novembre 17

Nessuno insegna da solo

collaborazioneNessuno insegna da solo
di Mario Di Maio

La riflessione che anima quest’ articolo riprende un concetto che, nell’ambito della recente pandemia, è stato espresso, nel Suo modo semplice e schietto, eppure così pregno di significati umani, sociali e religiosi, da Papa Francesco cioè che, nella Società odierna, “Nessuno si salva da solo”(1).
Parafrasando, con la necessaria umiltà, le Parole del Santo Padre, mi sembra, perciò, appropriato, intitolare le seguenti riflessioni con: “Nessuno insegna da solo”.
La pandemia dovuta alla diffusione del Coronavirus e la conseguente implementazione della DAD, con tutte le difficoltà che ne sono conseguite, hanno determinato, ancora una volta, un quadro generale relativo alle attività didattiche in cui i docenti non potevano uscire “ vincenti” se lavoravano da soli, con un atteggiamento solipsistico, che, ormai, costituisce una condotta obsoleta e poco produttiva nei confronti di una professionalità docente aperta a nuovi scenari di collaborazione e condivisione.
Questi aspetti trovano un’importante conferma negli ultimi Documenti ministeriali, in cui si richiama, ad esempio, “…l’adozione di un curricolo di istituto verticale, che assuma la responsabilità dell’educazione delle persone da 3 a 14 anni in modo unitario e organico, organizzato per competenze chiave, articolate in abilità e conoscenze…”;(2) o ancora quando s’ipotizzano “…la progettazione di percorsi didattici comuni, il confronto delle esperienze e il dialogo professionale ( che ) potrebbero facilitare il processo di integrazione interno agli istituti..”. (3)

Si continua affermando che “Le esperienze virtuose delle attività di ricerca/azione condotte dalle reti di scuole, che in questi anni hanno lavorato alla diffusione delle Indicazioni, testimoniano che la formazione tra pari, lo sviluppo condiviso di pratiche e culture generano proficui risultati e durevole cambiamento”. “È necessario, inoltre, potenziare le occasioni di lavoro collaborativo (scambi, “prestiti professionali”, attività comuni, ecc.) all’interno delle istituzioni scolastiche “.
Gli stessi concetti sono ripresi dalle Linee guida sulla valutazione nella Scuola primaria, in cui, recuperando alcuni articoli del decreto legislativo n. 62/2017, letto in combinato disposto con il DPR n. 275/1999, in particolare con l’articolo (4), si afferma che la valutazione sia coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012 , richiedendo che essa sia espressa “in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa” ed ancora le Linee Guida” offrono ai docenti orientamenti per la formulazione del giudizio descrittivo nella valutazione periodica e finale e definiscono quadri di riferimento e modelli che costituiscono, ai fini della necessaria omogeneità e trasparenza, uno standard di riferimento che le istituzioni scolastiche possono implementare”.(5) Le azioni che devono essere implementate per concretizzare le indicazioni normative non possono scaturire da singole decisioni di ogni docente ma dalla collaborazione e dal confronto.
C’è, inoltre, una considerazione di tipo pedagogico-culturale che avvalora l’affermazione che “Nessuno insegna da solo” ed è il concetto di Comunità educante. Essa costituisce un insieme di persone, in questo caso di “addetti” all’educazione delle giovani generazioni che condividono valori ed ideali che si traducono in azioni concrete armonizzate tra di loro e finalizzate alla formazione e all’inclusione di bambini e ragazzi.
In quanto comunità educante essa determina un’unione di “amorosi sensi”, in cui la collaborazione tra i docenti e tra questi e le altre Agenzie educative, in primis la famiglia, costituisce l’elemento determinante di qualsiasi aspettativa di successo del percorso di educazione e di formazione degli alunni. In tale contesto la scuola è in grado di generare “una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, ed è anche in grado di promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e viva”. (6)
L’aspetto comunitario dell’insegnamento è rafforzato in questo periodo di pandemia, in cui l’isolamento tra le persone ha determinato e determina un aumento del bisogno di relazionarsi in modo positivo con gli altri, sia dal punto di vista esistenziale sia da quello professionale. L’ascolto, il confronto con i colleghi, il condividere sentimenti e difficoltà sembrano le uniche strategie che consentano il superamento del disagio psicologico, spesso sfociato in una vera e propria ansia esistenziale, provocato dalla pandemia.
La collaborazione tra gli insegnanti costituisce anche un eccellente modello di comportamento per gli studenti, sia per quelli che lavorano in DAD, sia per quelli che svolgono l’attività didattica in presenza. Da numerose parti, infatti, si auspica un approccio didattico che coinvolga in prima persona lo studente attraverso l’implementazione di ristretti gruppi di apprendimento, che Ianes definisce “piccole cordate”(7), un’organizzazione che determina un senso di appartenenza, destinato a rendere il processo d’inclusione reale e produttivo. Queste “piccole cordate” potrebbero fornire un modello organizzativo anche per i docenti che, molto spesso, non riescono a cogliere il senso comunitario dell’educazione sparsi, come sono, in aggregazioni gruppali molto ampie e in cui gli aspetti relazionali sono alquanto deficitari.
Le considerazioni esposte confermano l’esigenza che “nessuno insegna da solo” ma c’è un ulteriore aspetto dell’azione dell’insegnamento che rafforza tale visione e che può essere trasposto nella formula: “Nessuno valuta da solo”.
La prima condivisione è quella che i docenti devono superare le modalità di valutazione legate ad un tipo di pedagogia che Freire definisce “ bancaria”(8), che sottolinea la trasmissione dei saperi, la divisione tra chi sa e chi non sa per cui la valutazione ha la funzione di classificare, comparare, escludere. Gli insegnanti devono esercitare una “pedagogia dell’emancipazione”(9) in cui l’apprendimento è una costruzione sociale, l’errore è una risorsa e la valutazione ha una funzione esclusivamente formativa. La soggettività dell’insegnante è irriducibile, nella didattica come nella valutazione ma, anche in questa essenziale azione della professionalità docente, bisogna porre riparo al solipsismo in cui spesso si pone l’educatore attraverso un rafforzamento delle proprie competenze specialistiche, un raffronto continuo con i documenti strategici elaborati dalle istituzioni scolastiche e il confronto costante con i colleghi, con il Dirigente scolastico e con le famiglie.
Le fatiche e le gioie della relazione e della condivisione sono presenti a tutti noi, ma è necessario uno sforzo perché questi due aspetti della professionalità docente costituiscono l’unico rimedio per far fronte al disagio psicologico che vivono molti insegnanti. Docenti che si trovano in una situazione di ben-essere inducono lo stesso sentimento nei propri allievi, nei colleghi e nei genitori, aumentando, quindi, le probabilità che l’intera comunità educante possa godere di maggiore speranza ed equilibrio. La collaborazione tra i docenti può rappresentare uno strumento fondamentale per affrontare la sfida di una “fragilità” alla quale non eravamo preparati. Essa può esprimere una valida strategia d’uscita che ci consente di rimarcare il nostro ruolo di educatori, contribuendo, così, ad un’opera di “ri-costruzione” di un contesto socio-culturale devastato dalla pandemia.

Per gentile concessione della rivista “Il Maestro” AIMC ( Associazione Nazionale Maestri Cattolici)


1 Dal Discorso tenuto da Papa Francesco il 27 marzo 2020.
2 Indicazioni e nuovi scenari, MIUR, 22 febbraio 2018.
3 idem
4 idem
5 Linee Guida per la Valutazione della Scuola primaria, MIUR, 4 dicembre 2020
6 La scuola come comunità educante, a cura di Paola Di Gennaro ed Emma Francesconi, Nucleo Provinciale di supporto alle Indicazioni per il Curricolo dell’Aquila
7 Dario Ianes, Oltre le distanze, video-conferenza Fondazione Agnelli, 2020
8 P.Freire, Le Virtù dell’educatore: Una pedagogia dell’emancipazione, 2018, EDB – Edizioni Dehoniane Bologna
9 idem


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Posted 17 novembre 2021 by admin in category articoli