{"id":949,"date":"2019-07-18T22:40:23","date_gmt":"2019-07-18T20:40:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=949"},"modified":"2019-07-18T22:42:31","modified_gmt":"2019-07-18T20:42:31","slug":"una-proposta-per-il-reclutamento-dei-dirigenti-scolastici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=949","title":{"rendered":"Una proposta per il reclutamento dei dirigenti  scolastici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-951\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-300x199.jpg\" alt=\"SecondThoughtsAug15FeatureSized\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/SecondThoughtsAug15FeatureSized-345x230.jpg 345w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/SecondThoughtsAug15FeatureSized.jpg 579w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Una proposta per il reclutamento dei dirigenti\u00a0 scolastici<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em>di Stefano Stefanel<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi criticit\u00e0 per il reclutamento dei dirigenti scolastici sono sotto gli occhi di tutti. L\u2019eccessiva distanza tra un concorso e l\u2019altro, l\u2019altissimo contenzioso che si trascina per anni, le modalit\u00e0 di selezione che sono sempre cambiate (nessun concorso \u00e8 stato uguale al precedente) indicano che la strada percorsa finora non \u00e8 la migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su input di Giancarlo Cerini sono stati coinvolti una quindicina di uomini e donne di scuola per cercare di elaborare una proposta complessiva utile a spingere verso una soluzione comunque migliorativa. Cerini ha proposto agli interlocutori una quindicina di domande cui sono seguite diverse e variate risposte. Il documento che sotto riporto -redatto da Giancarlo Cerini \u2013 \u00e8 la sintesi del dibattito avvenuto e codificato anche nelle sue contraddizioni.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scrive \u00e8 stato coinvolto da Cerini e una parte consistente delle mie idee sono confluite nel documento. E\u2019 molto interessante constatare come in poco tempo e con molta partecipazione attiva Cerini sia riuscito a trovare il modo di portare all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica una sensata modifica operativa e realizzabile di un reclutamento di dirigenti che deve essere efficiente, deve portare all\u2019efficacia della funzione dirigenziale, che deve costare il giusto e che deve garantire una periodicit\u00e0 che faccia diventare il percorso concorsuale uno standard che non si trascini dietro lunghi ed estenuanti contenziosi. Tutte cose che in questo momento paiono mancare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea poi di costruire una comunit\u00e0 di confronto per poi mettere all\u2019attenzione del pubblico un documento di mediazione \u00e8 certamente una pratica virtuosa, resa possibile dalla nostra costante connessione e dalla possibilit\u00e0 di esprimere pensieri liberi perch\u00e9 non vincolati da interessi di parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che il documento che sotto riporto possa essere molto utile. La proposta \u00e8 accompagnata da una premessa, che vuole precisare il lato puramente scientifico dell\u2019operazione condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grazie a Giancarlo Cerini per la bella idea e l\u2019ottimo lavoro che ne \u00e8 uscito.<\/p>\n<table style=\"height: 895px;\" width=\"943\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"652\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA PREMESSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bologna, 15 luglio 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Segreteria Tecnica del Ministro dell\u2019istruzione Marco Bussetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Capo Dipartimento Istruzione Carmela Palumbo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Direttore Generale per il personale della scuola<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai Presidenti delle Associazioni professionali dei Dirigenti Scolastici e dei Docenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli Organi di informazione, ai Siti professionali, alla Stampa specializzata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggetto: <em>Proposta per nuove e diverse forme di reclutamento dei dirigenti scolastici, in previsione dei prossimi concorsi pubblici, scaturita da un confronto approfondito tra operatori scolastici, dirigenti tecnici, dirigenti scolastici, candidati (vincitori e non) del recente concorso.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gentilissimi interlocutori,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ho il piacere di sottoporre alla vostra attenzione un documento articolato, anche nei suoi indispensabili risvolti tecnici, elaborato da un gruppo di operatori della scuola di diverso orientamento e collocazione professionale, contenente una proposta di iter concorsuale per il reclutamento dei dirigenti scolastici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi prende spunto dalle molte insoddisfazioni e criticit\u00e0 che hanno caratterizzato le procedure concorsuali degli ultimi 10 anni, ma non intende entrare nel merito delle questioni sollevate a proposito del concorso in atto (auspicando per\u00f2 una loro sollecita risoluzione). L\u2019interesse che ci muove \u00e8 quello di dissipare l\u2019alone di sfiducia che si \u00e8 determinato tra pubblica amministrazione, operatori del mondo della scuola, opinione pubblica, magistratura, anche in relazione alle modalit\u00e0 di reclutamento del personale della scuola, nelle sue posizioni pi\u00f9 qualificate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rispetto del principio costituzionale che prescrive che agli impieghi pubblici si accede tramite concorso, gli scriventi ritengono che sia necessario e possibile mettere allo studio e attuare procedure di reclutamento che rispettino principi di trasparenza, equit\u00e0, riconoscimento del merito, adeguatezza rispetto alle qualifiche cui si chiede di accedere e che questa \u201celaborazione\u201d possa avvenire nel dialogo aperto con il mondo della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia per l\u2019attenzione e si resta a disposizione per ogni forma di contatto e collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nome degli estensori del documento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giancarlo Cerini,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">gi\u00e0 dirigente tecnico MIUR, direttore delle riviste \u201cScuola7.it\u201d e \u201cRivista dell\u2019istruzione\u201d. (<a href=\"http:\/\/mail.liceomarinelli.it\/cgi-bin\/openwebmail\/openwebmail-send.pl?sessionid=stefanst*mail.liceomarinelli.it-session-0.592781713322864&amp;folder=ANDIS%20&amp;page=1&amp;sort=date_rev&amp;msgdatetype=sentdate&amp;keyword=&amp;searchtype=subject&amp;action=composemessage&amp;message_id=%3CCAOiLcTpTXoZnrq8u9x0He1KefLpfYBf%2BY%3D92mHnEc3o-UZdYvg%40mail.gmail.com%3E&amp;compose_caller=read&amp;to=ispettorecerini@gmail.com\">ispettorecerini@gmail.com<\/a>)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"height: 6344px;\" width=\"956\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"652\"><strong>LA PROPOSTA<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come scegliere i futuri dirigenti scolastici?<\/strong><\/p>\n<p>A cura di Forum reclutamento dirigenti<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una premessa doverosa: come nasce la proposta? <\/strong><\/p>\n<p>Dalle risposte pervenute ai quindici quesiti proposti inizialmente ad un gruppo di una ventina di \u201ctestimonial\u201d emerge un\u2019idea sostanzialmente condivisa di come si dovrebbero rinnovare le procedure per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Questo, a maggior ragione, anche alla luce della situazione che si \u00e8 venuta a determinare con gli interventi della Magistratura (in particolare con la Sentenza del TAR del Lazio del 2-7-2019 e la successiva sospensiva del Consiglio di Stato) che mettono a rischio la possibilit\u00e0 di concludere l\u2019iter concorsuale con la nomina dei neo-dirigenti all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2019-2020 e che, comunque, lasciano dietro di s\u00e9 una scia infinita di polemiche e di incertezze.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019idea di studiare forme pi\u00f9 efficaci di reclutamento dei dirigenti, non nasce direttamente dalle attuali difficolt\u00e0 (n\u00e9 interviene nel merito del contenzioso in atto), semmai scaturisce dalle evidenti criticit\u00e0 che si sono manifestate lungo tutto il percorso concorsuale (ma anche nei precedenti), segnalate sia da chi ha superato positivamente le prove, sia da chi non vi \u00e8 riuscito. Nel gruppo dei soggetti interpellati abbiamo infatti dato voce agli uni e agli altri affinch\u00e9 elaborassero proposte fattibili, con toni pacati e al netto di tutte le distorsioni emotive che si sono manifestate in rete. Potremmo ben dire che si \u00e8 trattato del primo concorso pubblico per dirigenti nell\u2019era di Facebook, all\u2019inizio in forma di pacati gruppi di preparazione, studio, mutuo aiuto, poi (inevitabilmente?) di tifoserie contrapposte.<\/p>\n<p>La presenza nel gruppo di discussione di studiosi, capi di istituto, dirigenti tecnici, tutte persone che si sono misurate con il problema della formazione dei futuri dirigenti, rende il confronto delle opinioni una preziosa base per intervenire, si spera in tempi brevi, a ripristinare quella fiducia tra insegnanti, potenziali candidati, pubblica amministrazione, opinione pubblica, che sembra essere venuta meno anche a seguito di questa vicenda. Vorremmo, cio\u00e8, che l\u2019accesso alla qualifica dirigenziale avvenisse attraverso procedure credibili, trasparenti e condivise, efficaci e tempestive, come si chiede in un paese civile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E\u2019 (ancora) tempo di concorsi?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accesso alla qualifica di dirigente scolastico viene, quasi all\u2019unanimit\u00e0, ascritto a procedure concorsuali pubbliche (come richiede la Costituzione), riservate a chi abbia svolto in precedenza la funzione di insegnante (quindi riconoscendo una comune radice\/ragione culturale allo svolgimento di questo ruolo). Si chiede per\u00f2 in maniera netta di assicurare la tempestivit\u00e0 dei concorsi (la scadenza preferita \u00e8 quella biennale, ma qualcuno la vorrebbe annuale, altri triennale), ben sapendo che negli ultimi vent\u2019anni tutte le prescrizioni legislative sulla tempistica dei concorsi sono state largamente disattese. Si segnala anche che l\u2019accesso per pubblico concorso dovrebbe tenere sgombro il campo (tra un concorso e l\u2019altro) da aspettative, interessi, contenziosi, graduatorie, collegati alle alterne vicende legislative e amministrative tipiche della nostra politica scolastica, troppo spesso avvezza a dar ascolto ai cosiddetti diritti acquisiti (chiss\u00e0, poi!), piuttosto che al merito.<\/p>\n<p>Un buon concorso richiede tempestivit\u00e0 e continuit\u00e0 di azione (ad esempio, le regole e le modalit\u00e0 non dovrebbero cambiare ad ogni tornata concorsuale), ma anche la riduzione del sovraccarico di partecipanti (ultimamente dell\u2019ordine delle decine di migliaia). Questo si pu\u00f2 ottenere solo aprendo prospettive diverse nello sviluppo professionale dei docenti (cio\u00e8 opportunit\u00e0 sostanziose di carriera e di riconoscimenti economici), anche per lo svolgimento di funzioni di sistema diverse da quelle di insegnamento.<\/p>\n<p>E\u2019 minoritaria, tra i partecipanti al forum, l\u2019idea di una selezione diretta (una sorta di chiamata o di incarico) attribuita al Direttore Scolastico Regionale, mentre generalizzata \u00e8 la richiesta che il profilo di professionalit\u00e0 acquisito all\u2019interno della scuola conti di pi\u00f9 nella selezione del personale dirigente, con idee per\u00f2 ancora diverse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019elettivit\u00e0 del dirigente: ipotesi tramontata?<\/strong><\/p>\n<p>Lo sviluppo del sistema scolastico avvenuto negli ultimi vent\u2019anni (attribuzione alla scuola dell\u2019autonomia e della personalit\u00e0 giuridica, processi di dimensionamento, qualifica dirigenziale riconosciuta ai capi di istituto) sembra non offrire pi\u00f9 spazio a procedure di nomina \u201cdal basso\u201d e per periodi limitati di docenti eletti dai loro colleghi, come pure avviene in alcuni (pochi) paesi europei. L\u2019ordinamento scolastico e la presenza di istituzioni ad alta complessit\u00e0 gestionale fanno preferire una soluzione giuridico-amministrativa imperniata sulla figura di un dirigente pubblico cui attribuire significative prerogative in materia gestionale ed organizzativa. Si \u00e8 tuttavia consapevoli che questa scelta potrebbe ridurre il raggio di azione del dirigente, spostandolo verso la dimensione puramente amministrativa. Occorre prendere atto del pesante ruolo pervasivo e performante che il diritto amministrativo ha assunto nella gestione di taluni servizi pubblici, come la scuola, a scapito di una maggiore attenzione alla specificit\u00e0 tecnica del servizio reso.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, una cooptazione dal basso non \u00e8 detto che porti alla scelta dei colleghi migliori e pi\u00f9 adatti alla funzione (forse ai pi\u00f9 graditi). Comunque, l\u2019idea di affidare a personale anche eletto dai colleghi alcune delle funzioni intermedie e di collaborazione \u00e8 gradita, magari con riferimento al presidio di funzioni fortemente connesse alla sostanza pedagogica del fare scuola, agli snodi culturali, organizzativi ed operativi da presidiare. L\u2019aver svolto questo tipo di funzioni, precisando le modalit\u00e0 di reclutamento, le competenze e le responsabilit\u00e0 di tali figure, pu\u00f2 diventare elemento qualificante di un curriculum professionale dell\u2019aspirante dirigente scolastico (un prerequisito per essere ammesso al percorso). Questa ipotesi, secondo alcuni, potrebbe rappresentare una valida alternativa all\u2019istituto della reggenza (fortemente criticato a tutti i livelli).<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi del sorteggio viene evocata solo da alcuni per mettere in evidenza i paradossi e gli aspetti di aleatoriet\u00e0 insite anche nelle attuali procedure concorsuali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Preparazione culturale, esperienza o attitudine?<\/strong><\/p>\n<p>Nella selezione a qualifiche di pregio l\u2019accertamento delle caratteristiche culturali di un soggetto (da affidarsi anche a step della procedura concorsuale) dovrebbe essere affiancata dall\u2019apprezzamento delle potenziali competenze operative e professionali (il saper fare del dirigente) da acquisire attraverso l\u2019esperienza sul campo o, meglio, il tirocinio guidato e assistito. Qualche perplessit\u00e0 viene manifestata verso l\u2019idea di valorizzare l\u2019esperienza svolta a scuola, anche perch\u00e9 non sempre oggetto di verifica e di valutazione. Ci si riferisce ai ruoli di collaboratore e simili, che sembrano appannaggio di pochi eletti.<\/p>\n<p>Viene richiesta, da molti, anche una valutazione delle qualit\u00e0 psico-attitudinali allo svolgimento di una funzione che si traduce in larga parte in una azione di relazione e di dialogo professionale. Si \u00e8 per\u00f2 consapevoli della fragilit\u00e0 di tali strumentazioni psico-diagnostiche e della difficolt\u00e0 ad inserirle in procedure pubbliche di reclutamento (perch\u00e9 dovrebbero essere affidate ad agenzie specializzate).<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di carattere professionale dovrebbe assumere un maggiore peso, attraverso un adeguato riconoscimento in termini di punteggio complessivo che si affianca a quello delle prove d\u2019esame, piuttosto che come soglia di sbarramento iniziale. In questo caso affiorano divergenze tra i partecipanti al forum: qualcuno propone una salomonica quota di accesso (ad esempio, un terzo dei posti) destinata, senza prove preselettive, a coloro che hanno svolto documentate attivit\u00e0 di supporto organizzativo e professionale all\u2019interno delle scuole di provenienza. I pi\u00f9 giovani, in questo modo, non sarebbero penalizzati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come ridurre la platea dei partecipanti e rendere gestibile il concorso<\/strong><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della tempestivit\u00e0 e regolarit\u00e0 dei concorsi, e alla presenza di altre modalit\u00e0 (carriera) di riconoscimento di professionalit\u00e0 \u00e8 assai probabile che ai concorsi pe dirigenti scolastici si presentino platee sempre assai ampie (<em>contram,<\/em> la difficolt\u00e0 a reclutare dirigenti scolastici che sta emergendo in molti paesi europei). Questo dislivello richiede comunque una qualche forma di vaglio selettivo iniziale, che potrebbe basarsi su un mix di curriculum strutturato (e rigorosamente certificato) e di prove preselettive di tipo culturale. Secondo alcuni, l\u2019ammissione dovrebbe basarsi su una graduatoria nazionale per titoli ove apprezzare sia esperienze di tipo professionale ed organizzativo svolte a scuola, sia di carattere culturale e formativo. Viene portato come esempio \u201csostenibile\u201d il modello trentino, con una prima scrematura centrata sulla documentazione di titoli valutabili, seguita da una procedura preselettiva basata su testing, elaborazione di un portfolio professionale, colloquio-intervista.<\/p>\n<p>Occorre assolutamente evitare che l\u2019accesso al concorso vero e proprio sia affidato a test preselettivi di carattere meramente mnemonico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E prova preselettiva sia\u2026.<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte allo \u201cstato di necessit\u00e0\u201d dell\u2019alto numero di candidati in partenza (da ridurre con varie modalit\u00e0) si prospetta l\u2019esigenza di organizzare prove di carattere preselettivo, una volta trovato il dosaggio tra esperienze sul campo e preparazione culturale. In genere si chiede di restringere il campo dei contenuti culturali (giuridici, organizzativi, professionali) eliminando la pretesa enciclopedica che caratterizza l\u2019attuale programma del concorso. Andrebbero evitati dettagli relativi alle diverse branche del diritto, precisazioni sulle teorie dell\u2019organizzazione, minuziose ricostruzioni dei sistemi scolastici europei, per concentrarsi invece sugli elementi portanti dell\u2019ordinamento scolastico, della funzione del dirigente scolastico, sui riferimenti significativi di diritto e di legislazione.<\/p>\n<p>Alcuni richiederebbero anche la presenza di item relativi a conoscenze di carattere logico, o di tipo attitudinale-proiettivo.<\/p>\n<p>Prevale l\u2019idea che il rendere pubblico con un congruo anticipo l\u2019intera batteria di test (banca-dati) aumenti gli aspetti di studio mnemonico sui dettagli, a scapito della comprensione approfondita dei quesiti. La pubblicazione di tutti i test utilizzabili trova per\u00f2 anche qualche estimatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il profilo di dirigente scolastico necessario alla scuola di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti gli interventi chiedono di prestare una attenzione specifica alle caratteristiche del lavoro di un dirigente, che non pu\u00f2 essere assimilato tout court alla dirigenza amministrativa \u201cpura\u201d (che ha come modello la dirigenza ministeriale). Semmai esiste il problema del riconoscimento giuridico ed economico delle accresciute responsabilit\u00e0 dei dirigenti scolastici. Il dirigente \u00e8 garante della efficacia dell\u2019azione della scuola e della correttezza dei comportamenti di tutti i soggetti che vi operano, ma questo richiede di estendere il raggio di azione ad aspetti squisitamente relazionali, pedagogici, organizzativi, gestionali che mettano al centro i compiti istituzionali affidati al sistema formativo. Questo significa che non \u00e8 sufficiente la conoscenza puntuale delle leggi, ma che occorre coglierne il senso evolutivo, lo spirito, il valore culturale ed educativo.<\/p>\n<p>Occorre tenere in equilibrio l\u2019esercizio della leadership educativa (che \u00e8 fatta prevalentemente di relazioni con le persone) con lo svolgimento di funzioni di indirizzo organizzativo e gestionale, anche attraverso la presenza di una rete di figure di collaborazione.<\/p>\n<p>Sotto il profilo strettamente giuridico il quadro delineato nel D.lgs. 165\/2001 \u00e8 considerato esauriente (anche con talune precisazioni apportate dalla Legge 107\/2015, come quelle contenute nei commi 78 e 93), anche se alcuni vorrebbero comunque rafforzare la dimensione educativa. Il dirigente dovrebbe presidiare i luoghi della didattica e non solo la correttezza delle procedure amministrative. Il questionario, per\u00f2, non chiedeva di esprimersi direttamente sugli eventuali effetti distorsivi della qualifica dirigenziale all\u2019interno di una organizzazione culturale, ispirata a valori comunitari e con ampi margini di discrezionalit\u00e0 professionale negli addetti (la c.d. libert\u00e0 di insegnamento).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale profilo emerge dalla procedura concorsuale?<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 alla ricerca di un equilibrio tra la dimensione educativa e culturale del profilo del dirigente e quella gestionale e manageriale, perch\u00e9 considerate entrambe necessarie, ma da dedurre non da un profilo astratto, ma da una effettiva ricerca sul campo del lavoro quotidiano del dirigente. Qualcuno si spinge fino a quantificare il rapporto tra dimensione educativa (60%) e amministrativa (40%): ma i confini tra le due aree non sono cos\u00ec netti. Occorre comunque rafforzare la dimensione educativa-organizzativa (contenendo quella giuridico-astratta) attraverso la formazione iniziale ed in servizio e con un diverso bilanciamento della procedura concorsuale.<\/p>\n<p>Nella composizione delle commissioni bisognerebbe evitare di inserire professionalit\u00e0 avulse dal contesto scolastico (come ad esempio, presenze accademiche di discipline lontanissime dal mondo della scuola), privilegiando l\u2019appartenenza al campo educativo, come ad esempio le figure di dirigenti tecnici (quasi assenti) o di dirigenti scolastici di comprovata esperienza o autorevolezza.<\/p>\n<p>Anche la composizione del paniere dei quesiti dovrebbe rispecchiare una diversa idea della dirigenza scolastica, mentre si ha l\u2019impressione che l\u2019apparato ministeriale (responsabile del concorso) sia piuttosto preoccupato delle incombenze di minuta gestione che i dirigenti devono spesso disbrigare a fronte delle carenze delle segreterie o dei numerosi compiti ad esse delegate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prove scritte short o narrative?<\/strong><\/p>\n<p>La struttura dei quesiti brevi a molti non appare soddisfacente per mettere alla prova competenze operative. Alcuni, tuttavia, la ritengono una soluzione efficace, che per\u00f2 dovrebbe disporre di un maggior tempo a disposizione (ad esempio, il doppio di quello attualmente previsto), per consentire approfondimenti pi\u00f9 mirati. Si fa strada l\u2019idea di ricorrere ad analisi pi\u00f9 narrative di dossier che comportano la comprensione e la ponderazione di situazioni complesse, come quelle che in genere deve affrontare un dirigente (dispersione, inclusione, valutazione, organizzazione). Non mancano i suggerimenti mediati: la prova scritta potrebbe comprendere una serie di quesiti puntuali in cui testare la padronanza di strumenti giuridici e amministrativi, ma anche un caso pi\u00f9 articolato, con il quale mettere alla prova il \u201csenso pratico\u201d del futuro dirigente nell\u2019affrontare i problemi che si incontrano a scuola.<\/p>\n<p>Il peso delle lingue straniere appare eccessivo (magari da sostituire con la presentazione di certificazioni adeguate), da potenziare invece le tematiche dell\u2019e-leadership.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orale a quiz o colloquio approfondito?<\/strong><\/p>\n<p>Anche le prove orali dovrebbero evitare la strada stretta dei quesiti puntuali a sorteggio (che tra l\u2019altro non rappresentano l\u2019intero spettro dei contenuti del bando di concorso) e soffermarsi su una pi\u00f9 distesa analisi di questioni professionali, ove mettere alla prova le intuizioni e la visione prospettica e progettuale dei futuri dirigenti con la padronanza di strumentazioni operative, gestionali ed amministrative.<\/p>\n<p>Esiste la consapevolezza che non basta una sola domanda (o una sola tipologia di prova) per verificare le competenze potenziali di un futuro dirigente scolastico. Nel reclutamento di \u201calte\u201d professionalit\u00e0 si combinano diverse metodologie, che vanno dia colloqui attitudinali alle simulazioni, dalle interviste ai giochi di ruolo, ma \u00e8 evidente che una procedura pubblica pone numerosi vincoli, oltre alla questione tempo e numerosit\u00e0 dei partecipanti. Inoltre, occorre disporre di un \u201ccorpo\u201d professionale di valutatori o selezionatori del personale.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale contesto, comunque le domande della prova orale dovrebbero essere pi\u00f9 aperte, rappresentare le diverse aree di competenza del dirigente, essere minimamente contestualizzate alle effettive condizioni di operativit\u00e0 di un dirigente. Una soluzione potrebbe prevedere di raggruppare i quesiti in tre grandi aree (aspetti organizzativi, aspetti amministrativi, aspetti pedagogici), da sondare con tre diverse domande in sede d\u2019esame. Qualcuno propone di rendere pubblica l\u2019intera banca-dati dei quesiti potenziali. L\u2019elaborazione delle domande andrebbe affidata ad un livello nazionale, o comunque con una validazione nazionale.<\/p>\n<p>In prospettiva, la prova orale si dovrebbe presentare come conclusiva di un percorso di tirocinio e di stage formativo, perch\u00e9 allora si potrebbe evitare il sorteggio dei quesiti, per collegare invece il colloquio a quanto avvenuto nella fase di tirocinio e nella discussione di un portfolio professionale.<\/p>\n<p>Le regole del gioco dovrebbero essere conosciute con largo anticipo dai partecipanti e non essere soggette a cambiamenti durante lo svolgimento del concorso, ma diventare stabili nel tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale credibilit\u00e0 per i membri delle commissioni?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 giudizio condiviso che la mancanza di un tempo equo per il lavoro delle commissioni (che ha portato alla frettolosit\u00e0 e approssimazione che spesso si leggono in alcune verbalizzazioni), l\u2019assenza di esonero dal servizio per gli stessi membri, la mancanza di un dignitoso riconoscimento economico, sono tutti fattori che rendono fragile la composizione delle commissioni d\u2019esame e la loro piena funzionalit\u00e0. Gi\u00e0 si \u00e8 segnalato l\u2019esigenza di un riequilibrio nella composizione delle stesse, con la presenza di effettive competenze pedagogiche, amministrative e professionali.<\/p>\n<p>Emerge l\u2019idea di affidare ad una struttura dedicata (una sorta di <em>board<\/em> permanente per il reclutamento del personale) le procedure concorsuali, nella duplice opzione di:<\/p>\n<ol>\n<li>Un comitato scientifico permanente di elevata levatura professionale e di inattaccabile autorevolezza, che svolga funzioni di preparazione di quadri di riferimento, griglie, tracce dei quesiti e delle prove (una sorta di gruppo di regia nazionale);<\/li>\n<li>L\u2019istituzione di un albo cui attingere le diverse professionalit\u00e0 necessarie per l\u2019espletamento delle operazioni concorsuali.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Emergono, tuttavia, diversit\u00e0 di opinioni sul tema della discrezionalit\u00e0 delle commissioni: secondo alcune va radicalmente contrastata attraverso la esplicita \u201cproceduralizzazione\u201d di tutti i passaggi, la formulazione nazionale di quesiti, al limite la correzione sulla base di algoritmi inoppugnabili (di qui la preferenza per saggi brevi); altri rivendicano una maggiore discrezionalit\u00e0 da parte dei diversi soggetti implicati nella gestione del concorso, controbilanciata tuttavia dalla rendicontazione dei risultati ottenuti e dal principio di responsabilit\u00e0 (che \u00e8 cosa diversa dagli esiti di un contenzioso giurisdizionale).<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della \u201crandomizzazione\u201d nella correzione delle prove e nello svolgimento dei colloqui sembra aver dato qualche esito significativo, in termini di maggiore equit\u00e0. Tuttavia la sede di lavoro delle commissioni dovrebbe essere unica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un solo concorso (nazionale) o tanti concorsi (regionali)?<\/strong><\/p>\n<p>La procedura nazionale \u00e8 largamente preferita, anche se alcuni preferirebbero un significativo decentramento a livello regionale. Occorre per\u00f2 professionalizzare le commissioni attraverso un reclutamento mirato, una attivit\u00e0 formativa preventiva ed efficaci forme di coordinamento tra le diverse commissioni. Le commissioni dovrebbero disporre di strumenti di lavoro comuni e introiettare comuni criteri di valutazione. Al di l\u00e0 delle criticit\u00e0 formali dell\u2019attuale concorso (su cui si dovr\u00e0 esprimere la magistratura amministrativa) ci\u00f2 che ha fatto scalpore \u00e8 la notevole difformit\u00e0 nei comportamenti valutativi delle commissioni, sia nelle prove scritte, sia nelle prove orali, nonostante il possibile effetto \u201ccalmieramento\u201d della randomizzazione delle assegnazioni di correzioni e colloqui. Ma si tratta di valutazioni di merito non sindacabili in un contenzioso giurisdizionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ogni quanti anni bandire il concorso?<\/strong><\/p>\n<p>Il ritmo torrentizio nell\u2019indizione dei concorsi per dirigenti (con lunghi periodi di silenzio alternati ad improvvise tornate concorsuali per decine di migliaia di partecipanti) \u00e8 una delle cause della gestione faticosa degli attuali concorsi. La norma prevede l\u2019indizione triennale dei concorsi, ma negli ultimi vent\u2019anni \u00e8 sempre stata disattesa anche se rilanciata con scadenzari precisi all\u2019interno di leggi pi\u00f9 recenti. Esiste la positiva esperienza dei concorsi a direttore didattico, biennali, che hanno egregiamente funzionato per decenni. L\u2019esperienza trentina insegna che \u00e8 possibile gestire in toto una procedura di reclutamento in un anno solo, ed alcuni <em>discussant <\/em>si sono appellati a questo precedente.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che una rigorosa scansione programmata pluriennale (ad esempio, ogni due anni) sarebbe un elemento di regolazione della procedura concorsuale evitando molte delle attuali distorsioni. A maggior ragione se, come chiedono alcuni, la partecipazione non potesse essere \u201creiterata\u201d per pi\u00f9 di tre volte, oppure dopo periodi \u201csabatici\u201d tra un insuccesso e l\u2019altro. Alcuni ritengono che l\u2019amministrazione dovrebbe provvedere ad organizzare momenti formativi per aspiranti alle nuove posizioni, oltre che incentivare la documentazione e la certificazione delle competenze acquisite da docenti sul posto di lavoro e spendibili per la nuova carriera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ma, allora, chi dovrebbe far parte delle commissioni?<\/strong><\/p>\n<p>Occorre evitare la presenza di giuristi puri, non in grado di contestualizzare le conoscenze giuridiche con il loro uso effettivo. Si fa preferire, per il coordinamento delle commissioni la figura del dirigente tecnico (meglio se anche in possesso di esperienza di conduzione di istituzioni scolastiche). Da evitare la presenza della componente accademica o da circoscrivere a settori educativi o di ricerca attinenti alla dimensione scolastica. Minoritaria la posizione di chi vorrebbe solo dirigenti scolastici. Inoltre, sarebbe utile la presenza di valutatori nel campo delle dinamiche relazionali e comunicative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come garantire una efficace formazione sul campo, durante il concorso?<\/strong><\/p>\n<p>Il periodo dedicato alla formazione ed al tirocinio pratico nella scuola, inizialmente previsto dal Bando, \u00e8 stato \u201ccassato\u201d dal legislatore, a giochi in corso, nella convinzione di accelerare le procedure concorsuali e assicurare con tempestivit\u00e0 la nomina dei dirigenti sulle numerose sedi vacanti. Tuttavia, la scomparsa di questo segmento dell\u2019iter concorsuale (che forse era eccessivamente macchinoso, dovendo poi pensare ad una successiva prova orale e scritta, con una diversa commissione) \u00e8 quasi unanimemente considerata un vulnus ad un modello di reclutamento professionalizzante-<\/p>\n<p>Quasi tutti i partecipanti ritengono che il tirocinio dovrebbe essere oggetto di specifica valutazione all\u2019interno del percorso concorsuale ed avere un suo peso rilevante. Secondo alcuni potrebbe anche sostituire la prova orale, diventando un tutt\u2019uno, come riflessione sulla pratica.<\/p>\n<p>La durata di un tirocinio formativo dovrebbe essere di almeno 6 mesi, fermo restando poi la prosecuzione di una forma di tutoring all\u2019interno di un pi\u00f9 lungo periodo di prova. Decisivo il ruolo dei mentor, cio\u00e8 di colleghi dirigenti esperti che si affiancano ai neo-dirigenti in formazione (alcuni prevedono rotazioni di queste figure).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E come accompagnare i nuovi dirigenti nel loro \u201dambientamento\u201d nella dirigenza?<\/strong><\/p>\n<p>La richiesta \u00e8 di non ripetere attivit\u00e0 di formazione e informazione sui molteplici contenuti culturali previsti nel programma del concorso o nell\u2019astratta disamina del profilo richiesto al dirigente. Servir\u00e0, piuttosto, una formazione personalizzata, ritagliata sugli specifici bisogni formativi dei neo-dirigenti, alla luce del loro curriculum professionale. E\u2019 comunque importante, al di l\u00e0 dei seminari formativi, affiancare il neo-assunto con un dirigente \u201cmentor\u201d in grado di accompagnarlo e consigliarlo nei passaggi pi\u00f9 critici della nuova professione. La costituzione di piccoli gruppi di confronto, scambio, mutuo-aiuto (con la guida di un dirigente esperto) potrebbe poi incentivare il lavoro collaborativo.<\/p>\n<p>Al centro dovrebbero stare situazioni concrete, come le capacit\u00e0 relazionali e comunicative, il presidio della didattica, il rapporto con il territorio, le molteplici questioni della valutazione, la gestione delle innovazioni e i processi di rete.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La redazione del documento \u00e8 a cura di Giancarlo Cerini, che si \u00e8 avvalso dei contributi scritti di: Beatrice Aimi, Lisetta Bidoni, Franco De Anna, Vanna D\u2019Onghia, Paolo Fasce, Antonio Giacobbi, Rosalba Marchisciana, Emanuela Marguccio, Elisabetta Nanni, Mauro Piras, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Stefano Stefanel, Antonio Valentino, Maria Rosaria Villani, Lorella Zauli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una proposta per il reclutamento dei dirigenti\u00a0 scolastici di Stefano Stefanel Le grandi criticit\u00e0 per il reclutamento dei dirigenti scolastici sono sotto gli occhi di tutti. 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