzione del curricolo e con la organizzazione didattica. Ma \u00e8 una spiegazione che tiene?<\/p>\n<p>A ben considerare una <strong>sezione specifica per l\u2019area educativa<\/strong> (distinta cio\u00e8 da quella curricolare e organizzativa) una sua rilevanza e un suo senso in ogni caso ce l\u2019ha. <strong>In primo luogo<\/strong> per far risaltare il valore in s\u00e9 di questa dimensione nel lavoro delle scuole, sia mettendo sotto luce propria i valori e i comportamenti che come istituzione nazionale e territoriale si tende ad evidenziare; sia rafforzando il significato di progetti generalmente personalizzati, che potrebbero essere vissuti e agiti come semplicemente curricolari e non anche importanti sotto il profilo educativo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a> .<\/p>\n<p>Si vuole in altri termini sottolineare che la dimensione educativa &#8211; che richiede comunque anch\u2019essa, come prevede il <em>Regolamento<\/em>, di essere progettata e curata \u2013:<\/p>\n<ol>\n<li>a) ha categorie sue proprie (socialit\u00e0, reciprocit\u00e0, responsabilit\u00e0, autonomia, apertura, cooperazione\u2026);<\/li>\n<li>b) interroga \/ intercetta aspetti specifici del fare scuola, come: l\u2019organizzazione degli spazi e degli ambienti (che favoriscano relazioni improntate ai valori di una cittadinanza attiva e collaborativa), i codici di comportamento e le regole che fanno riferimento alla relazione, il clima interno, eccetera.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non sarebbe cosa buona che tali categorie e aspetti fossero evidenziati in una sezione specifica?<\/p>\n<p><strong>La sezione 4. Sull\u2019Organizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Sulla sezione 4 dedicata all\u2019organizzazione &#8211; questione centrale ormai nella vita di un istituto, anche in quanto risorsa importante dentro l\u2019obiettivo di garantire fattibilit\u00e0 ed efficacia al Piano Triennale \u2013, i rilievi critici sono da ricondursi sostanzialmente ad una sua \u2018visione\u2019 che nella piattaforma \u00e8, a dir poco, riduttiva. L\u2019articolato che se ne d\u00e0 risulta infatti \u2013 credo &#8211; non sufficiente a rappresentare le nuove e forti complessit\u00e0 delle nostre scuole e a dare alla sezione la forza dello stimolo e il respiro di un progetto (come prevede d\u2019altra parte il gi\u00e0 pi\u00f9 volte citato art. 3 del <em>Regolamento dell\u2019autonomia<\/em>).<\/p>\n<p>Non si prevedono infatti voci specifiche che facciano riferimento, per esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>a modelli organizzativi che permettano di cogliere il livello di coerenza con l\u2019idea di scuola cui si intende dare gambe;<\/li>\n<li>ai meccanismi operativi da valorizzare maggiormente (e di cui prevedere compiti, responsabilit\u00e0, riconoscimenti); quali ad esempio: il coordinamento degli organismi interni e il coordinamento tra le figure organizzative, la delega, la comunicazione interna al personale e come servizio a studenti e famiglie \u2026;<\/li>\n<li>a strutture che guardino alla scuola come <em>comunit\u00e0 professionale<\/em> (di cui pure si parla in almeno due passaggi della L. 107) e\/o <em>comunit\u00e0 di pratiche<\/em> (richiamate in documenti ministeriali), e alla loro possibile strutturazione;<\/li>\n<li>a modelli di leadership e a forme di governance interna coerenti con la struttura organizzativa che si punta a costruire;<\/li>\n<li>\u2026..<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono ovviamente diverse altre questioni da chiarire in un discorso sulla Piattaforma: dalla triennalit\u00e0 (come pensiero lungo che poco si coglie nella struttura di riferimento), a come rendere evidente l\u2019impegno sulla progettualit\u00e0; da una pi\u00f9 attenta declinazione del curricolo di Istituto ad una strutturazione della piattaforma tale da permettere una fruizione diversificata e diversamente funzionale del Piano (dai docenti, ai genitori, agli stakeholders in genere); eccetera .<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 abusare per\u00f2 pi\u00f9 di tanto della pazienza di eventuali lettori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Questa frase, attribuita a <strong>Stewart Brand<\/strong>, guru della comunit\u00e0 scientifico-tecnologica californiana a partire dagli anni \u201970, nel recente libro di <strong>A. <\/strong><strong>Baricco<\/strong>, <em>The game<\/em>. Einaudi 2018, p. 314, si presta ovviamente a pi\u00f9 di un interrogativo. Vi si pu\u00f2 cogliere per\u00f2 un messaggio che punta sulla importanza di \u201cDarsi soluzioni pratiche. Strumenti, tool. Pi\u00f9 che un assunto ideologico esplicito, un metodo\u201d. Come chiosa lo stesso Baricco.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> La qual cosa ha creato, almeno inizialmente, un qualche scompiglio, dal momento che i dati guardavano pi\u00f9 al passato che al triennio del nuovo Piano. Un passo mezzo falso (o almeno non adeguatamente spiegato del suo senso) che ha evidenziato, comunque, il problema &#8211; non ancora superato &#8211; del disallineamento dei tempi tra nuovo POFT,\u00a0 RAV e Rendicontazione delle scuole.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Pertanto, solo semplificando molto si pu\u00f2 dire che gli indirizzi di cui parla la L. 107 sono indirizzi del DS. Il quale certamente \u00e8 chiamato a metterci del suo in quanto\u00a0\u00a0 rappresentante e presidio sul territorio dell\u2019Istituzione scuola e in quanto responsabile dei risultati. Comunque non possono essere ignorati in una struttura per la elaborazione del POFT<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Il riferimento \u00e8 a <em>percorsi formativi (inclusione \/ integrazione \/ accoglienza \/ sostegno<\/em> &#8211; nelle loro diverse declinazioni &#8211; nei quali le dimensioni curricolari e ed educative si intrecciano, perch\u00e9 sono s\u00ec volti a individualizzare i percorsi di chi ne ha bisogno, ma sono al contempo portatori \/veicoli di messaggi educativi per l\u2019intera popolazione scolastica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Piattaforma PTOF: i molti interrogativi di una idea interessante \u201cPuoi provare a cambiare la testa della gente, ma stai solo perdendo tempo. 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