{"id":970,"date":"2019-10-07T14:42:28","date_gmt":"2019-10-07T12:42:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=970"},"modified":"2019-10-07T14:42:43","modified_gmt":"2019-10-07T12:42:43","slug":"lhate-speech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=970","title":{"rendered":"L\u2019hate speech"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-971\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hate-speech-300x168.png\" alt=\"hate-speech\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hate-speech-300x168.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hate-speech-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hate-speech-408x230.png 408w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hate-speech.png 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L\u2019hate speech<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di\u00a0 Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019hate speech (in italiano l\u2019incitamento all\u2019odio attraverso la parola o le immagini diffuse attraverso Internet e i social media) \u00e8 un fenomeno sempre pi\u00f9 diffuso. Con esso devono fare i conti le persone che utilizzano internet e i social, ma l\u2019incitamento all\u2019odio \u00e8 particolarmente esecrabile nelle relazioni tra i ragazzi sia tra quelli che ne divengono \u201c vittime\u201d sia tra quelli che sono i soggetti attivi di comunicazioni basate sui pregiudizi e sugli stereotipi.<!--more--><br \/>\nBisogna anche dire che, purtroppo, l\u2019 hate speech \u00e8 diventato una \u201cnormale\u201d forma di comunicazione sia a livello informale, sia a quello formale, ed \u00e8 spesso utilizzato da persone che hanno incarichi pubblici e che, quindi, tendono a rafforzare con il loro esempio, l\u2019utilizzazione di tale mezzo di espressione. Il fenomeno dev\u2019essere assolutamente affrontato soprattutto nei riguardi delle nuove generazioni alle quali occorre fornire delle strategie che consentano loro di comprenderlo, di rifletterci sopra e di combatterlo e la Scuola dovrebbe essere preparata a tali importanti compiti. \u201cSecondo un recente studio pubblicato dal progetto SELMA (Social and Emotional Learning for Mutual Awareness) l\u2019odio online \u00e8 diventato una parte inevitabile dell\u2019esperienza quotidiana dei giovani con i media. La maggior parte dei giovani ha nozioni solo rudimentali di concetti come la libert\u00e0 di parola o l\u2019incitamento all\u2019odio, e sembra avere un\u2019idea solo molto vaga delle potenziali conseguenze dell\u2019 hate speech. Ecco perch\u00e9 servono ancora, e in maniera massiccia, regole e monitoraggio adeguati, oltre che educazione e azioni volte alla costruzione della consapevolezza\u201d (cfr. da \u201dhttps:\/\/ www.schooleducationgateway. eu\/it\/pub\/latest\/news\/selma-project.htm) Gli Organi Europei, infatti, hanno compreso la gravit\u00e0 del fenomeno dell\u2019incitamento all\u2019odio e su una delle pagine del sito \u201c School Education Gateway\u201d, che costituisce la piattaforma online europea per l\u2019istruzione scolastica, pubblicano una serie di preziosi interventi per far fronte all\u2019hate speech.<br \/>\nQuesti obiettivi, d\u2019altronde, vengono indicati indifferibili nell\u2019ambito dell\u2019acquisizione di quei principi che costituiscono il pilastro europeo dei diritti e dei doveri sociali, a cui si rifanno le competenze chiave di cittadinanza come ribadito nella Raccomandazione del Consiglio Europeo del 22 maggio 2018.<br \/>\nAndando pi\u00f9 nel dettaglio vengono sostenute quelle azioni finalizzate alla comprensione delle tecnologie digitali e di come esse possano essere di aiuto alla comunicazione, alla creativit\u00e0 e all&#8217;innovazione, pur nella consapevolezza di quanto ne consegue in termini di opportunit\u00e0, limiti, effetti e rischi. \u201cLe persone dovrebbero assumere un approccio critico nei confronti della validit\u00e0, dell&#8217;affidabilit\u00e0 e dell&#8217;impatto delle informazioni e dei dati resi disponibili con strumenti digitali ed essere consapevoli dei principi etici e legali chiamati in causa con l&#8217;utilizzo delle tecnologie digitali\u201d (cfr. la Raccomandazione del Consiglio relativa alle competenze chiave per l&#8217;apprendimento permanente del maggio 2018). Esse dovrebbero essere di aiuto per la cittadinanza attiva e l\u2019inclusione<br \/>\nTra le abilit\u00e0 che un\u2019efficace competenza digitale dovrebbe permettere di acquisire, ci sono le capacit\u00e0 di utilizzare, accedere ai contenuti digitali, ma anche di filtrarli e di valutarli.<br \/>\nLa competenza digitale viene vista anche come un apporto culturale che facilita un atteggiamento riflessivo e critico, ma \u201cimpone anche un approccio etico, sicuro e responsabile all&#8217;utilizzo di tali strumenti\u201d( ibidem). Nella Raccomandazione s\u2019invitano i responsabili dei processi formativi ad operare in forte contrapposizione al fenomeno dell\u2019hate spech\u201d (anche se non viene citato in questa forma) quando si afferma che le competenze sociali da acquisire sono quelle della tolleranza, della capacit\u00e0 di esprimere e comprendere punti di vista diversi, di un rapporto empatico con gli altri. Esse si basano su un atteggiamento improntato a collaborazione, assertivit\u00e0 e integrit\u00e0, che comprende il rispetto della diversit\u00e0 degli altri e delle loro esigenze, e la disponibilit\u00e0 a superare i pregiudizi, La risposta concreta, che \u00e8 anche argomento dei materiali forniti dal progetto Selma, \u00e8 quella di operare, con gli alunni, in tre ambiti principali che sono:<br \/>\nApprendimento sociale ed emotivo<br \/>\nEsso, come sottolineato in una delle ultime opere di Goleman \u201c A scuola di futuro\u201d, aiuta i giovani a sviluppare auto-consapevolezza del proprio s\u00e8, consapevolezza sociale e capacit\u00e0 relazionali.<br \/>\nAlfabetizzazione mediatica<br \/>\nOffre ai giovani la possibilit\u00e0 di analizzare, valutare e creare messaggi multimediali online in una variet\u00e0 di contesti.<br \/>\nEducazione alla cittadinanza<br \/>\nConsente l\u2019acquisizione delle regole necessarie alla convivenza sociale.<br \/>\nOccorre sottolineare, per evitare inutili dibattiti relativamente alla necessit\u00e0 di un ampliamento del Curricolo scolastico, che le attivit\u00e0 finalizzate all\u2019implementazione dei tre ambiti sopra-descritti, attraverso una pianificazione integrata, vanno a far parte dei normali itinerari formativi che ogni Scuola deve approntare nell\u2019ambito della progettazione educativa e didattica dei diversi Assi disciplinari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019hate speech di\u00a0 Mario Di Maio L\u2019hate speech (in italiano l\u2019incitamento all\u2019odio attraverso la parola o le immagini diffuse attraverso Internet e i social media) \u00e8 un fenomeno sempre pi\u00f9 diffuso. 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