{"id":995,"date":"2019-12-06T20:36:28","date_gmt":"2019-12-06T19:36:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=995"},"modified":"2019-12-06T20:36:28","modified_gmt":"2019-12-06T19:36:28","slug":"il-nodo-della-formazione-tra-diritto-e-obbligo-professionale-a-proposito-del-recente-contratto-integrativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=995","title":{"rendered":"Il nodo della formazione: tra diritto e obbligo professionale. A proposito del recente Contratto Integrativo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-996\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/formazione-docenti.jpg\" alt=\"formazione docenti\" width=\"140\" height=\"177\" \/>Il nodo della formazione: tra diritto e obbligo professionale.<br \/>\nA proposito del recente Contratto Integrativo.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em>di Antonio Valentino<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni elementi del quadro generale <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti che in prima battuta evidenzierei per introdurre l\u2019argomento sono i seguenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La prima importante novit\u00e0 \u00e8 che, con il Contratto Integrativo sottoscritto il 23 novembre u.s., <strong><em>la formazione ridiventa terreno di contrattazione<\/em><\/strong> tra le Parti che ne hanno titolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una intesa che riapre il dialogo tra il MIUR e rappresentanti dei lavoratori del settore su un tema vitale per il sistema scuola, che il governo Renzi, con la L. 107, ha inteso definire per via legislativa. Perci\u00f2 va salutato positivamente.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Nel merito invece va richiamata la scelta centrale del contratto: <strong><em>la formazione del personale ritorna nelle scuole<\/em><\/strong>. Cos\u00ec il testo contrattuale: <em>\u201cLa programmazione e la concreta gestione dell&#8217;attivit\u00e0 di formazione in servizio avvengono a livello di singola istituzione scolastica e di reti di scuole\u201d (<\/em> 2, capoverso 1)<em>. <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si supera praticamente il modello organizzativo delle reti di ambito e delle scuole polo per la formazione, previsto con la L. 107\/2015 e definito con il Piano Nazionale 2016-2019 (PNF); e scompare l\u2019obbligo che ne era un punto centrale.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><em>La motivazione di questa scelta<\/em><\/strong> pu\u00f2 essere ricercata nella gestione del PNF<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> che ha fatto registrare diffusi malumori, confusione e sostanziale insoddisfazione negli esiti. Nella percezione dei pi\u00f9, quello che non ha funzionato \u00e8 riassumibile nei seguenti punti: 1. il coordinamento e il sostegno &#8211; da parte della maggior parte delle Direzioni Scolastiche regionali \u2013, risultato di scarso peso e poca rilevanza; 2. La difficolt\u00e0 a individuare, reperire e retribuire adeguatamente formatori all\u2019altezza. Anche il ruolo residuale riservato alle scuole &#8211; nell\u2019organizzazione in proprio delle iniziative interne di formazione &#8211; \u00e8 stato oggetto di critiche da parte di settori del mondo della scuola.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va aggiunto a queste possibili spiegazioni la posizione di molti docenti che non hanno digerito l\u2019obbligatoriet\u00e0 della partecipazione ai corsi. E non \u00e8 quest\u2019ultimo un rilievo secondario<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Nel Contratto non si avvertono segni che rimandino ad una analisi dell\u2019esperienza del triennio 2016-2019 2018, volta a capire soprattutto le ragioni per cui <strong><em>la motivazione degli insegnanti<\/em><\/strong> \u00e8 rimasta, in molte realt\u00e0 (non in tutte per\u00f2), a livelli vicino allo zero; e cos\u00ec anche il coinvolgimento degli insegnanti. E forse questa \u00e8 stata una omissione che ha pesato negativamente nella individuazione delle strategie negoziali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sul diritto alla formazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto su cui vorrei ora richiamare l\u2019attenzione, perch\u00e9 tra i pi\u00f9 problematici, \u00e8 il nodo facoltativit\u00e0 \/ obbligatoriet\u00e0 della formazione, per come \u00e8 possibile definirlo sulla base dell\u2019art. 2 del Contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidenzierei dell\u2019articolo citato i seguenti aspetti: a. che\u00a0 il <em>diritto<\/em> alla formazione non prevede obblighi per chi dovrebbe esercitarlo; b. che tale diritto pu\u00f2 essere esercitato <em>anche nella forma dell\u2019aggiornamento individuale, in coerenza col Piano di formazione<\/em> (PdF) delle scuole \u00a0(capoverso 2) e che, nella definizione dei PdF, vanno <em>considerate anche esigenze ed opzioni individuali (<\/em>capoverso<em> 1)<\/em>; c. che il PdF \u201c<em>pu\u00f2 comprendere \u00a0iniziative di autoformazione<\/em>, <em>di formazione tra pari, di ricerca ed innovazione didattica, di ricerca-azione, di attivit\u00e0 laboratoriali, di gruppi di approfondimento e miglioramento, precisando le caratteristiche delle attivit\u00e0 e le modalit\u00e0 di attestazione<\/em>\u201d (capoverso 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte la difficolt\u00e0 che si avrebbe, primo, a costruire un PdF che preveda anche iniziative di formazione che corrispondano ad <em>esigenze ed opzioni individuali<\/em> e <em>forme di aggiornamento individuale<\/em>; secondo, a cogliere il senso e l\u2019opportunit\u00e0 di queste indicazioni operative (ma comunque ci si pu\u00f2 ragionare su), la questione che mi sembra principale \u00e8 costituita dal recupero <em>in toto<\/em> della formazione solo e soltanto come <em>diritto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui il vero cambiamento di passo rispetto al triennio precedente<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. La vera novit\u00e0 rispetto alla L. 107<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della formazione tra \u201cobbligo e diritto\u201d \u00e8, come \u00e8 noto, lunga e complessa. \u00c8 comunque prevalsa quasi sempre negli anni scorsi <em>la facoltativit\u00e0<\/em> dell\u2019impegno formativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Punto di svolta, come gi\u00e0 richiamato, la L. 107\/2015 (comma 124) che, <em>per via legislativa<\/em> ne introduce la <em>obbligatoriet\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questi richiami, una prima domanda centrale: <strong><em>Che senso ha il diritto alla formazione senza il dovere professionale di esercitarlo effettivamente?<\/em><\/strong> D\u2019altra parte, parlare di dovere professionale non dovrebbe essere considerato con sospetto, visto che lo sviluppo e la manutenzione continua della propria professionalit\u00e0 non \u00e8 proprio un <em>optional<\/em> per chi fa il mestiere dell\u2019insegnante oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza considerare anche il fatto che cos\u00ec diventa facoltativo l\u2019esercizio effettivo di un diritto, per garantire il quale la comunit\u00e0 nazionale investe risorse finanziare \u2013 non elevatissime, ma comunque non irrilevanti -. \u00c8\u00a0 un po\u2019 come, per un atleta, richiedere e ottenere gli attrezzi di cui ha bisogno e voler conservare la facolt\u00e0 di non sentirsi obbligato a utilizzarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 proprio un bel pensare. O no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non basta comunque dire \u201cobbligatoriet\u00e0\u201d. Le carte da giocare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre considerazioni finali e qualche idea.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u00c8 da ritenere che questo contratto piaccia alla maggioranza degli insegnanti e del personale tutto. <strong><em>Ma credo per\u00f2 che piacerebbe ancora di pi\u00f9 al mondo della scuola, in vista del prossimo CCNL, un eventuale impegno &#8211; del ministero <\/em><\/strong><em>(e soggetti competenti, a partire dalle universit\u00e0 e dalle Associazioni professionali e culturali) <strong>e dei sindacati \u2013 volto a ripensare globalmente la formazione, partendo in primo luogo dalle criticit\u00e0 dei modelli che finora hanno tenuto banco nelle pratiche delle nostre scuole. E poi anche dalle esperienze pi\u00f9 interessanti e incisive maturate un po\u2019 dovunque sul territorio nazionale e fuori di esso<\/strong><\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Se qualificare la formazione e ridarle <em>appeal<\/em> e senso sono <strong><em>le carte vincenti<\/em><\/strong>, si tratta in rimo luogo di liberarla dagli schemi organizzativi che l\u2019hanno resa inappetibile, ma anche inutile e demotivante, sia collegarla contestualmente<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; allo sviluppo, in primo luogo, di <em>competenze che valgano a gestire le concrete difficolt\u00e0 di fare scuola<\/em> ogni giorno, in questa fase di grandi trasformazioni e difficili capovolgimenti; ma anche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; a misure concrete che sviluppino motivazione e interesse e valorizzino la cura delle professionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra queste ultime, andrebbero previste &#8211; da quando se ne parla? &#8211; soprattutto quelle che favoriscano la connessione tra formazione e luoghi di lavoro <em>(i CdC, I dipartimenti, i gruppi di progetto eccetera, opportunamente sostenuti e orientati, ove il caso, da personale esperto e qualificato) <\/em>dove i problemi e le difficolt\u00e0 si toccano con mano e interrogano le esperienze e la cultura del gruppo, e anche le competenze di ciascuno. In altri termini: i luoghi di lavoro collegiale pensati, strutturati e gestiti come ambienti anche di formazione-autoformazione<em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una diversa articolazione dei collegi<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> in Comunit\u00e0 di pratiche educative (rileggere Shon, e Sergiovanni<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> ) potrebbe essere una tappa importante in un progetto di costruzione di comunit\u00e0 professionali e quindi di comunit\u00e0 scolastiche all\u2019altezza del loro compito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>Prima ancora per\u00f2 bisognerebbe <strong><em>motivare alla formazione<\/em><\/strong> in quanto strumento preliminare di qualificazione del fare scuola. Per esempio<\/li>\n<li>scongelando l\u2019impegno orario degli insegnanti e riorganizzandolo secondo nuovi parametri coerenti;<\/li>\n<li>promuovendo politiche sindacali innovative che riconoscano e favoriscano questo impegno con opportuni riconoscimenti economici e valorizzandolo, attraverso opportuni crediti, ai fini della progressione di carriera<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Si potrebbe forse dire conclusivamente che la battaglia per una formazione partecipata e di qualit\u00e0 si vince non rivendicando diritti senza offrire contropartite, e forse neanche con una obbligatoriet\u00e0 che potrebbe avvilirsi in partecipazioni passive, senza crescita e allargamento di orizzonti;<\/em><\/strong>; ma con un progetto, non certo a costo zero (<em>non si fanno nozze coi fichi secchi, <\/em>come si dice), di cui si avverta il senso e la fattibilit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> A significare la diversit\u00e0 dei punti di vista sull\u2019operazione in s\u00e9 che si \u00e8 voluta tentare con il PNF, v. <strong>Mariella Spinosi<\/strong>\u00a0 <em>Formazione insegnanti,<\/em> in \u201cRepertorio\u00a0 &#8211; Dizionario normativo della scuola 2018\u201d. Tecnodid che considera il PNF, \u201cin s\u00e9 e al di fuori di ogni giudizio\u201d, \u201cuna svolta\u201d nella storia della nostra scuola.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. <strong>R. Rovetta<\/strong>, \u2018<em>Una prima \u201clettura\u201d del nuovo Contratto sulla formazione in servizio &#8211; <\/em>Scuola7 del 25 novembre u.s..<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> V. anche al riguardo, <strong>GC Cerini<\/strong>, <em>Le nuove responsabilit\u00e0 del Collegio dei docenti nel piano di formazione di istituto <\/em>&#8211; Scuola7 del 2 dicembre 2019.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <strong>D. Shon<\/strong>, <em>Il professionista riflessivo<\/em>, Dedalo, Bari, 1993; <strong>T. Sergiovanni<\/strong>, <em>Costruire comunit\u00e0 nelle scuole, LAS 2000. <\/em>V. anche E. Wenger<em>, Comunit\u00e0 di pratiche. Apprendimento, significato, identit\u00e0, <\/em>Cortina 2006-<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Non andrebbero comunque escluse anche misure penalizzanti, per esempio volte a bloccare La progressione stipendiale a chi si sottrae nel corso degli anni, a qualsiasi forma di cura della propria professionalit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nodo della formazione: tra diritto e obbligo professionale. 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