giugno 16

Dalla formazione iniziale alla formazione continua: alcune riflessioni sul DL 36.

Knowledge-1Dalla formazione iniziale alla formazione continua:  alcune riflessioni sul DL 36
di Daniela Lazzaro

La formazione è momento di cambiamento, nel senso di una trasformazione che porta il soggetto ad una  presa dì coscienza delle proprie risorse, delle proprie capacità, dei percorsi migliorativi attuabili per la propria vita. (Margiotta U. (2006), Pensare la formazione, pp267)

L’ultimo aggiornamento normativo tuttora vigente riguardante i crediti in ingresso (formazione iniziale) per gli insegnanti, approvato contestualmente alla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145, 30 dicembre 2018), precisa che per accedere ai concorsi a cattedra è necessario conseguire la laurea magistrale e ottenere, anche in forma curricolare, 24 crediti in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche (sono esentati i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione).

UNA PRIMA DOMANDA: quando acquisire i 24 crediti propedeutici? Ha senso considerarli a sé senza interrogare le discipline?

  • Una proposta limitata a soli 24 crediti per la formazione iniziale vede uno sbilanciamento tra aree disciplinari ed aree antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecniche didattiche. Contemporaneamente il loro inserimento casuale (patente a punti?) all’interno del percorso universitario ne vanifica la funzione propedeutica e sostanziale che li dovrebbe caratterizzare.
  • Un percorso di metodologia e didattica, di pedagogia generale o speciale, di psicologia ecc…acquisisce senso se integrato in una riflessione nella quale va contestualizzato attraverso la progettazione di project work e/o segmenti (attività, unità di apprendimento, casi) didattici che coinvolgono la disciplina. La formazione è inoltre un processo di crescita individuale che si ottimizza nell’interazione collegiale.

UNA SECONDA DOMANDA: quale continuità tra i 24  ed i 60 CFU acquisibili durante tutto il percorso universitario e previsti dal Dl 36? quale articolazione per i 60 crediti?

  • La formazione iniziale è il primo passo della formazione continua (sperimentazione e ricerca-azione) che caratterizza la professionalità insegnante per il miglioramento della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Per questa motivazione il percorso della formazione iniziale per l’insegnamento deve rispettare i principi  del rispetto dei  tempi e della propedeuticità. I Tempi nei quali collocare i crediti formativi (24 più 60) sono strettamente collegati al rispetto di uno sviluppo organico delle diverse tappe, collegate tra loro e in continuità (consequenzialità). Dal valore e dalla riflessione sulle discipline, al loro diventare saperi per l’apprendimento e la formazione delle persone, attraverso una trasformazione in pratiche e azioni didattiche. Un percorso che inizialmente ha come sede privilegiata l’università ma poi progressivamente investe chi lavora nella scuola (tutor per i laboratori, il tirocinio e le didattiche) e investe il contesto scolastico nell’interazione tra tutor di scuola, insegnanti in formazione, dimensioni collegiali degli istituti nella progettazione e nell’effettuazione del tirocinio.

I 60 crediti devono dare dato ampio spazio

  • alla didattica disciplinare(laboratoriale) nella quale assumono senso e trovano collocazione i crediti psico-pedagogici;
  • ai laboratori didattici nei quali si contestualizzano le metodologie e tecniche didattiche, gli insegnamenti dell’area psico-pedagogica;
  • al tirocinio (almeno 20 crediti) quale luogo di progettazione-sperimentazione-riflessione, dove la azione pratica permette la verifica, la riflessione e l’attuazione pratica dei momenti precedenti.

UNA TERZA DOMANDA: quale continuità tra formazione iniziale e formazione continua? quale integrazione?

La formazione iniziale si innesta in un contesto di ricerca, riflessione sulle pratiche, in una dimensione collegiale di confronto, scambio e condivisione, già presenti a scuola. Diviene un processo che si trasforma e si rinnova dopo ogni momento di prova e messa in atto.  Vengono messe a disposizione della collettività le competenze individuali e specifiche. La ricerca e la progettualità insite nella formazione iniziale costituiscono un momento di trasformazione e verifica dei processi e delle pratiche presenti nella istituzione scolastica. E’ motore di approfondimento e ripensamento, valorizza professionalità e dimensioni collegiali.

La metodologia prevalentemente laboratoriale e collegiale viene estesa ai momenti di formazione previsti dalla scuola; le competenze specifiche offrono occasione di pratiche di autoformazione, confronto e valorizzazione. I nuovi bisogni formativi e di ricerca che emergono dalla comunità educante si incardinano su quanto già presente, favorendo processi di miglioramento dell’apprendimento e dell’insegnamento.

In un’ottica di non emarginazione degli studenti ma pure dei docenti. Per non perdere risorse.

E, UN’ULTIMA RIFLESSIONE: come coniugare e considerare in continuità formazione e reclutamento?

non vi sono possibilità di programmare e ottimizzare percorsi formativi, prove di idoneità e ingresso nella scuola?

Formazione significa dar forma all’azione; o meglio ai sistemi di azione che costituiscono, per un verso, l’identità evolutiva, storica, inventiva del soggetto e, per l’altro, la matrice generativa che consente al soggetto di coniugare e, a un tempo, di moltiplicare le forme del suo esistere.

(U. Margiotta)


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Posted 16 giugno 2022 by admin in category articoli