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Il quadrato virtuoso dell’istruzione/educazione

mandalaIl quadrato virtuoso dell’istruzione/educazione
Contributo per Consiglio Nazionale ANDIS 25.11.2020
di Eugenio Scardaccione

 << Gli insegnanti ideali sono quelli che si offrono come ponti verso la conoscenza ed invitano i loro studenti a servirsi di loro per compiere la traversata, poi a traversata compiuta, si ritirano soddisfatti ,incoraggiandoli a fabbricarsi da soli nuovi ponti >> (N.Kazantzakis)  

  In questo inedito, articolato e complesso periodo che stiamo vivendo dal marzo del 2020 siamo messi di fronte ad un’emergenza sanitaria che ha sconvolto il modo di vivere in tutte le parti del globo, ridefinendo il ruolo e la funzione decisiva della scuola minata dal Covid 19. Ho deciso, pertanto, di iniziare con questa eloquente e saggia citazione, perché mi offre l’opportunità di districarmi nel labirinto della scuola, anche ponendo alcune riflessioni, riferendomi soprattutto al 2°punto del documento posto in discussione nell’incontro on-line da Torino del C.N. Andis, che tra l’altro affronterà la questione della ghiotta opportunità di utilizzo al meglio delle risorse economiche nell’ambito della cultura ed istruzione previste dal Next Generation EU.

 Richiamo la citazione di cui sopra ed aggiungo che gli insegnanti (n.d.a. dirigenti scol.), che a me piace chiamare e definire professionisti dell’educazione e facilitatori dei processi di comunicazione, sono uno dei quattro fondamentali lati di quello che   definisco il quadrato virtuoso dell’istruzione/educazione. Il secondo, naturalmente, è rappresentato dalle alunne ed alunni, soggetti destinatari principali dell’insegnamento/apprendimento duraturo, utile, funzionale e legato alla vita. Il terzo lato è il contesto familiare, con tutto ciò che ne consegue, il quarto è il tessuto territoriale.

Delineata la cornice ed accennati gli attori di questo scenario, pur in presenza di un quadro complessivo incerto e complesso come l’attuale attraversato da un’emergenza sanitaria che ha sconvolto tutti, è necessario rendersi conto che, i soggetti in campo, docenti/dirigenti, alunni, famiglie, tessuto sociale, ognuno per il proprio verso ha l’impellente ed inderogabile compito, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, senza indebite e nocive invasioni di campo, rimpallo di responsabilità, di costruire con umanità, competenza e pazienza, una rete virtuosa di collaborazioni ed interazioni, senza nocive contrapposizioni. E tenere bene in conto quei gesti e quelle azioni, che quotidianamente si compiono, prima durante e dopo le tante ore che si trascorrono nelle aule scolastiche. A partire dalla valorizzazione del rallentamento di una didattica mirata allo studio, operatività e al gioco, considerato come non tortura o imposizione di nozioni ed insegnamenti asettici. E senza mai trascurare che i corridoi, le aule, le palestre, i laboratori, altri spazi della scuola devono diventare sempre più dei luoghi amichevoli, capaci di infondere tante conoscenze, educare alle competenze, allenare alle qualità ma che è importante anche imparare e costruire relazioni significative. L’esperienza scolastica deve soprattutto in questo periodo delicato rappresentare un punto di riferimento, in stretta collaborazione con le famiglie e il tessuto sociale, capace di educare alle scelte di vita che contano. Una scuola attraente e creativa, che promuove ben-essere, che valorizza le qualità e le attitudini di ognuno. In maniera da coinvolgere e promuovere l’acquisizione di competenze multiple necessarie per sapersi orientare nel complesso universo del lavoro e delle professioni. Senza mai sottovalutare le abilità sociali e relazionali, che facilitano molto lo stare bene con se stessi e gli altri. Tutte le aree disciplinari, nei vari ed ordini scolastici, possono trarre degli indubbi vantaggi da metodologie didattiche innovative, al passo con i tempi, che mettano al centro un sistema di interconnessioni ed interrelazioni. Ognuno per ciò che gli compete, deve mettercela tutta, per costruire una scuola sicura, accogliente, aperta, lenta, rigorosa, esigente, solidale e perché no anche gioiosa e sorridente, capace di fornire ad alunne ed alunni gli attrezzi utili per affrontare la vita scolastica, come un’esperienza importante, con i suoi vantaggi e successi oltre che i limiti e i fallimenti. In un serio, difficile, drammatico periodo che stiamo vivendo a causa di questo maledetto Covid-19(non invincibile speriamo tutti!) è sempre più necessario educare ed istruire ad una paziente tenacia che può agevolare il compito di tutti gli attori per non arrendersi ed abbattersi di fronte ad una scuola che rischia di snaturarsi se non si fa valere. La scuola stessa, inoltre, non può permettersi il lusso di mettere da parte tensioni ideali, valori e solidi principi come la pace, la nonviolenza, la democrazia, la giustizia, i diritti umani, la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, nel senso della sacralità della persona e della natura, che non possono continuare ad essere torturate, violentate e saccheggiate. Del resto, se tra i banchi, non si insegna ad innamorarsi della vita, nelle sue molteplici dimensioni, attraverso la musica, l’arte, la poesia, la fisica, la matematica, la tecnologia multimediale, la filosofia, lo sport, cosa ci rimane dopo tante ore scolastiche scandite dall’odiata o amata campanella? Ed allora, avendo avuto, come tanti la possibilità di rivestire tutti e quattro i ruoli/lati del quadrato di cui sopra desidero rivolgere un appello accorato, in direzione di un lavoro che possa con tenacia, costanza, pazienza e con l’aiuto del cu-ore e del ce-rvello, smussare gli angoli dei quattro lati e sempre più arrotondare le linee, in maniera tale da trasformare il quadrato in un cerchio. Sì perché una comunicazione efficace e circolare facilita tutto, tale che con benevolenza e competenza ognuno possa guardare ed essere guardato negli occhi, malgrado il nostro vagare con le mascherine!! E farci venire in aiuto dai preziosi  suggerimenti ed esemplari testimonianze  dei vari  Alberto Manzi, Mario Lodi, Bruno Ciari, Loris Malaguzzi, Maria Montessori, Albino Bernardini, Danilo Dolci, Gianfranco Zavalloni e dell’impareggiabile  don Lorenzo Milani, che  aveva fiducia ed incoraggiava  i “suoi ragazzi” di Barbiana  affermando che :<< ..il maestro deve indovinare negli occhi  dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso oggi…>> . Non si possono raccogliere buoni ed apprezzabili frutti, se nelle aule, nelle case e nei vari contesti, non seminiamo in modo appropriato e costante. Del resto, è oramai dimostrato ampiamente da accreditati studi scientifici, che l’ottimismo con i piedi per terra e il pensiero positivo fanno superare più facilmente le ansie e le preoccupazioni asfissianti, aiutano ad affrontare e gestire le difficoltà, comprese le asprezze della vita, come quella che stiamo sperimentando in questo periodo.



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Posted 26 novembre 2020 by admin in category articoli

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