{"id":941,"date":"2019-05-04T20:58:51","date_gmt":"2019-05-04T18:58:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=941"},"modified":"2019-05-04T20:58:51","modified_gmt":"2019-05-04T18:58:51","slug":"la-realta-scolastica-di-oggi-un-vagare-senza-meta-o-una-riforma-epocale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=941","title":{"rendered":"La realt\u00e0 scolastica di oggi: un vagare senza meta o una riforma epocale?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-942\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/wandering-in-desert-225x300.jpg\" alt=\"wandering-in-desert\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/wandering-in-desert-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/wandering-in-desert-172x230.jpg 172w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/wandering-in-desert.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>La realt\u00e0 scolastica di oggi: un vagare senza meta o una riforma epocale?<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola italiana in questa tarda primavera del \u00a02019 assiste con alterna attenzione ad una serie di annunci, provvedimenti, dichiarazioni, richieste, proposte che vanno ad ingrossare le fila dei mutamenti nell\u2019ambito di processi restauratori o riformatori che a volte si fermano alle dichiarazioni, a volte entrano in leggi o decreti, a volte alimentano dibattiti che poi finiscono non si sa dove. <!--more-->La domanda che mi pongo qui pubblicamente \u00e8 se siamo di fronte ad un vagare senza meta o ad una riforma epocale del sistema dell\u2019istruzione italiano fatta non attraverso una riforma organica, che \u2013 come le precedenti \u2013 sarebbe preda di contestazioni feroci e di cambiamenti in corsa col fine dichiarato di snaturarla, ma fatta attraverso una miriade di micro interventi tesi a modificare in forma consistente l\u2019esistente. Pertanto porter\u00f2 l\u2019attenzione su alcuni elementi noti a tutti coloro che lavorano nella scuola e che possono essere analizzati attraverso una visione d\u2019insieme da decodificare, oppure uno alla volta anche al fine di evitare l\u2019apparente vagare senza meta. Decida dunque il lettore se il breve <em>elenco commentato<\/em> che riporto di seguito ha un senso d\u2019insieme (e un senso comune) o se \u00e8 proprio un segnale che il sistema \u00e8 impazzito e cerca la sua linea d\u2019insieme attaccando pi\u00f9 o meno a caso punti spesso non collegati tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>RILEVAZIONI BIOMETRICHE SULLA PRESENZA DEI DIRIGENTI SCOLASTICI<\/strong>. Alla base della \u201ccrociata\u201d del Ministro Bongiorno contro i dirigenti scolastici (chiamerei almeno qui le cose con il loro nome) esiste una visione della professione che va nella direzione opposta a quella in cui la professione si \u00e8 sviluppata. Il sistema delle reggenze, le esigenze delle classi e dei plessi, la presenza sociale del dirigente scolastico, il rapporto con il territorio, il fitto reticolo di impegni, rapporti e presenze del dirigente scolastico propongono una figura dirigenziale fortemente attenta al presidio dell\u2019area o delle aree di pertinenza, mentre il provvedimento sulle rilevazioni biometriche si colloca sul versante del lavoro d\u2019ufficio. Il ministro Bongiorno rassicura quotidianamente sul fatto che non si tratta di un sistema di controllo, ma solo di una rilevazione della presenza anche a tutela del dirigente, nell\u2019ambito di un\u2019azione trasparente della pubblica amministrazione. Poich\u00e9 prendo per buone le intenzioni del ministro Bongiorno (nessun controllo, ma \u201ccrociata\u201d certa) vedo in questo provvedimento anche il tentativo di modificare la professione per via \u201cbiometrica\u201d. Sapendo di essere controllato il dirigente uscir\u00e0 meno possibile dal suo ufficio: diciamo che \u00e8 un\u2019idea molto ministeriale di dirigenza quella che ne viene fuori, perch\u00e9 dal proprio ufficio si possono coordinare anche tre-quattro istituti emanando provvedimenti e presidiando procedimenti, senza aver bisogno di scendere sul campo o di stabilire contatti umani. L\u2019idea che sta alla base sia del provvedimento, sia delle spiegazioni date dal Ministro \u00e8 quella di una dirigenza senza faccia, che non ha bisogno del rapporto umano, perch\u00e9 dirige tutto da un ufficio. D\u2019altronde il dirigente scolastico \u00e8 un funzionario, non un insegnante o un politico eletto. Gli unici che hanno bisogno dei bagni di folla sono i politici eletti, gli unici che hanno bisogno di un contatto diretto con i propri studenti sono gli insegnanti. Quindi questi controlli non potranno incidere su una professione che \u00e8 senza orari, ma incideranno sui comportamenti di chi ancora intende esercitare una leadership pedagogica che non potr\u00e0 avere riscontri biometrici. Il provvedimento in s\u00e9 non attester\u00e0 il tempo di permanenza in servizio, ma il tempo di permanenza dentro il proprio campo biometrico, diminuendo le funzioni di controllo sul sistema pedagogico e aumentando il controllo sul sistema burocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>TELECAMERE NELLE SCUOLE DELL\u2019INFANZIA E NELLE SCUOLE<\/strong>. I <em>reality <\/em>sono entrati nel nostro \u201csistema simpatico\u201d e stanno alla base di alcune idee che hanno circolato tra alcune forze di governo. La base scientifica del <em>reality<\/em> \u00e8 molto banale: metto una telecamera per vedere tutto quello che succede e che fai. Quando andiamo in banca sappiamo di essere in un <em>reality<\/em>, penso di esserlo anche in qualche supermercato, mentre dove vedo gli addetti alla sicurezza penso si non essere in un <em>reality<\/em> perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la sentinella al posto della telecamera (ma magari non \u00e8 cos\u00ec). Davanti alle telecamere ognuno di noi trasforma i suoi comportamenti, il suo modo di essere, le sue azioni e le sue reazioni. Personalmente ho qualche difficolt\u00e0 a partecipare a trasmissioni televisive locali (la mia celebrit\u00e0 non va pi\u00f9 in l\u00e0) perch\u00e9 soffro luci e telecamere (non capisco mai dove sono), ma mi faccio forza. Per\u00f2 tendo ad avere un comportamento diverso da quello che ho quando parlo in pubblico anche davanti ad uditori ampi. Anche in questo caso vedo il tentativo di spostare il comportamento degli insegnanti verso un\u2019idea di scuola controllata, a fin di bene, ma controllata. La scuola sotto il controllo delle telecamere \u00e8 una scuola pi\u00f9 fredda, meno empatica, meno partecipata come gi\u00e0 avviene all\u2019universit\u00e0. Se tutti dobbiamo essere sempre sotto controllo vuol dire che il comportamento che avevamo quando non lo eravamo non andava bene, andava emendato. Si sa che le immagini una volta acquisite possono anche non sparire e sappiamo che il montaggio \u00e8 spesso in grado di alterare il senso dell\u2019azione compiuta. Tutto questo dunque tutela un\u2019idea di scuola fredda e trasmissiva, in cui l\u2019unica certezza di non fare cose esecrabili \u00e8 quello di impartire nozioni corrette dentro un contesto freddo e non alterabile da sentimenti o partecipazioni, se non decise a tavolino. L\u2019idea \u00e8 quella della scuola come set, che quando vuole trasgredire deve compilare prima una scheda di autorizzazione alla trasgressione, perch\u00e9 una trasgressione in diretta pu\u00f2 alterare il televoto. Tutta questa visione da <em>reality<\/em> fa il paio con l\u2019eliminazione per via normativa delle note disciplinari nelle scuole primarie, procedura che credo nessuna scuola segua pi\u00f9 da decenni. Anche qui c\u2019\u00e8 una visione molto statica della scuola e l\u2019idea che si agisca disciplinarmente su alunni molto piccoli con le note scritte: poich\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec, il messaggio lanciato dal provvedimento non \u00e8 per i docenti, ma per gli utenti che devono venir convinti che una prassi assurda viene eliminata, anche se non praticata da alcuno. L\u2019effetto annuncio prevale sulla realt\u00e0 del provvedimento che \u00e8 pressoch\u00e9 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: L\u2019IMPORTANZA DEL NOME<\/strong>. Il cambio del nome dei percorsi per gli studenti del triennio superiore da <em>Alternanza scuola lavoro<\/em> a <em>Percorsi per le competenze trasversali e per l&#8217;orientamento <\/em>e la diminuzione delle ore obbligatorie rientrano in una visione cattedratica della scuola. Togliendo il concetto di <em>lavoro <\/em>dal nome (e lasciando l\u2019aggancio col lavoro solo nei termini <em>tirocinio<\/em> o <em>apprendistato<\/em> propri di altri percorsi secondari) si entra in quel terreno proprio dell\u2019idea per cui si superano i problemi dovuti alla mancanza di lavoro con un\u2019idea assistenziale a cui la scuola non deve essere estranea. L\u2019idea di base \u00e8 che essere a scuola vuol dire studiare, con un dirigente che sta nell\u2019ufficio a far funzionare le carte e a gestire i soldi e con insegnanti ripresi da telecamere che quindi hanno il vantaggio di poter fare delle dotte lezioni frontali. In questa idea di scuola \u00e8 necessario avere un buon orientamento, ma non necessariamente un rapporto organico col mondo del lavoro. Diminuiscono cio\u00e8 le opportunit\u00e0 di uscire dalle aule anche perch\u00e9 solo nelle aule ci posso mettere le telecamere, che testimoniano come il sapere e la cultura vengano trasmessi e basta stare sintonizzati per apprenderli. Le esperienze esterne servono, ma in forma molto moderata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>L\u2019ESAME DI STATO<\/strong>. L\u2019esame di stato \u00e8 l\u2019ulteriore esempio di come si sta intervenendo su parti del sistema e che la visione d\u2019insieme deve essere trovata con analisi ermeneutiche. La pluridisciplinariet\u00e0 viene connessa\u00a0 con l\u2019esclusione della traccia d\u2019italiano che ha connessioni con l\u2019arte. <em>Alternanza scuola lavoro<\/em> (o meglio <em>Percorsi per le competenze trasversali e per l&#8217;orientamento) <\/em>e <em>Cittadinanza e Costituzione<\/em> diventano parte dell\u2019esame insieme ad un colloquio che non vuol essere nozionistico. E tutto questo modifica l\u2019esame di stato in corso d\u2019anno, mettendo tutti gli interessati in situazioni abbastanza critiche. Se da un lato alcuni provvedimenti tendono a riportare tutto alla lezione frontale, altri sembrerebbero indicare una maggiore coesione tra la pratica scolastica e i compiti di realt\u00e0. Sembra proprio che qui stiamo vagando a caso. Io credo invece esista una forte preoccupazione che il nozionismo trasmissivo serva s\u00ec a controllare il sistema e le sue eccessive dosi di empatia, ma non possa far credere a nessuno (se non forze all\u2019ex insegnante Paola Mastrocola o al professore universitario Ernesto Galli della Loggia) che cos\u00ec si possano fronteggiare la crisi del sapere, le esigenze della societ\u00e0 della conoscenza, le <em>fake news<\/em>, le sfide internazionali o le rilevazioni Invalsi o Ocse-Pisa. Anche l\u2019eliminazione dei crediti formativi con la permanenza del solo credito scolastico in cui eventualmente far confluire quello formativo mostra la tendenza ad avere paura della realt\u00e0 e delle sue opportunit\u00e0, senza sapere al tempo stesso come fare a gestire un mondo che cambia. Non avendo una chiara idea di futuro si scarica tutto sul sistema, tra aperture e controlli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>IL DISEGNO DI LEGGE PROPOSTO DALLA SENATRICE GRANATO.<\/strong> Se il Ministro Bongiorno attacca i dirigenti scolastici ma assicura che non ha alcuna intenzione di farlo, la senatrice Bianca Laura Granato dichiara a chiare lettere che le sue proposte servono a fermare gli arbitri o abusi compiuti dai dirigenti scoalstici. Nei documenti parlamentari ci sono pi\u00f9 d\u2019una affermazione della senatrice fortemente lesivi della professionalit\u00e0 dei dirigenti scolastici. Se per\u00f2 noi abbiamo a che fare con un dirigente scolastico che sta chiuso nel suo ufficio monitorato biometricamente che senso ha che lo stesso non assegni i docenti alle classi come vogliono i docenti e che non emani l\u2019orario che vogliono i docenti? Che motivo hanno i suoi interventi, se il suo lavoro deve trasformarsi nel controllo burocratico delle procedure? A quel punto al dirigente scolastico resta la sola leva disciplinare: se applicabile la si applica, senn\u00f2 quello che viene auto deciso dai docenti non pu\u00f2 essere toccato. Personalmente avrei trovato pi\u00f9 semplice levare la competenza del dirigente scolastico dall\u2019assegnazione dei docenti alle classi e dalla formulazione dell\u2019orario didattico, ma cos\u00ec facendo veniva meno la sua responsabilit\u00e0 unitaria sull\u2019istituzione scolastica assegnata. Quindi si vuole introdurre un farraginoso sistema di controllo ulteriore che pone in capo ad un nuovo soggetto, che nasce all\u2019interno dell\u2019Ufficio Scolastico Regionale, poteri a questo punto superiore a quelli del dirigente scolastico, senza che questo modifichi responsabilit\u00e0 e prerogative del dirigente stesso. Anche in questo caso si rimanda all\u2019idea di un dirigente che faccia tante cose, ma non il leader pedagogico perch\u00e9 deve passare il tempo ad occuparsi solo di procedure: se queste sono fatte correttamente il provvedimento non potr\u00e0 che trovare conferma dal nuovo organismo nato dentro l\u2019USR. Se, invece, non sono state fatte a (burocratica) regola d\u2019arte si eviteranno contenziosi giurisdizionali e si metteranno le cose a posto. In tutto questo non c\u2019\u00e8 alcuna idea pedagogica e non si affronta il problema degli insegnanti che invece non andrebbero assegnati a nessuna classe perch\u00e9 non sanno insegnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>LA SANATORIA COME INDIRIZZO<\/strong>. L\u2019intesa tra sindacati e Miur sul concorso riservato e semplificato per docenti con almeno 36 mesi di servizio precario entra invece nella logica che vuole come priva di senso l\u2019idea contenuta nella legge 107\/2015 che alla base della professione ci debba essere una consistente formazione prima dell\u2019ingresso e un forte tirocinio controllato. La sanatoria approvata con grande soddisfazione da tutti stabilizza ulteriore precariato individuando nell\u2019esperienza maturata l\u2019unico requisito preventivo all\u2019ingresso in ruolo. Siamo di fronte all\u2019idea che formarsi serva poco o nulla e che alla base della professione ci siano solo stabilit\u00e0 e stipendio. Inoltre si fa sapere che non ci sono vie privilegiate d\u2019accesso per i giovani, che dovranno invecchiare di supplenze prima di essere stabilizzati. In questo modo si manda un messaggio molto chiaro: per insegnare basta essere laureati in qualche disciplina, tutto il resto \u00e8 un\u2019aggiunta non essenziale. Torna anche qui un\u2019idea di trasmissione cattedratica e passiva di saperi assoluti, poco al passo con i tempi, ma molto al passo con un\u2019idea non selettiva e meritocratica del personale docente. Immettere personale nella scuola dopo molta formazione significa condizionare il personale dentro una visione comune di scuola; lasciare che i singoli entrino per esperienze lavorative significa solo che pi\u00f9 docenti vanno in pensione pi\u00f9 precari assumiamo. Non importa che cosa sappiano fare, perch\u00e9 che sanno fare qualcosa lo hanno gi\u00e0 dimostrato negli almeno 36 mesi di precariato. Non c\u2019\u00e8 una visione premiante il lavoro in tutto questo, ma un\u2019idea che garantisca il lavoratore in quanto tale, non in quanto portatore di competenze utili al sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>L\u2019EDUCAZIONE CIVICA<\/strong>. Il ritorno dell\u2019<em>Educazione Civica <\/em>senza mandare in pensione <em>Cittadinanza e Costituzione<\/em> non mostra con chiarezza che cosa si intende perseguire. La trasversalit\u00e0\u00a0 \u00e8 un\u2019idea molto corretta di visione d\u2019insieme, ma dovrebbe incidere pi\u00f9 a livello di comportamenti che di teoria. Anche in questo caso l\u2019idea di base non \u00e8 cattedratico trasmissiva, ma l\u2019impressione \u00e8 che si vogliano inserire nel sistema troppe cose senza variare l\u2019architettura generale. Tra l\u2019altro questa re-introduzione dell\u2019<em>Educazione civica <\/em>passa attraverso una sottovalutazione di quanto avvenuto dopo l\u2019ingresso di <em>Cittadinanza e Costituzione<\/em> nella scuola. Una lettura dei PTOF delle scuole potrebbe facilmente far vedere quanto lavoro di educazione civica viene fatto nelle scuole. L\u2019introduzione di questa disciplina trasversale \u00e8 in s\u00e9 molto positiva, ma rientra comunque nella logica che aggiunge e non sceglie. In questi giorni circola una petizione per aumentare la presenza della filosofia nella scuola italiana (con un aumento delle ore e quindi delle cattedre), qualche tempo fa girava la petizione a favore della Storia dell\u2019Arte espulsa dalle tracce dell\u2019italiano all\u2019esame. Si sono lette petizioni per la geografia, il diritto, le lingue, eccetera.\u00a0 L\u2019idea che sta alla base di tutto questo (e temo anche dell\u2019<em>Educazione Civica<\/em>) \u00e8 la richiesta di aumento delle ore e del tempo scuola, anche se in Italia ne facciamo gi\u00e0 tantissima pi\u00f9 degli altri. Tutto questo sembra rientrare nel problema sollevato da Edgar Morin ormai molti anni fa: bisognerebbe puntare alle <em>teste ben fatte<\/em>, mentre si punta alle <em>teste ben piene<\/em>. Questa idea di aggiungere ore e non togliere mai nulla \u00e8 un\u2019idea che vede un sapere trasmesso solo se \u201c<em>in orario<\/em>\u201d. Questa mentalit\u00e0 \u00e8 dunque contraria rispetto al richiamo pluridisciplinare, perch\u00e9 dentro questa logica aggiuntiva o una disciplina \u00e8 in orario o non esiste. In un mondo <em>pluri, multi e trans<\/em> culturale questo accanimento a favore delle discipline che vogliono pi\u00f9 ore nel sistema (senza mai dire cosa togliere) mostra un\u2019idea di cultura connessa all\u2019obbligo e non alla scelta. Se si riducono i quadri orari obbligatori e si aumentano le possibilit\u00e0 opzionali delle scuole ci si inserisce in una logica europea, ma l\u2019idea che sta invece alla base delle petizioni per aggiungere ore o discipline e del ministero che solo aggiunge \u00e8 quella di aumentare non di far scegliere. Tutto dentro una logica di un sapere che comunque va trasmesso al di l\u00e0 degli apprendimenti degli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E VENIAMO AL GREMBIULE<\/strong>. Il Ministro degli Interni Salvini \u00e8 a favore della re-introduzione del grembiule nel primo ciclo. Ci sono scuole in cui i bambini usano ancora oggi il grembiule e scuole in cui i bambini non lo usano nell\u2019ambito di un completo e spesso complesso\u00a0 discorso sull\u2019autonomia didattica. L\u2019obbligatoriet\u00e0 invece riporta ad un\u2019idea di scuola in cui la trasmissione avviene per gradi logici: il dirigente sta in ufficio, l\u2019insegnante sta in classe, la realt\u00e0 sta fuori, i vestiti dentro non coincidono con i vestiti fuori. Diciamo che \u00e8 un segnale abbastanza chiaro che la scuola debba occupare del tempo, ma non preparare al mondo, quasi che il rapporto con la realt\u00e0 e con il lavoro siano un problema e non un\u2019opportunit\u00e0. D\u2019altronde non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 ostacolante alla crescita che trattare i diversi come uguali, come ebbe modo di osservare don Milani un po\u2019 di tempo fa. Se la societ\u00e0 \u00e8 caotica bisogna preservare uno spazio di ordine, che sia meno autonomo possibile, ma che al tempo stesso costituisca un elemento facilmente riconoscibile di luogo dell\u2019insegnamento in cui \u00e8 possibile apprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E DA ULTIMI I PON<\/strong>. Ho avuto la fortuna di ospitare, in un seminario organizzato dal Liceo che dirigo a Udine il 16 aprile scorso, una nutrita e competente componente dell\u2019Autorit\u00e0 di gestione dei PON (ben quattro ottimi relatori). I PON dovrebbero riequilibrare alcuni squilibri del nostro sistema scolastico costruendo attivit\u00e0 fortemente migliorative ed orientanti. Dovrebbero cio\u00e8 per equilibrare le disfunzioni, non trattando i diversi da uguali. L\u2019Autorit\u00e0 di gestione ha spiegato che la loro politica \u00e8 quella di non restituire nulla a Bruxelles e quindi di far partire tutti i PON possibili. L\u2019eccesso di controlli e di burocrazia nasce dai controlli e dalla burocrazia che l\u2019Unione Europea fa sull\u2019Autorit\u00e0 di gestione italiana e che poi ricade sulla scuola. Ma l\u2019idea \u00e8 quella di spingere alla realizzazione e fare in modo che tutto funzioni al meglio. Quello che stupisce \u00e8 che ci sia un\u2019attenzione spasmodica alle procedure e alla burocrazia, ma non ai contenuti e all\u2019esito delle attivit\u00e0. L\u2019attenzione \u00e8 sulle procedure (che un dirigente controllato biometricamente potr\u00e0 presidiar ancora meglio), non sugli esiti e sul miglioramento obiettivo grazie a questa grande iniezione di fondi e progettualit\u00e0. Inoltre le scuole non sono tutte uguali e i Fondi PON alla fine saranno spesi dalle scuole pi\u00f9 forti e attrezzate lasciando quelle deboli e con segreterie in difficolt\u00e0 senza progetti (e direi che questo \u00e8 l\u2019inverso del senso dell\u2019idea del finanziamento europeo). Anche in questo caso troppo palese \u00e8 il disinteresse del Miur per un armonico inserimento dei PON nei PTOF, mentre permane l\u2019idea dell\u2019ampliamento del tempo scuola che ormai supera il limite della capienza e che spesso rende impossibili i progetti per mancanza di studenti che si iscrivono. Il tempo scuola per l\u2019apprendimento chiede selezione e approfondimento, mentre la strada scelta \u00e8 quello dell\u2019aumento delle ore con la copertura degli spazi di vita delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine ci troviamo dentro un vagare senza meta o dentro una riforma epocale fatta per piccoli passi continui?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La realt\u00e0 scolastica di oggi: un vagare senza meta o una riforma epocale? di Stefano Stefanel La scuola italiana in questa tarda primavera del \u00a02019 assiste con alterna attenzione ad una serie di annunci, provvedimenti, dichiarazioni, richieste, proposte che vanno ad ingrossare le fila dei mutamenti nell\u2019ambito di processi restauratori o riformatori che a volte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-941","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=941"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":943,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/941\/revisions\/943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}